Durante un viaggio in Andalusia, un roadtrip in questa regione secca e sorprendente, Cordoba è un gioiellino da non perdere. Tra vicoli minuscoli e bianchissimi, un’architettura dirompente e arabeggiante e fiori dappertutto in primavera e in estate, Cordoba, o Cordova in italiano, vi farà innamorare perdutamente.
Per me è senza dubbio da inserire nel vostro itinerario andaluso e le vanno dedicati almeno due giorni se, come noi, ci capitate durante il Festival Patios di Cordoba a Maggio, per poter visitare i meravigliosi cortili interni e non perdervi le chicche architettoniche che custodiscono.
Due giorni a Cordoba, cosa vedere e cosa fare
Crocevia di culture e stili architettonici, dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO grazie ai suoi quattro luoghi più belli e celebri, tra cui la Moschea e il centro storico intimo e travolgente, Cordoba è una delle mete che mi ha colpito di più nel nostro roadtrip in Andalusia.
Non solo gastronomia e cultura, se amate la natura e riuscite a dedicare a Cordoba più giorni, potrete esplorare anche la catena montuosa che la avvolge, la Sierra Morena, che è il più importante sistema montuoso della Spagna meridionale.
Da Siviglia a Cordoba
Cordoba si trova nel sud della Spagna e quasi al centro dell’Andalusia, posizione che la rende una meta raggiungibile facilmente, a seconda del posto da cui partite. Dopo aver noleggiato un’auto, noi l’abbiamo raggiunta da Siviglia, da cui dista poco più di 140 km e un’ora e mezza di auto. Un paesaggio che si presente collinare e agricolo, molto secco al momento del nostro viaggio a maggio, che costeggia la valle del fiume Guadalquivir. Se potete o volete spezzare il viaggio tra Siviglia e Cordoba a metà e fermarvi ancora una notte, vi consiglio Carmona e Écija, che a quanto pare sono proprio due gioiellini.
Pare che da Siviglia e da Malaga verso Cordoba siano ottimi anche i collegamenti ferroviari, con treni frequenti che impiegano meno di un’ora di tragitto. Un po’ più di km e di tempo da Granada, ma fattibili anche i collegamenti ferroviari tra le due. Se non avete intenzione di noleggiare un’auto, il treno è un’eccellente soluzione.
Dove dormire a Cordoba
Secondo me è necessario fermarsi a Cordoba almeno una notte, in modo da avere due giorni per visitarla, imprescindibili per immergersi anche nella sua atmosfera e nella sua tradizione culinaria.
Avendo a disposizione l’auto, non avevamo necessità di dormire vicino al centro storico, così abbiamo optato per una sistemazione leggermente fuori, da raggiungere in pochissimi minuti di auto.
L’Hacienda El Brillante si è rivelata un’ottima soluzione per noi. Si trova a soli 6 km dalla Moschea di Cordoba e dal parcheggio gratuito di cui vi parlerò nel prossimo paragrafo, in un quartiere residenziale molto curato e tranquillo, silenziosissimo in qualsiasi momento della giornata.
Noi abbiamo scelto un appartamento al primo piano con una bellissima terrazza da cui ci siamo goduti il tramonto e sulla quale abbiamo cenato. L’appartamento era piccolino ma funzionale e dotato di tutto, oltre che ristrutturato da pochissimo e tutto nuovo. La chicca? La piscina stagionale esterna, che anche solo guardarla mette di buonumore.


Dove lasciare l’auto a Cordoba
A dispetto di quello che si possa pensare, Cordoba è la località andalusa più grande. Nonostante questo, il suo centro storico con tutte le cose più importanti da vedere è tranquillamente visitabile a piedi in uno o due giorni. Tuttavia, se il vostro itinerario di viaggio vi consente di fermarvi più tempo, sono certa che a Cordoba i vostri occhi e il vostro animo non avranno difficoltà a percepire tutta la bellezza di cui sarete circondati.
La prima cosa da fare è quindi lasciare l’auto, il più possibile vicino per poter visitare tutto quanto. Per entrambi i giorni abbiamo lasciato la macchina in un grande parcheggio gratuito comodissimo al centro, da cui dista solo 15 minuti a piedi: è l’Aparcamiento in Poniente Sur. Se non arrivate presto potreste avere difficoltà a trovare posto, ma non demordete perché c’è sempre qualcuno che va via.
Cosa fare e cosa vedere a Cordoba
Patios di Cordoba
L’origine dei Patios di Cordoba risale all’epoca romana, ma fu durante il periodo della dominazione musulmana che divennero un elemento architettonico essenziale. Costruire un cortile interno e riempirlo di piante e fiori non aveva scopi estetici inizialmente, ma era necessario per creare uno spazio fresco, fondamentale per combattere il caldo torrido di questa zona della Spagna. Però si sa, la voglia di bellezza prende il sopravvento sempre e così, con il tempo i cortili interni sono stati curati sempre di più, diventando luoghi di socialità in cui ritrovarsi verso l’ora del tramonto, fino a diventare sempre di più il simbolo della cultura e della tradizione andalusa.
È così che dal 1921 il Comune di Cordoba ha istituzionalizzato questa tradizione, dando origine al primo concorso ufficiale di decorazione dei cortili interni e apertura al pubblico, con l’obiettivo di promuovere questa caratteristica unica della città che per l’UNESCO è diventata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Così ogni anno, intorno alla metà di maggio, durante la Festa dei Patio i cortili interni vengono decorati al loro meglio e aperti al pubblico: quando metterete piede in questi luoghi di meraviglia verrete circondati dai colori e dai profumi di decine di gerani, surfinie, dipladenia, gelsomini, begonie, monstera, edere, rose. È davvero un incanto, soprattutto se come me amate immensamente fiori e piante e nutrite nel vostro cuore il desiderio di possedere uno spazio grandissimo dove possederne centinaia! Non sono solo le piante ad essere stupende, ma anche la cura messa negli allestimenti, a partire dai colori dei vasi, vari arredi, specchi tattici, piccoli pozzi incorniciati di fiori.




