Camargue consigli pratici per organizzare il viaggio

La Camargue non è una terra semplice da spiegare ed è molto complesso parlare di questo luogo senza cadere in un eccessivo e malcelato romanticismo: è un territorio di cielo, sale e acqua. Di cui mi ero innamorata follemente alle medie, grazie a uno dei libri che la nostra insegnante di italiano ci aveva assegnato da leggere in estate.

È una terra di leggende, gitani e misticismo, di animali che vivono felicemente in stato brado, di saline che virano nel rosa più acceso e fanno la felicità delle zanzare a tutte le ore. La Camargue è una terra intrisa di leggende, costumi e tradizioni uniche, un luogo dove il sacro e il profano vengono sferzati senza sosta dal Maestrale. Qui vi racconto come organizzare un viaggio in Camargue, in questa terra incredibile e unica.

Piccolo lembo di Francia selvaggio e indomito, dove il Rodano incontra e si confonde con il Mar Mediterraneo, questa regione di fenicotteri rosa, tori e cavalli bianchissimi vi farà innamorare, se non la conoscevate ancora.

Camargue consigli pratici per organizzare il viaggio

Dove dormire per visitare la Camargue

Sono varie e diverse le destinazioni in cui potrete decidere di soggiornare per visitare la Camargue. Se avete intenzione di immergervi qualche giorno in questo lembo di terra in cui il Rodano diventa un tutt’uno con il Mar Mediterraneo vi consiglio due luoghi, Saintes-Maries-de-la-Mer che si trova sul mare ed è perfetta anche se volete fare spiaggia e Aigues-Mortes, famosa per la sua città fortificata molto vivace anche la sera e le sue saline.

Noi che volevamo rimanere un pochino fuori rispetto alla Camargue, anche per evitare il caldo torrido estivo e la presenza di zanzare decisamente agguerrite, abbiamo scelto di alloggiare in un appartamento molto grazioso a Saint Gilles, prima tappa della Via Tolosana (o Chemin d’Arles), uno dei grandi itinerari francesi del pellegrinaggio verso Santiago di Compostela. Scelta che mi sento di consigliarvi anche per trovare prezzi decisamente più bassi e per essere vicini anche ad altre destinazioni che a noi interessava vedere, come Arles e Nîmes. Inoltre, eravamo a circa una quarantina di minuti di auto dalle destinazioni imperdibili della Camargue.

Quando andare in Camargue

Il periodo migliore per programmare il vostro viaggio in Camargue è sicuramente la primavera o la fine dell’estate, a grandi linee i mesi di aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre. Il motivo principale è sicuramente il clima: in questo periodo troverete delle temperature calde ma gradevoli, non soffocanti come quelle estive e in particolare di luglio e agosto. Il tempo è comunque spesso imprevedibile e nonostante non faccia freddo, potrebbe piovere improvvisamente o per diversi giorni.

Camargue in estate: caldo torrido e zanzare

La Camargue è un vasto delta naturale che si è formato proprio dove il Rodano si divide in due rami principali, Grand Rhône e Petit Rhône, prima di sfociare nel Mar Mediterraneo. C’è tantissima acqua in Camargue, c’è acqua semplicemente dappertutto. L’acqua definisce l’intero paesaggio, alternando grandi lagune di acqua salata, piccoli stagni, saline e paludi a risaie, campi, vasti prati in cui i tori e i cavalli bianchi pascolano in libertà, allo stato brado.

Questa combinazione di acqua dolce e salmastra crea l’habitat ideale per centinaia di specie di uccelli, tra cui la più grande colonia di fenicotteri rosa in Francia, ma le zone umide costiere sono anche l’habitat naturale perfetto per le zanzare, che in Camargue sono davvero tantissime. Il mio consiglio è quindi quello di portare con voi repellenti, e nel caso di bambini anche braccialetti repellenti da indossare durante la giornata.

