Anello storico di Lemie | Camminata in Valle di Viù, nelle Valli di Lanzo, sulla rotta di antichi sentieri

L’anello storico di Lemie, anche soprannominato anello della religiosità, è un anello disseminato di bellezze: borgate montane, scorci sulla valle, boschi di querce, faggi e castagni, sentieri tra felci giganti e, infine, una bella cascata per rinfrescarsi. Pensato per chi ha voglia di fare un po’ di fatica, il sentiero è perfetto anche in estate, perché per la maggior parte all’ombra. Ma è comunque un sentiero lungo e in alcuni tratti particolarmente faticoso per il dislivello importante di salite e discese.

Siamo nella Valle di Viù, quella più a sud delle Valli di Lanzo, la più comoda da raggiungere se arrivate da Torino, da cui dista solo 50 km. Comprende i Comuni di Viù, Lemie e Usseglio, confina a sud con la Valle di Susa e a ovest con la Francia.

Ci troviamo a Forno di Lemie in Valle di Viù, a un’ora precisa di auto da Torino, dove il clima è già più fresco, le case sparse nelle borgate mettono subito tranquillità e tutto sembra immobile nel tempo, almeno a un secolo fa. Nonostante la vita cittadina non sia così lontana, qui vi troverete subito inseriti in un contesto montano che ha tutto l’aspetto di essere rimasto intatto nel tempo.

Anello storico di Lemie

Qualche informazione e qualche consiglio

Arrivati nei pressi di Forno di Lemie, prima di cominciare il vostro sentiero, se volete fare un’altra colazione e prendere un caffè, vi consiglio di andare poco più avanti e fermarvi in quello che è probabilmente l’unico bar aperto dei dintorni, l’Albergo Villa Margherita.

Poco più avanti vi consiglio di lasciare l’auto in uno dei pochi posteggi della zona, sulla destra, poco prima di un ampio curvone. Qui ci sono tre, quattro posti auto in cui dovreste riuscire a lasciare la macchina e che poi è comodissimo al ritorno, trovandosi proprio all’arrivo dell’anello.

Vi consiglio di cominciare questa camminata al mattino, anche intorno alle 10 o alle 11. Anche in estate, nonostante il sole e le alte temperature starete al fresco, perché il sentiero è quasi interamente all’ombra del bosco. Portate con voi acqua abbondante e il pranzo al sacco, che potrete consumare dove preferite nel percorso, per gran parte all’ombra.

Sono circa 12 km di sentiero, con un dislivello di 560 metri. Considerate almeno 5 ore abbondanti, con la sosta per il pranzo e qualche pausa. Io vi consiglio da partire da Forno di Lemie, in particolare dal Ponte di Forno, un suggestivo ponte in pietra che vi ruberà il cuore.

Qui vi lascio la mappa del giro ad anello storico di Lemie, per averla a portata di mano e tenerla sott’occhio.

Mappa del giro ad anello di Lemie, con tutte le tappe principali, è il sentiero 131

Anello storico di Lemie

Il sentiero

Partite da Forno di Lemie, dal Ponte di Forno interamente in pietra. Dovrete seguire il Sentiero 131, alle spalle del ponte, appena superato sulla destra, contrassegnato dal solito segno bianco e rosso. Fate molta attenzione ai segni, perché spesso le tante foglie ammassate sul percorso o rami caduti possono indurre in errore.

La partenza del giro ad anello è dal Ponte di Forno, interamente in pietra

Superato il ponte e imboccato il sentiero 131, vi ritroverete a camminare già interamente nel bosco e l’ombra delle querce, dei castagni e dei faggi non vi abbandonerà per molto. Sta per cominciare una salita impegnativa ma breve, che in poco tempo vi condurrà nei pressi del Santuario della Madonna del Truc, una cappella primitiva edificata nel primo decennio del XVIII secolo da Giovanni Battista Giorgis di Forno come ex voto. Nella Chiesa sono conservati un centinaio di quadretti ex voto ma sfortunatamente non è possibile vederla all’interno.

Il Santuario della Madonna del Truc, raggiungibile con il giro ad anello di Lemie

Superato il Santuario continuerete a seguire il sentiero e qui comincia un lungo tratto perlopiù pianeggiante, al fresco del bosco. A questo punto, in circa 15 minuti, raggiungerete la borgata Pessinea. Se state facendo questo anello durante l’estate siete fortunati perché qui potreste incontrare il fotoreporter Lorenzo Cravanzola e ammirare la mostra fotografica On the road in 28 opere, che viene esposta nel prato all’esterno della casa in cui vive. Le foto sono frutto della carriera di Cravanzola come fotoreporter soprattutto in contesti di guerra e, se avete un po’ di tempo, fermatevi a chiacchierare con lui.

