Visita a Villa della Regina a Torino, con Guido Tour Sharing, la start app in cui si condivide la guida

Ci sono luoghi della mia città, Torino, in cui è necessario tornare e ritornare. In stagioni diverse, in momenti differenti, per scoprire sempre quale storia si cela dietro, che prima non conoscevamo, per ammirare uno scorcio diverso. Così sono stata felicissima di visitare nuovamente Villa della Regina e la meravigliosa vigna cittadina che affaccia proprio sul centro. L’ho fatto in compagnia di Guido Tour Sharing, una start up che mette in contatto guide e possibili clienti, di cui ora vi racconto tutto.

Come funziona Guido Tour Sharing?

Guido Tour Sharing è una giovane start up che permette di condividere la guida e conoscere persone nuove, imparando e scoprendo qualcosa che prima non si sapeva. È sufficiente iscriversi e scegliere il tour che si preferisce, in base al tempo a disposizione e agli interessi. Guido Tour Sharing si avvale di guide turistiche professionali ed esperte, capaci di coinvolgervi e divertirvi, come è capitato durante il nostro tour in compagnia della guida Francesca.

Guido Tour Sharing non è presente solo in Piemonte, ma anche in altre regioni come Liguria, Puglia, Lazio, Campania. Se si raggiunge un numero minimo di 5 partecipanti il tour è confermato, ma più si è numerosi, più il prezzo del tour si abbassa! Più si è, meno si paga, perché si condivide la stessa guida. Libero sfogo di inviti rivolti ad amici, parenti e conoscenti quindi, per trascorrere un pomeriggio o una giornata diversa. I tour possono essere di un paio di ore, ma anche di sei, dipende dal tempo che avete a disposizione.

Alla fine del tour, un momento goliardico tutti insieme prima di salutarsi, la taverna, una merenda per conoscersi meglio e condividere le prime impressioni dei luoghi appena visitati.

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I giardini di Villa della Regina sono adornati con giochi d’acqua e impianti ingegneristici

Visita a Villa della Regina con Guido Tour Sharing

Avevo già visitato Villa della Regina ma con Guido Tour Sharing e la guida Francesca mi sono immersa nella villa che ha ospitato forti personalità femminili, conoscendo più da vicino le loro storie di forza e spesso grande sofferenza.

Ma partiamo dal principio, proprio da quando la Villa stava per essere costruita. Siamo nel Cinquecento e Torino è una città molto più piccola rispetto a quella che conosciamo noi ora, con mura che la circondano, poche piazze, poche vie importanti ed edifici perlopiù trasandati. La collina era già un luogo apprezzato tra Cinque-Seicento e l’attenzione verso questa parte della città comincia ad aumentare quando si iniziano a coltivare alcuni terreni come vigne e la collina si popola di case e persone. In quel periodo la collina era al di fuori delle mura della città, che iniziava pressapoco verso Piazza Vittorio Veneto.

A partire dal Settecento si parla di una corona di delizie, residenze che i Savoia frequentavano come luoghi di piacere e di villeggiatura. Corona perché circondava la capitale, delizie perché luoghi di villeggiatura in cui si organizzavano concerti e balli e ci si dedicava principalmente alla vita mondana.

Cardinal Maurizio, grande intellettuale che visse per molto tempo a Roma, all’età di 50 anni circa aveva sposato sua nipote Ludovica, di circa 15 anni. Come accadeva spesso in passato, il matrimonio celava quasi sempre interessi economici o politici, o entrambi. Il matrimonio era un modo per fare riappacificare la famiglia perché la madre di Ludovica aveva avuto un forte diverbio con i cognati, tra cui il Cardinal Maurizio. Non si sa molto sul matrimonio tra Maurizio e ( la nipote ) Ludovica, sembra non sia stato né particolarmente felice né tremendamente infelice. Morto Maurizio, Ludovica ereditò numerose residenze, tra cui Villa della Regina. È con Ludovica che inizia per la villa un lungo periodo di proprietà tutta al femminile.

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Villa della Regina ha conosciuto un romantico avvicendarsi di figure femminili che l’hanno vissuta e apprezzata

La guida ci fa notare diversi particolari del salone centrale, dove è presente un importante presenza di dipinti e affreschi con la tecnica del trompe-l’oeil, una tecnica pittorica che inganna l’occhio, lasciando intendere oggetti che in realtà sono solo pitturati. Nella tecnica trompe-l’oeil architettura e pittura sono un tutt’uno.

Un’altra forte personalità femminile che abitò Villa della Regina fu Polissena d’Assia, che arrivava dai territori della Germania e fu la seconda moglie di Carlo Emanuele III. Era una bella ragazza, giovane, istruita e colta che partì dall’Impero e in un viaggio lungo quasi due mesi, raggiunse il marito prima a Ginevra e poi vennero insieme a Torino. Era sinceramente innamorata del marito e in alcuni racconti si parla del suo rapporto stretto con questa Villa, che per lei aveva rappresentato molto. Polissena d’Assia, morì solo 10 anni dopo il matrimonio, a meno di 30 anni e dopo aver dato alla luce numerosi figli. Fu accanto a Vittorio Emanuele III, suo marito, durante alcuni dei momenti più importanti del suo regno.

Un’altra donna importante che probabilmente visse in questa Villa fu Anna d’Orleans, che arrivò qui dalla Francia. Molto innamorata del marito Amedeo di Savoia, venne in realtà tradita per tutto il matrimonio. Lui aveva molta stima in lei, tanto da lasciarle il potere come reggente quando non era presente, ma non nutriva un sincero amore, tradendola, tra le altre con la Contessa di Verrua, che diventò l’amante quasi ufficiale e dalla quale ebbe due figli.

Dopo essere stata per lungo tempo una Villa dedita alla stravaganza e al piacere, a fine Ottocento la Villa cambia radicalmente le sue connotazioni e diventa un’istituzione particolare, l’Istituto Nazionale delle figlie dei militari, una scuola per le bambine rimaste orfane di padre o di entrambi i genitori. Così le stanze che avevano ospitato nobildonne, diventano stanze in cui si gioca e si impara a suonare gli strumenti musicali.

Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la villa, che si trovava vicino a un ricovero antiaereo, viene pesantemente bombardata. Con il tetto quasi completamente crollato e macerie ovunque, viene abbandonata all’incuria e alla natura che la ricopre quasi interamente. È solo negli anni Novanta che inizia un lento e dispendioso lavoro di recupero della Villa e dei giardini all’italiana che la circondano. Lavori che sono tuttora in corso e che, con gli anni, speriamo la possano rendere ancora più bella.

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Giardini all’italiana circondano la Villa dal versante collinare. Da quello opposto, la vista sulla città

A Villa della Regina c’è una vigna cittadina che da diversi anni produce un ottimo Freisa, grazia alla passione e al lavoro di Cantine Balbiano.

[ In collaborazione con Guido Tour Sharing ]

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