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Festa gitana per venerare Santa Sara la Nera

Vi dicevo terra di gitani, di leggende, di religione e processioni in cui il sacro e il profano si mescolano. Proprio a Saintes-Maries-de-la-Mer ogni 24 e 25 maggio i gitani di tutto il mondo Manouches, Coradones, Sinti e Rom si radunano per venerare la loro patrona, Santa Sara la Nera, le cui reliquie sono custodite nella cripta della Chiesa di Notre-Dame-de-la-Mer insieme alla statua vestita di abiti multicolore e gioielli che viene utilizzata per la processione di quei giorni. Le Pèlerinage des Gitans inizia una decina di giorni prima e sfocia con una grande festa proprio a Saintes-Maries-de-la-Mer.

Tutto parte dal culto e dalla leggenda che affonda le radici in una fede antica, nomade e misteriosa. Saintes-Maries-de-la-Mer è il centro nevralgico della cultura gitana e provenzale. Il nome al plurale del borgo si riferisce a tre Marie, Maddalena, Salomé e Jacobé che arrivarono dal mare sbarcando proprio su questa spiaggia insieme a Sara la Nera, che era la loro serva. Le donne erano cristiane e fuggivano dalla Palestina dopo la crocifissione di Gesù.

La statua di Santa Sara viene presa dalla cripta della Chiesa e portata in processione dai gitani fino al mare dove viene benedetta e contemporaneamente vengono battezzati i bambini. In questa occasione tutti cercano di toccare anche solo il mantello della statua, perché si dice che sia di buon auspicio.

Fare la conoscenza della Camargue tra le pagine di un libro

Come vi dicevo nell’introduzione di questo articolo, ho fatto la conoscenza della Camargue tantissimi anni fa, quando alle medie ho letto il libro Là dove soffia il mistral scritto da Giovanna Righini Ricci e pubblicato per la prima volta nel 1980. La trama raccontava di due ragazzini Camilla e Vincente, abituati alla città ma in vacanza per l’estate in Camargue, in quell’età in cui ci si affaccia ai primi amori, in cui le differenze generazionali si fanno sentire e non si sa ancora bene chi si è e cosa si vuole. Tra i due si instaura un rapporto di amicizia che vira sempre di più in un interesse affettivo più profondo, uniti e avvicinati ancora di più da un ambiente primordiale e autentico e da una casa misteriosa.

Lo avevo amato molto, poi non ho più letto nulla dell’autrice, ma forse dovrei recuperare. Inoltre, lo trovo un libro attualissimo nonostante sia decisamente datato: l’autrice ci pone di fronte al dilemma tradizione e progresso e alla salvaguardia dell’ambiente, donandoci delle descrizioni della Camargue davvero meravigliose e fedeli alla realtà.

Là dove soffia il mistral scritto da Giovanna Righini Ricci e pubblicato per la prima volta nel 1980

Visitare la Camargue con i bambini

Visitare la Camargue con i bambini è un’esperienza straordinaria perché permette ai più piccoli di immergersi in un vero e proprio safari a cielo aperto! Spesso ci siamo fermati a bordo strada per ammirare a pochi passi da noi e accarezzare i celebri cavalli bianchi, o da un po’ più lontano i tori neri che sono separati solo da un piccolo corso d’acqua rispetto alla strada e pascolano in libertà.

Il Parco Ornitologico di Pont de Gau è un’altra delle esperienze da fare in in Camargue in famiglia e permette di camminare nel suoi 60 ettari e avvistare tantissimi uccelli, tra cui gli elegantissimi fenicotteri rosa. È imperdibile anche il giro sul trenino alle saline rosa di Aigues-Mortes. Si possono fare anche facili escursioni in bicicletta dato il territoriopianeggiante, gite in battello sul Rodano, passeggiate a cavallo, tuffi in spiagge incredibili e picnic in spiagge di sabbia vastissime in attesa del tramonto.

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