Mi fai una foto? Decente, please | Guida da regalare ai vostri fotografi amatori

Spesso, spessissimo, soprattutto quando condivido qualche fotografia dove sono venuta oggettivamente bene, mi viene detto che sono anche fortunata, perché evidentemente ho buoni fotografi a disposizione. Il mio sogno nel cassetto era avere un fidanzato fotografo, così il gioco era fatto ( almeno quando ero con lui ). E invece i miei (ex) fidanzati sono sempre stati la cosa più lontana del mondo rispetto alla fotografia, dire totalmente disinteressati è incredibilmente un eufemismo. E anche con i miei compagni viaggiatori non è stato semplice, soprattutto all’inizio, tornare a casa con qualche scatto decente in cui non fossi sempre dietro la macchina, ma fossi anche il soggetto. E allora eccola qui la guida che proprio tutti stavamo aspettando, la guida da regalare ai vostri fotografi amatori ( genitori, amici, parenti, fidanzati ).
Sentitevi liberi di diffondere il verbo.

Partiamo dal presupposto che non tutti devono necessariamente avere foto stra- fighe dei luoghi che visitano e che non c’è nessun obbligo morale e non, che impone di fare foto in viaggio. Assolutamente no. Si potrebbe anche partire lasciando la macchina fotografica nel bagagliaio, per dire.

Ma oggi, che tutti ci sentiamo un po’ fotografi – diciamolo – e che con un minimo di impegno si possono scattare fotografie discrete, che solo sei anni fa ci sognavamo, nessuno ci sta ad andare in un luogo e tornare a casa senza un bottino fotografico di tutto rispetto. E lo posso capire. Tolte quelle che scegliamo di postare e condividere, tolte quelle che chi ha un blog come me sceglie accuratamente per raccontare al meglio un viaggio e un luogo, ognuno di noi merita almeno qualche bella fotografia quando è in viaggio.

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Ognuno di noi si merita qualche bella fotografia, almeno quando è in viaggio

Ma bisogna davvero essere fotografi professionisti, per non sembrare la brutta copia di nostra zia, rimasta appunto e non a caso, zitella? No, seguite queste semplici regole e scatterete momenti felici anche voi.

Guida da regalare ai vostri fotografi amatori

Regola 1 : non hai la colla sotto i piedi

– Mi fai una foto per favore?
– Sì certo, [ CLICK ] è venuta bene? – ci dice, sornione, il fotografo di turno dopo aver scattato, convinto di aver appena riprodotto l’opera d’arte della sua ( e della nostra ) vita.
– Ma mi hai tagliato l’orecchio (?!)
– Ma sì, chi vuoi che se ne accorga.

Veniamo al dunque : non hai la colla sotto i piedi, fotografo/a di turno. Puoi spostarti, puoi spostare il cellulare o la macchina fotografica, puoi spostare il tuo omero e tutto il resto dello scheletro. Puoi chinarti leggermente senza spaccarti un ginocchio e per fare entrare nell’obiettivo anche il mio orecchio, o addirittura il cerchietto o il cappello, basta che ti sposti un po’ più in là. Qualche passo indietro ed è fatta!

Stessa cosa se vuoi farmi un primo piano. Lascia stare lo zoom se sei dall’altra parte del corso e ci separano viali e controviali. Aspetta il verde, attraversa, e fammi un bel primo piano.

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Attenti ai primi piani!

Guida da regalare ai vostri fotografi amatori

Regola 2: non sei neanche incollato al cellulare

Se ti viene chiesto uno scatto con il cellulare, fotografo/a di turno, non scattare una foto per poi dire subito dopo: – No, no è proprio venuta male – Perché la colpa è tua e di nessun altro.

Non è più come quando avevamo 24 foto e dovevamo aspettare 24 giorni per avere i risultati di quegli scatti e avevamo il tempo di dimenticarci persino dove fossimo andati in viaggio, adesso quello che vedi è anche quello che scatti un centesimo di secondo dopo. Quindi, se la foto era già orribile, perché mai hai scattato e te ne sei preoccupato solo dopo?

Non hai il cellulare incollato alle mani. Oltre a te stesso, puoi anche muovere leggermente il cellulare. Movimenti fini, lenti: a volte è anche solo sufficiente questo per risaltare un po’ di più i colori e rendere la foto più luminosa. Oppure, prova a fare una giravolta di 180 gradi su di te, magari da quella parte la luce è migliore!

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A volte basta muovere leggermente il cellulare, o spostarsi di poco, per migliorare la luce e i colori della fotografia

Guida da regalare ai vostri fotografi amatori

Regola 3 : il cellulare mettilo orizzontale o verticale
( il resto lascia perdere )

Stessa scena di prima e appena ti allontani e ti appresti a sorridere, vedi che tiene il telefono in obliquo in una posizione intermedia tra orizzontale e verticale: perché mai?

Il cellulare tienilo orizzontale o verticale, perché tutto il resto non è artistico, è solo brutto. Lascia perdere quella posizione strana che non so dove hai visto e neanche lo voglio sapere, suvvia.

Guida da regalare ai vostri fotografi amatori

Regola 4 : scatta, i rullini non si usano più da un pezzo
(non paghi un tot a scatto, tranquillo )

Gli lasci il telefono, ti incammini per un chilometro, ti arrampichi sulla roccia sfregiandoti mani e braccia, ti metti in coda per fare la fotografia, stai lì in posa beccandoti gli insulti di quelli dopo di te.

Torni dal tuo fotografo di turno, con quell’emozione da post fotografia che ancora deve scemare, a quel punto ti mostra una foto e tu dici tranquilla : – Vabbè questa no, sono venuta con gli occhi chiusi, fammi vedere le altre.
– Ho fatto solo questa. Quante ne volevi?

Ecco, soprattutto quando lo scatto di una foto è frutto di una grande impresa, oserei dire irripetibile, scatta come se non ci fosse un domani. Scatta a più non posso senza neanche prenderti il tempo per respirare. Scatta come se non dovessi far altro per il resto dei tuoi giorni. Perché magari su decine e decine di foto una senza doppio mento, con gli occhi chiusi, con l’espressione di mia zia zitella, esce fuori. Non ne chiedo tante, almeno una.

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Se ho fatto un’impresa giunonica e ho dovuto buttare in acqua qualcuno per assicurarmi il mio posto sulla roccia, scatta come se non ci fosse un domani

Guida da regalare ai vostri fotografi amatori

Regola 5: pali, passanti, tram non sono da includere

Va bene se ti chiedo una foto vicino alla Mona Lisa dentro al Louvre, in quel caso, sono andata a cercarmela.

Ma se siamo solo io e te, romantici e amorevoli tra i vigneti delle Langhe, nel silenzio più assoluto, senza nessuno intorno, come fai a prendere perfettamente un trattore, che dalla prospettiva della fotografia sembra investirmi? I merli, i piccioni e il palo della luce?

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Se siamo in un parco da soli, tram, pali e passanti anche no, GRAZIE.

E soprattutto fotografo/a di turno, se vedi che mi sono attrezzata con cavalletto e telecomando o ho incastrato il cellulare tra le mattonelle di un palazzo e ho messo l’autoscatto, non prendere il mio telefono senza sapere quello che stai facendo dicendo superficialmente, come se fossi Steve McCurry, masìdaitelafaccioio, perché no, se non ti ho chiesto niente e ho fatto tutto sto macello, un motivo ci sarà.

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