Vietri | Tieniti stretta i tuoi vicoli silenziosi. I tuoi anziani, che prendono il fresco sulle panchine e inarcano le sopracciglie se vendono qualcuno che non è del paese. Tieniti stretta le signore e le ragazze che preparano strufoli, cavatelli e parmariedd. E la signora Lucia che a 85 anni posa il bastone e balla. Il pane appena sfornato e la pizza croccante di Giuseppe. I cestini intrecciati e i cappelli di paglia. Tieniti stretta i signori che si mettono in posa per farsi fare la foto perché credono di finire in televisione per direttissima e, nel frattempo, sognano di partecipare a Sanremo.

Ma stringi ancora più forte i giovani, che si rimboccano le maniche, valorizzano scalini e aree prima trascurate e poi si fomentano a giocare alla Morra fino a perdere la voce.

Vedi Vietri, tieniti stretta la tua semplicità e le tue tradizioni, perché sono queste a renderti Tipica.

Nonostante sia per un buon 50% lucana, ammetto che la Basilicata non sia quasi mai rientrata tra le mete prese in considerazione per viaggi più o meno lunghi; e chi legge questo blog, sa benissimo quanto io ami il nostro bel Stivale! Durante i due giorni intensissimi che abbiamo trascorso a Vietri, l’11 e il 12 Agosto, mi sono dovuta ricredere. Perché la Basilicata sa essere accogliente come pochissime altre regioni italiane ed è piena di tesori (ancora) da scoprire e valorizzare.

Avete presente il film Basilicata Coast to Coast? Ecco, un itinerario on the road in questa generosa terra, è sicuramente da mettere nei Travel dreams 2018!

Siamo arrivati a Vietri in occasione di Tipica 2017, un percorso enogastronomico tra le vie della città che quest’anno ha festeggiato la sua quinta edizione. Quei due giorni intensi di lavoro e scoperte mi hanno permesso di dormire in un posto esclusivo, di assaggiare prodotti lucani e vietresi fatti come una volta, di instaurare amicizie vere (sappiate che ben presto faremo una capatina nelle Marche da Martina e Andrea!), di conoscere luoghi e aneddoti. Ma, andiamo con ordine.

Vietri di Potenza: cosa non perdere in città

Vietri è un piccolo paese, con poco meno di 3000 abitanti, abitato da anziani che da lì non si sono mai spostati, giovani che lavorano in altre parti d’Italia o all’estero ma appena hanno qualche giorno di ferie tornano, ragazzi che a Vietri sono rimasti e quotidianamente si danno da fare per pulire una zona abbandonata, abbellire le aree comuni, valorizzare il territorio.

Ecco tre tappe da non perdere in città e nei dintorni:

  1. La grotta di Cesare, un’area risistemata e riaperta proprio un anno fa, in cui arriva acqua potabile (e fresca!). La leggenda narrava che proprio da questa fonte avesse bevuto il grande Giulio Cesare – e da qui il nome. In realtà alcune ricerche storiche hanno portato alla luce il malinteso. Un uomo che passò da qui, abbeverandosi alla fonte esclamò: “Quest’acqua è degna del grande Cesare!”.
  2. I gradini dell’amore, sono forse la tappa più romantica, con una scritta che la dice lunga: “Saremo felici o saremo tristi, che importa? Saremo l’uno accanto all’altro, e questo deve essere. Questo è l’essenziale”. Io mi sono divertita a fotografarli in tutti i modi, ma sicuramente un bacio su questi gradini, può essere di buon auspicio per le coppie.

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    I gradini dell’amore, Vietri di Potenza
  3. Le cascate del Tuorno nel Bosco Luceto, in un’area completamente immersa nella natura. Attraverso un sentieri si raggiunge la prima delle sei cascate del Tuorno, quella che abbiamo visitato noi. Le cascate fanno parte di una sana e divertente diatriba tra Vietri di Potenza e la vicinissima Savoia di Lucania, dato che entrambe vantano la sua proprietà!

