Una valle che si estende lungo il fiume Sesia, protagonista per gli appassionati di esperienze sportive e adrenaliniche. Si trova ai piedi del massiccio del Monte Rosa, la seconda cima delle Alpi dopo il Monte Bianco e ha l’onere di dividere l’Italia dalla Svizzera.
La Valsesia è una valle appartata, dall’atmosfera intatta e ricca di cose ed esperienze da fare. Destinazione per chi ama la montagna ma rifugge le mete più blasonate, per chi desidera riposarsi ma pensare da un ventaglio di possibilità se ha voglia di fare esperienze di ogni genere. Sono tantissime le cose da fare e da vedere in Valsesia, qui ve ne parlo.
Un manifesto vintage, risalente alla metà del secolo scorso, rappresenta due bambini vestiti in abiti tradizionali che tengono in mano un ventaglio. Sul ventaglio, sono disegnati il massiccio del Monte Rosa e la Basilica dell’Assunta, quella al Sacro Monte di Varallo, due simboli indiscussi di questa valle. Lo slogan decreta la Valsesia come la valle più verde di Italia.
Non so dirvi se sia effettivamente la valle più verde dello Stivale, ma posso affermare con certezza che il colore si addice a questo pezzetto di montagna ai piedi del Monte Rosa. La Valsesia è una valle intatta, poco frequentata perché non è di passaggio, interessante per scoprire la cultura Walser e ricca di esperienze da fare in famiglia: una delle valli che mi mancava di vedere in Piemonte.
C’è un angolo dell’Andalusia, lontano dalle gemme turistiche imprescindibili ma prese d’assalto tutto l’anno, dove il silenzio, il tempo sospeso e l’accecante bellezza coinvolgeranno i romantici e affascineranno anche i più scettici. Sono i bellissimi pueblos blancos, un mosaico di villaggi candidi incastonati tra le montagne e le vallate e costruite sulle rocce, dove il bianco abbagliante vi lascerà di stucco.
Tra le montagne della Sierra e le vallate scavate dai fiumi, i pueblos blancos rivelano la loro anima più autentica: quella di un’Andalusia poetica e senza tempo, dove ogni vicolo invita a rallentare, ad assaporare l’attimo presente. Sono borghi magnetici che offrono panorami incredibili: da inserire per forza in un roadtrip in Andalusia.
In alto c’è l’azzurro del cielo con il sole caldissimo che non lascia tregua a nessun orario, intorno ci sono le rocce e la vegetazione più aspra e indomita. Nel cuore di questo quadro appaiono loro: i borghi con le caratteristiche casette di color bianco accecante, che ammaliano il turista e lo spingono a perdersi nel dedalo di stradine alla ricerca di un pochino di ombra e di frescura, soprattutto nelle giornate più calde.
Un roadtrip dedicato ai pueblos blancos
Chi desidera conoscere l’Andalucia più autentica, esplorando il suo entroterra, può dedicare ai borghi bianchi andalusi un itinerario ad hoc, percorrendo un viaggio in auto che tocca una ventina tra i più bei villaggi tipici della Spagna del sud.
Per visitare i tipici villaggi bianchi, sia che partiate da Siviglia, Cordoba, Cadice o Malaga, dovete necessariamente avere un’auto a noleggio a disposizione. I treni non arrivano, distano parecchio l’uno dall’altro, e muoversi in un altro modo è davvero complesso. Con la macchina le distanze sono fattibili e potrete vedere anche due, tre borghi al giorno, prendendovi anche il tempo di rilassarvi e godervi la loro visita.
Sono quasi sempre paesini di origine araba, costruiti inerpicati su colline e montagne, proprio perché in passato avevano scopi difensivi: il dedalo di vie e viuzze del centro storico è stretto e ripido, le casette spesso minuscole sono costruite lungo le rocce e di frequente vicino ai fiumi, il tipico e rigoroso colore bianco aveva la funzione di tenere lontano il caldo, per quanto possibile.
I villaggi bianchi più affascinanti si trovano nella provincia di Cadice e di Malaga, all’interno e ai margini del Parco Naturale della Sierra de Grazalema. Se riuscite a dedicare almeno un giorno a Ronda, cosa che tra l’altro vi consiglio, tantissimi dei borghi sono molto vicini e possono essere visitati in successione. I più suggestivi, da segnare, sono:
Arcos de la Frontera: considerato la porta di accesso di questi villaggi bianchi, dista poco più di un’ora di auto da Siviglia.
Zahara de la Sierra: nascosto tra le montagne, si affaccia su un lago artificiale e ha anche un castello medievale. Si trova a circa 1 ora e 30 minuti da Siviglia e a un’ora da Ronda.
