Castello di Aymavilles | Ad Aprile la riapertura definitiva dopo 20 anni di restauri

Situato in posizione strategica, completamente circondato dai vigneti e con la Valle d’Aosta ai suoi piedi, il Castello di Aymavilles è stato riaperto dopo 20 anni di ingenti e attenti restauri.

Ad Aprile 2022 verrà riaperto definitivamente, io l’ho visitato in occasione dell’apertura straordinaria durante le vacanze natalizie e non posso che consigliarvi la visita a questo castello.

La sua struttura architettonica particolare, che ricorda un imponente castello delle fiabe, è dovuta alla sua nascita come fortezza medioevale e al gusto del barocco dei proprietari nei secoli successivi.

Andiamo a scoprire il Castello di Aymavilles!

Visita Castello di Aymavilles

Nato con scopi difensivi probabilmente nel XIII secolo e costruito come un unico blocco di muratura a pianta rettangolare oggi il Castello di Aymavilles, dopo importanti lavori di recupero e restauri durati due decenni, è finalmente riaperto al pubblico e visitabile.

Nel XIV secolo il castello passa nelle mani degli Challant, famiglia valdostana molto potente e legata a quasi tutti i castelli della regione, fedele e legata alla famiglia Savoia.

Con Amédée de Challant il castello viene arricchito delle quattro torri angolari, ancora diverse da come le vediamo oggi. Appare così un imponente castello con triplice funzione: abitazione per i signori Challant, fortezza difensiva e luogo di rappresentanza.

Il Castello di Aymavilles dopo due decenni di lavori è finalmente riaperto al pubblico e visitabile

Nel 1565 Isabelle de Challant sposa Giovanni Federico Madruzzo, che fa parte di una facoltosa famiglia trentina e il castello passa nelle mani dei Mandruzzo, per poi ritornare ad essere proprietà dei Challant nel Seicento.

Durante la proprietà di Joseph-Félix de Challant vengono fatti importanti lavori di restauro tra il 1713 e il 1728 e le quattro torri assumono l’aspetto attuale. Anche gli interni del castello vengono stravolti e viene creato anche il parco a terrazzamenti.

Nella seconda metà dell’Ottocento gli Challant si estinguono con la morte di Vittorio Cacherano della Rocca e il Castello per decine di anni passa di mano in mano a diversi proprietari.

La Sala delle Armi del Castello di Aymavilles vista dall’alto

Nel 1970 il Castello di Aymavilles entra a far parte dei beni patrimoniali della Regione Valle d’Aosta.

Dopo complessi lavori di restauro, costati alla regione 13 milioni di euro, il Castello di Aymavilles dopo un ventennio riapre le sue porte ai visitatori.

Castello di Aymavilles: consigli per la visita

Il Castello di Aymavilles è raggiungibile in auto e nei pressi dell’ingresso del castello è presente un ampio parcheggio gratuito in cui è possibile lasciare la macchina. Se quello dovesse essere pieno, poco più in là c’è un altro parcheggio tra alcune abitazioni, con una decina di posti auto.

Il castello sarà visitabile tramite visita guidata. Soprattutto se decidete di visitarlo nei weekend, vi consiglio di prenotare la vostra visita per tempo. Durante l’apertura straordinaria natalizia è stata una meta molto gettonata e credo che capiterà lo stesso con la riapertura del prossimo Aprile.

Potete prenotare comodamente a questo link. La visita guidata costa 5 euro per gli adultie dura circa un’ora. Fino ai 6 anni la visita è gratuita, dai 6 ai 18 anni è ridotta, al costo di 3 euro.

La sala delle monete, gli interni del Castello di Aymavilles e il panorama sono meravigliosi

Dove mangiare ad Aymavilles

Non ho dubbi su dove consigliarvi di mangiare nei pressi del Castello di Aymavilles: la Vinosteria Antirouille, a un paio di km dal castello, perfetto per aspettare l’orario di inizio della vostra visita guidata o subito dopo la visita.

Potrete fare la bellissima esperienza di mangiare in una vera ovovia, assaggiare prodotti locali valdostani, rilassarsi e godervi del tempo lento.

Per mangiare in un’ovovia, a pochi km dal Castello di Aymavilles, vi consiglio di andare alla Vinosteria Antirouille

Il menù prevede tantissimi piatti freddi con taglieri di formaggi e salumi – non perdetevi la mocetta, fiore all’occhiello della gastronomia valdostana, ma anche piatti caldi, burgers, piadine e una bella selezione di piatti con formaggio fuso.

Fonduta alla valdostana con mocetta, patate bollite e crostini di pane

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...