Itinerario in Marocco | 11 giorni tra paesaggi incontaminati, città imperiali, deserto, oasi e montagne

Appena tornata da questo magnifico viaggio posso dirvi che il Marocco mi ha rapita! In Marocco abbiamo incontrato tanta, tantissima, gentilezza ed una marea di sorrisi. E chilometro dopo chilometro tutti i pregiudizi, i falsi miti e le credenze su questa nazione sono crollate una dopo l’altro. Con Elisa abbiamo avuto modo di conoscere ed incontrare una cultura, una nazione e delle persone che sono riuscite a toccarci nel profondo. Ma credo fermamente che per poter intraprendere un viaggio attraverso il Marocco sia fondamentale partire con mente e cuore ben aperti, mossi da un forte desiderio di conoscere e comprendere. Entrando in punta di piedi, rispettosamente e lasciando a casa paure e pregiudizi. Credo che questi siano i presupposti imprescindibili per intraprendere un viaggio di questo tipo ma soprattutto penso siano la giusta ricetta per poter amare questo paese. Il nostro intraprendente itinerario di 11 giorni in Marocco è tutto qui, lo doniamo a voi.

Per la prima volta nella mia vita ho accantonato la mia comfort zone, e tutte le pianificazioni ossessive compulsive, e mi sono tuffata di testa in questo on the road magnifico. Siamo partite da Torino con un biglietto Flixbus, i voli prenotati, la prima notte in hotel a Tangeri e nulla di più. Strada facendo abbiamo noleggiato l’auto, prenotato i riad e le escursioni… e se dovessi ritornare indietro farei tutto nello stesso modo! Se siete in cerca di consigli per organizzare un on the road in Marocco leggete la guida che ha scritto Elisa.

Io vi racconterò passo passo il nostro itinerario che abbiamo costruito giorno dopo giorno strada facendo in base ai tempi di percorrenza delle strade, le condizioni meteo ed i consigli delle persone che abbiamo incontrato. Un itinerario di 11 giorni attraverso paesaggi incontaminati, città imperiali, deserto, oasi e montagne.

Giorno 1: Tangeri, con un piede in Spagna

Tangeri, la città che si affaccia sul Mediterraneo e in passato e tuttora è un grande crocevia di culture. I viaggiatori, soprattutto spagnoli, approdano qui anche via mare poiché dista solo 6 km da Gibilterra e dal continente europeo. Tangeri è una città moderna, ordinata, che mi ha positivamente stupita. Consiglio di trascorrere qui almeno una giornata per poterla vedere al meglio. Passeggiate tra i vicoli della medina fino ad arrivare al mare e infilatevi nel mercato della frutta e verdura, come i locali, per assaporare la quotidianità di questa città.

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Tangeri, la città più spagnola del Marocco

Dove dormire: Hotel el-Muniria

Un hotel semplice, ma ricco di storia. Dovete sapere che Tangeri ha accolto nel secondo dopoguerra molti degli scrittori del movimento americano della Beat Generation. Ne facevano parte anche J. Kerouac, A. Ginsberg e W. Borroughs che tra le mura di questo hotel scrisse il romanzo “Il Pasto Nudo”.

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Hotel El Muniria, a Tangeri

Giorno 2: Chefchaouen, la perla blu del Marocco

A solo 2 ore di auto da Tangeri, ai piedi dei Monti del Rif, si trova la perla blu del Marocco, il piccolo villaggio di Chefchaouen. Da sempre ritenuta città sacra, inaccessibile ai non mussulmani fino agli anni ‘50 è stata dichiarata patrimonio dall’UNESCO nel 2010. È un villaggio montano unico nel suo genere che vi lascerà senza parole. Noi abbiamo girovagato per la medina sotto la pioggia battente per ore senza nemmeno accorgercene. Il trucco è, una volta superate le mura, perdersi tra i vicoli, le botteghe ed i magnifici angoli blu della medina. Se ve lo state chiedendo: sì, è davvero così azzurra!

