Los pueblos blancos, gli affascinanti borghi bianchi dell’Andalusia

C’è un angolo dell’Andalusia, lontano dalle gemme turistiche imprescindibili ma prese d’assalto tutto l’anno, dove il silenzio, il tempo sospeso e l’accecante bellezza coinvolgeranno i romantici e affascineranno anche i più scettici. Sono i bellissimi pueblos blancos, un mosaico di villaggi candidi incastonati tra le montagne e le vallate e costruite sulle rocce, dove il bianco abbagliante vi lascerà di stucco.

Tra le montagne della Sierra e le vallate scavate dai fiumi, i pueblos blancos rivelano la loro anima più autentica: quella di un’Andalusia poetica e senza tempo, dove ogni vicolo invita a rallentare, ad assaporare l’attimo presente. Sono borghi magnetici che offrono panorami incredibili: da inserire per forza in un roadtrip in Andalusia.


In alto c’è l’azzurro del cielo con il sole caldissimo che non lascia tregua a nessun orario, intorno ci sono le rocce e la vegetazione più aspra e indomita. Nel cuore di questo quadro appaiono loro: i borghi con le caratteristiche casette di color bianco accecante, che ammaliano il turista e lo spingono a perdersi nel dedalo di stradine alla ricerca di un pochino di ombra e di frescura, soprattutto nelle giornate più calde.

Un roadtrip dedicato ai pueblos blancos

Chi desidera conoscere l’Andalucia più autentica, esplorando il suo entroterra, può dedicare ai borghi bianchi andalusi un itinerario ad hoc, percorrendo un viaggio in auto che tocca una ventina tra i più bei villaggi tipici della Spagna del sud.

Per visitare i tipici villaggi bianchi, sia che partiate da Siviglia, Cordoba, Cadice o Malaga, dovete necessariamente avere un’auto a noleggio a disposizione. I treni non arrivano, distano parecchio l’uno dall’altro, e muoversi in un altro modo è davvero complesso. Con la macchina le distanze sono fattibili e potrete vedere anche due, tre borghi al giorno, prendendovi anche il tempo di rilassarvi e godervi la loro visita.

Sono quasi sempre paesini di origine araba, costruiti inerpicati su colline e montagne, proprio perché in passato avevano scopi difensivi: il dedalo di vie e viuzze del centro storico è stretto e ripido, le casette spesso minuscole sono costruite lungo le rocce e di frequente vicino ai fiumi, il tipico e rigoroso colore bianco aveva la funzione di tenere lontano il caldo, per quanto possibile.

I villaggi bianchi più affascinanti si trovano nella provincia di Cadice e di Malaga, all’interno e ai margini del Parco Naturale della Sierra de Grazalema. Se riuscite a dedicare almeno un giorno a Ronda, cosa che tra l’altro vi consiglio, tantissimi dei borghi sono molto vicini e possono essere visitati in successione. I più suggestivi, da segnare, sono:

  • Arcos de la Frontera: considerato la porta di accesso di questi villaggi bianchi, dista poco più di un’ora di auto da Siviglia.
  • Zahara de la Sierra: nascosto tra le montagne, si affaccia su un lago artificiale e ha anche un castello medievale. Si trova a circa 1 ora e 30 minuti da Siviglia e a un’ora da Ronda.
  • Setenil de las Bodegas: forse il più celebre, quello che abbiamo visitato anche noi e di cui vi parlo meglio tra pochissimo. Dista 25 minuti di auto da Ronda.
  • Grazalema: immerso nella natura dell’omonima Sierra, dista circa 45 minuti di auto da Ronda.
  • Olvera: dominata dal castello, questo borgo bianco si trova a circa 1 ora e 20 minuti dal centro di Siviglia e a meno di un’ora di auto da Ronda.

Inserire almeno un pueblos blancos in un itinerario andaluso

Se il tempo che avete a disposizione, come spesso capita, non permette di dedicarsi a tutti, vi spingo comunque a valutare l’idea di inserirne nel vostro itinerario andaluso almeno uno. Noi abbiamo optato per Setenil de las Bodegas, uno dei borghi bianchi più tipici e conosciuti, ma per niente affollato e assolutamente godibile.

Visitare Setenil de las Bodegas

Una delle tappe che attendevo con più trepidazione era proprio questo accecante borgo bianco situato nel punto più a sud dell’Andalusia. Una volta raggiunto, vi consiglio di parcheggiare nella parte più in alto. Ci sono diversi parcheggi gratuiti lungo la strada e in questo modo il colpo d’occhio del borgo dall’alto, precisamente dal Mirador Balcón de Setenil de las Bodegas, vi colpirà all’istante. Da qui ammirerete dinanzi a voi il Castillo de Setenil de las Bodegas, una fortezza almohade del XII secolo di cui resta soprattutto la Torre del Homenaje, su cui si può salire per godersi la vista.

Mirador Balcón de Setenil de las Bodegas, per la vista a colpo d’occhio sul borgo bianco

Setenil de las Bodegas, conosciuto anche come la città della montagna, è chiamato così perché è stato costruito in maniera tale da adattarsi al corso del fiume Guadalporcún. Il motivo per cui in questo borgo risiede tanto fascino è infatti la particolare ubicazione delle case, costruite addossate a enormi pareti di roccia, adattandosi anche alla pendenza del terreno, che scende imponente verso il fiume. Il borgo sembra infatti sia stato costruito scavando nella montagna, o se vogliamo vederla in modo più romantico, come se dalla roccia venisse abbracciato. Alcune case privati, ma anche bar, birrerie e cantine, sono addirittura costruite all’interno di grotte. Noi ci siamo fermati per un piccolo aperitivo, qualcosa di fresco e delle tapas, proprio in questa via in un bar con una bellissima terrazza con panorama sui tetti bianchi.

Setenil de las Bodegas è pura magia, architettura e natura si fondono tra loro, non chiarendo dove comincia una e finisce l’altra.

Infilatevi nel dedalo di viuzze e dirigetevi verso la prima tappa, Calle Herrería, una delle più antiche del borgo, dove vi sembrerà di camminare nel cuore delle pareti rocciose: qui le case sembrano toccarsi, i vicoli sono strettissimi e c’è uno degli angoli più fotografati con la scritta Besame en este rincon. Inoltre, al costo simbolico di 1 euro, potrete entrare e visitare una tipica casa-grotta e sarà proprio il proprietario ad accogliervi nella sua casa privata. Dentro, vi renderete conto di quanto le abitazioni siano scavate nella roccia e di quanto gli spazi siano minuscoli ma sfruttati al massimo.

Se amate i panorami dall’alto segnatevi Il punto panoramico del Mirador del Carmen e il Mirador del Lizón.

Uno dei luoghi più simbolici è Terrazas calle cuevas del Sol, dove le facciate bianche delle abitazioni si affacciano sul torrente Trejo, al momento del nostro viaggio completamente asciutto, mentre una gigantesca roccia incombe sui tetti delle case, che sembrano schiacciate.

Pochi passi più avanti vi ritroverete a Cuevas de la sombra, dove la roccia attraversa l’intera strada creando un tunnel roccioso dove potrete trovare taverne, negozi e bar.