Itinerario 4 giorni Lanzarote e La Graciosa, viaggio in due delle isole Canarie

Quattro giorni tra Lanzarote con una giornata a La Graciosa, due meraviglie delle isole Canarie, un itinerario giorno per giorno alla scoperta di questi diamanti nell’oceano, a poche decine di chilometri dalle coste africane.

Con un po’ di impegno in 4 giorni riuscirete a visitare le cose più belle di Lanzarote, ma anche a godervi tuffi nell’oceano e una gita a La Graciosa.

Itinerario 4 giorni Lanzarote e La Graciosa

Arriviamo in aeroporto in serata, recuperiamo la nostra macchina a noleggio, una fiammante Cinquecento ibrida di cui l’isola è ricolma, e andiamo verso il nostro appartamento.

Lanzarote ci accoglie con un cielo lattiginoso e nostalgico, il nostro incontro non è amore immediato, ma una tiepida conoscenza, che però, nei giorni seguenti si trasforma in qualcosa di più speciale.

La destinazione è Puerto del Carmen, a sud dell’isola, distante una decina di minuti dall’aeroporto e uno dei centri più grandi di Lanzorote.

Non si respira clima isolano qui, seppure fosse nato in principio proprio come piccolo porto di pescatori, ma Puerto del Carmen è un buon punto di partenza per esplorare l’isola e si trovano parecchie sistemazioni a prezzi vantaggiosi. La nostra casa per questi giorni a Lanzarote sarà Apartamentos Aloe, in zona tranquilla e silenziosa ma a 15 minuti a piedi dalla passeggiata di Puerto del Carmen, ricolma di ristorantini e negozi e da una lunga striscia di spiaggia.

Mangiamo qualcosa e andiamo a dormire, la giornata è stata lunga e una manciata di ore fa ero ancora in ufficio. Dobbiamo essere riposate per questi pieni 4 giorni a Lanzarote e La Graciosa.

Giorno 1

Inizia la nostra esplorazione, ma non prima di aver fatto una ricca colazione.

La prima tappa è la Ciudad Estratificada, curiose formazioni rocciose fatte dal vento, che si sregotalano e si modellano continuamente. Il luogo è davvero scenografico e si presta a miriadi di foto. Nei pressi del parcheggio potete decidere di imboccare il sentiero e inoltrarvi nell’orizzonte per un trekking.

La Ciudad Estratificada è un luogo stranissimo, a metà tra il deserto e le rocce più strane

Risalite in macchina ci spostiamo verso la nostra seconda tappa, il Giardino dei Cactus, opera di arte e natura realizzata da Cesar Manrique. Si trova a Guatiza, nel comune di Teguise, in una vecchia cava. L’area è distribuita in terrazze e ospita più di 1400 esemplari di cactus. Un luogo pazzesco, che vi farà girare a ogni angolo.
Qui il paesaggio è già più caldo e meno contraddistinto dal colore nero, come invece è al sud.

L’ora di pranzo è passata da un po’ e allora ci spostiamo a Punta Mujeres in cerca di qualcosa per pranzo. Punta Mujeres è il luogo perfetto in cui fare il bagno nell’oceano: ci sono infatti 2 chilometri di diverse piscine naturali, due delle quali ben protette dal mare aperto. Siamo a nord-est di Lanzarote, in un piccolo paesino di pescatori con le casette bianche e un’atmosfera tradizionale e intima. Qui la natura si presenta con tutto quello che è, Punta Mujeres è uno dei luoghi più intatti di Lanzarote e per me è colpo di fulmine immediato.

Punta Mujeres per me è stato colpo di fulmine, un luogo intatto e romantico

Le visite non sono finite e risalite in macchina ci dirigiamo verso Los Jameos del Agua, altro luogo incredibile ideato da César Manrique: uno spazio naturale diventato un centro artistico e culturale. Appena messo piede al suo interno vi renderete conto di trovarvi in un tunnel vulcanico, formatosi dalle eruzioni del Vulcano della Corona. Siamo vicinissimi alla costa e infatti è presente un lago originato da filtrazioni marine dove vivono minuscoli granchi di colore bianco, che illuminano lo scuro fondo del lago, sono albini e ciechi ma riuscirete a scorgerli facilmente.