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Chefchaouen, la città blu

Dove dormire: Puerta Azul 

Alla Puerta Azul vi aspetteranno un’accoglienza calorosa ed una struttura magnifica. Le camere sono belle e spaziose, ma un po’ fredde. Se come noi viaggiate in inverno, considerate la possibilità di portarvi un bel pigiama caldo! Sul tetto è presente una bellissima terrazza con vista sulla città, ed un parcheggio privato sotterraneo. Degna di nota è sicuramente la colazione, una delle migliori del viaggio!

Dove mangiare: Lala Mesouda

Qui verrete accolti in modo estremamente caloroso e potrete assaggiare una tipica cena marocchina squisita e a pochi euro. Consigliato il Tajine di agnello con prugne e mandorle.

Giorno 3: il sito archeologico di Volubilis

Partiamo verso sud ed in circa due ore di guida raggiungiamo le rovine della  città romana di Volubilis, il sito archeologico meglio conservato del Marocco e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1997.

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Volubilis, il sito archeologico meglio conservato del Marocco, sito UNESCO dal 1997

Nel sito è possibile iniziare la visita dal moderno centro visitatori per poi spostarsi all’interno della città. La visita richiede almeno un paio d’ore per poter ammirare quasi tutte le rovine. Tra le strutture più interessanti c’è il bellissimo arco di trionfo in onore dell’imperatore Caracalla, i mosaici perfettamente conservati della Casa di Orfeo, la Basilica ed il Campidoglio. All’ingresso ci sono numerose guide che si offriranno di accompagnarvi ma vi consiglio di vedere autonomamente il sito archeologico perché tra le varie case sono presenti numerose spiegazioni. Ingresso 70 Dirham a persona ai quali aggiungerne altri 10 per il parcheggio.

Ripartiamo verso Meknés, e a pochi chilometri da Volubilis incontriamo la città santa di Moulay Idriss, ma sfortunatamente non abbiamo tempo per fermarci. Dopo un’oretta arriviamo alla città imperiale sono le 5 del pomeriggio e la città è in fermento! La piazza principale El-hedime brulica di persone, cerchiamo il nostro riad, domani ci tufferemo di nuovo in questo magnifico caos!

Giorno 4: la città imperiale di Meknès

Usciamo presto al mattino, la città è silenziosa, oggi è il giorno della nascita del profeta, tutti sono a casa e piove a dirotto. Attraversiamo la piazza vuota in direzione della Bab Mansour Laleuj, la celebre porta simbolo della città, e passeggiamo per circa due chilometri, nel frattempo in cielo fa capolino il sole. Raggiungiamo Heri es-Souani, gli antichi ed imponenti granai fatti costruire per volere del sultano Moulay Ismail per i suoi cavalli.

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Heri es Souani, gli antichi granai costruiti per custodire i cavalli del sultano

Ritorniamo verso la medina costeggiando il bacino artificiale di Agdal. La piazza si è rianimata, noi ci inoltriamo nella medina, meno turistica rispetto a quella che vedremo a Fez, dove i tantissimi locali fanno la spesa e acquistano i loro vestiti. Dopo un bel giro tra i vicoli e le botteghe della medina, ripartiamo alla volta di Fez.

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Meknès, la prima città imperiale che abbiamo visitato

Dove dormire: Riad Ma Bohème 

Il Riad Ma Bohème è posizionato all’interno della medina. a pochi metri dalla porta principale. La prima volta che si arriva, non è semplice trovare l’ingresso perché è in un vicolo abbastanza buio e senza insegne. Bussate alla grande porta in legno e si aprirà davanti a voi una bellissima e coloratissima casa marocchina. Noi abbiamo scelto la stanza blu con l’affaccio sul cortile interno, magnifica. Qui abbiamo assaggiato il miglior tè alla menta di tutto il viaggio, vi invito ad accettarlo al vostro arrivo! Dispongono di un ristorante, ma chiedete di poter mangiare già in fase di prenotazione della camera.

