Itinerario di una settimana in Patagonia del Sud | El Calafate e Terra del Fuoco

Ghiaccio, freddo, caldo, odore di Yerba Mate, libertà, natura, mare, persone che ricorderai per sempre. La difficoltà di descrivere l’indescrivibile. Più di 10 mila chilometri in 21 giorni: Buenos Aires, El Calafate, Ushuaia, Puerto Madryn, Puerto Piramides, Mendoza, Cascate di Iguazù e di nuovo Buenos Aires. Più forte è un’esperienza, meno parole si trovano per descriverla, non c’è diario di viaggio o foto che tenga. E allora partite e perdetevi in questa splendida terra e se volete ispiratevi a questo itinerario di una settimana in Patagonia del Sud, tra El Calafate e la Terra del Fuoco. Giorno per giorno il  nostro “perdersi” per l’Argentina.

In questo primo articolo vi parlerò della prima parte del nostro itinerario in Argentina: atterraggio a Buenos Aires e una settimana nel sud della Patagonia tra El Calafate e la Terra del Fuoco. Se invece non siete ancora arrivati all’organizzazione dell’itinerario vero e proprio e quello che cercate sono i consigli pratici per organizzare un viaggio in Argentina, leggete il mio ultimo articolo.

Itinerario di una settimana in Patagonia del Sud

Giorno 1 – 17 ottobre

Dopo diverse ore di volo eccolo lì ad aspettarci oltre la vetrata il cartello con i nostri nomi. Rassicurante. Il transfer che abbiamo prenotato via email organizzato dall’ostello che ci ospiterà, esiste veramente. Prima buona notizia. L’ostello è il Telmotango del quartiere San Telmo di Buenos Aires che ci offre un pernottamento e una colazione spartani, ma si fa amare per la posizione e per il tipico patio presente al suo interno. Il primo giorno è dedicato in primis a riprendersi dal lungo viaggio con un pranzo leggero. In secondo luogo a godersi una passeggiata nel quartiere San Telmo, a proseguire per le vie centrali non trascurando Plaza de Mayo e nel frattempo cambiare i soldi che ci serviranno per il nostro lungo viaggio. Buenos Aires offre un’ampia gamma di scelta in quanto a posti per mangiare. Noi abbiamo optato per la cucina messicana che in Argentina è davvero ottima, sapendo che nel corso del viaggio avremmo avuto modo di provare piatti più tradizionalmente argentini.

 

Giorno 2 – 18 ottobre

Colazione in ostello e si riparte alla volta dell’aereoporto. Questa volta con la compagnia cilena LAN (ora LATAN) voleremo verso El Calafate, punto nevralgico per visitare la Patagonia argentina.  Dopo 3 ore di volo un taxi ci conduce al nostro ostello, America del Sur, sicuramente il migliore della vacanza in quanto a estetica, comodità e ottimo rapporto qualità prezzo.

Ci affidiamo all’ostello per prenotare le escursioni del giorno successivo. Prima di prenotare avevamo valutato varie alternative informandoci su siti on line e blog, ma, come ho illustrato nel precedente articolo sui consigli pratici, sulla base delle nostre ricerche tutte le escursioni erano molto simili tra loro e anche parecchio turistiche e così ci siamo affidate all’ostello per una questione di praticità.

Giorno 3 –  19 ottobre

Un autobus ci accompagna al porto passando per la panoramica strada n. 11 che costeggia per 40 km il lago argentino e la steppa patagonica. Dal porto tramite un battello costeggiamo le pareti del ghiacciaio Perito Moreno, navigando tra gli iceberg. Uno degli spettacoli più suggestivi mai visti in tutta la vita se non fosse per stato per il battello veramente affollato e molto poco silenzioso! Questa escursione permette di avere il pomeriggio libero e di fare così una passeggiata nella piacevole El Calafate dove si possono trovare diversi negozietti e ristorantini, godendosi il sole fino a tarda sera.

Itinerario di una settimana in Patagonia del Sud

Giorno 4 – 20 ottobre

Il quarto giorno di viaggio è dedicato alle altre due classiche escursioni da fare assolutamente e che valgono senza dubbio tutta la fatica e i soldi spesi: la vista del Perito Moreno dalle passerelle e la camminata sul ghiacciaio. Queste due escursioni coinvolgono tutta la giornata quindi è bene premunirsi di pranzo al sacco. Noi abbiamo optato per diverse varietà di empanadas che non potete non provare.