Ripresa l’auto decidiamo di spostarci ancora più a nord e ancora una volta il paesaggio intorno cambia e una sabbia dorata inizia a circondare le rocce vulcaniche di colore nero. Ci fermiamo a Playa de Punta Pieta ed è davvero una meraviglia il paesaggio. Questo tratto di costa è davvero selvaggio! Il colore della sabbia qui è di un dorato chiarissimo, quasi tendente al bianco, e il contrasto con le rocce vulcaniche nere è sorprendente.

Rientriamo nel nostro appartamento e mi concedo ancora un bel tuffo in piscina e qualche vasca anche se il sole sta già tramontando.

Itinerario 4 giorni Lanzarote e La Graciosa

Giorno 2

Sarà una giornata intensa, così ci svegliamo di buon’ora e usciamo.

Oggi continueremo a seguire le orme di César Manrique, spostandoci nei luoghi che ha amato più profondamente, nei quali ha abitato fino alla sua morte. In particolare visiteremo la Fondazione di Cesare Manrique e la sua Casa Museo.

La prima tappa è infatti la Fondazione di César Manrique, dove ha vissuto fino a quando non si è spostato nell’entroterra, ad Harìa, uno dei luoghi più vivaci e verdi di tutta l’isola. La Fondazione è un luogo bellissimo, che vi consiglio tantissimo di visitare: 3000 metri quadrati costruiti su bolle vulcaniche create da eruzioni che hanno avuto luogo tra il 1730 e il 1736. Vi sembrerà di camminare nella pancia di un vulcano, tra spazi di una bellezza incredibile: sono certa che ne rimarrete affascinati. Per me è stato così!

La seconda tappa è nel vivacissimo centro di Harìa, nella valle verde di Lanzarote, dove Manrique si trasferì per la pace che si respirava intorno e dove visse fino alla sua morte. La Casa Museo è sicuramente più semplice, costruita su un terreno agricolo dove era presente una vecchia tenuta, tipica di questa parte di entroterra. Con i suoi tre bagni giungla, una piscina e anche un grande atelier dove il genio di Manrique ha continuato a creare, è una tappa imperdibile a Lanzarote.

Dopo la visita alla Casa Museo di Manrique ci spostiamo nel delizioso centro di Harìa, dove ci sono tantissimi localini in cui mangiare e noi facciamo un bel giro in un mercatino. Fermatevi qui, merita davvero.

Il centro di Harìa, anche chiamata Valle delle Mille Palme, è infatti uno dei luoghi più verdi di Lanzarote

Dopo una pausa pranzo e un po’ di relax ripartiamo, questa volta con destinazione la Cuevas de Los Verdes. La visita dura una cinquantina di minuti e non è impegnativa, ma vi stupirà molto, soprattutto sul finale. Camminerete nel camino di un vulcano dove la lava, solidificandosi, ha creato delle gallerie sotterranee che oggi ospitano anche una sala da concerti, con un’acustica ottima. Considerate che l’ultima visita inizia alle 16, il momento più affollato è quello della pausa pranzo quando tante persone fanno la visita anche per stare un po’ al fresco. Gli orari che ci hanno consigliato sono le 10, come prima visita, le 15 o le 16.

Terminata la visita e rinfrescate per bene con una temperatura che si aggira intorno ai 20 gradi, ci dirigiamo verso l’ultima incredibile tappa della giornata, il Mirador del Rìo, anche questa creazione di César Manrique. La vista è davvero un incanto e potrete vedere ai vostri piedi anche le Salinas del Rìo. Dal Mirador si ammira anche la sinuosa isola di La Graciosa, che sembra proprio a pochi passi da voi. Così vicina da farci venire una voglia incredibile di visitare quest’isola.

Il Mirador del Rìo, potrete ammirare le cose di La Graciosa

Ma la giornata non è ancora finita e vista la giornata impegnativa e le temperature elevate abbiamo proprio voglia di un bagno nell’oceano, scegliamo Playa Caleton Blanco, poco distante da Orzola. Una spiaggia che mi sento di consigliarvi tantissimo. Quando arriviamo noi ci sono ancora tante persone ma ci godiamo un bagno in questa piscina naturale dal colore smeraldo. Riasciugate e sistemate, siamo pronte per andare a cena a Orzola. Il centro la sera è poco frequentato e ha il piglio tipico dei paesini di pescatori. Ci sono solo un paio di ristorantini aperti nonostante sia un sabato sera di Luglio, ma mangiamo benissimo pesce fresco appena pescato, nel Restaurante Casa Marcelo. Quando è ora di tornare a casa ci godiamo la strada mentre il buio avvolge l’incredibile isola nera.