Dove parcheggiare: troverete un enorme parcheggio custodito a pochi passi dalla piazza El-hedime – all’uscita dovrete pagare 30 Dirham a notte.

Giorno 5: Fez, la città nella città

La città imperiale di Fez è la seconda che visitiamo. Qui rispetto a Meknès tutto è molto più grande: la medina è composta da più di 10 mila stradine all’interno delle quali vivono più di 90 mila persone. Le due città sono collegate da una comoda autostrada, il tempo di percorrenza è di circa un’ora. Superate le mura ci imbattiamo nella Medersa Bou Inania, la scuola coranica, successivamente mentre siamo alla ricerca delle famose concerie ci imbattiamo in Nordi, un ragazzo che in cambio di una piccola mancia ci farà da guida. Con Nordi abbiamo visitato una piccola conceria, dove le pelli vengono colorate utilizzando i colori naturali. Vagando per la medina di bottega in bottega abbiamo visto tutte le fasi della lavorazione della pelle fatte dagli artigiani, dall’inizio fino al confezionamento di portafogli e scarpe. Abbiamo visitato un negozio di tappeti berbero ed una bottega di spezie dove un’anziana signora produce a mano l’olio di Argan. Siamo saliti su per un pendio, sulle antiche mura, fino ad un punto panoramico dove la città ai nostri piedi ci ha lasciate senza parole, e vi assicuro che con due chiaccherone come noi non è così scontato!

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Fez, un negozio di tappeti nel centro della medina

Dove dormire: Riad Naila 

In assoluto il miglior Riad in cui abbiamo soggiornato! Abbiamo prenotato la suite più bella, per soli 36€, ed è stata un’ottima scelta. Una camera elegantissima con bagno stupendo con tanto di vasca in pietra nera: una vera coccola! Ottima e ricca la colazione. Inoltre, il Riad è a meno di cento metri da un parcheggio custodito al costo di 30 Dirham a notte.

Dove cenare: Riad Al Pacha

Consigliato dal nostro riad il Riad Al Pacha, è un magnifico riad sui toni del bianco dove degustiamo una deliziosa cena marocchina di quattro portate con musica berbera dal vivo. Un’esperienza imperdibile a soli 15€ a testa!

Consiglio: nella Medina e nelle sue vicinanze è difficilissimo trovare un bancomat, quindi se volete fare degli acquisti sinceratevi di prelevare prima di arrivare.

Giorno 6: il parco nazionale di Azrou e tappa a Midelt

Sulla strada per il deserto, in direzione Merzouga, dopo un paio di ore di auto attraverso la provincia di Ifrane, incrociamo il Moudmame, il parco naturale di Azrou. Dove realizzo un mio piccolo sogno: poter vedere le scimmie nel loro habitat naturale. Qui le bertucce vivono indisturbate nella foresta e saltano di albero in albero. Non sono semplici da trovare ma con un po’ di pazienza si possono vedere, e sono magnifiche! In questo parco è anche possibile fare un pic nic in una delle tante aree attrezzate.

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Nella foresta di Azrou abbiamo visto le scimmie nel loro habitat naturale

Ripartiamo e attraversiamo dei magnifici paesaggi della catena montuosa dell’Alto Atlante, le temperature iniziano ad abbassarsi ed intravediamo per la prima volta la neve. Dopo due ore e mezza arriviamo a destinazione, per la notte abbiamo scelto di fermarci a Midelt.

Dove dormire: Riad Villa Midelt

Un caminetto acceso e moltissimi sorrisi ad accoglierci, ideale dopo tante ore di viaggio. Nell’ampia camera, precedentemente scaldata, ci aspetta un super letto king size, dove potremmo dormire comodamente in quattro! Ottime sia la cena che la colazione. Nei mesi estivi è disponibile anche il giardino con piscina, hanno un parcheggio gratuito proprio a fianco della struttura. Riad Villa Midelt è una garanzia!