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Empanadas e vista ghiaccio

Per il resto non serve particolare attrezzatura a parte gli scarponcini su cui poi si possono montare i ramponi forniti dagli organizzatori. La camminata non è molto lunga ed è perfettamente fattibile anche da chi non è allenato, anche perché a distrarre dalla fatica c’è una vista mozzafiato tutto intorno.

foto camminata sul ghiacciaio 3

Se si ha qualche giorno in più a disposizione ci sono una miriade di possibili trekking da fare (anche a seconda del livello di esperienza), sia a El Calafate sia nella Patagonia chilena, prendendo come base El Chalten. Tornassi indietro avrei dedicato almeno un giorno in più a queste escursioni, nella speranza di incontrare strade meno battute e godersi l’immensità della natura patagonica.

Durante la notte un taxi ci porta alla stazione dei bus in direzione Ushuaia, la città più australe del mondo, anche detto “la fine del mondo”:

Itinerario di una settimana in Patagonia del Sud

Giorno 5 – 21 ottobre

I viaggi in bus in Argentina sono fantastici perché con pochi euro e prenotando con quasi zero anticipo si possono percorrere tratte lunghissime su larghi sedili completamente reclinabili. Molto spesso anche i pasti sono inclusi e persino lo yerba mate, che più che una bevanda energizzante è un’istituzione per il popolo argentino.  Il vantaggio secondo me però più grande è quello di poter stare ore ore a poter contemplare il paesaggio dal finestrino che muta a seconda del punto in cui ci si trova e della luce del giorno: in questo modo anche gli spostamenti, che in Argentina sono molto lunghi possono diventare parte integrante dell’itinerario.  Questo vale per tutti i viaggi ma in maniera particolare per questa tratta poiché si attraversa gran parte della Patagonia passando per la frontiera cilena e si traghetta sullo stretto di Magellano.

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Stretto di Magellano, in Patagonia

Dopo quasi 24 ore di viaggio arriviamo nella città di Ushuaia e raggiungiamo a piedi l’ ostello Cruz del Sur che per la sua conformazione informale e raccolta ci permette di fare amicizia con backpackers provenienti da tutto il mondo.

Giorno 6 – 22 ottobre

A piedi raggiungiamo il porticciolo di Ushuaia, circondato a tutto tondo da montagne innevate e casette colorate. Il porto è il cuore della città, e da qui avvengono le partenze per le varie escursioni, tra cui quella sull’Antartide, che però richiede vari giorni e un discreto budget e che di conseguenza abbiamo escluso.  La sera dell’arrivo abbiamo però prenotato tramite il personale dell’ostello l’escursione in barca sul Canale di Beagle. Ad aspettarci la mattina c’è un piccolo motoscafo e pochi altri visitatori come noi. In questo modo ci si può avvicinare silenziosamente ai vari isolotti sparsi per il canale su cui vivono leoni marini e diverse specie di uccelli. L’escursione prevede anche di passeggiare su un’isola disabitata legata a un’antica leggenda della popolazione autoctona, dove si rimane stupiti dalla particolarità della vegetazione,  e di circumnavigare il faro “Les Eclaireurs” simbolo della città.

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Escursione in barca sul Canale di Beagle

Itinerario di una settimana in Patagonia del Sud

Giorno 7 – 23 ottobre

Un buon modo per visitare i dintorni di Ushuaia è noleggiare una macchina. In questo modo in un solo giorno siamo riuscite a fermarci a Bahìa Ensenada dove, oltre ad ammirare il Canale di Beagle e l’Isla Redonda, è possibile farsi mettere un timbro sul passaporto con il simbolo della Terra del Fuoco e visitare in autonomia il Parco Nazionale della Terra del Fuoco.

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L’ingresso al Parco Nazionale della Terra del Fuoco

Nel parco troverete vari sentieri che vi condurranno a vedere scorci unici, a rilassarvi in riva al mare circondati da montagne e da una fitta vegetazione.

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Uno dei tanti scorci del Parco Nazionale della Terra del Fuoco

 

È stato anche facile raggiungere un punto panoramico subito sopra la città di Ushuaia da cui si gode di una spettacolare vista sulla città. 

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Punto panoramico da cui osservare la città di Ushuaia

Viaggiare in Patagonia può non essere facile a causi dei costi mediamente più alti, del clima variabile e della scarsa indipendenza di cui si dispone per quanto riguarda le escursioni, che per la maggior parte vanno fatte in barca. Questo ultimo aspetto potrebbe essere un po’ stressante per chi come me ama prendersi i propri tempi durante le visite e organizzare in autonomia le tappe, tuttavia lo sforzo è assolutamente ripagato dall’unicità e dalla storicità dei luoghi e dall’atmosfera quasi magica che li contraddistingue.

 

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Scritto da Giorgia Finiguerra

Torinese, 29 anni, psicologa. Per lei il viaggio è il brivido lungo la schiena quando sa di averne prenotato un altro, è far rinascere tutti e cinque i sensi. Tornare in posti cari ed esplorarne di nuovi.

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