Newsletter falsissima di fine estate [parte due]

Dopo avervi parlato dei viaggi incredibili e splendidi di questa estate e di qualche aggiornamento sparso qua e là, in questa newsletter vi racconto invece di alcune delle mie grandissime passioni: film, podcast, cinema, libri. Vi racconto anche le uscite letterarie e non solo, che attendo con più trepidazione.


Tu leggi, leggi ogni volta che puoi. Ti salverà.

M. Izaguirre

  • Due volte che sono morto: Nel 1999 e nel 2013 si è diffusa, per qualche settimana, la voce che Paolo Nori fosse morto. Lui dei due gravi incidenti del quale è stato suo malgrado protagonista, non ricorda molto. In questo podcast cerca i testimoni, chi l’ha soccorso, gli amici, e tutti coloro che avevano scoperto, perlopiù dalla stampa e dal giro di parole, che fosse in fin di vita.
  • Matteo Caccia Racconta: il re dei podcast, che seguo dal liceo – no, non ho intenzione di fare il calcolo, ma sono tanti tanti anni. Durante il nostro lungo roadtrip in Francia abbiamo recuperato alcune delle ultime puntate. Sempre favoloso, interessante, arricchente.
  • Stromboli – L’isola che c’è: Alessandra Todaro ci racconta dell’isola delle Eolie a cui è legata di più anche per motivi personali, Stromboli. Il suo racconto parte dal 25 maggio 2022, giorno in cui un incendio divampato durante le riprese di una fiction televisiva ha distrutto 240 ettari di macchia mediterranea. Attraverso cinque episodi il racconto su Stromboli prende vita con uno spiraglio, sul finale, su un possibile futuro.

  • Sentimental Value: il titolo originale, in norvegese, è Affeksjonsverdi, che si traduce proprio come valore affettivo ed è un concetto da tenere ben presente quando si vede questo film delicato e magnifico. Nora e Agnes sono due sorelle molto unite che si ritrovano il padre, regista carismatico ed egocentrico totalmente assente dalle loro vite da diverso tempo, alla commemorazione per la morte della madre, nella casa della loro infanzia. Il padre desidera fare un ultimo film ispirato alla loro defunta madre e per il ruolo da protagonista vuole la figlia Nora, attrice di teatro molto apprezzata. I primi minuti di visione e già mi ero innamorata, da guardare.
  • Dieci minuti: ispirato all’omonimo libro di Chiara Gamberale, Dieci minuti è un film sulla difficoltà di affrontare i propri demoni, la paura dell’abbandono, la precarietà, l’incertezza, i cambiamenti. Consiglio. Ma prima da recuperare il libro.
  • Il ballo delle pazze: dopo aver letto – e amato fortissimo – il libro, ho visto che su Prime Video c’era anche il film. La storia ruota attorno alle donne quasi sempre obbligate con la forza e la coercizione ad entrare nel manicomio Salpêtrière di Parigi, diretto dal famoso neurologo Jean-Martin Charcot e in particolare racconta la storia di Eugénie, Geneviève e Louise e del ballo delle pazze, il ballo annuale atteso con molta enfasi sia dalle pazienti e dal personale medico sia dall’alta società. Mi ci sono tuffata, fedelissimo alla trama e davvero incredibile. Bello bello bello.

  • Odissea: quando tutti ne parlavano appena uscito al cinema, in un pomeriggio caldissimo qualunque di questa estate, mi sono chiusa dentro a un cinema buio e fresco per vedere anche io, l’Odissea di Nolan. Che dire? Per me le ore sono volate. Mi ha emozionato, scosso, incantato, fatto riflettere. Tra tematiche quanto mai attuali, riprese che lasciano senza fiato e personaggi intramontabili, non posso che consigliarvi di recuperarlo.
  • The Echo Chamber: tra i film che concorrevano al Festival del Cinema di Venezia, qualche giorno fa sono andata a vedere al cinema questo film con la regia di Andrea Pallaoro e con l’ultima scenografia di Bernardo Bertolucci prima della sua dipartita. Scene lunghissime, silenzi, sguardi, un film delicato e introspettivo. Una particolarità della pellicola è che è stata completamente girata tra le camere della casa dell’artista, un grande loft moderno e particolarmente scenografico.

Nell’ultima newsletter, che potete leggere qui se è ancora da recuperare, avevo detto testuali parole: libri che comprerei (se non avessi le librerie che chiedono pietà). Bene, non è andata proprio così. Non sono riuscita a trattenermi.

Posso dire che difficilmente riesco a resistere alle novità e che spesso mi faccio letteralmente fagocitare da alcuni autori/autrici/case editrici a cui sono affezionata e che non riesco a farmi scivolare addosso. Parlavo in particolare di tre libri, e due sono riuscita a leggerli: uno trovato usato ma immacolato su Libraccio, l’altro recuperato in tempi record in biblioteca.

