Tre Cime di Lavaredo, escursione per ammirare il simbolo delle Dolomiti

Non puoi dire di essere stato nelle Dolomiti se non sei stato almeno una volta ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Sono il simbolo indiscusso della Val Pusteria e la prima immagine che viene in mente quando si pensa alle Dolomiti, Patrimonio UNESCO. Le Tre Cime di Lavaredo sono un luogo incantevole del Trentino Alto Adige ed un vero e proprio paradiso per gli amanti del trekking e della montagna.

Ma qual è il modo migliore per ammirarle? Senza ombra di dubbio è percorrere a piedi il Giro delle Tre Cime di Lavaredo. Un trekking imperdibile, facile e ad anello, che le circumnaviga e vi permetterà di ammirarle da tutte le angolazioni. Un giro meraviglioso che vi lascerà senza parole!

Tre Cime di Lavaredo: come raggiungerle

Per raggiungere le Tre Cime di Lavaredo bisogna raggiungere il Rifugio Auronzo, che è il punto di partenza di tutte le escursioni. La strada per raggiungerlo è a ingresso contingentato ed a pedaggio, il costo è di 30€ per le auto e 20€ per le moto. 

Se preferite un mezzo di trasporto più ecologico potete usufruire della navetta, a pagamento, che raggiunge le 3 Cime di Lavaredo direttamente dalla località di Dobbiaco, oppure la navetta dal Lago di Misurina.

Tre Cime di Lavaredo: alcune informazioni utili

Se volete fare un’escursione alle Tre Cime di Lavaredo durante i mesi estivi e volete raggiungerle con l’auto vi consiglio di arrivare al casello prima delle 8, farete comunque coda ma dovreste riuscire ad entrare. Una volta che i parcheggi al Rifugio Auronzo sono terminati, dovrete attendere che qualcuno scenda… e potrebbe volerci parecchio tempo. 

La partenza delle Cime di Lavaredo è il Rifugio Auronzo

Se invece non volete fare un trekking impegnativo potete arrivare nel pomeriggio, quando gli escursionisti rientrano dalle camminate, e raggiungere con una bella passeggiata il Rifugio Lavaredo o ancora meglio la Forcella Lavaredo. In questo modo potrete ammirarle nel loro splendore senza dover fare troppa coda.

Se non volete raggiungere le Tre Cime di Lavaredo ma volete comunque ammirarle lungo la statale che collega il Lago di Landro al Lago di Dobbiaco c’è uno splendido punto panoramico.

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo è una meravigliosa camminata panoramica che non presenta grandi difficoltà, quantomeno per chi è abituato a camminare. A mio parere è il modo migliore per ammirare queste iconiche vette, trascorrendo una splendida giornata tra panorami incantevoli e in compagnia di altri camminatori. E se siete dei camminatori esperti o degli amanti delle strade ferrate, lungo il percorso sono presenti delle varianti che vivacizzeranno notevolmente la vostra escursione.

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo: alcune informazioni pratiche

Il percorso giro delle Tre Cime di Lavaredo, che si snoda ai piedi delle vette, incontra ben 4 rifugi, dove è possibile fare delle piacevoli pause. È lungo una decina di chilometri, il percorso è tutto su un’ampia mulattiera, molto frequentata e ben segnalata, e presenta un dislivello di circa 400 metri, sia in salita che in discesa.

Siccome tutto il percorso è al sole è meglio portare con sé molta acqua. Nei mesi estivi i rifugi sono molto frequentati, se non volete aspettare troppo, o partite molto presto per arrivare tra i primi negli orari dei pasti oppure vi consiglio di portare con voi un buon pranzo al sacco.

Inutile dire che, seppure non presenti pericoli o particolari difficoltà, questo è un vero e proprio trekking ed in quanto tale sono necessarie calzature e abbigliamento adatti.

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo: il percorso

Lasciamo l’auto nel parcheggio del Rifugio Auronzo, indossiamo gli scarponi, mettiamo uno spesso strato di crema solare, carichiamo gli zaini e partiamo, faremo il Giro delle Tre Cime in senso antiorario partendo accanto al Rifugio Auronzo.

Lasciamo alle nostre spalle il rifugio e imbocchiamo il sentiero 101, in direzione del Rifugio Lavaredo, su di noi svettano due delle Tre Cime e sopra di loro un cielo azzurrissimo. Questo primo tratto è in piano ed è davvero frequentatissimo. In una decina di minuti raggiungiamo la Cappella degli Alpini, una piccola chiesa bianca. Continuiamo lungo la mulattiera ed iniziamo ad intravedere in lontananza il Rifugio Lavaredo, ai piedi del Monte Paterno. 

