Casa Museo José Saramago a Lanzarote, la casa del Premio Nobel

A Casa è la casa museo che il Premio Nobel per la Letterattura, José Saramago, scelse per vivere e che lui stesso fece costruire.

José Saramago visse in questa casa piena di libri a Lanzarote per gli ultimi 18 anni della sua vita, da quando nel 1993 abbandonò il Portogallo e si trasferì sull’isola. Per lui Lanzarote rappresentò rifugio, quiete e ispirazione.

Lanzarote non è la mia terra,

però è terra mia.

José Saramago

José Saramago, stralci della sua vita

Una delle prime cose sorprendenti di Saramago, che me lo hanno sempre reso simpatico e umano è che è un autodidatta.

La sua famiglia era semplice e lui di umili origini, il padre era un agricoltore e Saramago non potè studiare quanto avrebbe voluto. A causa delle difficoltà economiche della famiglia, che viveva a Lisbona, dovette abbandonare gli studi all’Istituto Tecnico e mettersi a lavorare. Non smise mai di frequentare la biblioteca, leggere, informarsi, studiare. E scrivere.

Il suo primo romanzo lo scrisse nel 1947, a 25 anni. Lavorò stabilmente nell’editoria e come traduttore, ma solo nel 1974, dall’età di 52 anni, cominciò a dedicarsi esclusivamente alla scrittura.

Come finì a vivere a Lanzarote?

Dopo le enormi polemiche derivanti dalla pubblicazione de Il Vangelo secondo Gesù Cristo e il governo portoghese che impedì la partecipazione del libro al Premio Letterario Europeo nel 1991, José Saramago decise di trasferirsi da Lisbona a Lanzarote.

È il 1993, Saramago non lo sa di certo, ma a Lanzarote rimarrà per i successivi 18 anni della sua vita ed è proprio in questa casa che morirà.

A Lanzarote José Saramago trascorrerà gli ultimi 18 anni della sua vita

Si trasferirà con la sua compagna Pilar del Río precisamente a Tías, dove costruiranno una casa fatta di libri, il luogo in cui Saramago scrive uno dei suoi libri più famosi e tradotti nel mondo, Cecità. Ensaio sobre a Cegueira, letteralmente Saggio sulla cecità viene scritto nel 1995 e l’anno dopo è già tradotto in decine di lingue.

È il 1998 e Saramago riceve il premio Nobel per la letteratura, il primo assegnato a uno scrittore di lingua portoghese.

La casa museo in cui ha vissuto è un luogo semplice e intimo, con un giardino appartato e una meravigliosa vista sull’oceano. Saramago ha vissuto qui con la compagna, accanto alla cognata e al cognato, che ancora oggi vivono nella parte di casa loro, decidendo di aprire quella appartenuta a Saramago ai visitatori dal 2011.

Casa Museo José Saramago

La visita e qualche informazione pratica

Non è uno dei dei luoghi più affollati di Lanzarote, complici gli orari di visita ridotti, un po’ più estesi durante l’estate. Gli orari sono dal lunedì a sabato, dalle 10 alle 14.30, con ultimo ingresso alle 13.30.

La visita della Casa Museo di Saramago è con audioguida, disponibile anche in italiano, affiancata da una guida disponibile a rispondere a ulteriori domande, che vi accompagnerà passo passo nelle stanze della casa. L’audioguida è disponibile anche in spagnolo, portoghese, inglese, tedesco e francese.

La visita della Casa Museo di José Saramago a Lanzarote è con audioguida, disponibile in diverse lingue

Godersi la visita di un luogo così intimo senza altri visitatori è stato un privilegio, e ha permesso ancora di più di addentrarsi nella vita dell’uomo, prima che del Premio Nobel.

All’esterno non è presente un parcheggio, ma potete lasciare l’auto facilmente accanto all’abitazione, noi non abbiamo incontrato difficoltà.

Casa Museo José Saramago

Appena entrati in casa di Saramago si viene subito avvolti dall’atmosfera casalinga e semplice, con un grande ingresso in cui sono presenti diversi oggetti importanti per la vita del celebre scrittore: c’è il tappeto in pietra vulcanica, di cui Saramago andava molto orgoglioso, diversi quadri alle pareti di cui uno di César Manrique, che avrebbe dovuto incontrare poco prima della sua morte, un orologio volutamente fermo alle quattro, orario in cui incontrò la sua compagna Pilar.

L’orologio fermo alle quattro, ora in cui incontrò per la prima volta Pilar

C’è poi la cucina, vissuta e con sguardo sull’oceano, il salotto con libri e quadri alle pareti, la piccola camera da letto e il giardino all’esterno.

Il luogo forse più suggestivo è l’intimo studio, con una semplice scrivania in pino, sulla quale Saramago trascorse gran parte delle sue giornate. Ѐ qui a Lanzarote che scrisse Cecità, che oggi è una delle sue opere più famose e tradotte al mondo.

Ma è anche qui che scrisse Quaderni di Lanzarote, dove racconta la sua vita sull’isola, la sua quotidianità con la famiglia. Di fronte alla scrivania sono tantissime le fotografie delle persone che amava: la figlia, Pilar, il nonno, figura fondamentale per lo scrittore, a cui dedicò anche l’incipit del discorso alla consegna del Premio Nobel, dicendo l’uomo più saggio che io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere.

La biblioteca di José Saramago

In un nucleo abitativo staccato rispetto alla casa José Saramago costruì una grande biblioteca nel 2006. Pilar e Saramago ne avevano così tanti a casa, ovunque, che quando desideravano un libro, facevano prima a comprarlo nuovo piuttosto che cercarlo. Oggi la biblioteca contiene 15.000 volumi tra saggi, romanzi, racconti…

La biblioteca e la scrivania di Saramago, che fece costruire nel 2006

I libri sono suddivisi e ordinari secondo il paese di origine dell’autore, potete così immergervi nella letteratura francese, spagnola, portoghese e anche italiana. Sono rimasta incuriosita da questo modo di dividere i libri e mi sono subito avvicinata alla sezione di letteratura italiana, per vedere quali libri e quali autori avesse letto e apprezzato Saramago. Troviamo principalmente Camilleri, Calvino, Buzzati.

La sezione di letteratura italiana nella biblioteca di Saramago a Lanzarote

L’unica eccezione è rappresentata dalle scrittrici. Per desiderio di Pilar, le donne vennero messe in una sezione differente rispetto agli uomini, tutte raggruppate insieme: dato che erano da sempre scarsamente apprezzate, non era giusto che occupassero gli stessi scaffali dei loro colleghi maschi.

Di ritorno da questo viaggio ho ripreso la mia copia di Cecità e mi sono rimessa a rileggerla, immaginando Saramago che la ideava, che la scriveva, nella casa museo che avevo da poco visitato. Cecità è un’opera illuminante e sorprendente, violenta e incredibilmente reale.

Tornata da Lanzarote, mi sono rimessa a leggere l’opera più famosa di Saramago

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