Visita al Lumen Museum | Il Museo della fotografia di montagna delle Dolomiti

Stupefacente, immersivo e assolutamente inaspettato, se penso al Lumen Museum sono queste le prime parole che mi vengono in mente. Dopo la mia visita al Lumen, il Museo della fotografia di Montagna delle Dolomiti, posso dire senza ombra di dubbio che è entrato nella rosa dei miei musei preferiti in assoluto e non posso fare a meno di consigliarlo.

Sarà la narrazione, mai banale, che viene fatta della fotografia di montagna, la fruizione non convenzionale del museo o forse la sua posizione sulla cima dello splendido Plan de Corones, ma tutte queste motivazioni insieme lo rendono una meta imperdibile per un viaggio nelle Dolomiti.

Lumen Museum – Museo della fotografia di montagna: la storia

Per andare alla scoperta del Lumen Museum bisogna tornare indietro nel tempo, ben prima della sua inaugurazione. 

La sua storia ha inizio nel lontano 25 dicembre 1963 quando venne inaugurata la prima stazione a monte della funivia del Plan de Corones, a 2275 mt slm, rendendo la vetta accessibile agli sciatori e agli amanti del turismo invernale. Negli anni successivi vennero implementate altre tre funivie, che raggiungevano il Plan de Corones, creando un grande comprensorio unito da un unico Skipass. Dopo più di vent’anni di attività la funivia venne chiusa per essere sostituita da due più moderne cabinovie. 

Nel 2017, dopo un lungo periodo di abbandono, l’edificio dell’antica stazione venne recuperato e restaurato in chiave moderna per ospitare questo magnifico museo.

Il Lumen Museum venne inaugurato nel 2018 e si sviluppa su quattro piani raccontando la fotografia di montagna, dai suoi esordi ad oggi. L’edificio è stato pensato per stupire il visitatore, che durante la vista diventa un vero e proprio spettatore. 

Il Lumen Museum venne inaugurato nel 2018 e si sviluppa su quattro piani

Lumen Museum – Museo della fotografia di montagna: la visita

Al Lumen Museum durante la visita ci si immerge, lentamente, nel cuore pulsante del museo. Passo dopo passo si assapora la visita, un po’ come quando giunti in cima alla montagna ci si prepara a scendere, con gli occhi colmi di curiosità, senza l’adrenalina e la frenesia della salita, pronti ad assaporare appieno ed ammirare, in tutto il suo splendore, quel paesaggio che a fatica si è conquistato. Per questo motivo la visita al Lumen, il Museo della Montagna, si fa in modo discendente. 

Si parte dal terzo piano

Si parte dal terzo piano, dalla vetta del museo, dove si va alla scoperta degli esordi della fotografia. Dalla wall of fame dei primi fotografi di montagna, veri e propri alpinisti che diedero i natali alla fotografia di montagna, a scopo scientifico e di ricerca, si prosegue in un viaggio immersivo alla scoperta della loro attrezzatura, che poteva pesare fino a 250 chili, per poi continuare con tutte le prime forme di fotografia, come quella aerea. 

La visita comincia dal terzo piano, un’ampia parte è dedicata all’attrezzatura dei primi fotografi di montagna

Si scende poi al secondo piano

Si scende poi al secondo piano, dove si va alla scoperta del ruolo della montagna attraverso la fotografia. La montagna come destinazione turistica, la montagna idealizzata e politicizzata, la montagna come luogo sacro e la montagna come mezzo pubblicitario. Andate poi alla ricerca del “Tensegrity”, l’antica stazione della funivia, dove potrete scoprire la storia dell’edificio che ospita il Lumen – Museo della fotografia di montagna e assistere ad uno spettacolo che vi lascerà senza parole.

Il secondo piano è invece dedicato al ruolo della montagna nella fotografia

E si arriva al primo piano

Continuate nella vostra discesa fino al primo piano per ammirare e testare in prima persona una delle esposizioni più scenografiche del museo “Cordate”. Una cordata è un gruppo di più persone legate tra loro da una fune di sicurezza. La fune di sicurezza, che in alcune circostanze può essere la causa della caduta di tutto il gruppo, lega indissolubilmente la cordata anche al pericolo. Gli alpinisti ed i loro fotografi sono una cordata, una vera e propria squadra legata al pericolo, non solo in senso figurato. 

Sempre al primo piano potrete ammirare nella sezione “Adrenaline” dove sono esposte le fotografie vincitrici del Red Bull Illume, il più grande contest fotografico al mondo di adventure e action sport. E poi immergetevi nella sala degli specchi per un’esperienza unica ed immersiva.

Al primo piano c’è una delle installazioni più scenografiche del museo, “Cordate”

Fino al pian terreno

Giungendo al pian terreno controllate l’orologio, vi posso assicurare che il tempo trascorso all’interno del Lumen Museum sarà volato. Al pianterreno del museo potrete ancora incontrare una delle tante mostre temporanee che ospita il museo.

Lumen Museum – Museo della fotografia di montagna: alcune informazioni utili

Il Lumen è ubicato a 2275 mt slm sulla vetta del Plan de Corones.

Si può raggiungere mediante delle escursioni a piedi o grazie a 5 funivie: la cabinovia Percha Ried proveniente da Perca, le due cabinovie Kronplatz 1+2 e Kronplatz 2000 da Riscone, la cabinovia 1+2 da Gassl e l’ovovia Ruis dal Pian Furcia.

Il museo del Lumen è aperto durante tutto l’anno dalle ore 10.00 alle 16.00. Per la visita consiglio di prevedere almeno tre ore, che vi assicuro voleranno, per godere a pieno del museo.

Il Lumen è aperto tutto l’anno

Il costo del biglietto per gli adulti è di € 17,00. Sono disponibili tre diversi biglietti cumulativi: uno per gli ingressi ai musei presenti al Plan de Corones, il Lumen ed il MMM Corones, al costo di € 20,00; e due che includono oltre ai biglietti per i musei. il biglietto di andata e ritorno della funivia e sono disponibili dall’ovovia di Passo Furcia, al costo di € 36,00, e dalle cabinovie di Riscone, al costo di € 39,00.

All’interno del Lumen Museum è presente il Ristorante AlpiNN, che gode di una vista unica, dove potrete degustare il menù di montagna dello chef Norbert Niederkofler. Oppure potrete scegliere uno degli altri ristoranti presenti al Plan de Corones.

Scritto da Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

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