Viaggio a Lanzarote, l’isola dai mille colori: itinerario di 3 giorni tra spiagge, vulcani e attrazioni

Lanzarote, nell’itinerario del mio viaggio, era la prima di due isole e qui ho trascorso quattro giorni che sono bastati per goderci l’isola e vedere tutte le cose più importanti. Di seguito, potete trovare un piccolo itinerario di 3 giorni tra spiagge, vulcani e attrazioni, con tutti gli highlights dell’isola, per poterla ammirare a 360°.

Lanzarote fa parte dell’arcipelago delle Isole Canarie e, tra le maggiori, è l’isola più a nord. La caratteristica che la rende speciale è che è interamente vulcanica. Qui la terra è nera, ovunque andiate e la vegetazione è quasi inesistente fatta eccezione di aloe, vite, cactus e coloratissime sterlizie. Sicuramente è un’isola “versatile” e unica dov’è possibile rilassarsi distesi su magnifiche spiagge e poter ammirare un paesaggio che difficilmente si può trovare in Italia. Ma soprattutto è uno di quei luoghi in cui scattare miliardi di fotografie che, però, una volta arrivati a casa non renderanno mai l’idea della sua bellezza.

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Viaggio a Lanzarote, itinerario giorno 1

La Geria, Parco Timanfaya ed un tramonto spettacolare

Per il primo giorno vi consiglio un viaggio nel cuore dell’isola tra gli spettacolari vigneti del centro, il Parco di Timanfaya e la maestosa Caleta de Famara.

  • La Geria: nei pressi di La Geria, nella regione centrale di Lanzarote, sul suo terreno lavico viene coltivata la vite che produce degli ottimi vini. Come fa a sopravvivere in un terreno così impervio? Grazie ad una buca nel terreno in cui la vite viene fatta crescere rasoterra, riparata e protetta dal tipico vento canario, grazie piccoli recinti a semicerchio di pietra. In questa regione ci sono numerose cantine dove poter degustare i buonissimi vini tipici.

  • Parco di Timanfaya. Il Parco di Timanfaya è un parco unico nel suo genere in terra spagnola. Al suo interno è possibile ammirare le attività geologiche e vulcaniche, recenti e non, della Regione della Macaronesia, che include gli arcipelaghi dell’Oceano Atlantico Settentrionale. In particolar modo le eruzioni settecentesche hanno dato luogo alla creazione di strutture geomorfologiche di grande interesse. Ad oggi i vulcani di Lanzarote stanno attraversando un periodo di calma, ma continua ad esserci attività vulcanica.
    Nel parco è possibile ammirare un paesaggio di una bellezza unica, grazie all’assenza di vegetazione, la rugosità del suolo ed i colori che lo caratterizzano, assume un aspetto “lunare”. Le maggiori attrazioni del parco sono la Ruta de los Volcanos, dove a bordo di un autobus si compie una vera e propria visita guidata (grazie alla voce pre registrata) di circa 45 minuti a 360° del parco, e le dimostrazioni delle anomalie geotermiche. Consiglio ad adulti e bambini di visitare il parco: è davvero un’esperienza unica! All’interno del parco è presente anche un ristorante El Diablo, dove è possibile assaggiare la carne cotta alla griglia grazie al calore della lava vulcanica.
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Parco di Timanfaya, Lanzarote

E se non siete troppo stanchi è il momento di saltare sulla vostra auto e guidare verso la Caleta di Famara. Una lunga spiaggia di sabbia dorata ai piedi di alte scogliere, una baia dove le onde fanno raggruppare i surfisti durante il giorno.

La sera, la spiaggia si svuota ed è un luogo magnifico dove ammirare il tramonto, il sole tramonta dietro al paese di Caleta di Famara colorando di rosso le alte scogliere alle spalle della spiaggia.

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Caleta di Famara, spiaggia dei surfisti, Lanzarote

Viaggio a Lanzarote, itinerario giorno 2

Il Sud dell’isola

Per la seconda giornata vi consiglio di visitare il sud dell’isola percorrendo la strada panoramica che da El Golfo conduce a Playa Blanca e concludere la giornata in una delle meravigliose baie del monumento naturale di Los Ajaches.

Partiamo con il nostro piccolo on the road dal piccolo paese di El Golfo, un paese sulla costa, all’interno dell’area protetta del parco di Timanfaya. Prima di entrare nel paese troverete un ampio parcheggio, dove vi consiglio di parcheggiare. Al fondo del parcheggio sulla sinistra troverete un piccolo sentiero sterrato che sale verso la cima di un promontorio, arrivate alla fine ed ammirerete una delle più belle viste dall’alto. Da questo punto avrete una visuale a 360° sulla spiaggia di El Golfo. Questa è una baia dai mille colori: si parte dal promontorio di terra rossa, passando per la spiaggia nera dove al suo interno è incastonato il famoso Charco de los Clicos, o meglio conosciuto come il Lago Verde, un piccolo lago salato che grazie ai sali marini e la formazione di particolari alghe assume il colore verde. In molti consigliano di vederlo a mezzogiorno. Il lago è incastonato alla base di vere e proprie formazioni laviche stratificate che passano dal nero al bianco.

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Veduta a 360° della spiaggia El Golfo

Siete pronti a ripartire? Con l’auto ci dirigiamo a Sud verso Playa Blanca, la strada panoramica è estremamente suggestiva percorrete circa 3 km e sulla vostra destra troverete una piccola spiaggia nera, la Playa Montaña Bermeja, qui c’è un piccolo lago salato che ha un riflesso verde acqua bellissimo e sullo sfondo la Montaña Bermeja un vulcano rosso.

