Cosa fare e cosa vedere in Val Grande delle Valli di Lanzo | A solo un’ora da Torino, lontani dal turismo di massa

Strette a nord dalla Valle Orco, da cui sono collegate solo da sentieri montani e dalla Valle di Susa, le Valli di Lanzo di cui si parla al plurale perché in realtà sono tre, solcano le maestose Alpi Graie. Qui le cose da fare non mancano di certo, tra sentieri naturalistici, borgate montane perfettamente conservate, musei diffusi e ville liberty.

Scelte come luogo di villeggiatura, tanto che a fine Ottocento veniva celebrata come la “piccola Svizzera del Piemonte”, le Valli di Lanzo si trovano tra una mezz’ora a un’ora e mezza di auto da Torino, in una vallata ancora intatta e lontana dal turismo di massa. Le Valli di Lanzo sono tre: la Valle di Viù, la Val d’Ala e la Val Grande, che è quella più a nord. Le tappe da non perdere di cui parleremo sono concentrate per la maggior parte proprio in Val Grande.

Valli di Lanzo quanti giorni trascorrere

Siamo vicinissimi a Torino, tra mezz’ora e un’ora di strada in macchina. La voglia di fare una gita in giornata e scappare a casa la sera è tangibile e anche assennata. Tuttavia, proprio perché vi trovate vicinissimo a Torino, forse è ancora più bella la sensazione di svegliarsi tra i monti, con un buon caffè bollente tra le mani prima di partire per una delle tante escursioni, a quel punto davvero a portata di mano.

Per questo motivo vi consiglio di trascorrere almeno un weekend nelle Valli di Lanzo, ancora meglio se riuscite a organizzare un weekend lungo.

Come raggiungere le Valli di Lanzo

Potete raggiungerle in treno, percorrendo la linea ferroviaria Torino-Ceres e muovendovi poi con gli autobus gestiti da GTT attraverso le diverse valli. In treno arriverete a Lanzo Torinese sulla prima ferrovia elettrizzata e se guardando la stazione del 1916 vi ricorderà un po’ gli chalet svizzeri, bè sappiate che era proprio questo l’intento.

Tuttavia, se pensate a un weekend lungo nelle Valli di Lanzo l’opzione più plausibile è la macchina, per potervi muovere in autonomia a vostro piacimento. Inoltre, non incorrerete in problemi di parcheggio, ce ne sono in abbondanza e gratuiti.

Cosa fare e cosa vedere nelle valli di Lanzo

La Val Grande

La Val Grande confina con la Valle Orco, che si trova a nord ma con cui non ci sono strade di collegamento e la Val d’Ala, la seconda delle Valli di Lanzo. Questa piccola valle nelle valli, lunga solo 17 km, è ricca di esperienze da fare, soprattutto a contatto con la natura.

Lanzo Torinese

È la porta di accesso per raggiungere le Valli di Lanzo, da qui dovrete per forza passare. E per fortuna, mi viene da dire. Lanzo Torinese è una cittadina con circa 5000 abitanti che vede un po’ nel suo Ponte del Diavolo il suo simbolo principale. Costruito nel 1378 per collegare il piccolo borgo di Lanzo con la città di Torino, separate dal fiume Stura, intorno alla sua costruzione si alternano numerose leggende che vedono, appunto, lo zampino del diavolo.

Oltre al Ponte del Diavolo che vi consiglio di godervi da diverse prospettive e alle Marmitte dei Giganti, vi suggerisco di imboccare il sentiero che in circa quindici minuti vi porterà nei pressi della Cappella di San Giacinto e, proseguendo ancora, alla Chiesa di San Pietro in Vincoli, molto particolare per avere ben due facciate. A questo punto ci troviamo nel centro storico di Lanzo tra coste, stradine molto strette e ripide e chintane, strette viuzze che tagliano il borgo. Sono tantissime le cose da non perdere qui, come la Casa dei Ceci, la Torre Civica che ospita la biblioteca comunale e il Museo etnografico dell’arte popolare tessile lanzese.​

Il Comitato del Ponte del Diavolo organizza visite guidate tematiche a Lanzo Torinese e dintorni e risponderà alle vostre curiosità.

Il Ponte del Diavolo a Lanzo Torinese, tra misteri e leggende


Se arrivate da Torino, soprattutto nella bella stagione, potete anche decidere di venire a cena a Lanzo Torinese, distante solo mezz’ora di auto. Nell’omonima piazzetta sorge la Trattoria La Piccola Gallenga: un menù che pensa al territorio e splendidi tavolini all’esterno direttamente in piazza vi faranno sentire subito in vacanza.

Prima di tornare a casa passate dal bar pasticceria Al Torcet per un cocktail e per ascoltare musica dal vivo nel fine settimana e non ripartite prima di aver preso qualche pacchetto di torcetti ( i miei preferiti sono al burro!

Santuario di Forno

Il Santuario di Nostra Signora di Loreto si trova a Forno Alpi Graie, ultimo abitato della Val Grande e buon punto di partenza per numerose escursioni alpine nei dintorni. Il Santuario sorge all’imbocco del Vallone di Sea e la sua costruzione venne completata a fine Ottocento, nel 1869 per la precisione, da Luigi Baretta che ne realizzò la facciata.