Itinerario 4 giorni Lanzarote e La Graciosa

Giorno 3

Il terzo giorno decidiamo, inaspettatamente, di dedicarlo a La Graciosa: un minuscolo isolotto di cui ci siamo innamorate ammirandolo dal Mirador del Rìo, senza strade asfaltate, che si può esplorare solo a piedi o a bordo di una jeep.

La Graciosa è raggiungibile con circa 35 minuti di traghetto da Orzola ed è una meraviglia della natura. La costa è una lunga distesa di sabbia che raggiunge dolcemente le onde. Appena approdate a Caleta del Sebo contiamo un ristorante, un bar che fa un ottimo espresso e una panetteria con buonissimi panini e dolci di tutti i tipi, dove ci riforniamo per il pranzo al sacco. Che decidiate di spostarvi solo di pochi metri dal porto o di camminare per un’ora, incontrerete comunque spiagge dorate e acque fredde ma cristalline.

Trascorriamo tutta la giornata a camminare sulle sue dune, a prendere il sole, a tuffarci e stare stese a rilassarci, a goderci il silenzio intorno e la storia di un libro da cui sono felicissima di non dovermi staccare.

Itinerario 4 giorni Lanzarote e La Graciosa

Giorno 4

Il nostro ultimo giorno a Lanzarote comincia con una delle tappe meno conosciute sull’isola. Ed è un gran peccato.

A pochi minuti dall’apertura ci dirigiamo nella Casa di José Saramago, nel luogo in cui il Premio Nobel per la Letteratura scrisse uno dei libri più famosi, tradotto in 50 lingue in tutto il mondo, e dove morì nel 2010. La casa è aperta dall’anno successivo alla sua morte, dal 2011 e se siete lettori accaniti, poco importa se avete letto tutta la sua bibliografia o ancora nessun libro, è un luogo da visitare. La bellissima vista sul mare della casa a Lanzarote di Saramago, che lui stesse fece costruire, la biblioteca con così tanti volumi che sarebbe più facile acquistare un libro nuovo che cercarlo, è stata una tappa che sono felicissima di non aver perso.

Dopo la casa di Saramago ci dirigiamo nel Parco Nazionale Timanfaya, con i suoi paesaggi peculiari, l’assoluta assenza di qualsiasi tipo di vegetazione, sembra davvero un posto fuori dal mondo. Il Parco Nazionale Timanfaya è l’unico parco nazionale spagnolo dal carattere geologico, frutto di alcune importanti eruzioni vulcaniche avvenute nel 1720, nel 1736 e nel 1824.

Ci avevano detto che avremmo trovato coda in tarda mattinata ma non avevamo alternative per riuscire a fare tutto nel nostro ultimo giorno e così ci “godiamo” un’oretta di coda in auto per accedere al Centro Visitatori. Se avete la possibilità di fare diversamente, come orario vi consiglio le 10 o le 14/ 14.30, quando abbiamo visto che la coda si è smaltita velocemente e non c’erano altre auto nei paraggi. L’ingresso è a pagamento e si pagano 10 euro a persona, che comprendono l’ingresso, il parcheggio, la visita in autobus.

La visita in autobus dura un’oretta, lungo la Rota de Los Volcanes, con varie tappe durante le quali non è possibile scendere e un’audioguida che spiega curiosità e caratteristiche del paesaggio circostante. L’audioguida è in lingua spagnola, inglese e francese. Questo percorso non è possibile farlo in autonomia, né con la propria auto né a piedi. Ci sono un paio di escursioni da fare a piedi con visita guidata, trovate tutte le informazioni sul sito. Prima o dopo il giro in autobus potrete assistere ad alcune dimostrazioni geotermiche. Nei pressi del parco è possibile fermarsi a mangiare un ottimo pollo, arrostito proprio grazie al calore che proviene dal cuore del terreno.

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