Rapporto genitori e figli, libri che ne parlano

Il rapporto tra i genitori e i figli è un rapporto spesso colmo di stereotipi, pregiudizi, idee che in certi casi ricoprono chi lo vive di sensi di colpa, sentimenti di abbandono, frustrazioni. Un rapporto che può rivelarsi ricco di delusione, difficoltà, sofferenza, sacrificio ma anche gioia, delicatezza, tenerezza, consapevolezza. Cura.

Libri che raccontano il rapporto tra genitori e figli, sollevando il velo della banalità e cercando semplicemente di raccontare storie di famiglie, di figli, di persone, un po’ di noi.

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo

Lev Tolstoj

Rapporto genitori e figli, libri che ne parlano

Una famiglia moderna

di Helga Flatland

Vacanza in famiglia in Italia con figli e nipoti. Sverre, durante i festeggiamenti dei suoi settant’anni e sua moglie Torril, alla conclusione di una cena tesa, annunciano ai tre figli la loro intenzione di separarsi. Con il tempo ci siamo allontanati, aggiungono.

I tre figli, adulti a loro volta, non la prendono bene. Ci scherzano su, si disperano, credono che sia solo un momento passeggero e sperano che tutto torni come prima. Inizia così un racconto a tre voci in cui i tre fratelli Liv, Ellen e Håkon fanno i conti con le loro insicurezze, con le loro vita tutt’altro che ordinate e la difficoltà a sentirsi a loro volta individui adulti. E non più solo figli.

Il romanzo a più voci tocca tanti temi, tra cui l’adultità, la voglia di essere felici a qualsiasi età, la famiglia, il rapporto tra genitori e figli adulti.

Una famiglia moderna di Helga Flatland analizza il rapporto tra genitori anziani e figli adulti, quando i primi, a 70 anni, decidono di separarsi

La spinta

di Ashley Audrain

A circa un terzo del libro pensavo di aver compreso il titolo, eccola lì “la spinta”. Che colpo di scrittura. Che mi ha fatto accelerare ancora di più tra le pagine.

E invece la storia continua a prendere una piega sempre più fitta e quello che prima era un sentore inizia a farsi certezza.

Una madre, una moglie. Blythe prende una risma di fogli e inizia a scrivere a colui che è stato suo marito e l’uomo che ha amato sin da giovanissima. In una lettera-romanzo lunghissima racconta passo passo la loro storia, gli anni successivi. Racconta quello che non sa e che non ha mai voluto vedere, anche se è l’uomo con cui ha diviso la vita e la casa per oltre vent’anni, anche se è la persona con cui ha creato una famiglia, con cui ha una avuto una figlia e poi un figlio. Fino a. Qualcosa che non si riesce neppure a immaginare, figuriamoci osare a pronunciare.

Una storia agghiacciante, quando si parla di figli, di bambini e di infanzia e quando non sono lo spaccato di innocenza che vorremmo che fossero.

La spinta di Ashley Audrain è una storia agghiacciante e necessaria

Niente di vero

di Veronica Raimo

Quando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è finita, si dice. In realtà la famiglia se la caverà alla grande, come è sempre stato dall’alba dei tempi, mentre sarà lo scrittore a fare una brutta fine nel tentativo disperato di uccidere madri, padri e fratelli, per poi ritrovarseli inesorabilmente vivi.

Veronica Raimo ha il pregio di farti leggere quello che scrive in un battito di ciglia, di lasciare addosso quella incredibile voglia di immergersi ancora in pagine scritte da lei, di farti riflettere, sorridere, ridere di gusto.

La famiglia che l’autrice racconta, la sua, è una famiglia piena di nevrosi e aspetti disfunzionali. Come tutte, forse, come tante sicuramente. Veronica Raimo ce la racconta con ironia e un po’ di distacco forse, senza autocommiserazione e vittimismi. Madre ansiosa e mai soddisfatta, che non fa nulla per nascondere la sua predilezione per il figlio maschio, un padre collerico e maniacalmente ossessionato dai germi. Non a caso forse i figli, la protagonista e il fratello di cui ci parla, diventeranno scrittori.

Finalista al Premio Strega 2022 e vincitrice al Premio Strega Giovani 2022, Niente di vero è un libro tenero, dissacrante, irriverente, probabilmente da leggere e rileggere.

Padri

di Giorgia Tribuiani

Alle seconde occasioni, dice la dedica dell’autrice in una delle prime pagine del libro.

Con tanti libri che raccontano e dedicano le loro storie ai rapporti tra madri e figli, ho trovato originale questo libro che invece al centro ha uno dei rapporti più controversi di sempre forse, quello tra padre e figli. Ma anche, in questo caso, quello di nonni e nipoti.

