Passeggiata liberty a Torino | A spasso tra il quartiere San Donato e Cit Turin

Una passeggiata tra le bellezze liberty di due quartieri vicinissimi al centro: San Donato e Cit Turin. Scegliete una meravigliosa giornata di sole, macchina fotografica appesa al collo e voglia di esplorare un pezzetto della vostra ( o non ) città, in modo un po’ insolito: a testa in su, concentrandosi su alcuni dei più begli edifici della città di Torino.

Consiglio spassionato: a meno che sia un giorno festivo, e quindi il parcheggio a pagamento non sia libero, ma soprattutto potreste trovarne in abbondanza, il mio consiglio è quello di raggiungere una fermata della metro e, una volta presa, scendere a Principi d’Acaja. Da qui, vi ritroverete proprio nel cuore di questo itinerario liberty da fare, rigorosamente, a piedi.

Un po’ di storia del Liberty

Liberty, conosciuto con questo nome solo in Italia

Tra il XIX e il XX secolo, si fa spazio sempre di più un linguaggio culturale condiviso, trascinato da un progresso tecnico, notevoli traguardi raggiunti in ambito scientifico, diversi materiali utilizzati per le strutture portanti delle costruzioni e per gli apparati decorativi.

Sulla fine dell’Ottocento si sviluppa in Italia il cosiddetto stile Liberty, conosciuto con questo nome solo qui. Mentre invece all’estero si conosce con il nome Art Nouveau, Jugendstil, Modernismo e molti altri, a seconda dei Paesi nei quali si è sviluppato.

In Italia non si consolidò una vera e propria scuola di riferimento, ma si svilupparono diversi epicentri, che diventarono veri e proprio cantieri liberty a cielo aperto. I padiglioni dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna del 1902 furono la goccia che fecero diventare Torino uno di questi cantieri: nel giro di pochi anni nacquero decine di edifici in stile liberty, che ancora oggi possiamo ammirare, seppur solo da fuori.

Come riconoscere un edificio Liberty

Probabilmente noi torinesi abbiamo un gene che riconosce il liberty, qualcosa che risuona e vibra in noi ogni volta che ci imbattiamo nell’Art Nouveau. Perché fino alla redazione di questo articolo non mi ero mai razionalmente chiesta quali fossero effettivamente le caratteristiche del Liberty.

Che bello quel palazzo liberty!

Perché tu, torinese, lo sai che quello è liberty, ma non sai come spiegarlo agli altri.

Ecco alcune caratteristiche dello stile liberty per saperlo anche spiegare, per ricercarlo negli edifici in cui vi imbatte(re)te:

  • Linee di frusta: curvature ampie o più strette, che spesso incorniciano le finestre
  • Persiane nascoste: utilizzate proprio per non rovinare il disegno sulle facciate esterne dell’edificio
  • Elementi decorativi ispirati alla natura e al tema floreale
  • Bovindo o bow window, finestra particolare, in cui gli infissi e le ante vetrate non sono allineate al muro, quasi sempre posta agli angoli degli edifici
  • Affreschi e trompe-l’oeil in ogni dove, sotto le finestre o sui cornicioni
  • Utilizzo del vetro colorato
  • Utilizzo del litocemento: pietra artificiale creata con cemento e materiale inerte di diversa granulometria
Un tripudio di elementi Liberty, per allenarsi a riconoscerli

Itinerario liberty tra San Donato e Cit Turin

La palazzina Fenoglio – La Fleur

Proprio a pochi passi dalla fermata della metro Principi D’Acaja ecco la palazzina Fenoglio – La Fleur, fulcro centrale del nostro itinerario liberty, palazzina che sembra inglobare tutti gli elementi dell’Art Nouveau. Colori tenui, che vanno da rosa pallido al beige.

L’architetto Pietro Fenoglio, considerato uno dei maggiori esponenti del liberty a Torino e in Italia, la costruisce per sé e la sua famiglia nel 1902. Colpi di frusta, litocemento, affreschi, sculture, vetri colorati, lettering, un imponente e particolareggiato bovindo con una bellissima cimasa, una cornice curva e sporgente, la palazzina La Fleur è un tripudio di liberty nel cuore di Torino.

Dove: Via Principi d’Acaja 11

La Fleur è un tripudio di liberty, nel cuore di Torino

Villino Raby

Pochi passi ed ecco che raggiungiamo il magnifico Villino Raby.

Progettato da Pietro Fenoglio, in collaborazione con Gottardo Gussoni, il villino Raby fu commissionato da un industriale, come spesso accadeva in quell’epoca. Si può ammirare un bow window che spezza la linea dell’edificio e un meraviglioso cancello esterno di ferro battuto, con la decorazione ancora originale. Oggi il Villino Raby ospita l’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Torino.

Dove: Corso Francia 8

Villino Raby: una costruzione particolareggiata e asimmetrica

Itinerario liberty tra San Donato e Cit Turin

Casa Florio

Costruita nel 1902 da Arnaldo Riccio, questo edificio eclettico salta subito all’occhio al visitatore che si ritrova a passeggiare nei suoi pressi.

Quello che colpisce subito di questo edificio è la facciata di colore grigio, un po’ inconsueto forse, e un motivo bianco sulla facciata, con cerchi raggruppati che si collegano uno all’altro con un motivo a festone. Il contrasto tra il chiaro-scuro, grigio della facciata e bianco delle decorazioni, permettono all’edificio di saltare all’occhio, nonostante sia quasi interamente controluce per tutto il giorno.