Per visitare i Patios di Cordoba basterà dirigersi verso il centro storico. Fuori alla casa di ciascun cortile interno visitabile è presente una targhetta con nome, numero del patio e orario di visita che solitamente è dalle 11 alle 14 e dalle 18 alle 22.
La maggior parte dei Patio si trova nel centro storico, quindi il modo migliore per visitarli è spostandosi a piedi, siccome sono anche molto vicini gli uni agli altri. Potrebbe esserci un po’ di coda da fare per entrare nei cortili, ma noi al massimo abbiamo atteso un quarto d’ora. Una volta entrati non si può stare dentro fino a quando si vuole, a meno che non ci sia nessun altro, proprio per lasciare spazio agli altri. I cortili sono molto piccoli e l’ingresso è in piccoli gruppi per poter permettere a tutti di visitare e fotografare senza troppe persone intorno. L’ingresso ai patios di Cordoba è gratuito.


La Mezquita, la Cattedrale di Cordoba
I miei consigli su cosa vedere a Cordoba in due giorni non possono che proseguire dal suo luogo simbolo, anche se non l’unico.
Segno della grandezza e della magnificenza architettonica e culturale della città andalusa, la Mezquita o Cattedrale di Cordoba è uno dei luoghi più folgoranti al mondo.
La prima cosa da fare è entrare in possesso dei biglietti per visitare la Mezquita di Cordoba, da acquistare rigorosamente sul sito ufficiale con un po’ di anticipo, soprattutto se viaggiate in un periodo di alta stagione. Per la visita considerate almeno un’ora.
Magnifica, sconsiderata, maestosa, unica perchè nata come Moschea e convertita successivamente in Cattedrale, è difficile rimanere indenni dinanzi alla bellezza di questo luogo.
La Moschea di Cordoba rappresenta il simbolo del potere della dinastia omayyade nella città ed è stata costruita con una fusione di culture e stili differenti, al punto affascinante da lasciare interdetti.
State pur certi che non vedrete, in nessun altro posto del mondo, qualcosa di simile!


Alcázar de los Reyes Cristianos
Purtroppo attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione a tempo indeterminato, che sono certa lo renderanno ancora più incredibile, l’Alcázar dei Re Cristiani è stato dichiarato monumento storico nel 1931 e fa parte dell’area dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994.
Palazzi maestosi, mosaici coloratissimi, fontane incredibili, giardini colmi di fiori e di piante potate artisticamente, dettagli arabeggianti da cui è impossibile distogliere lo sguardo, l’Alcázar de los Reyes Cristianos è stata la dimora prediletta di diversi governanti e luogo fondamentale in cui si sono svolti alcuni episodi cruciali della storia spagnola. Costruito con scopi perlopiù difensivi, si discosta dal tipico stile architettonico delle fortezze arabe. Fu proprio qui che Cristoforo Colombo incontrò i Reali prima di intraprendere il suo viaggio alla scoperta dell’America.



Il Ponte Romano
Caratteristico e celeberrimo, il possente Ponte romano di Cordoba sul fiume Guadalquivir è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e una passeggiata qui, infatti è dal 2004 che è pedonale, è assolutamente d’obbligo.
Costruito nel I secolo a.C. dai romani, il ponte è rimasto l’unico in tutta la città per due millenni e prima della sua costruzione probabilmente esisteva solo un ponte di legno che collegava la parte nord con la parte sud della città. Secondo recenti studi inoltre, è probabile che il ponte facesse parte della Via Augusta, la via romana che collegava Roma con Cadice.
Frutto di vari rimaneggiamenti e restauri, di cui l’ultimo una ventina di anni fa, il ponte oggi ha 16 archi, è lungo 247 metri e largo 9 metri.