  • Uno è il nuovo romanzo di Gabriella Dal Lago Giorni futuri, di Einaudi Editore che parla dell’amicizia tra Irene e Ottavia e del suo declino, e quello che spesso capita alle amicizie del liceo, quando si cresce. L’ho trovata una lettura davvero piacevole, una storia in cui tanti millenial cresciuti con amicizie simbiotiche liceali possono ritrovarsi.
  • L’altro che ho preso aveva tutta l’aria di essere potentissimo, una saga familiare ambientata nella mia amata Sicilia: Mavaría, esordio letterario di Antonio Popolo Rubbio che si preannunciava già incredibile.
  • Là dove soffia il Mistral è stato il libro che mi ha fatto innamorare della Camargue; letto per la scuola tantissimi anni fa, sono riuscita a trovarlo a solo 1 euro su Vinted e me lo sono aggiudicata in un lampo!
  • Durante il viaggione estivo sono anche riuscita a leggere Terra di anime spezzate, una storia che girava tra le mie librerie a casa già da un po’, che prendevo e poi mettevo giù per dare la precedenza ad altro.
  • Una bussola per genitori imperfetti: un libro scritto da una psicologa che si occupa dell’età dello sviluppo e che partendo proprio da un episodio legato alla sua maternità, racconta quanto le aspettative future, le ferite passate, i traumi non elaborati incidano sul nostro modo di essere genitori. Tra casi clinici, esempi concreti con esercizi pratici e teorie psicologiche, il libro scorre veloce. Per me, senza grandi illuminazioni, ma credo possa essere utile a chi è piuttosto inesperto sull’argomento.
  • Mi sa che fuori è primavera: un libro che non avrei mai voluto leggere, perché racconta una storia di cronaca che conosciamo e che non sarebbe mai dovuta accadere. Partendo dalla storia di Irina, delle sue amatissime figlie gemelle e del loro padre che evidentemente conteneva dentro sé ombre difficili da decifrare ed estirpare, Concita De Gregorio parla anche del dolore, della sofferenza, degli insulsi muri burocratici anche in momenti di emergenza, della genitorialità. Ci sono storie che fanno più male, forse, quando le leggiamo in un determinato momento. Per me è stato così.
  • Diffidare delle cucine pulite: l’esordio di Elisa del Mese ha fatto davvero centro, su di me. Ne ho parlato anche in un post su Instagram. Beatrice e Bernardo si incontrano in aeroporto, entrambi diretti a Parigi e per entrambi quello non sarà solo un viaggio. Questa storia comincia dal fondo, però. Da quando Beatrice cerca Bernardo e sono ormai passati dieci anni da quando lui, trent’anni più grande, senza troppe spiegazioni, se n’è andato. Tra un presente triste e un trapassato sconvolgente, la storia si srotola grazie a una scatola soprannominata “Archivio per la vecchiaia”, che contiene i ricordi da non dimenticare attraverso cui misurare l’amore vissuto.
  • Il dolore non esiste: dopo un silenzio di sette anni, senza un plausibile motivo, Ilaria Bernardini inizia un racconto che coinvolge il padre Achille, che un giorno ha smesso di risponderle e di cercarla. Il titolo riprende un vecchio mantra che il padre ripeteva a lei e ai suoi fratelli quando erano piccoli, per resistere stoicamente alla fatica e a qualche dolore. Ma se il dolore non esiste, allora non è nemmeno possibile nominarlo. E se non lo si può nominare, cosa succede quando lo si prova? Che ce ne facciamo di quel dolore lì?

  • Il nuovo libro di Chiara Gamberale, Liberi tutti, uscito il 22 settembre per Feltrinelli Editore. Titti, la maestra di una classe di prima elementare racconta quello che in una scuola di Roma è successo, qualcosa di enorme, e che coinvolge cinque famiglie della classe.
  • Per quanto riguarda la narrativa straniera aspetto con trepidazione l’uscita di Yesteryear scritto da Caro Claire Burke in uscita il 10 novembre per Neri Pozza che racconta la storia di una tradwife, una donna che segue il modello familiare di moglie tradizionale, ma ai giorni nostri e con milioni di follower. Cosa succede, però, quando si sveglia nell’Ottocento? Deve essere pazzesco!
  • Il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte, ispirato al libro di racconti Legami di Eshkol Nevo. Anche di questo non vedo letteralmente l’ora, esce il 3 dicembre e nel frattempo sto recuperando il libro.
  • Il nuovo libro di Aurora Tamigio, Otto ragazze, in uscita il 6 ottobre. Dopo la bellezza del suo romanzo d’esordio, Il cognome delle donne, prenderò questo a scatola chiusa.
  • Ancora per quanto riguarda la narrativa italiana, il nuovo libro di Milena Palminteri, Le ali in una stanza, ambientato a Palermo e che dalla trama mi ha incuriosito tantissimo.
  • E per finire il nuovissimo vodcast di Stefania Andreoli, che apprezzo sempre tantissimo. Si chiamerà Come le cipolle ed è in arrivo da ottobre su Sky, non si sa granché altro e sto letteralmente friggendo.

Le spiagge che ho amato di più di Minorca – spoiler no, non sono quelle più famose, l’itinerario della scorsa estate di una settimana in Val di Sole e già il primo articolo sul mio viaggio a Ibiza di un paio di settimane fa, con tutti i consigli pratici per organizzare il proprio viaggio.


Lascia un commento