Everyday is a journey | Intervista a Chiara Petrocchi

Io e Chiara viviamo nello stesso quartiere a Roma, è una di quelle persone che hai sempre avuto tra gli amici di Facebook e che incontri casualmente per strada o a qualche festa di compleanno. Sempre con il sorriso sulle labbra e sempre dolcissima, ci seguiamo a vicenda: lei i miei lavori fotografici e io i suoi viaggi. Infatti qualche anno fa, da un giorno all’altro, ho notato le sue foto in giro per il mondo, i biglietti aerei, le valigie sempre pronte e la reflex al collo. Nelle sue avventure rivedo un po’ di me stessa, sempre in cerca di nuove esperienze con la macchina fotografica, inoltre da pochi mesi ha inaugurato un piccolo blog per organizzare viaggi, così ho deciso di cogliere la palla al balzo e di intervistarla per il blog di Elisa.

1) La passione dei viaggi accomuna molti di noi, credo sia qualcosa di innato ma c’è sempre un punto di inizio. Qual è stato il tuo primo viaggio all’estero?

Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che mi ha permesso, sin da piccola, di viaggiare moltissimo: Zanzibar, Maldive e numerosissime città europee. Per questo motivo non ho un ricordo preciso di quale sia stato il mio primissimo viaggio all’estero, ma sicuramente ho un bellissimo ricordo del mio primo viaggio da sola, o perlomeno senza genitori, fuori dall’Italia: Madrid. Un mix di spensieratezza e incoscienza, sicuramente tanto divertimento e voglia di scoprire per la prima volta una città vista con gli occhi di una diciassettenne alle prese con le prime esperienze della vita.

NewYork
Il viaggio di Chiara a New York

2) Quale mezzo di trasporto preferisci quando viaggi e perché?

Non vorrei cadere nello scontato, ma sicuramente il mezzo di trasporto che preferisco è l’aereo. Ogni step, dall’arrivo in aeroporto fino al decollo (e sicuramente l’atterraggio) li ho sempre vissuti con un mix di curiosità (prima) ed emozione (ora).

3) Quali continenti hai visitato e quale ti è piaciuto di più?

Come ho già detto, mi sento davvero fortunata; ho avuto la possibilità di viaggiare moltissimo, nonostante siano ancora tanti i posti che mancano nella lista. Sono stata in America, in Africa e, ovviamente, in Europa. Ogni posto ha le sue bellezze e particolarità, e sono continenti talmente diversi tra loro sotto ogni punto di vista che è veramente difficile decidere quale sia quello che mi è piaciuto di più.

Chiara
Chiara Petrocchi

4) Il viaggio migliore che hai mai fatto? Qual è la tua città preferita tra quelle visitate?

Altra domanda difficile! Credo che ogni viaggio sia un’esperienza a sé stante, soprattutto se sono viaggi fatti in diversi periodi della propria vita. Come ho già detto, ho un bellissimo ricordo del mio primo viaggio da sola a Madrid; ma non posso non menzionare i viaggi estivi e spensierati con le mie amiche in diverse isole della Grecia, il primo viaggio con il mio ragazzo a Bruxelles e Bruges e ovviamente i successivi nei quali abbiamo visitato numerose città italiane, europee, il Canada e gli Emirati Arabi. Sicuramente il mio primo incontro “da grande” e da sola con l’America (quando avevo 14 anni ho fatto un viaggio in California con i miei genitori) nella Grande Mela avrà sempre un posto speciale nel mio cuore e nei miei ricordi.

Toronto
Il viaggio di Chiara a Toronto

5) Oltre ad essere un’instancabile viaggiatrice sei anche una studentessa di lingue, quanto combaciano queste due passioni?

Come dico spesso, sento che il mio percorso scolastico e universitario sia stato scritto “da sempre”; non ho mai avuto dubbi sulla scelta del liceo (linguistico) e dell’Università (lingue), in un certo senso saltando quella classica tappa dell’indecisione post-scuola media e post-liceo che caratterizza la maggior parte delle persone. Questo perché sono sempre stata decisa su quello che avrei voluto fare e, nello specifico, studiare e non c’è dubbio che la passione per i viaggi e quella per lingue combacino non poco!

AbuDabi
Il viaggio di Chiara da Abudabi

6) Quando parti cosa non deve mai mancare nella tua valigia?

La domanda dovrebbe essere piuttosto: quando parti, cosa sarebbe meglio che mancasse nella tua valigia? Scherzi a parte, devo ancora imparare il segreto del viaggiare leggeri questo perché probabilmente (e purtroppo) non ho mai avuto l’occasione di fare un viaggio che preveda “lo stretto indispensabile”. Sicuramente, se dovessi scegliere cosa lasciare a casa, non sceglierei mai la macchinetta fotografica e l’immancabile guida Lonely Planet di turno (sono un’inguaribile collezionista!).

ChiaraPetrocchi

7) So che da poco tempo hai aperto un blog per organizzare viaggi a chi non è solito girare il mondo, com’è nata questa idea? Qual è il viaggio più bello che hai organizzato per un tuo cliente?

L’idea del blog di viaggi è partita un po’ per gioco. Sono una di quelle poche persone che, oltre ad amare il viaggio in sé, adora anche organizzare i vari itinerari; questo non solo quando sono io a partire, ma anche per altre persone. Mi è capitato spesso che familiari o amici mi chiedessero consigli sull’organizzazione di un viaggio e mi sono resa conto di essere talmente appassionata da riuscire a creare itinerari anche di posti in cui non sono mai stata! Allo stesso tempo, ho realizzato che non tutte le persone amano il “pre-viaggio” ma che, soprattutto, molti per pigrizia si affidano ad agenzie di viaggio, rischiando di pagare il doppio rispetto al prezzo reale. Il promotore del blog di viaggi in verità è mio cugino, che mi ha dato la spinta e l’aiuto necessari, soprattutto nella creazione del sito. Ad essere totalmente onesta non ho avuto ancora clienti (mannaggia!), però il viaggio più bello che ho organizzato risale a prima della creazione del sito: un viaggio in Thailandia per la sorella di una mia amica!

 

IMG_3335Scritto da Federica Girardi

Romana de Roma, classe 1993. La sua vita si alterna tra letteratura e fotografia. Nonostante sia abituata a programmare e pianificare sempre tutto, il più delle volte i suoi piani vanno all’aria, ed è lì che accadono le cose più belle. I viaggi completano la sua vita, ama esplorare nuove realtà con la macchina fotografica e un buon libro.

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