Setenil de las Bodegas: forse il più celebre, quello che abbiamo visitato anche noi e di cui vi parlo meglio tra pochissimo. Dista 25 minuti di auto da Ronda.
Grazalema: immerso nella natura dell’omonima Sierra, dista circa 45 minuti di auto da Ronda.
Olvera: dominata dal castello, questo borgo bianco si trova a circa 1 ora e 20 minuti dal centro di Siviglia e a meno di un’ora di auto da Ronda.
Inserire almeno un pueblos blancos in un itinerario andaluso
Se il tempo che avete a disposizione, come spesso capita, non permette di dedicarsi a tutti, vi spingo comunque a valutare l’idea di inserirne nel vostro itinerario andaluso almeno uno. Noi abbiamo optato per Setenil de las Bodegas, uno dei borghi bianchi più tipici e conosciuti, ma per niente affollato e assolutamente godibile.
Visitare Setenil de las Bodegas
Una delle tappe che attendevo con più trepidazione era proprio questo accecante borgo bianco situato nel punto più a sud dell’Andalusia. Una volta raggiunto, vi consiglio di parcheggiare nella parte più in alto. Ci sono diversi parcheggi gratuiti lungo la strada e in questo modo il colpo d’occhio del borgo dall’alto, precisamente dal Mirador Balcón de Setenil de las Bodegas, vi colpirà all’istante. Da qui ammirerete dinanzi a voi il Castillo de Setenil de las Bodegas, una fortezza almohade del XII secolo di cui resta soprattutto la Torre del Homenaje, su cui si può salire per godersi la vista.
Mirador Balcón de Setenil de las Bodegas, per la vista a colpo d’occhio sul borgo bianco
Setenil de las Bodegas, conosciuto anche come la città della montagna, è chiamato così perché è stato costruito in maniera tale da adattarsi al corso del fiume Guadalporcún. Il motivo per cui in questo borgo risiede tanto fascino è infatti la particolare ubicazione delle case, costruite addossate a enormi pareti di roccia, adattandosi anche alla pendenza del terreno, che scende imponente verso il fiume. Il borgo sembra infatti sia stato costruito scavando nella montagna, o se vogliamo vederla in modo più romantico, come se dalla roccia venisse abbracciato. Alcune case privati, ma anche bar, birrerie e cantine, sono addirittura costruite all’interno di grotte. Noi ci siamo fermati per un piccolo aperitivo, qualcosa di fresco e delle tapas, proprio in questa via in un bar con una bellissima terrazza con panorama sui tetti bianchi.
Setenil de las Bodegas è pura magia, architettura e natura si fondono tra loro, non chiarendo dove comincia una e finisce l’altra.
Infilatevi nel dedalo di viuzze e dirigetevi verso la prima tappa, Calle Herrería, una delle più antiche del borgo, dove vi sembrerà di camminare nel cuore delle pareti rocciose: qui le case sembrano toccarsi, i vicoli sono strettissimi e c’è uno degli angoli più fotografati con la scritta Besame en este rincon. Inoltre, al costo simbolico di 1 euro, potrete entrare e visitare una tipica casa-grotta e sarà proprio il proprietario ad accogliervi nella sua casa privata. Dentro, vi renderete conto di quanto le abitazioni siano scavate nella roccia e di quanto gli spazi siano minuscoli ma sfruttati al massimo.
Calle Herrería
Se amate i panorami dall’alto segnatevi Il punto panoramico del Mirador del Carmen e il Mirador del Lizón.
Uno dei luoghi più simbolici è Terrazas calle cuevas del Sol, dove le facciate bianche delle abitazioni si affacciano sul torrente Trejo, al momento del nostro viaggio completamente asciutto, mentre una gigantesca roccia incombe sui tetti delle case, che sembrano schiacciate.
Pochi passi più avanti vi ritroverete a Cuevas de la sombra, dove la roccia attraversa l’intera strada creando un tunnel roccioso dove potrete trovare taverne, negozi e bar.
Durante un viaggio in Andalusia, un roadtrip in questa regione secca e sorprendente, Cordoba è un gioiellino da non perdere. Tra vicoli minuscoli e bianchissimi, un’architettura dirompente e arabeggiante e fiori dappertutto in primavera e in estate, Cordoba, o Cordova in italiano, vi farà innamorare perdutamente.
Per me è senza dubbio da inserire nel vostro itinerario andaluso e le vanno dedicati almeno due giorni se, come noi, ci capitate durante il Festival Patios di Cordoba a Maggio, per poter visitare i meravigliosi cortili interni e non perdervi le chicche architettoniche che custodiscono.