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    Bosco Luceto (Vietri di Potenza o Savoia di Lucania?)

Alla scoperta di Vietri di Potenza: cos’è Tipica?

Tipica sta per festa tipica, prodotti e sapori tipici, frutto della tradizione vietrese e, più in generale, lucana. Tra le vie del centro cittadino, in un percorso di circa 1 km, diviso tra antipasti, primi, secondi e dolci. Ma Tipica è anche tanta musica, balli in piazza ( i classici trenini di capodanno non sono mancati neanche qui!) e giocatori di Morra improvvisati e focosi, a urlare con tutto il fiato che avevano in corpo numeri e somme nel centro di una piazza. Tipica è stata l’occasione per me di capire che il mondo, che sia a pochi chilometri da casa o oltreoceano ha tanto da raccontare, ma che se le cose che ha da narrarci siano apprezzabili o no, dipende solo da noi.

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Giocatori di Morra improvvisati in piazza!

Mappa alla mano con tutto il percorso riportato e vietresi stampati, usati al posto del denaro per acquistare cibo e bevande. Ho assaggiato TUTTO e quando dico tutto, credetemi. Tra gli antipasti degni di menzione e bis ci sono stati il calzone con la minestra (un rustico con dentro le verdure), i salumi gustosissimi, la ciambottola – che i vietresi pronunciano omettendo la O – (carne di maiale e pollo con melanzane, peperoni, pomodoro e spezie). I primi da non perdere, rigorosamente fatti a mano dalle prime luci dell’alba dalle signore e ragazze del paese, sono i parmariedd e cavatelli.

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Sarei rimasta ore a guardarle preparare la pasta!

Da mangiare come le ciliegie una dopo l’altra perdendo presto il conto, gli strufoli salati, ma anche i fiori di zucchine fritti.

Alla scoperta di Vietri di Potenza: dormire in un Convento

Tra le esperienze più particolari dei nostri giorni in Lucania, c’è stata senza dubbio la possibilità di dormire in un Convento di Frati Cappuccini, che il giorno successivo al nostro arrivo abbiamo anche potuto visitare approfonditamente. Un Convento molto grande, immerso tra ulivi e vigneti, dotato di una ventina di celle ma che ospita – udite, udite! – solo tre monaci. Noi abbiamo avuto modo di conoscere un po’ meglio Padre Tommaso, parlare e scherzare con lui, mangiando anguria a merenda.

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Convento Frati minori Cappuccini, Vietri di Potenza

Il luogo nel quale il convento è immerso è già di per sé suggestivo. In cima al colle che sovrasta Vietri, in contrada Santa Maria, è totalmente parte della natura, tra uliveti in discesa, viti, campi di pallone, piccole cappelle semi abbandonate. Uno di quei posti perfetti per isolarsi, che sia per riflettere o per pregare, o anche solo per stare più a contatto con se stessi.

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Convento Frati minori Cappuccini, Vietri di Potenza

Il Convento è stato costruito probabilmente intorno ai primi cinquant’anni del 1600; sulla facciata dell’ingresso una scritta riporta l’anno in cui è stata deposta la prima pietra: un lavoro monumentale per l’epoca, soprattutto per la difficoltà di portare il materiale in cima. All’interno del Convento è presente il chiostro, la sala da pranzo, una piccola biblioteca adibita anche a sala di lettura e studio e una biblioteca molto più grande con libri antichissimi. La Chiesa è bellissima, con altari in pietra e marmo e opere d’arte perfettamente conservate. Dietro l’altare maggiore è presente un dipinto che, come ci ha mostrato Padre Tommaso facendolo scorrere e rientrare nella parete, nasconde numerose reliquie appartenute a Santi differenti.

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Convento dei frati minori Cappuccini, Vietri di Potenza

Un’occasione unica per scoprire qualcosa in più di quel 50% lucano che ho nel DNA e per scoprire una regione, la Basilicata, che purtroppo ai più è praticamente sconosciuta. Sono riuscita a farvi venire un po’ di curiosità?