Lago di Resia in Alto Adige | Un campanile sommerso e il borgo di Curon

Un lago che sembra una tavola, da cangianti colori azzurri, che in inverno quasi sempre gela, permettendo anche ai più coraggiosi di camminare sulla sua superficie. IL Lago di Resia è forse tra i luoghi più suggestivi dell’Alto Adige, incredibile e affascinante, a tratti inquietante, legato a una storia vera ( nessuna leggenda ) e dolorosa della Val Venosta.

Il Lago di Resia infatti nasconde un borgo sommerso, l’antico borgo di Curon, di cui rimane un unico testimone a osservare tutto dall’alto, il campanile sommerso. A questo luogo si sono ispirati per una serie tv Netflix e un bellissimo libro di Marco Balzano. Ma anche i dintorni del Lago di Resia sono ricchi di luoghi da non perdere.

Val Venosta, una delle quattro valli principali dell’Alto Adige

Regno di meleti e vigneti, colline ampie e sinuose che nascondono la vista all’orizzonte. La Val Venosta merita da sola un viaggio di più giorni, per scoprire i profumi e i sapori che racchiude, per conoscere le bellezze che il territorio può offrire, per visitare i numerosi castelli che svettano imponenti con alle spalle le montagne a proteggerli.

La Val Venosta è una valle alpina dell’Alto Adige, una delle quattro valli principali della regione Trentino-Alto Adige, assieme alla valle dell’Adige, alla valle dell’Isarco e alla val Pusteria. Siamo a pochi chilometri da Passo Resia, nei pressi della triplice frontiera, quella che separa tra loro Italia, Svizzera e Austria.

La Val Venosta in Alto Adige custodisce il Passo Resia, dove c’è il confine di Italia, Svizzera e Austria

Lago di Resia quando andare

In estate potrete godervi il lago per quello che è, una grandissima distesa di acqua che cambia colore a seconda del momento della giornata e dalla posizione delle nuvole. Potrete spostarvi sul camminamento, il largo muro della diga. Il lago di Resia è infatti un lago artificiale, il lago più grande dell’Alto Adige.

In estate sul lago vengono svolte tantissime attività divertenti, kayak, velakitesurf e nei boschi che circondano il lago è possibile andare in mountain bike o a cavallo, fare tiro con l’arco e passeggiate.

In inverno il lago gela e viene avvolto da un paesaggio freddo e ammantato. I più coraggiosi possono camminare sulla superficie del lago ghiacciata fino a raggiungere il campanile.

La storia del Lago di Resia e il campanile sommerso

Nonostante il luogo li alimenti molto, non c’è nessuna leggenda e nessun mistero intorno alla storia del Lago di Resia e a quello che è, a tutti gli effetti, il suo simbolo: il campanile sommerso in stile romanico della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al 1357, unico edificio sopravvissuto del borgo di Curon Venosta.

Nel 1939, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, lo Stato approva al consorzio Montecatini la costruzione di una grande diga in Val Venosta. Siamo nel periodo fascista, contrassegnato tra le altre cose, da grandi opere di modernizzazione in tutto il Nord Italia. Il progetto della diga è ambizioso e non tiene per niente conto delle famiglie che vivono nei due borghi di Curon e Resia, che verrebbero spazzati via con la costruzione della diga.

La seconda guerra mondiale blocca tutto e gli abitanti di Curon e Resia pensano, rincuorati, che ormai quello della diga sia da ritenere un progetto dimenticato. Finita la guerra, nel 1947, sbalordendo tutti, la Montecatini annuncia l’immediato proseguimento dei lavori per la costruzione del lago artificiale.

Il progetto della diga in Val Venosta avrebbe riguardato l’unione di tre laghi alpini, due laghi più a monte, per crearne uno unico, più grande. Il livello dell’acqua si sarebbe alzato di 22 metri andando, così, a sommergere completamente la storia, i ricordi, le case di quasi 150 famiglie. Tutte le case vennero fatte saltare in aria, ad eccezione del campanile romanico trecentesco, che venne risparmiato. Non c’è nessun borgo sommerso dalle acque quindi, anche se ammetto che sia molto affascinante da pensare.

Dell’antico borgo di Curon è rimasto solo il campanile come unico custode del passato

Nell’estate del 1950 tutto era ormai pronto. Le chiuse sono state serrate e l’acqua si è alzata di oltre 20 metri, sommergendo 677 ettari di terreno, di cui la maggior parte destinato all’agricoltura.

Alle famiglie, che avevano perso le case, gli animali e le loro radici, venne dato un risarcimento ridicolo e quasi tutte emigrarono; chi non partì, venne sistemato in alcune baracche di fortuna costruite in gran fretta all’inizio di Vallelunga.

Un libro e una Serie TV ambientati al Lago di Resia

La suggestione del luogo e l’inquietudine che il campanile in mezzo al lago, solo e vigilante, riescono a trasmettere a chi si trova a pochi passi da lì, l’hanno reso una perfetta location per girare una serie tv Netflix, Curon.

Curon è una serie tv che gioca sul turbamento che questo luogo riesce a suscitare a chi si trova a pochi passi dal campanile che svetta sull’acqua. Una madre, insieme ai suoi due figli, torna in Val Venosta, nel paesino in cui è nata, dove le è rimasto solo il padre che però sembra non volerla lì con la sua famiglia. Nella grande casa abbandonata, che era un hotel, si sentono strani rumori e quando la mamma scompare all’improvviso, i ragazzi iniziano a cercarla. Una serie tv horror e inquietante, con una trama interessante, che però almeno con me è stata un po’ deludente per il finale.

C’è anche un libro che racconta la storia del borgo scomparso di Curon Venosta e che ha proprio il campanile come foto di copertina.

Siamo negli anni Cinquanta, quando dopo i dolori e le ferite della seconda guerra mondiale vengono completati i lavori di costruzione di una grande diga per la produzione di energia elettrica. Il paese di Curon Venosta viene inghiottito per sempre dall’acqua, spazzando via le case del vecchio paese. Il romanzo di Balzano racconta la storia di Trina, donna forte e caparbia nonostante le sofferenze che l’hanno solcata, ma anche degli abitanti che hanno lottato per salvare il loro paese e la loro identità. Una storia che ferisce con una lama sottile, che ho letto proprio durante il mio viaggio in Alto Adige.

Resto qui, di Marco Balzano è un romanzo che racconta la storia di chi si è visto cancellare il luogo in cui era vissuto

Lago di Resia: qualche informazione pratica

Il lago di Resia si raggiunge in auto senza problemi. Da Bolzano dista circa un centinaio di chilometri, considerate almeno un’ora e mezza di tragitto. Il parcheggio più comodo per visitare il lago si trova proprio di fronte al campanile sommerso. Il parcheggio è a pagamento e anche se a un primo sguardo vi sembrerà stracolmo, in verità c’è parecchio movimento: tanti si fermano qui giusto per una foto al campanile sommerso e proseguono. Abbiate un po’ di pazienza perché sicuramente troverete un posto. Poco prima, nei pressi di San Valentino alla Muta c’è un altro parcheggio, questa volta gratuito.

A partire dalla metà luglio è possibile fare una crociera sul lago di Resia. L’imbarcazione utilizzata, chiamata MS Hubertus, è stata costruita in Baviera all’inizio degli anni Trenta. Durante la crociera, il capitano vi racconterà la storia di Curon, del lago di Resia e del suo campanile sommerso.

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