Dove: Via Cibrario 15

Casa Florio, con le sue decorazioni sulla palazzina che non passano inosservate

Casa Rigat

Su progetto di Arnaldo Ricci e Giuseppe Velati Bellini, Casa Rigat fu commissionata dai Fratelli Florio, come Casa Florio, di cui vi ho parlato sopra. Lo stile è senza dubbio più classicheggiante e meno eclettico.

Una delle particolarità che spiccano all’occhio anche meno attento è la decorazione a forma di lira, rappresentate secondo le dimensioni e le proporzioni dell’antico strumento musicale.

Pare che uno dei passati sindaci della città viva proprio in uno degli appartamenti di Palazzo Rigat.

Dove: Via Beaumont 2, angolo Via Cibrario

Commissionata dai Fratelli Florio, Casa Rigat si riconosce per la decorazione con la lira

Itinerario liberty tra San Donato e Cit Turin

Palazzina Conte

Spostandosi verso vie più silenziose e meno frequentate, ci si imbatte verso palazzine più basse e contenute, a due o tre piani massimo, firmate di un unico ingegnere, Giovanni Gribodo.

La palazzina al civico 12 è stato costruita nel 1905 e le altre sono più o meno databili in quegli anni. Pochi elementi, soprattutto decorazioni floreali e a tema naturalistico: un racchiuso di liberty incantevole.

Dove: Via Piffetti 10 e 12

Palazzina Conte, in via Piffetti troverete tantissime palazzine edificate dall’ingegner G. Gribodo

Casa Baloire

Costruita nel 1911, Casa Baloire è una palazzina a due piani, caratterizzata da un’architettura particolarissima; è quasi possibile vederla come un assembramento di varie parti che però, nella loro interezza, donano una grande armonia a tutto l’edificio.

Molto particolare il bovindo, che termina come una piccola torre, dividendo in due parti distinte la facciata. Tanti gli elementi decorativi ed è presente anche un bellissimo terrazzino al piano superiore, sulla sinistra.

Per molti anni Casa Baloire è stata abitata da Norberto Vairano, Presidente dell’Ordine degli Architetti negli anni Cinquanta, che aveva lì anche il suo studio.

Casa Boloire è stata aperta al pubblico in occasione di Open House.

Dove: Via le Chiuse 39

Casa Baloire, costruita nel 1911. è stata a lungo la casa-studio dell’architetto Norberto Vairano

Casetta Chalet nel cuore di Torino

L’Art Nouveau si è anche ispirata al tema alpino, utilizzando modalità costruttive e materiali simi a quelli utilizzati per la costruzione di villini in montagna. Così, girato un angolo di Torino, vi sembrerà di essere finiti di fronte a uno chalet immerso in un paesaggio montano.

Ecco che lo stile liberty riesce ancora a stupire lo spettatore: la piccola villetta è caratterizzata da due corpi di fabbrica ortogonali e da un insieme vivace di materiali differenti, come il legno, l’intonaco, il mattone, la ceramica.

Dove: Via Vagnone 9

Girato l’angolo ecco che vi sembrerà di trovarvi di fronte a uno chalet, immerso in un paesaggio montano

Casa Macciotta

Sempre progettata da Pietro Fenoglio e costruita intorno al 1904 è Casa Macciotta, recentemente restaurata. Era stata costruita in appartamenti e destinati a degli affittuari.

Se costeggiate la parte di casa su Via Pietro Bagetti vedrete che agli ultimi due piani ci sono due grosse finestre, un elemento architettonico che si discosta dai resto della casa. C’è chi dice che in quei due appartamenti fossero ospitati alcuni artisti e che proprio lì si trovassero i loro atelier.

Dove: Corso Francia 32

I due appartamenti di Casa Macciotta che si dice ospitassero due atelier di artisti

Itinerario liberty tra San Donato e Cit Turin

Palazzo della Vittoria

Nota anche come Casa della Carrera o Casa dei Draghi, si trova nel quartiere Cit Turin e non possiamo definirla costruita in stile liberty, ma è un perfetto esempio di residenza civile in stile neogotico.

Commissionata nel 1918 dal Cavaliere del Lavoro Giovanbattista Carrea, fu costruita dall’ingegner Gottardo Gussoni, con lo scopo di celebrare la vittoria del primo conflitto bellico. La sua costruzione fu conclusa circa due anni dopo, nel 1920.

La facciata di ingresso, eclettica e particolareggiata, è sormontata dallo stemma della famiglia Carrera e sul portale si trovano due grandi draghi, simbolo di saggezza e potere, rivolti vero l’ingresso.

In questo momento la facciata principale è in ristrutturazione.

Dove: Corso Francia 23

Casa della Vittoria, anche chiamata Casa dei Draghi. Perché? Eccola nel portale di ingresso la risposta

Il Palazzo del Faro

In Piazza Benefica che in realtà non esiste, ma viene così chiamata dai torinesi, affaccia un’altra meraviglia a metà tra lo stile liberty e lo stile neogotico: è il Palazzo del Faro, da osservare bene ponendosi all’angolo rispetto all’edificio, in questo modo potrete anche ammirare il bellissimo bovindo. L’ultimo piano è un tripudio di decorazioni particolareggiate e sculture zoomorfe.

Dove: Via Pietro Palmieri 46

La Palazzo del Faro è un bel connubio di stile liberty e neogotico

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