Giorno 7: Erg Chebbi, il deserto di Merzouga

Ci svegliamo lentamente e partiamo alla volta di Merzouga inoltrandoci nella Valle dello Ziz attraverso le bellissime Gorges dello Ziz, costeggiando poi il lago artificiale di Al-Hassan Addakhil azzurrissimo ed una dopo l’altra si susseguono oasi lussureggianti. Dopo più di 4 ore di auto raggiungiamo Merzouga ed il Riad Desert Camel.

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La notte nel deserto, una delle esperienze da fare almeno una volta nella vita

Beviamo il solito tè alla menta accompagnato da ottimi dolcetti e prepariamo uno zainetto con il necessario per la notte: la trascorreremo nel deserto! Arrivano i nostri dromedari e partiamo in compagnia del giovane Ismael in direzione delle dune di Erg Chebbi. Dopo un’ora arriviamo al nostro campo dove Youssef ed i suoi fratelli ci danno il benvenuto nel campo. Tra un’attività e l’altra non ci annoiamo, il tramonto ci lascia senza parole, la notte scorre via veloce ed è già l’ora di vedere l’alba. Questa è una di quelle esperienze uniche che vanno vissute almeno una volta nella vita!

Dove dormire: Desert Berber Fire-Camp 

Si arriva al campo con un’ora di passeggiata a dorso del dromedario. Il campo è composto da 4 o 5 tende con letti comodissimi ed un bagno in comune, un vero lusso considerando che si è in mezzo al deserto. La cena è eccezionale e ricchissima, forse la migliore di tutto il viaggio, l’animazione serale è coinvolgente e non turistica, inoltre è possibile fare sandboard gratuitamente. Inclusa nella tariffa c’è un’ottima colazione che viene servita al riad e la possibilità di farsi una bella doccia. È possibile rientrare al riad in quad.

La cosa forse più importante è che Youssef e la sua famiglia vi faranno sentire a casa e con loro vi divertirete moltissimo. Qui vi abbiamo parlato della nostra notte nel deserto.

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Vedere l’alba e il tramonto tra le dune: un’esperienza da fare!

Giorno 8: la Valle delle Mille Kasbah e Skoura

Su preziosissima indicazione di Yussef partiamo al mattino presto in direzione delle Toudra Gorges passando per Alnif, questa strada è meno trafficata e attraversiamo dei paesaggi magnifici. Le Toudra Gorges, che raggiungiamo in due ore e mezza, sono delle gole create da una una faglia naturale profonda 300 metri. Se non avete molto tempo a disposizione consigliamo di parcheggiare l’auto appena arrivati nella gola e passeggiare lungo la strada per circa un chilometro. Mentre se avete più tempo è possibile fare delle escursioni a piedi nel cuore della gola.

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Toudra Gorges, con la tipica roccia rosso acceso

Saliamo in auto e ci dirigiamo alle Gorges del Dades, che raggiungiamo in un’oretta: questa valle è spettacolare la terra rossa vulcanica assume forme magnifiche. Dopo una trentina di chilometri arriviamo fino in cima al passo Timzzillite dove ci fermiamo a prendere un caffè ammirando la strada tortuosa più famosa del Marocco e infatti è stata inserita tra le strade più spettacolari al mondo.

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Gorges del Dades, una delle strade più spettacolari al mondo

Invertiamo l’auto e ritorniamo indietro, una volta giunti a Boumalnes du Dades entriamo nella valle delle rose in direzione di Skoura. In questa valle, dove naturalmente crescono le rose, vengono prodotti moltissimi cosmetici naturali come creme, olii e la famosa acqua di rose.

Arriviamo a Skoura, dove passeremo la notte,  la città-oasi conosciuta per le sue palmeraie e per l’antica Kasbah, raffigurata sulla banconota da 50 Dirham.

