Tra le vie del borgo di Dozza tra murales meravigliosi ed etichette di vini

È il 1965, siamo in Italia e l’idea che dei disegni sul muro siano arte è ancora lontana. Quei disegni che, più che altro, sono visti come segno di vandalismo. Eppure proprio negli anni Sessanta qualcuno ci scommette su quei murales da destinare anno dopo anno al borgo di Dozza. Ed evidentemente fa centro. Nasce così la Biennale del Muro Dipinto, che si svolgeva ogni due anni negli anni dispari e che ha regalato alle vie del borgo di Dozza un museo a cielo aperto, di inestimabile bellezza e valore. Anno dopo anno Dozza si è dipinta e si è abbellita, regalandoci una magia unica, che si respira tra le sue vie, passeggiando immersi nell’arte senza nemmeno aver pagato il biglietto di ingresso.

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