Un viaggio in Andalusia era tra i sogni nel cassetto che avevo da tantissimo tempo. E come sapete, amo viaggiare con la stagionalità e con la magia che alcuni posti riservano in una specifica stagione dell’anno: quando siamo arrivati a Siviglia e abbiamo trovati i viali alberati esplosi di colori tra il lilla e il blu, ho avuto la certezza che fosse la primavera la stagione perfetta per visitare questa regione della Spagna!
Nonostante il viaggio sia stato organizzato in pochissimo tempo e all’ultimo come di consueto, è stato ricco e con una buona alternanza di momenti culturali e di relax, in cui ci siamo goduti pranzi all’aperto, passeggiate nei borghi e un salto al mare. Avremmo potuto organizzarlo meglio, fare più attenzione su alcune cose e prenotarne con anticipo altre. In questo articolo vi lascio i consigli pratici per l’Andalusia, per organizzare da soli un viaggio perfetto in questa meta speciale.
Non aspettatevi paesaggi drammatici segnati da profonde gole, ma bensì morbidi crinali disegnati dai filari ordinati dei frutteti, che si inerpicano quasi a voler conquistare il ghiacciaio del Folgefonna, che lo sovrasta.
L’Hardangerfjord è il fiordo dove rallentare, dove adeguarsi ai tranquilli ritmi norvegesi e il perfetto punto di partenza per un viaggio nei fiordi. Circumnavigato da piccole strade panoramiche che costeggiano sai i suoi famosi frutteti che le sponde del fiordo, dove fanno capolino villaggi incantevoli, piccole baite rosse che si riflettono sull’acqua, fattorie dai colori pastello che sbucano tra i filari, aree di sosta moderne e scorci davvero idilliaci. Un fiordo dal sapore un po’ “mediterraneo”, ma non per questo meno privo di fascino! Vi racconto cosa fare e cosa vedere a Hardangerfjord.
La Norvegia è stata da sempre nella mia lunga lista di desideri di viaggio, però l’ho sempre vista come una di quelle mete un po’ irraggiungibili. Vuoi per i prezzi, vuoi l’aulicità dei fiordi, vuoi per la crociera che non è mai stata nelle mie corde come tipologia di viaggio. Ma poi, un giorno parlando con la mia compagna di viaggio, si è fatta strada tra di noi quest’idea, un po’ folle, di organizzare questo on the road tra i fiordi, pure low cost. E da lì a poco ci siamo ritrovate a prenotare i voli per Bergen.
Per chi come me ha avuto questa folle idea, questa è una guida completa per organizzare un on the road in Norvegia senza spendere un capitale.
Avete presente la crociera sui fiordi Norvegesi? Ecco, dimenticatela! Questo è un itinerario, fitto fitto, per un viaggio on the road di 15 giorninei fiordi norvegesi per viaggiatori instancabili, o quasi!
Se siete pronti a macinare chilometri su strade di montagna, consumare le suole delle vostre scarpe, se siete pronti a cambiare il piano A per un piano B che include quelle due ore extra di auto, se non potete fare a meno di fermarvi in continuazione per scattare fotografie.
Bergen è un timido sorriso, di quelli che se riesci a scorgere ti scaldano l’animo, è un gioiello discreto, di quelli che catturano l’attenzione senza far rumore, è pura poesia, ma non di quelle da recitare a memoria, una di quelle che rimangono impresse e ti accompagnano nella vita. Bergen è una meta talmente inaspettata che, sono certa, farà breccia nel vostro cuore!
Si affaccia, anzi si riflette, sul Mare del Nord, a sud ovest della Norvegia, è immersa nel verde e abbracciata da montagne. È un luogo di una bellezza delicata, nonostante i suoi forti contrasti. È una bellissima cittadina scandinava che, a mio parere, va vissuta lentamente e va scoperta passeggiando. È il punto di partenza ideale per un viaggio nei fiordi e, al tempo stesso, è meta perfetta per un weekend lungo grazie alla moltitudine di cose da fare e da vedere.
Piccola ma non così tanto, facile da girare e sorprendente. Ricca di spiagge, cale e calette. Minorca dona incredibili tramonti, consente di rilassarsi ma anche di fare una vacanza attiva, con un sacco di attività e luoghi da visitare.
Perfetta in coppia, in famiglia con bimbi piccoli o adolescenti, ma anche per un viaggio in solitaria, se state cercando un’isola meravigliosa in cui trascorrere almeno una settimana, Minorca può essere la meta ideale per voi.