Diego Valli fa il postino e muore in modo tragico, con un vaso che gli cade in testa e lo uccide sul colpo. Quarant’anni dopo, con lo stesso corpo e la stessa età del giorno della propria morte, Diego Valli risorge, ma non lo sa. Lo scopre quando cerca di entrare nella sua casa, ma si trova faccia a faccia con un uomo che potrebbe essere suo coetaneo. In realtà l’uomo che si trova davanti è Oscar, suo figlio, lasciato bambino quarant’anni prima.

Padri, indaga una seconda occasione tra un padre e un figlio, tra un nonno e una nipote

Rapporto genitori e figli, libri che ne parlano

La più amata

di Teresa Ciabatti

Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quarantaquattro anni e non trovo pace. Voglio scoprire perché sono questo tipo di adulto, deve esserci un’origine, ricordo, collego. Deve essere successo qualcosa. 

Che fatica scardinare i pezzi della propria infanzia cercando qualcosa: un momento, un ricordo, LA verità. Che fatica realizzare che i nostri genitori sono prima di tutto persone, che hanno le loro necessità, i loro vizi, le loro difficoltà, che possono essere egoisti, assenti, anche incredibilmente malvagi.

Quando leggerete questa biografia così graffiante, così intima, così spudorata sono certa che vi ritroverete moltissimo nelle parole di Teresa Ciabatti, sono sicura che ci sia voluta tantissima forza e ancor di più coraggio da parte dell’autrice per parlare così, a cuore aperto. E io sono rimasta incantata da queste pagine.

Teresa Ciabatti racconta tantissimo di lei in questo libro-autobiografia, La più amata

Strega comanda colore

di Chiara Tagliaferri

Nel male ci si può finalmente dire che ci si vuole bene.

Quelle famiglie che funzionano male, o che non funzionano proprio, ma ecco che quando qualcuno si ammala, basta anche solo una semplice influenza, allora forse la paura di perdersi e la necessità di cure autorizzano a stare vicini, dirsi cose belle, esprimere il bene che in fondo ci si vuole. È così che si impara presto che stare bene non conviene, che è solo stando male che gli altri non se ne andranno.

Sono rimasta colpita da questo libro perché finalmente viene descritta una famiglia come tante, in cui una nonna ( una nonna? ) è perno sì, ma di sciagura e tristezze. In questa saga familiare narrata da una sola voce e diversi salti avanti e indietro nel tempo è la voce della nipote a raccontarci di quanto detesta e quanto è detestabile nonna Viviana, che tiene in scacco la famiglia utilizzando l’arma del denaro. E come la nipote il lettore converrà nel pensare che l’unico modo per sconfiggere una strega è diventarne una a proprio volta.

Strega comanda colore di Chiara Tagliaferri, una saga familiare con una nonna detestabile

Basilicò 

di Giulio Macaione

Sono diverse le graphic novel di Giulio Macaione a cui attingere, per scoprire il genere letterario o per leggere di Sicilia, di mare, di onde. Basilicò è forse quella che ho preferito, che come recita la sua copertina è un affresco familiare cotto a fuoco lento.

Una storia familiare perfetta proprio nelle sue imperfezioni, con una leggera punta di noir, che si organizza intorno a ricette casalinghe e ai figli che più le amano. Una madre e cinque figli ormai adulti, Giovanni, Agata, Diego, Rosalia e Santo. Un padre e un marito che, a quanto sanno i figli, ha abbandonato la famiglia per un altro amore, fuggendo alle Mauritius.

Ogni capitolo è proprio dedicato a uno dei cinque figli e si apre con una ricetta, in cui il basilico, coltivato con infinita pazienza ed esagerato amore nel giardino di casa, non manca mai. E come in tutte le famiglie, spesso le cose stanno in modo molto diverso rispetto a come appaiono.

Basilicò, di Giulio Macaione, cinque figli e cinque ricette

Rapporto genitori e figli, libri che ne parlano

Solo un ragazzo

di Elena Varvello

Una storia che ne contiene tre. Un libro colmo di dolore e tensione, dall’inizio alla fine, che cerca di raccontare un gigantesco evento traumatico familiare.

Un ragazzo che sembra muoversi solo la notte e agire nell’oscurità, che vive con il cappuccio della sua felpa sempre tirato sul capo, che sembra apparire dai boschi e scomparire, inizia a introdursi nelle case degli altri per rubare oggetti all’apparenza di nessun valore. Un ragazzo è Pietro, che i genitori che vivono con lui non sembrano conoscere e riconoscere, neppure 19 anni dopo…

Un libro terribilmente lucido e angosciante e quello che sembra solo un’ombra iniziale via via diventa realtà. Ha il grande pregio di indagare la relazione tra figlio e genitori sforzandosi di mostrare al lettore i diversi punti di vista, cercando di spiegare l’inspiegabile.

