Casa Museo di Lodovico Pogliaghi, uno degli artisti più eclettici del Novecento

La casa-laboratorio di Lodovico Pogliaghi, uno degli artisti più eclettici del Novecento ma forse anche tra i meno conosciuti, un luogo concepito per continuare a creare e lavorare. Nel 1937 Pogliaghi dona l’intera proprietà alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, ancora oggi custode di questo luogo, indicando espressamente che la casa non dovesse mai venire aperta al pubblico.

Sarebbe felice adesso di vederci passeggiare tra queste mura, che ha tanto amato? Forse sì, uomo burbero e contradditorio, forse era proprio quello che desiderava. Non perdete tempo, visitare la Casa Museo di Lodovico Pogliaghi è un’esperienza da fare.

Lodovico Pogliaghi, artista a tutto tondo

Lodovico Pogliaghi nasce a Milano nel 1857 da una ricca famiglia borghese. Studia all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove è allievo di Giuseppe Bertini; proprio per l’Accademia di Brera si dirige al Sacro Monte per restaurare parte della via Sacra, alcune cappelle e il Santuario: è un attimo e Pogliaghi si innamora fragorosamente di questo luogo, perfetto per lui a cui Milano, sempre più industrializzata e caotica alla fine dell’Ottocento, sta sempre più stretta.

All’epoca il Sacro Monte di Varese era meta dei soggiorni estivi delle famiglie borghesi di Milano. A partire dal 1885 Pogliaghi acquista una serie di terreni per intraprendere la costruzione della sua casa, che trasforma in una sorta di atelier e laboratorio, alla quale si dedica con grande passione per tutta la vita. Qui vive con la moglie che muore nel 1936. L’anno dopo, nel 1937, Pogliaghi dona la casa alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Nella prima versione del testamento aveva pensato alla sua casa museo come ad una dimora estiva di studi dei dottori dell’Ambrosiana e voleva che la casa fosse assolutamente chiusa al pubblico.

Il museo viene aperto nel 1952, ma solo su prenotazione. Dagli anni Settanta e fino al 1994 chiude per problemi di gestione. Viene riaperto solo nel 2014 grazie ad un finanziamento e aperto al pubblico come casa museo, finalmente visitabile da tutti.

La casa museo Lodovico Pogliaghi è stata riaperta nel 2014 dopo un lungo periodo di chiusura

Un artista a tutto tondo, pittore, scultore, architetto e scenografo infaticabile e instancabile, che ha lavorato presumibilmente fino alla fine della sua vita, a 93 anni.

Artista particolarmente prolifico, a lui si devono numerosi lavori, commissionati in tutta Italia: Pogliaghi era infatti uno degli artisti più richiesti e lavorò senza sosta, motivo per cui non riuscì mai a terminare la sua casa museo, per tutta la vita. Tra le opere più importanti ci sono il sepolcro di Quintino Sella a Oropa, il Crocifisso per l’altare maggiore del Duomo di Milano, l’Altare della Patria a Roma, il sepolcro di Giuseppe Verdi, la sistemazione della tomba di Dante a Ravenna e molte altre.

Sicuramente il suo lavoro più importante fu la porta centrale del Duomo di Milano, lavoro a cui Pogliaghi si dedica appassionatamente dal 1894 al 1908, il cui gesso originale è conservato nella sua casa museo a Varese.

La casa museo di Lodovico Pogliaghi

Alla sua casa museo, costruita in uno dei luoghi che più ha amato, il Sacro Monte di Varese, ha dedicato tutta la sua vita. Una casa museo che è diventata forse l’opera più monumentale di Pogliaghi, costituita da una casa diventata atelier e deposito, con oltre 1500 opere tra dipinti, sculture e arti applicate e 580 reperti archeologici.

Il giardino ottocentesco, secolo tanto caro a Pogliaghi: tutto sembra lì per caso e invece la mano dell’uomo è ben presente

Nonostante abbia vissuto per cinquant’anni nel Novecento, Pogliaghi era ancora legato all’eclettismo del secolo precedente: stili diversi, opere originali e semplici riproduzioni si mescolavano creando qualcosa di unico.

L’obiettivo di Pogliaghi era quello di creare un ambiente armonioso intorno a un’epoca storica: segue così il concetto di period rooms, in cui ogni stanza rappresenta un’epoca storica diversa, si passa così dal Cinquecento al Settecento facendo solo qualche passo.

La Galleria dorata è uno degli spazi che mi ha affascinato di più: le lastre di alabastro creano un’incredibile atmosfera, con la luce proveniente dall’esterno. Sono presenti anche due sarcofagi egizi, il più antico e meglio conservato risale alla XXV dinastia e accoglieva la mummia di Tameramun.

La Galleria dorata di casa museo Pogliaghi, uno degli ambienti che mi hanno affascinato di più

Superata la Galleria dorata eccolo lì il pezzo forte della casa museo, l’atelier in cui Pogliaghi ha lavorato infaticabilmente fino all’ultimo. E al fondo, dopo le scale di marmo di Candoglia, il famoso marmo rosa di cui è costituito il Duomo di Milano, eccola lì la riproduzione della porta centrale del Duomo di Milano, il lavoro che ha forse maggiormente impegnato Pogliaghi.

La porta centrale del Duomo di Milano a cui Pogliaghi ha lavorato dal 1894 al 1908 è presente anche nel suo atelier, per quanto non sia identica all’originale

Informazioni sulla visita Casa Museo Lodovico Pogliaghi

La Casa Museo di Lodovico Pogliaghi si trova al Sacro Monte di Varese, esattamente a metà strada tra il Santuario e l’ultima cappella.

Potete raggiungere la Casa Museo di Lodovico Pogliaghi in tre modi: a piedi partendo dalla prima cappella e facendo il percorso in salita, fino all’ultima cappella; ancora qualche passo e sulla vostra sinistra troverete un cancello che è l’ingresso della casa, punto di partenza per la visita. Potete decidere anche di raggiungerla in auto, parcheggiando la macchina nel parcheggio a pagamento sul Piazzale Pogliaghi, a poche centinaia di metri dalla casa museo. La terza opzione è raggiungere il Sacro Monte con la funicolare che al costo di 1 euro e 2 minuti di percorso vi porterà a poche decine di metri dall’ingresso della villa.

La Casa Museo Pogliaghi è aperta nei mesi estivi, nei giorni di sabato, domenica e in tutti i giorni festivi dalle 10 alle 18 con orario continuato e tre mattine a settimana.

Se avrete la fortuna di visitare la Casa Museo in una bella giornata di sole, avrete una bella vista del lago di Varese e potreste riuscire a vedere addirittura il Duomo di Milano e la sua guglia maggiore.

[ In collaborazione con Casa Museo Lodovico Pogliaghi ]

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