Se pensate che fare i 444 scalini a piedi per raggiungerlo sia sfiancante, sappiate che un tempo i pellegrini li percorrevano in ginocchio.

Il Santuario di Nostra Signora di Loreto a Forno, raggiungibile con 444 scalini

Villa Pastrone

Ci troviamo nel comune di Groscavallo, precisamente nella borgata Richiardi. Questa villa liberty, impregnata di mistero e cinema, è appartenuta al famoso regista Giovanni Pastrone, noto anche con lo pseudonimo di Piero Fosco, tra i pionieri del cinema italiano e autore del kolossal del cinema muto, Cabiria, che produsse nel 1914 a soli 32 anni. Probabilmente per Pastrone l’incontro con il cinema è avvenuto in maniera del tutto casuale e forse anche l’amore per questo luogo, nelle Valli di Lanzo, che è stato casa per un po’ di tempo.

E una casa dell’eclettico personaggio è stata scoperta anche sulle pendici del Monte dei Cappuccini: proprio lì Pastrone aveva fatto costruire un eccentrico edificio dove risiedette fino alla morte, avvenuta nel 1959.

Oggi Villa Pastrone è nei cuori dei lanzesi – e un bel po’ anche nel mio! – che non vorrebbero vederla in questo stato di degrado. Saltuariamente è possibile effettuare delle visite guidate al suo interno.

L’ecletticità di Villa Pastrone, nel cuore delle Valli di Lanzo

Le borgate di Rivotti e Alboni

Un’escursione semplice e molto suggestiva da fare poco distante da Groscavallo può essere quella che collega le due borgate montane di Rivotti e Alboni. Riusciamo anche a fare una deviazione all’imponente cascata del Rio Vercellina e a passare in mezzo a simpatiche mucche che sono lì al pascolo. Durante la passeggiata attraversiamo la più grande abetaia di abete rosso delle Valli di Lanzo, che è anche una delle più grandi del Piemonte. Se cercate una guida che vi accompagni in questa o in altre escursioni e passeggiate, potete rivolgervi alle guide ambientali NaturaLmente a piedi.

Il paesaggio è splendido e nelle giornate particolarmente nitide è possibile vedere, da una parte e dall’altra, tutte le Valli di Lanzo dall’alto.

L’imponente cascata del Rio Vercellina

Il borgo di Vrù

Una piccola frazione di Cantoira, Vrù è un piccolo e grazioso borgo montano, famoso per il bellissimo presepe meccanico creato da Francesco Berta, soprannominato Chichin, un abitante del borgo molto amato che ha iniziato a costruire una per una le statuine del presepe, prima di tutto per rendere felici i suoi figli. Il presepe è tenuto in vita dal cognato di Chichin e continuamente abbellito con nuove statuine del presepe, oggi visitabile e aperto su richiesta e tutti i weekend.

Le ragazze e le signore dell’Associazione culturale Francesco Berta hanno creato un percorso guidato che permette ai visitatori di riscoprire la borgata, ogni anno incentrato su un tema differente.

Se venite a Vrù non potete perdervi, dopo una passeggiata in salita poco fuori dalla borgata, la Mole Antonelliana e la Torre di Pisa, anch’esse progettate e costruite da Chichin. 

Oltre alla Mole Antonelliana e alla Torre di Pisa non perdetevi una passeggiata approfondita nella borgata di Vrù

La borgata di Lities e il suo Museo Diffuso

Poco distante dalla borgata di Vrù, meno di dieci minuti di macchina vi condurranno nella vicina borgata di Lities, fino agli anni Cinquanta molto popolata e poi a poco a poco svuotata, tanto che oggi vi vivono solo tre persone. L’Associazione Amici di Lities si è così preoccupata e occupata di allestire un vero e proprio Museo Diffuso per le vie della borgata, con lo scopo di raccogliere la memoria storica del territorio. Il Museo Diffuso si conclude poi nella Casa Museo all’interno della quale sono stati allestiti documenti, oggetti di arredo, strumenti da lavoro, fotografie…

Le due borgate Vrù e Lities sono unite tra loro da una mulattiera da percorrere in circa 35 minuti, che fa parte di un percorso ad anello ben più lungo che parte da Cantoira.

Tanti appassionati raggiungono Lities per la Rocca, in cui fare arrampicata.

Il Museo Diffuso tra le viuzze della borgata di Lities

Formaggeria Alpi Graie

Se non volete tornare in città senza un gruzzolo di tome e yogurt da portare con voi, questo è l’indirizzo che dovete segnarvi. La Formaggeria Alpi Graie si trova a Cantoira, precisamente in via Roma 153, troverete le indicazioni stradali sulla strada.

In una meravigliosa cornice naturale potrete assaggiare e comprare formaggi da latte vaccino e caprino: tome, burro, mozzarelle, yogurt, budini e non solo.

Bellezza per gli occhi e acquolina per il palato, la Formaggeria Alpi Graie a Cantoira

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