Camminata al Rifugio Soria Ellena in Valle Gesso

La camminata al Rifugio Soria Ellena è un’escursione molto piacevole, perfetta per le famiglie e per chi sta muovendo i primi passi in montagna, oltre ad essere un’ottima tappa per escursioni più impegnative o per una traversata. 

Questa camminata si trova in Valle Gesso in provincia di Cuneo, nel Vallone della Barra, all’interno del cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime e sul percorso della Grande Traversata delle Alpi. 

La durata dell’escursione è di circa due ore e mezza, la salita è dolce ma costante ed il dislivello di circa 600 metri. 

Alcune informazioni pratiche

La partenza del sentiero è nella località San Giacomo di Entracque, che si raggiunge passando dalla Diga della Piastra di Entracque. Qui è presente un ampio parcheggio a pagamento oppure è possibile lasciare l’auto gratuitamente lungo le piazzole presenti sul ciglio della strada, ovviamente senza ostruire il passaggio delle auto. 

Per questo sentiero è consigliato l’uso di abbigliamento da trekking, con scarponcini impermeabili, poiché in alcuni tratti è presente acqua sul sentiero. 

Il sentiero si trova all’interno del Parco Naturale delle Alpi Marittime quindi è consigliabile consultare le norme di comportamento.

Sul percorso è molto probabile che incontriate un pastore maremmano, un grande cane bianco, non è pericoloso ma bisogna fare attenzione a come ci si comporta in sua presenza. Il cane è impiegato nella difesa di gregge o di una mandria in caso di attacco del lupo, è lì per proteggere gli animali quindi se percepisce che non siete un pericolo non vi darà noia, al massimo vi farà compagnia per un tratto di strada. Sul sentiero incontrerete un cartello esplicativo con tutte le informazioni utili in caso di incontro con il cane.

Cartello esplicativo con le norme di comportamento da tenere presente quando si incontrano cani da protezione del bestiame

Il percorso

Il percorso inizia a San Giacomo di Entracque, a 1213 mt slm, alle spalle del Rifugio di San Giacomo e della Baita Monte Gelas dove la strada asfaltata diventa sterrata. Il percorso si immerge in un fitto bosco di faggi e salendo accanto ai primi tornanti della strada incontrerete un piccolo torrente che scorre veloce, in un’affascinante serie di piccole cascate. L’ampia strada sterrata prosegue per una ventina di minuti all’ombra del bosco. 

All’inizio del percorso potrete incontrare tantissime cascate

Quando gli alberi iniziano a farsi più radi si incontra una grande piana dove si possono vedere i segni della tempesta Alex, che ha profondamente segnato la Valle Gesso nell’autunno del 2020. 

Superata la grande conca la strada riprende a salire, dolcemente, con una serie di tornanti. Alzando lo sguardo in alto sulla vostra destra potrete ammirare alcune piccole cascate che si gettano lungo i versanti della montagna. 

Nel giro di una ventina di minuti raggiungerete una malga, dove è presente una piccola casa di un margaro. Qui potrete incontrare e leggere il cartello con le informazioni utili per l’incontro con il pastore maremmano, è possibile che nei dintorni della casa ci siano una coppia di muli al pascolo. 

Alle spalle della malga si estende il Piazzale dei Cannoni, una grande conca verde a 1433 metri sul livello del mare, dove scorrazzano indisturbate le marmotte. Un cartellone posto sul sentiero ricorda che su questi sentieri tra l’8 ed il 13 settembre del 1943 si ritrovarono più di mille ebrei in fuga dal regime antisemita tedesco. Molti di questi vennero deportati ad Auschwitz in Germania passando dalla stazione ferroviaria di Borgo San Dalmazzo, dove oggi è presente un piccolo museo che racconta quell’infelice capitolo della nostra storia, mentre altri riuscirono a salvarsi grazie alla popolazione locale. 

Piazzale dei Cannoni, una grande piana sterminata in cui non è raro imbattersi in marmotte che scorrazzano felici

Dalla piana, l’ampia strada militare riprende nuovamente a salire, con un ritmo un po’ più sostenuto rispetto a prima, facendovi guadagnare velocemente un po’ di quota. Vi consiglio, prima di abbandonare il Piazzale dei Cannoni, di voltarvi ad ammirarlo un’ultima volta da questo punto sopraelevato e godervi il panorama. 

La strada prosegue costeggiando un piccolo torrente, che crea un angolo quasi fiabesco composto da piccole ed incantevoli cascate tra rocce, alberi dalle bacche carminie e pozze turchesi. 

Una volta terminata la salita raggiungerete una piccola conca e davanti a voi, in lontananza, riuscirete finalmente a scorgere il piccolo edificio grigio dalle finestre rosse, è il Rifugio Soria Ellena. Nella conca gli alberi hanno lasciato nuovamente spazio ad una vegetazione più bassa, qua e là potreste notare delle marmotte. 

Giunti al termine della piana vi attende un’altra salita, sempre sostenuta ma non troppo lunga, che interessa solo qualche tornante; ed ecco che svoltato un tornante a gomito apparirà davanti a voi il Pian del Praiet e su un’altura poco più in su, il Rifugio Soria Ellena. Alle sue spalle potrete ammirare le cime del Gelas, davanti a voi il Colle Finestra e alla vostra sinistra il Colle Fenestrelle, che permette la traversata al Vallone della Rovina dove si può raggiungere il Rifugio Genova-Figari.

E a un certo punto ecco davanti a voi il Rifugio Soria Ellena

Proseguite poi lungo il sentiero e mantenendo la strada militare attraversate il torrente; a questo punto vi mancano gli ultimi metri di salita e sarete arrivati al rifugio, dove potrete gustarvi un bel piatto di polenta – io vi consiglio la concia – o, perché no, una buona fetta di torta. Nel weekend il Rifugio Soria Ellena è una meta molto gettonata e siccome la saletta interna e la terrazza panoramica non sono grandissime, se volete pranzare qui, vi consiglio di prenotare in anticipo.

Scritto da Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

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