Le Havre è una città brutalista unica del suo genere, una vera e propria fenice araba rinata dalle sue ceneri. Una città portuale sull’estuario della Senna, nel Nord della Francia, dai tanti passati e dalle forti contraddizioni. Un luogo segnato dal passato dove si percepisce una forte energia e un’atmosfera un po’ malinconica. Una città severa, ordinata e funzionale, dove il bello acquisisce un significato tutto suo.
Le Havre è una meta che va al di là dei soliti itinerari in Normandia, curiosa e inaspettata. È la meta perfetta per gli amanti dell’architettura e l’arte moderna e contemporanea. Sicuramente è una meta che può non piacere a tutti ma che, a mio parere, è da non perdere!
Un po’ di storia di Le Havre
Il porto di Le Havre è stato fondato, sull’estuario della Senna sullo Stretto della Manica, per volere del Re di Francia Francesco I nel 1517 per contrastare il vicino porto di Anversa in Belgio, che al tempo era il più importante d’Europa.
Grazie alla sua posizione strategica e alla sua naturale conformazione, ideale per l’attracco delle grandi navi, il porto e la cittadina iniziarono a crescere rapidamente fino a diventare, nel XVII secolo, il secondo porto più importante della Francia. La città è stata uno dei centri nevralgici della compagnia delle Indie Orientali francesi, da qui le navi partivano per solcare gli oceani di tutto il mondo e ritornavano cariche di zucchero, tabacco, cotone e schiavi. Fino ad avere collegamenti diretti via mare di linea con New York nel XIX secolo.
Alla fine dell’Ottocento divenne anche un polo importantissimo per l’arte impressionista. Qui nacquero, crebbero e si insediarono numerosi pittori che imprimevano indissolubilmente sulle loro tele la brulicante cittadina e i meravigliosi paesaggi naturali che la circondavano. Tra i tanti Eugene Boudin, Edouard Manet, Auguste Renoir, Alfred Sisley e soprattutto Claude Monet che visse a Le Havre dai suoi primi anni e grazie al suo dipinto “Impression, soleil levant”, dove era raffigurato il porto della cittadina all’alba, diede il nome alla corrente artistica.
La crescita della prosperosa Le Havre ebbe una battuta di arresto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando venne ripetutamente bombardata dalle forze alleate. Tragici furono i bombardamenti del 5 e 6 settembre 1944, quando l’aviazione britannica sganciò più di 10.000 tonnellate di bombe sulla città distruggendone l’80% della superfice.
Al termine della guerra la città era distrutta e fu necessario ricostruirla. Le Havre venne completamente ridisegnata dal maestro del cemento armato Auguste Perret secondo un progetto estremamente ambizioso. Voleva creare una città moderna, ordinata e funzionale che fosse accessibile a tutti a prescindere dal ceto sociale o dalle possibilità economiche. Grazie al progetto di Perret la città rinacque dalle sue ceneri diventando un moderno gioiello brutalista in cemento armato ed un vero e proprio simbolo di resilienza.
Nel 2005, il centro di Le Havre è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO come esempio unico di architettura brutalista.
Cosa vedere a Le Havre
L’Église de Saint-Joseph
La chiesa di Saint-Joseph di Le Havre è l’edificio più emblematico della città, il simbolo della sua rinascita e un memoriale alle vittime dei bombardamenti che distrussero la città.
L’Église de Saint-Joseph è un edificio fuori dal comune, una costruzione decisamente atipica soprattutto per essere un luogo di culto. La chiesa è stata progettata da Perret in cemento armato a vista, ne furono utilizzate ben 50.000 tonnellate per la sua realizzazione. L’edificio è caratterizzato da una torre-lanterna alta 107 metri, ben visibile da tutta la città, decorata da vetrate colorate di diverso colore e simbolismo, che ricordano le bellissime vetrate delle chiese gotiche e che donano all’interno della chiesa un’atmosfera estremamente suggestiva, quasi surreale. La chiesa di Saint-Joseph è un vero e proprio eden per gli amanti dell’architettura.
La chiesa si può visitare in autonomia, gratuitamente e nel rispetto delle funzioni religiose. Gli orari di apertura sono dalle 9.00 alle 17.30.