Dove Dormire: Kasbah La Datte d’Or

Se volete vivere realmente la quotidianità marocchina questo è il posto che fa per voi! Qui soggiornerete a stretto contatto con la famiglia proprietaria della guesthouse, immergendovi completamente nella loro quotidianità. Un’esperienza che rifarei altre mille volte! La bellissima famiglia di Hamdoulilah trascorrerà con voi molto tempo senza mai essere invadente, in particolar modo la dolcissima Fatna, la figlia maggiore di 9 anni. Le stanze sono belle con un bagno un po’ spartano, ma considerando il prezzo pagato non ci si può proprio lamentare. Ci hanno preparato un’ottima cena marocchina casalinga ed al mattino una ricchissima colazione. Ci siamo sentite a casa, come persone di famiglia, ed è stato bellissimo!

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Kasbah La Datte d’Or, dormite in una Guest House, per vivere in compagnia di una famiglia marocchina

Giorno 9: Aït-Ben-Haddou

Dopo un paio d’ore d’auto passate ad attraversare le oasi arriviamo ad Aït-Ben-Haddou, una storica ksar in mattoni rossi dichiarata nel 1987 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Originariamente la ksar, città fortificata, era utilizzata come luogo di sosta dalle carovane berbere, che dal Sahara si dirigevano a Marrakech. Grazie ai finanziamenti delle produzioni cinematografiche hollywoodiane è tuttora in ottimo stato. È da anni importante set cinematografico: probabilmente gli amanti del cinema o della serie tv, come me, potrebbero riconoscerla; infatti qui sono state girate alcune scene del Gladiatore, la Mummia e di Games of Thrones. Consiglio di salire fino in cima alla città per ammirare la meravigliosa vista e soprattutto di passeggiare tra le case ancora fatte in fango e paglia, case che per lo più ospitano botteghe dove si possono fare ottimi affari (contrattando ovviamente) !

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Aït-Ben-Haddou, una tappa imperdibile di questo on the road

Dopo aver visitato Aït-Ben-Haddou ed aver mangiato un ottimo Tajine ci rimettiamo alla guida verso l’ultima tappa del nostro viaggio, infatti, ci aspettano almeno quattro ore di guida per raggiungere Marrakech.

Dove mangiare: Restaurant Zaytoune

Il Restaurant Zaytoune è un ottimo ristorante marocchino che offre degli ottimi tajine, eccezionale il Kefta. É sulla strada principale, dispone di un patio esterno dove è possibile mangiare all’aperto ma soprattutto di un’enorme parcheggio recintato dove potrete lasciare la vostra auto durante la visita al villaggio, cosa notevole visto che praticamente non si trova parcheggio.

Giorno 10 e 11: Marrakech

Abbiamo lasciato l’auto all’aeroporto e siamo finalmente giunti alla nostra destinazione finale, la chiacchieratissima Marrakech. Stanche ed un po’ provate dai chilometri percorsi abbiamo deciso di visitarla con calma, senza affannarci troppo e devo dire che è stata davvero un’ottima scelta!

Perdetevi! Perdervi nel magnifico souk delle spezie, facendovi trasportare dai loro profumi e dai colori. Uscendo dal suok vi ritroverete nel quartiere ebraico cogliete l’occasione di visitare la Sinagoga Lazama, con un piccolo contributo potete visitarla. A questo punto vi troverete a pochi passi dal magnifico Palazzo Bahia, l’antica dimora dei visir marocchini, non perdete l’occasione di ammirare il vero lusso marocchino. Uscendo vi renderete conto che siete a pochi passi da Place des Ferblantiers, ottimo posto per fare un pasto veloce ed economico in uno dei ristorantini che si affacciano sulla piazza, dove troverete una fermata dei taxi.