Raggiungiamo il Rifugio Lavaredo, in una decina di minuti, e optiamo per svoltare sulla sinistra salendo su una variante del sentiero 101, più breve ma più ripida. Se preferite potete continuare lungo la mulattiera principale dove la salita è leggermente più lunga ma decisamente più dolce. 

Arrivo al Rifugio Lavaredo

In un quarto d’ora raggiungiamo la cima del sentiero e ci troviamo alla Forcella Lavaredo, uno dei luoghi più incredibili del percorso. Qui avrete una vista a 360 gradi che vi lascerà davvero senza parole! A pochi metri da voi le Tre Cime di Lavaredo si ergono in verticale per metri svettando verso il cielo, davvero incredibili. Sulla vostra destra il Rifugio Locatelli e alle vostre spalle il Lavaredo. Da qui partono le vie per scalare le cime e anche quelle per le vie ferrate del Monte Paterno. Molti si fermano qui.

Quando vi troverete a Forcella Lavaredo sarete in uno dei tratti più panoramici di tutto il percorso

Noi, dopo esserci incantate davanti a questo incredibile panorama, continuiamo lungo il sentiero 101, che percorre a mezzacosta il Monte Paterno. Questo è senza ombra di dubbio uno dei tratti più panoramici di tutto il giro ad anello. Proseguire in direzione del Rifugio Locatelli è davvero difficile, la tentazione è quella di fermarsi in continuazione per ammirare la vista. Vi assicuro che non si sa davvero da che parte guardare tra le Cime sulla sinistra ed il Monte Paterno alla destra. 

Tra una pausa e l’altra arriviamo in una mezz’ora ai piedi del Rifugio Locatelli e decidiamo di fare un ultimo piccolo sforzo per raggiungere il rifugio dove pranzeremo, ci sono due possibilità per raggiungerlo una scalinata molto diritta oppure un comodo sentiero.

Raggiungiamo in meno di dieci minuti il rifugio e troviamo un posticino per mangiare il nostro pranzo al sacco con vista sui Laghi Piani, due splendidi laghi alpini turchesi. Se volete ammirare un tramonto e un’alba indimenticabili, il Rifugio Locatelli è sicuramente il luogo dove fermarsi per la notte. 

La vista sui Laghi Piani, due piccoli laghi alpini di colore turchese, è davvero incredibile

Dopo una pausa ristoratrice ripartiamo, siamo solo a metà del nostro percorso, ritorniamo sui nostri passi e all’incrocio iniziamo a scendere lungo il sentiero 105, in direzione del Rifugio Auronzo. Scendiamo per una ventina di minuti fino a raggiungere un’ampia malga e qui ci aspetta una ripida salita. Questo è il tratto più “faticoso” della camminata, soprattutto se fatto dopo pranzo e sotto il sole di mezzogiorno, ma tranquilli nulla di infattibile! Una volta ripreso fiato alla fine della salita, vi accorgerete che la vista sulle Tre Cime sarà cambiata ed anche il paesaggio intorno a voi; qui sarete immersi nel verde tra dolci saliscendi. 

Dopo una mezz’oretta incontrerete un altro punto ristoro, la splendida Malga Langalm, dove potrete stuzzicare qualcosa, riempire le borracce e godervi una piccola pausa. Noi facciamo il refill dell’acqua e continuiamo. 

Superata la malga incontrerete dei piccoli laghi, creati dalle sorgenti del Fiume Rienza, e a fargli da sfondo le Tre Cime di Lavaredo in tutto il loro splendore. Proseguiamo salendo un pochino e dalla nostra posizione ora possiamo notare in lontananza il Rifugio Locatelli e, in una decina di minuti, raggiungiamo la Forcella del Col de Mezzo.

I piccoli laghi creati dalle sorgenti del Fiume Rienza

Superata la forcella cambia nuovamente il paesaggio davanti a noi, percorriamo l’ultimo tratto di sentiero che è il più “esposto”, ma senza essere pericoloso. In una ventina di minuti iniziamo a scorgere il parcheggio del Rifugio Auronzo e la nostra auto. Quando arriviamo siamo soddisfatte, stanche, felici, impolverate e con gli occhi colmi di bellezza.

Scritto da Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

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