L’Appartement Témoin Perret
L’appartamento Témoin Perret è la ricostruzione fedele di uno degli appartamenti creati a partire dal 1946 dallo studio Perret per gli sfollati del dopoguerra. La visita permette di scoprire gli allestimenti proposti e i servizi integrati nell’appartamento, che erano estremamente all’avanguardia per l’epoca.
L’appartamento è visitabile solo con una visita guidata, previa prenotazione sul sito ufficiale della città. La visita guidata è in francese, la durata è di 50 minuti ed ha un costo di 7€.
Il MuMa – Musée d’Art Moderne André Malraux
Il MuMa di Le Havre, il Museo d’Arte Moderna, è uno dei più importanti musei d’arte moderna di Francia. Il museo, come il centro cittadino, venne distrutto durante i bombardamenti della grande guerra, ma per fortuna i dipinti vennero messi in salvo. Oggi il MuMa, che si trova all’ingresso del porto, è ospitato all’interno di un edificio brutalista disegnato dall’architetto Guy Lagneau. Al suo interno è presente una collezione di tele dal XV Secolo, tra cui una delle più belle collezioni dei pittori impressionisti con quadri di Claude Monet, Auguste Renoir e Camille Pissarro; una collezione di 224 dipinti di Eugène Boudin e numerose quadri di esponenti dell’arte moderna come Raoul Dufy.
La visita si può fare in autonomia, il tempo di permanenza all’interno del museo è di circa un’ora. Il costo del biglietto d’ingresso è di 10€ in estate, quando sono presenti le mostre temporanee, e di 7€ in inverno.
Sono disponibili riduzioni per chi presenta il biglietto di un museo partner di Parigi, Rouen o Le Havre, sul sito del MuMa è disponibile la lista dei musei che ne fanno parte. Inoltre, l’ingresso è gratuito per i minori di 26 anni.



Cosa vedere a Le Havre
L’Hôtel Dubocage de Bléville
Dopo un viaggio di 9 anni in Cina, il navigatore, corsaro e commerciante Michel Joseph Dubocage tornò a Le Havre e acquistò questa deliziosa palazzina settecentesca. Oggi vengono ospitate mostre temporanee ed un cabinet de curiosités.
La visita all’Hôtel Dubocage de Bléville è gratuita, tranne in presenza di mostre temporanee. Il museo è aperto dal mercoledì al lunedì, potete verificare orari di apertura che variano a seconda della stagione ed il costo delle mostre sul sito ufficiale. https://www.musees-mah-lehavre.fr/

Le Volcan
Nel centro di Le Havre incontrerete due edifici singolari a forma di vulcano, costruiti nel 1982 in cemento armato e rivestiti in marmo bianco, su progetto dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer. L’architetto ha scelto la forma di due vulcani per rappresentare la forza creativa dell’arte e della cultura, infatti i due edifici ospitano un vero e proprio centro culturale con una biblioteca, due teatri e sale da concerti dove vengono messi in scena spettacoli teatrali, concerti, opere d’arte e conferenze. Per informazioni, cliccate qui.

La Maison de l’Armateur
La Casa dell’Armatore di Le Havre è una splendida casa-museo, un capolavoro architettonico neoclassico del 1790. Questa casa dall’architettura singolare è stata costruita attorno al lucernario, che ricorda un faro, su progetto dell’architetto Paul-Michel Thibault. Nel 1800 venne acquistata dall’armatore Martin Foäche come pied-à-terre per la sua famiglia. La visita guidata conduce il visitatore tra gli ambienti di lavoro, dove è possibile visitare lo studio di Foäche che si affacciava direttamente sul porto e sui suoi affari, e gli ambienti della vita privata.
La visita alla Maison de l’Armateur di Le Havre è guidata in settimana e libera nel weekend. La visita guidata è della durata di un’ora ed è effettuata nella lingua francese. Il costo della visita per gli adulti è di 7€ mentre è gratuita per i minori di 26 anni e tutti i primi sabati del mese. La casa-museo è aperta dal mercoledì al lunedì, potete verificare orari di apertura che variano a seconda della stagione sul sito ufficiale.

Caténe de Container
La catena di container è un’imponente e coloratissima opera d’arte contemporanea di Vincent Gravinet. Si trova al porto di Le Havre, a pochi passi dal MuMa, ed è stata installata nel 2017 in occasione del cinquecentesimo anniversario della città; è oggi uno dei simboli della città.


Scritto da Ezia Peano
Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

