Un weekend a Castelluccio di Norcia: i campi in fiore e i meravigliosi dintorni

Da maggio a luglio un piccolo borgo tra Marche e Umbria si colora di rosso e blu. Sono i fiori dei campi che accolgono le prelibate lenticchie di questa piccola e incantevole parte d’Italia a 1452 metri d’altezza. Castelluccio di Norcia è un concentrato di sapori, di odori e bellezza, in grado di infondere in chi li vive un senso di pace assoluta.

Castelluccio di Norcia: il momento perfetto per la fioritura dei campi di lenticchie

Il momento perfetto per assistere alla piena fioritura dei campi è l’inizio di luglio, ma io ho preferito giungervi verso la fine della fioritura, quando i visitatori scarseggiano e le pennellate di blu appaiono sbiadite, godendomi il silenzio e l’atmosfera romantica di questo posto magico. Percorrendo la salita del Monte Vettore sareste circondati dai campi di lenticchie e ad ogni angolo sarete assaliti da una voglia irrefrenabile di fermare l’auto e scattare cento fotografie. Più vi addentrerete nella fioritura, più sarete vicini al borgo, e ai colori.

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Percorrete la via del Monte Vettore per trovarvi circondati di campi di lenticchie in fiore

Castelluccio di Norcia: come raggiungerlo

Ciò che dovete assolutamente sapere prima di programmare la vostra visita a Castelluccio è che i tragici eventi sismici del 2016/2017 hanno causato ingenti danni alle case e alle strade, oltre che alla popolazione.  Per questo il tragitto indicato dal vostro navigatore potrebbe non essere aggiornato, così come è capitato a me, e sareste costretti ad impiegare più di un’ora per raggiungere il paese, pur alloggiando dietro l’angolo. Essendo i campi fioriti esattamente sul confine tra le due regioni, vi consiglio di alloggiare a Norcia, perché pare che sia stata ripristinata la viabilità della Strada Provinciale 477. Venendo dal versante marchigiano impiegherete sicuramente più tempo ma, in ogni caso, le strade sono oggi più che sicure.

 

Cosa fare nei dintorni di Castelluccio di Norcia

Siete in mezzo a decine di borghi antichissimi, a ridosso del Parco dei Monti Sibillini, dove il cibo è così buono da farvi pensare di non aver mai mangiato meglio in vita vostra. Irrinunciabili le lenticchie di Castelluccio, il prosciutto IGP di Norcia, il tartufo nero pregiato di Cascia e Poggiodomo, i funghi porcini di Nerone. Dormire in un casale sui Monti Sibillini è un’esperienza che concilia il riposo con la buona cucina umbro-marchigiana, la bellezza delle distese infinite di verde con la primitività della pastorizia e degli asini che potreste incontrare lungo la strada.

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Lo spettacolo della natura nei Monti Sibillini

Qui è tutto ancora così pulito, a tratti primordiale, incontaminato. A chi desidera rendere ancora più spirituale questo viaggio, consiglio la visita al Santuario di Macereto, tempio suggestivo progettato dal Bramante e notevole esempio di arte rinascimentale, situato nel minuscolo paesino di Visso, poco distante da Norcia, ma nelle Marche. Qui troverete anche un museo che ospita alcuni manoscritti di Giacomo Leopardi e un museo originalissimo, solo per pochi interessati, quello della Pastorizia.

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Castelluccio di Norcia e la fioritura dei campi di lenticchie

NB: Attenti a non calpestare i campi, le lenticchie stanno crescendo anche se non sono ancora visibili! Usate solo i sentieri appositi e le strade sterrate.

Una tappa imperdibile: il lago di Fiastra

Se vi trovate a Castelluccio di Norcia, o in ogni altro piccolo immenso paradiso racchiuso fra i Monti Sibillini, non potete non vivere l’esperienza di un bagno nel lago di Fiastra. Acqua limpidissima, sassolini bianchi e due chilometri quadrati di azzurro intenso. Dista da Castelluccio di Norcia 46 km, impiegherete un’ora per raggiungere il lago, ma sarà così bello che penserete che ne sarà valsa la pena. 

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Non rinunciate a un tuffo nel lago di Fiastra

Dove dormire nel Parco dei Monti Sibillini

L’indomita, sconfinata natura di questo Parco è, qua e là, interrotta da minuscoli paesini che tuttavia non intaccano la sua bellezza paesaggistica. Anzi, si può dire che i casali, le osterie, i b&b si insinuano nel verde in un modo tanto delicato da diventare un tuttuno con i laghi e le montagne. Più comodo dormire a valle, essendo più facilmente raggiungibile qualsiasi meta, evitando di incappare in qualche strada ancora sbarrata per il terremoto, ma è più romantico e suggestivo dormire in cima. Il mio posto del cuore in questo weekend umbro-marchigiano è un piccolo borgo delle Marche, ma a pochi km da Castelluccio di Norcia, immerso nel bosco e nell’umiltà di chi, dopo gli ultimi eventi tristi, non ha perso il sorriso dell’ospitalità. Sto parlando di Montemonaco, un paesino in provincia di Ascoli Piceno, che sa di fiabe, castagne e frutti di bosco. Niente smog, pochi rumori se non le chiacchiere degli scout e il cinguettio degli uccelli. Io ho scelto  un casale, La Cittadella dei Monti Sibillini, che mi facesse sentire in un’altra epoca, con l’unica eccezione della piscina con veduta panoramica sui monti.

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La Cittadella dei Monti Sibillini, e un tuffo in piscina

Sul confine Umbria-Marche: dove mangiare

Qui avete davvero l’imbarazzo della scelta. Tantissime le trattorie che propongono piatti per i vegani, immancabili le norcinerie e le osterie con la carne più buona del centro Italia e i taglieri colmi di infinite varietà di salumi. Il formaggio (specialmente il pecorino) è un prodotto D.O.P di questa zona, particolarmente pregiato nei piccolissimi comuni in provincia di Macerata come Visso e Ussita, a un’ora d’auto da Norcia. Spostatevi a Castelluccio o a Norcia per le lenticchie, ingrediente che ha la qualifica di IGP (indicazione geografica protetta), e che si sublima se mangiato in umido accompagnato alla salsiccia norcina. A Norcia troverete diversi ristoranti che vi proporranno svariate zuppe di legumi, il mio preferito resta la Cantina de Norsia, dove ho assaggiato il prosciutto (anche questo IGP), il cinghiale alla cacciatora e circa 8 tipi di salame diversi. Tappa obbligatoria insomma!

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Cantina de Norsia, tappa obbligata

Per un piatto di tagliatelle al tartufo nero, al cinghiale o ai funghi porcini salite fino a Montemonaco, e innamoratevi del menù de La Tavernetta, piccolo e accogliente ristorantino che rappresenta una garanzia per gli amanti dei Monti Sibillini.

 

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Carmela Cordova

Nata a Napoli, ha lasciato tre quarti di cuore sul sedile della carrozza che porta al castello di Neuschwanstein e un altro pezzetto è rimasto sugli scaffali dell’Atlantis Books di Santorini. Divisa tra il diventare avvocato e abbandonarsi alla lettura e scrittura, probabilmente in una vita precedente era una bibliotecaria.

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