La mostra fotografica On the road, del fotoreporter Lorenzo Cravanzola

Siamo a Pessinea, nell’ultima frazione del Comune di Viù, una borgata dall’aspetto montano adornata con fiori e piante incantevoli, che conserva ancora l’aspetto di un tempo, con le caratteristiche vie che si inoltrano tra le case. Qui ormai sono pochissime le persone che vivono nella borgata tutto l’anno, ma tanti la frequentano durante l’estate.

La borgata Pessinea, come intatta nel tempo

Prima di riprendere il nostro sentiero, lasciandoci alle spalle la borgata e proseguendo verso il monte, non ci perdiamo le fontane in pietra costruite nel 1880, che contano quattro getti con un particolare rosone in pietra scolpita che servivano per l’approvvigionamento dell’acqua per gli abitanti della borgata, come lavatoio e per abbeverare il bestiame.

Le fontane in pietra, costruite nel 1880, il rosone rappresenta il sole e la ruota, fondamentali per lo svolgimento della vita quotidiana, come l’acqua

Riprendiamo il sentiero 131, sulla sinistra, e subito lasciata alle spalle la borgata di Pessinea, ricomincia un tratto in salita piuttosto duro. Da qui inizierete a trovare le insegne per Villaretti, seguitele fino a destinazione. Dopo un po’ di strada in salita raggiungerete una borgata montana molto suggestiva, completamente abbandonata, la Tinetta, a 950 metri slm.

Proseguite ancora e nei pressi di Parneri, a 1175 metri slm troverete l’insegna per Villaretti, che vi dice di proseguire dritto e un cartello sulla sinistra che riporta Pilone, punto panoramico. Merita fare questa piccola deviazione, per poi tornare sui vostri passi e proseguire per Villaretti. In un paio di minuti, superando un gruppo di baite abbandonate, avrete raggiunto il Pilone d’la Parneri, da cui avrete una bella vista sulla valle. Se volete lasciare testimonianza del vostro passaggio lì, potrete prendere il libro di vetta e scrivere qualcosa.

La vista sulla valle dal Pilone d’la Parneri

Continuate a camminare in direzione Villaretti e dopo qualche salita in pendenza e qualche discesa bella ripida, sentieri completamente immersi in felce altissime, ancora qualche scorcio sulla valle sottostante e passi fuori dal bosco arriverete a Villaretti, dove vi imbatterete nella Chiesa intitolata a San Grato, che si festeggia ai primi di settembre. Dal Pilone Parneri a Villaretti considerate almeno una buona ora e mezza di cammino.

Un tratto del sentiero completamente avvolto dalle felci

Superata Villaretti fate un piccolo tratto sulla strada asfaltata per poi incamminarvi in una stradina sterrata sulla vostra sinistra. A destra è presente un campo mentre a sinistra passerete accanto a una serie di case. Arrivati al fondo, attraversate nuovamente la strada asfaltata e poco distante troverete l’inizio di un altro sentiero che si infila nel bosco.

Neanche una decina di minuti e troverete sulla sinistra l’ingresso a un parco, seguendo quella strada raggiungerete la potente e refrigerante Cascata d’Ovarda. Se siete abbastanza coraggiosi potete fare anche il bagno, l’acqua è limpida e dopo la passeggiata avrete una gran voglia di tuffarvi.

Il getto potente della Cascata d’Ovarda e l’acqua cristallina in cui – se non temete il freddo – potete tuffarvi!

Dopo una pausa rigenerante e aver immerso i piedi provati nell’acqua limpida e fredda di fronte alla cascata, riprendiamo il cammino. In pochi passi siamo a Lemie. Ci immergiamo nel paesino di Lemie, tra le casette, seguendo sempre le tacche bianche e rosse e la dicitura del sentiero 131; superiamo Lemie e ci troviamo in un pianoro con sulla sinistra una bella zona attrezzata con tavoli e panchine, un tavolo per ping pong e di fronte a noi il Torrente Stura di Viù.

Superato il torrente grazie a un ponticello, l’anello prosegue fino a Villa che dista circa a 20 minuiti, sempre costeggiando il torrente, superando piccole borgate e campi in cui ci sono le mucche al pascolo. È quasi interamente al sole ma è ormai pomeriggio inoltrato e non ci dispiace.

A Villa ne approfittiamo per un altro caffè e in una manciata di minuti siamo nuovamente al punto di partenza, dove abbiamo lasciato l’auto.

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