Visita al Castello Reale di Sarre in Valle d’Aosta | Visita, aperture, orari, costi

Su una piccola altura sorge un’antica dimora storica dei Savoia, che domina la Valle d’Aosta, il Castello Reale di Sarre venne scelto dalla famiglia reale come dimora di piacere da dedicare alla caccia grazie alla sua magnifica posizione ai piedi delle valli Cogne, Rhêmes e Valsavarenche. 

Si trova nella piccola località Lantalex nel comune di Sarre, dal quale prende il nome, e fu una delle residenze più amate da Re Vittorio Emanuele II, Re Umberto I e Maria Josè del Belgio, l’ultima regina consorte d’Italia.

Il castello di Sarre è una dimora unica nel suo genere, di una bellezza atipica, intima e a tratti grottesca. Un palazzo dal gusto maschile che racconta di passati loisir e di antiche battute di caccia. Un luogo che a fatica dimenticherete!

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Alla Reggia di Venaria per la mostra di Paolo Pellegrin e la Giostra di Nina

Camminare per le stanze di una delle Regge più grandi e spettacolari di Europa è sempre emozionante. Lo è indubbiamente ancora di più quando mi sono trovata ad essere una delle prime persone a varcare nuovamente i cancelli dopo mesi di chiusura, un lungo periodo in cui stanze, affreschi, corridoi, gallerie, giardini, sono rimasti chiusi in se stessi, preda solo della polvere e dell’oblio. Quello che ho capito ancora di più in questo ultimo periodo è quanto la bellezza vada prima di tutto condivisa, aperta al pubblico, divulgata ogni volta che è possibile farlo. E quindi eccomi qui, a raccontarvi ancora una volta un pezzetto del mio Piemonte, a prendervi per mano e accompagnarvi tra i marmi, le sculture e i piani della Reggia di Venaria.

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Tra le vie del borgo di Dozza tra murales meravigliosi ed etichette di vini

È il 1965, siamo in Italia e l’idea che dei disegni sul muro siano arte è ancora lontana. Quei disegni che, più che altro, sono visti come segno di vandalismo. Eppure proprio negli anni Sessanta qualcuno ci scommette su quei murales da destinare anno dopo anno al borgo di Dozza. Ed evidentemente fa centro. Nasce così la Biennale del Muro Dipinto, che si svolgeva ogni due anni negli anni dispari e che ha regalato alle vie del borgo di Dozza un museo a cielo aperto, di inestimabile bellezza e valore. Anno dopo anno Dozza si è dipinta e si è abbellita, regalandoci una magia unica, che si respira tra le sue vie, passeggiando immersi nell’arte senza nemmeno aver pagato il biglietto di ingresso.

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Le Rocche dei sette fratelli | Camminata ad anello delle Rocche dei 7 fratelli, da Treiso a Cappelletto

Le affascinanti Rocche dei 7 fratelli sono una meta imperdibile quando si visitano le Langhe, a pochi chilometri da Alba, nel comune del magnifico borgo di Treiso. Le rocche sono una stupefacente opera della natura e sono avvolte dal mistero di un’antica leggenda popolare. Un luogo incantato ed incorniciato da una fitta vegetazione, custodite tra colline e simmetrici filari di vigne e noccioli. 

Il modo migliore per apprezzare a pieno questa meraviglia naturale è grazie alla camminata ad anello delle Rocche dei 7 fratelli, da Treiso a Cappelletto. Un percorso lungo strade panoramiche tra vigneti e noccioli, che vi porterà dai piedi alla cima delle rocche. 

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Cinque mete europee che sembrano uscite da una fiaba (e cinque consigli libreschi per viverle da lontano)

A tutti quelli tra noi che sono fatti per viaggiare, sprofondare il naso negli odori di piatti sconosciuti e gli occhi nei dipinti d’oltralpe, a quelli che si fingono nel Medioevo non appena varcano le porte di un borgo secolare o nell’Ottocento quando si ritrovano davanti la nostalgica visione di una brughiera, a quelli che si sentono meglio girovagando per i mercatini e i castelli, che perlustrano i boschi alla ricerca di caffetterie col tetto spiovente o di cottage sui fiumi da immortalare, vorrei dire che torneremo di nuovo a salire su un aereo. E quando accadrà, avremo bisogno di posti evocativi. Avete presente quelle atmosfere ricche di particolari odori, sensazioni e musiche che sembrano venire da lontano, quelle città circondate da laghi e fortezze che ci fanno sentire in un libro o, meglio, in una fiaba? Ecco. Abbiamo bisogno di una meta per fuggire. Ma che sia romantica come il paesaggio in una scena di La Bella e la Bestia, o spettrale e gotica come se l’avesse disegnata Mary Shelley, o elegante e misteriosa come a darvi l’impressione che a un certo punto potreste incontrare Thomas Mann in una libreria. E finché ciò non sarà possibile, non temete, perché si può viaggiare anche stando a casa: bastano una tazza di tè o di caffè, una poltrona e un libro.

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I cinema storici di Torino | È stata Torino la prima capitale d’Italia del cinema ( anche a luci rosse )

Nel Marzo 1896, a pochi mesi dalla prima proiezione al Gran Cafè del Boulevard des Capucines a Parigi, a Torino viene proiettato il primo spettacolo a pagamento d’Italia. La proiezione avvenne nella chiesa dell’ex Ospizio di Carità in via Po, cuore del centro di Torino. Proprio qui, qualche anno più tardi, aprì il Cinema per le famiglie e Torino iniziò ad essere un punto di riferimento cinematografico non solo nazionale, ma anche internazionale. Hanno superato i bombardamenti della guerra e una crisi senza precedenti, e oggi i cinema storici di Torino, per fortuna nostra e di chi verrà, resistono. Io li amo, li frequento: sono un tuffo dal passato che dobbiamo tenerci stretti.

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Camminata nell’entroterra di Imperia | Passeggiata ad anello tra gli ulivi di Dolcedo

Cosa c’è di meglio per assaporare la pura essenza dell’entroterra ligure di una passeggiata tra distese di ulivi, tra i profumi della Riviera dei Fiori ed il suono della natura incontaminata?

Alle spalle di Imperia, in quel tratto di Liguria che non sembra essere stata toccata dalle masse e dai cambiamenti del tempo, nel cuore della Val di Prino, è possibile fare una passeggiata ad anello che da Dolcedo conduce a Bellissimi, passando dagli splendidi laghetti di Lecchiore. 

Tra antiche mulattiere, freschi torrenti, tipici borghi liguri e ulivi a perdita d’occhio potrete godervi questa splendida passeggiata immersa nel verde. Un modo inaspettato per andare alla scoperta di un territorio rurale che saprà farvi emozionare.

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Le Gallerie di Torino e le meraviglie che custodiscono | I passages torinesi che tutti amano

La pioggia inizia a battere insistente, anche se è piena estate, e allora improvvisando una corsetta ci si va a riparare in Galleria Subalpina, è quasi Natale e si va di fretta, ma si fa comunque una deviazione per ammirare l’albero elegantemente addobbato di Galleria San Federico. Dopo un giro al mercato di Porta Palazzo, si cerca un po’ di silenzio, lontano dal caos, in Galleria Umberto I. Tre frammenti di vita, tre racconti di vita tipicamente torinesi. Le Gallerie di Torino sono luoghi di cui non ci si stanca mai, posti speciali in cui ripararsi dal freddo o aspettare che cominci il film, pezzetti di Torino che la rendono unica: andiamo alla scoperta dei passages torinesi che tutti, ma proprio tutti, amano.

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