Continuando su questa strada arriverete a Los Hervideros, delle scogliere rocciose a picco sull’Oceano Atlantico, dove si può ammirare la furia dell’oceano scagliarsi tra grotte e cavità. Uno di quei posti da cui è difficile ripartire!

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Los hervideros

Ripartendo verso Playa Blanca, lungo la strada, si giunge alle Salinas de Janubio. Un comprensorio di saline, custodite nel cuore di un una laguna vulcanica, si estendono per centinaia di metri tra il promontorio panoramico e la spiaggia. Le saline sono sempre molto suggestive, ma in questo caso, tutti i colori dati dall’evaporazione dell’acqua nelle vasche le dona un fascino unico.

A questo punto ci aspetta l’ultima tappa, dalle saline dirigetevi a sud est di Playa Blanca qui, potrete visitare il Monumento Naturale di Los Ajaches. Un parco incontaminato dove è possibile accedere gratuitamente a piedi o con l’auto pagando un piccolo contributo (€ 3,00). Nel parco si susseguono alcune calette e tra questa la magnifica Playa Papagayo, una piccola caletta di sabbia fine a forma di mezzaluna, diventata famosa per l’acqua cristallina calma e verde smeraldo.

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Playa Papagayo a forma di mezzaluna

Il luogo ideale dove prendere il sole, sguazzare in acqua e fare snorkelling. Vi consiglio di trascorrere qui il vostro pomeriggio rilassandovi fino al tramonto, non ve ne pentirete!

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Playa Papagayo al tramonto

Viaggio a Lanzarote, itinerario giorno 3

Un salto al nord con César Manrique

La terza giornata è tutta dedicata a César Manrique, l’artista che ha reso l’isola di Lanzarote la sua casa, ma soprattutto la sua tela. César Manrique (1919-1992), nato sull’isola di Lanzarote vi fece ritorno a metà degli anni Sessanta dopo la sua formazione. Su quest’isola interviene creando degli spazi dove l’ambiente e la sua arte si integrano perfettamente, è possibile ammirare le sue creazioni in tutta l’isola e sono belvederi, giardini, centri culturali e tanti altri.

La prima tappa della giornata è il Mirador del Río, che vi consiglio di raggiungere attraversando la Valle del Malpaso. La strada è ricca di curve ed altrettanti panorami mozzafiato, inoltre si può intravedere l’oasi di Haria nella Valle de las mil palmeras. Per chi non patisce l’auto è una bellissima strada da percorrere in auto! A questo punto dirigetevi al Mirador del Río, un magnifico belvedere.

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Belvedere a Mirador del Río

Costruito sulla cima di una rupe, il Mirador del Rio è un belvedere creato da César Manrique. All’esterno è quasi invisibile grazie alla copertura creata da pietre vulcaniche che lo mimetizzano quasi completamente, mentre all’interno è stato creato secondo linee curve e sinuose dove il bianco, con cui sono state dipinte le pareti, risalta grazie alla luce naturale che filtra dalle vetrate. Internamente si affaccia sulle tre isole più a nord di Lanzarote, tra queste la splendida La Graciosa. All’esterno a picco sulla rupe si estende una splendida terrazza dove si possono trovare dei telescopi.

Successivamente torniamo verso la costa ma facciamo una sosta alla Cuevas de los Verdes.  Se visitate Lanzarote nei mesi più caldi può essere un’ottima soluzione per le ore centrali del giorno. Se come me soffrite di una leggera claustrofobia, la visita non è complessa e ci sono giusto un paio di passaggi stretti, ma non so se me la sento di consigliarla a chi ne soffre particolarmente. La Cuevas de los Verdes è una grotta naturale generata in seguito ad un’eruzione più di 5000 anni fa, la grotta è lunga circa 6 chilometri ma solo due sono visitabili. La visita guidata dura un’ora ed è a mio parere una di quelle esperienze che vanno assolutamente fatte. Il percorso è estremamente interessante, le illuminazioni nella grotta e la musica di sottofondo che vi accompagneranno la renderanno suggestiva. Al termine della visita ci sarà una sorpresa, che ho giurato di non rivelare, che vi lascerà senza parole!

Proseguiamo con la nostra visita fino al Jameos de Agua, forse una delle creazioni più suggestive di César Manrique. All’interno della struttura potrete trovare un museo sui vulcani molto interessante ed un giardino di palme con una splendida piscina, forse il luogo più instagrammato di tutta l’isola. Ma la vera attrazione, almeno per me, è un lago naturale all’ombra di una caverna dove vive un granchio albino unico al mondo. La luce leggera che filtra nella caverna permette di ammirare i piccoli granchi all’interno del lago. Meraviglioso!

Jameos de Agua
Jameos de Agua

Terminata la visita vi consiglio, a questo punto, di dedicarvi a un po’ di relax in una delle calette che sono presenti lungo la strada costiera che collega Orzola.

Strada vicino Orzola
Verso Orzola

Ci sono delle piccole calette di sabbia bianca dove potrete rilassarvi praticamente indisturbati, ma attenti perché queste spiagge sono spesso frequentate dai naturisti.

Spiaggia vicino ad Orzola
Spiagge vicino a Orzola, Lanzarote

Il mio itinerario di 3 giorni termina qui, ma se avete più giorni a disposizione potete visitare la Fundación César Manrique, il Jardín de Cactus e un’escursione sull’isola de La Graciosa.

IMG-20180215-WA0011Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivo precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

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