Sentiero dei ponti di pietra in Valle Vermenagna | Camminata semplice vicino a Vernante in provincia di Cuneo

A cavallo tra le Alpi Marittime e le Alpi Liguri la Valle Vermenagna è una valle in provincia di Cuneo di collegamento con la vicina Francia, oltre ad essere una delle tappe della Ferrovia delle Meraviglie. Vernante, nello specifico, è uno splendido borgo alpino anche riconosciuto come il paese di Pinocchio. Tra le case e le vie del paese viene raccontata la storia del burattino in legno grazie a dei magnifici murales, nati come omaggio ad Attilio Mussino l’illustratore del Pinocchio di Collodi che visse qui a Vernante. 

In una vallata laterale nel comune di Vernante si trova il Sentiero dei ponti di pietra, o “Sëntèe di pont ‘t pera”, un sentiero ad anello semplice da fare anche con i più piccoli tra i boschi di Palanfré, piccola frazione di Vernante in Valle Vermenagna, alla scoperta di sette antichi ponti in pietra, testimonianza di un’epoca passata.

Questo percorso, come molti altri all’interno del comune, è stato aperto dall’Associazione Sentieri & Bicchieri un gruppo di amici impegnati nella valorizzazione, nel ripristino è nella tutela del patrimonio naturalistico e dei sentieri di Vernante.

Sentiero dei ponti di pietra: alcune informazioni pratiche 

L’itinerario è semplice ed è indicato per i principianti e gli escursionisti oltra ad essere ideale per le famiglie. Per questa camminata sono consigliati abbigliamento e scarponcini da trekking. 

Il percorso ad anello è contrassegnato dal colore rosso ed è ben segnalato da piccoli cartelli in legno con il nome del sentiero e l’immagine di Pinocchio, simbolo di Vernante, ed i numeri delle “tappe” da 126 a 133. La camminata è di circa 3 ore, con un dislivello di 300 metri.

Sentiero dei ponti di pietra di Vernante: il percorso

Per raggiungere il punto di partenza dell’anello bisogna imboccare la strada del Vallone di Palanfré, a destra dopo la piazza principale di Vernante, il sentiero inizia dopo un paio di chilometri in corrispondenza di un viadotto. Qui è possibile lasciare l’auto, grazie a due ampie piazzole ai lati della strada. 

Essendo un percorso ad anello si può prendere il sentiero che scende sulla destra prima della curva (cartello 126) oppure quello che sale alla sinistra, che si trova accanto ad una panchina (127), noi optiamo per il sentiero di destra. Ad indicare entrambi i punti di partenza troverete i cartelli che indicano il sentiero. 

In pochi minuti di passeggiata si incontrano i primi due ponti di pietra, grazie ai quali attraverserete il fiume. Da questo punto del percorso si può scorgere la palestra di roccia Scudo Bianco che prende il nome da Gianfranco Bianco, giornalista televisivo e alpinista. Da qui si prosegue lungo l’ampia strada sterrata che, dopo aver costeggiato per un po’ il fiume, sale dolcemente e si addentra in un fitto bosco. Dopo circa mezz’ora si abbandona la strada principale per un sentiero dal quale si può scorgere la borgata di Tetto Fuss, dove si incontra il ponte in pietra successivo (132). 

Il primo ponte in pietra che si trova dopo poche centinaia di metri dall’inizio della passeggiata

Dopo qualche metro si giungerà nuovamente sull’asfalto, e dopo aver attraversato il ponte in direzione opposta a Tetto Fuss, si prosegue in salita per un tratto sulla strada asfaltata. Giunti a Tetto Müriat, si abbandona nuovamente l’asfalto e si incontra il quarto ponte in pietra.

Dal quarto ponte si imbocca un piccolo sentiero immerso tra i boschi, dove camminerete per una ventina di minuti all’ombra degli alberi tra fragoline di bosco, fiori selvatici e felci. Proseguite fino a raggiungere una radura dove sorge il bel Tetto Mentun. A pochi passi da questa splendida borgata si giunge al quinto ponte, e mio parere il più incantevole. 

Dopo il quarto ponte il sentiero prosegue nei boschi, tra fiori selvatici, felci e fragoline di bosco

Superato Tetto Baru si sale in quella che a colpo d’occhio sembrerebbe una cava, ma probabilmente è il luogo in cui si è abbattuta la terribile valanga che nel 1972 travolse la borgata e tolse la vita ai suoi due abitanti. In questo punto in estate troverete una miriade di farfalle che danzano tra piante di lavanda, di menta selvatica e di iperico. 

Una volta superato questo tratto inizia un lungo sentiero che sale e scende all’ombra tra i boschi che ad un certo punto il sentiero incrocia la “Via di Teit“, un altro percorso aperto dall’Associazione Sentieri e Bicchieri. Durante la discesa incontrerete un’altra piccola borgata, Tetto Curde’ Suram, dove potrete ammirare uno splendido pilone votivo recentemente ristrutturato.

Continuando nella discesa, alla fine del bosco giungerete ai piedi della palestra di Roccia della Falesia Curnalet, dove è presente una zona pic nic e dove potrete ammirare gli ultimi ponti in pietra. A questo punto in pochi minuti raggiungerete la strada asfaltata e vi ritroverete al punto di partenza.

Dopo il bosco vi ritroverete ai piedi della palestra di Roccia della Falesia Curnalet
L’ultimo ponte in pietra

Scritto da Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

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