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La Sinagoga Lazama, a Marrakech

Contrattate con il taxista e cercate di spuntare il miglior prezzo per raggiungere i magnifici Jardin Majorelles, appena fuori dalla medina. Questi giardini sono una vera e propria oasi di pace all’interno della caotica Marrakech.

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Jardin Majorelle, un’esplosione di botanica in un silenzio irreale

Alla sera, giunte nel nostro riad, scopriamo che per via di un overbooking per questa notte dovremo cambiare hotel e dormiremo in un riad da favola… quando non tutti i mali vengono per nuocere!

È mattina, e dopo un’abbondante colazione, riportiamo i nostri zaini nel riad che avevamo prenotato e partiamo alla scoperta del Palais El Badi, il palazzo costruito per volere del sultano Ahmed el-Mansour, dove è custodito il Minbar, pulpito della moschea Kontoubia.

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Palazzo Bahia

Uscendo dal palazzo iniziamo a passeggiare nella medina tra i venditori di tappeti, porcellane e lampade e arriviamo a nella piazza Jamaa El Fna che brulica di persone che curiosano tra le bancarelle, gli incantatori di serpenti e le mille attrazioni. Decidiamo di goderci la piazza dalla calma terrazza di uno dei ristoranti della piazza sorseggiando un tè alla menta, o forse due, guardando la piazza animarsi sotto i nostri piedi fino al tramonto. Ci avviciniamo al nostro riad per un’ultima deliziosa cena marocchina, domattina presto ci aspetta il volo del rientro.

Dove dormire: Riad le Marocain

Il riad è economico ed è decorato in modo semplice, ma ci siamo trovate molto bene. La colazione è ricca e varia. Perfetto per chi vuole provare un riad mantenendo i costi non troppo elevati. La posizione in cui si trova è perfetta nella medina a due passi dalle maggiori attrazioni e a meno di dieci minuti da piazza Jamaa El Fna. Bisogna fare solo attenzione la prima volta poiché è molto difficile da trovare, consiglio di farvi venire a prendere dallo staff del riad. Inoltre è possibile organizzare un transfer molto economico dall’aeroporto al riad.

Dove dormire: Riad Shaloma

Un riad sofisticato, dove le decorazioni sono curate nel minimo dettaglio. La colazione era ineccepibile, varia, ricca e gustosa. Anche in questo caso la posizione è ottima e consiglio la prima volta di farsi venire a prendere dallo staff del riad.

Dove mangiare: Cafe Bahia

Una splendida terrazza, perfettamente decorata, che si affaccia su Place des Ferblantiers dove consumare un’ottima cena marocchina, consiglio vivamente la Harira, la tipica zuppa di ceci. L’accoglienza è stata super calorosa e c’è il free wi-fi! L’ingresso non è direttamente sulla piazza ma nella via accanto.

Dove mangiare: Place des Ferblantiers

Tutto intorno alla piazza si possono trovare dei ristorantini dove si possono assaggiare piatti della tradizione marocchina a prezzi contenuti. Noi ne abbiamo provati un paio e non erano male. Vi consiglio di assaggiare il tajine di pollo con uvetta e cipolle e la versione con prugne e fichi nel ristorantino che troverete in piazza sulla destra dando le spalle alle porte della medina.

Dove prendere un tè: Aqua Restaurant

Il ristorante Aqua, in piazza Jamaa El Fna, con le sue terrazze è il posto ideale dove prendere un tè alla menta con i pasticcini, o per pranzare, lontani dal caos della piazza. Inoltre ha un free wi-fi molto stabile e veloce perfetto per lavorare o per fare check-in dei vostri voli.

Dopo 11 giorni e più di 1800km percorsi on the road io ed Elisa siamo tornate un po’ stanche ma felici con i cuori ricolmi di gioia. Siamo riuscite a vedere quasi tutto ciò che desideravamo e sono quasi certa che se qualcuno ce lo proponesse saremmo pronte a ripartire anche subito per un nuovo viaggio in questo paese!

 

IMG-20180215-WA0011Scritto da Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

 

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