Solo un ragazzo di Elena Varvello cerca di dare un senso a eventi che forse non ce l’hanno

Storia del figlio

Di Marie-Hélène Lafon

Una saga familiare che ricopre un periodo di tempo di quasi un secolo in un centinaio di pagine. Ci riesce? Sì. Avrei voluto immergermi in un tomo ben più spesso? Forse. Non ho accolto benissimo lo spessore del libro, perché ci metto un po’ a entrare nella storia e quando lo faccio poi non vorrei mai che i personaggi mi lasciassero.

Il figlio di cui parla il titolo è André. La madre è Gabrielle, anche se sarà Hélène, la zia e sorella di Gabrielle, a occuparsi di André, dalla sua nascita e sempre. Il padre è sconosciuto. Amatissimo figlio-nipote degli zii, coccolato come unico maschio fra le cugine, ogni estate incontra la misteriosa e inaccessibile madre, che trascorre le vacanze con la famiglia ma per il resto dell’anno vive a Parigi. La lente del narratore si sposta, apparentemente senza un filo logico, tra spazi, tempi e personaggi differenti, fino a costruire un vero puzzle familiare in cui i pezzi e le storie finalmente combaciano, provando a spiegare cosa si cela dietro a ogni personaggio e ciascuna storia.

Storia del figlio, una saga familiare di quasi un secolo in poco più di un centinaio di pagine

La piccola conformista

di Ingrid Seyman

Si può essere pecore nere anche in una famiglia eccentrica, quando l’unica cosa che si desidera è essere come tutti gli altri.

La protagonista di questo breve e intenso romanzo familiare è Esther, una bambina che si autodefinisce “di destra” che invece si ritrova a vivere in una famiglia di sinistra negli anni Settanta, in cui non vigono ordine e regole, in cui tutti girano nudi per casa e si comportano sopra le righe.

La sua vita sembra prendere una piega differente quando, tra sbigottimento e incoerenza, i suoi genitori decidono di iscriverla in una scuola cattolica nel quartiere più borghese di tutta Marsiglia.

Tra ironia e tragedia Esther disegna accuratamente i suoi genitori e il fratello, donandoci lo sguardo di una figlia diversa dal resto della sua famiglia.

La piccola conformista di Ingrid Seyman, un romanzo breve e intenso

Rapporto genitori e figli, libri che ne parlano

La famiglia grande

di Camille Kouchner

Un romanzo che ha sconvolto un’intera nazione, la Francia. Se non avete mai sentito parlare dell’autrice di questo libro sappiate che è figlia di Bernard Kouchner, ex Ministro degli affari esteri del Governo francese e tra i fondatori di Medici Senza Frontiere e di Évelyne Pisier, scrittrice politica e intellettuale di spicco francese.

La famiglia grande di Camille Kouchner è una storia sconcertante: quella di una famiglia di cui tutti parlano e che per questo si creda di conoscere, ma che invece nasconde segreti sconcertanti e comportamenti abusanti.

La storia porta alla luce la vita che da bambini hanno fatto Camille, suo fratello gemello, gli altri fratelli. Una famiglia grande, appunto, in cui apparentemente regna la libertà e l’anticonformismo, ma nasconde in verità abusi e poca cura per gli altri.

La famiglia grande, il caso editoriale che ha sconvolto la Francia

Lacci

di Domenico Starnone

I lacci ci permettono di non cadere da un dirupo, legandoci alla parete, ma ci fanno inciampare se sono slegati. Ci tengono allacciati a qualcuno, ma a volte non ci fanno camminare, o correre, come sapremmo fare anche da soli.

I lacci ci danno un’identità ma non è così scontato che ci permettano di realizzare davvero chi siamo. Sono i lacci della famiglia, dei legami, dei rapporti, delle aspettative che gli altri hanno su di noi e di quelle che ci costruiamo da soli e che con fatica cerchiamo di rispettare.

Non vi dirò tanto altro su questo famoso romanzo di Starnone, se non che è, a tutti gli effetti, una potente storia familiare che ricopre un periodo di tempo di diversi decenni.

Lacci è diventato anche un film nel 2020, con le interpretazioni di Alba Rohrwacher e Luigi Lo Cascio.

Lacci, di Domenico Starnone, nel 2020 è diventato anche un film
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