Carnevale di Ivrea, tra tradizione, appartenenza, lealtà ( e ovviamente arance )

Una storia che traccia le sue radici dal Medioevo fino ad oggi con lo stesso livore, tradizioni tramandate e lealtà per la propria squadra, ma anche per gli avversari. La vigorosa battaglia delle arance è indubbiamente una delle parti più spettacolari del Carnevale, ma non è l’unica. Ero stata da bambina, diversi anni fa e ricordavo di essere rimasta sbalordita da questo Carnevale. Quest’anno ho avuto l’occasione di riviverlo e ovviamente l’ho presa al volo. E qui vi racconto uno dei Carnevali più spettacolari d’Italia, indubbiamente il più antico e l’evento che gli epoderiesi immaginano e aspettano tutto l’anno.

Il più antico Carnevale storico d’Italia è proprio quello di Ivrea, che vanta una tradizione ininterrotta; un evento unico, in cui leggende medievali si intrecciano con la storia di un popolo che, combattendo, si è liberata dalla tirannide dei signori più potenti. Il Carnevale d’Ivrea non è solo una festa dal grande potere simbolico, è anche la festa di una città, da poco inserita tra i beni del Patrimonio UNESCO, e dei suoi cittadini capaci di rispettare le tradizioni, tramandarle e fare del bene contestualizzandosi al presente. Andateci, parlate con gli epoderiesi che durante i giorni di Carnevale indossano con orgoglio i loro vestiti e da decenni partecipano attivamente al Carnevale e capirete sicuramente di che cosa sto scrivendo.

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“Fammi la foto mentre faccio finta di lanciare!”. Accontentato subito.

Carnevale di Ivrea: il personaggio della Mugnaia

Il personaggio più importante dello storico Carnevale di Ivrea è senza dubbio la Vezzosa Mugnaia, di bianco elegantemente vestita, personaggio che ha fatto la sua prima apparizione ufficiale nel 1858 e indiscusso simbolo di libertà e ribellione. Il personaggio della Mugnaia viene scelto tra le giovani spose e la sua identità resta celata fino alla sera del sabato di Carnevale quando, emozionatissima, viene presentata alla cittadinanza, svelandosi e sporgendosi dalla balconata del Comune.

La Mugnaia sfila con il Corteo Storico sul suo Cocchio dorato, trainato da tre cavalli bianchi e lancia mimose e caramelle tra gli applausi degli aranceri e degli spettatori arrivati da tutte le parti del mondo.

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La Vezzosa Mugnaia con la sua Scorta d’Onore

Carnevale di Ivrea: tra storia e leggenda

La Mugnaia è simbolo di ribellione e, fatemelo dire, anche di femminismo. La leggenda narra infatti che fu proprio il gesto eroico di Violetta, la figlia di un mugnaio, a liberare il popolo dalla tirannia dei signori. Ribellatasi allo ius primae noctis, Violetta uccise il barone con la sua stessa spada. La cruenta battaglia delle arance rievoca proprio quella rivolta popolare.

E in segno di condivisione della rivolta, su ordinanza del Generale, a partire dal Giovedì Grasso tutti i visitatori scendono in piazza indossando il Berretto Frigio, un cappello rosso che ricorda un lungo calzino, che rappresenta appunto l’adesione alla rivolta e ai suoi ideali. Così come era stato per gli ideali napoleonici durante la Rivoluzione Francese. Inoltre, indossando il Berretto Frigio potrete star tranquilli di non essere bersaglio degli aranceri. Fate però attenzione a quelle volanti!

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Uno dei carri mentre

Carnevale di Ivrea: le sfilate storiche

Durante le giornate del Carnevale sono tantissime le sfilate storiche, a piedi e a cavallo, accompagnate dalla banda e dalla musica. Non perdetevele, sia per entrare nel mood carnevalesco, sia per ammirare chi arriva da tutta Italia per sfilare con vestiti e cappelli medievali rifiniti con estrema cura.

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La sfilata storica, da non perdere, prima e dopo la battaglia delle arance

Importantissimo il Corteo Storico, popolato da diversi personaggi, tra cui la famosa Mugnaia con la sua Scorta d’onore, il suo sposo il Toniotto, il Generale e lo Stato Maggiore, il Sostituto Gran Cancelliere, il Magnifico Podestà, gli Alfieri e la banda di Pifferi e Tamburi.

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Gli Alfieri con le bandiere cittadine

Carnevale di Ivrea: la battaglia delle arance

Indubbiamente la parte più suggestiva del Carnevale. A tratti cruenta ed estremamente reale, la battaglia delle arance rappresenta il popolo, gli aranceri a piedi, che si ribella con ardore al tiranno, gli aranceri sui carri.

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Arcieri a piedi e arcieri sul carro che si scontrano in battaglia

Per tre pomeriggi, da domenica al Martedì Grasso, gli aranceri a piedi combattono furiosamente contro gli aranceri sui carri, i primi senza nessun tipo di protezione, i secondi con caschi e paracolpi.

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Anche donne e ragazze tra gli aranceri a piedi e quelli sui carri

Sono nove le squadre distribuite tra le piazze della città, gli Asso di Picche nata nel 1947 e la più antica, la Morte, gli Scacchi, gli Scorpioni d’Arduino, i Tuchini del Borghetto, la Pantera Nera, i Diavoli, i Mercenari e i Credendari. Tirano insieme a piedi, condividendo la piazza con un’altra squadra. Si alternano tra Piazza di Città, dove c’è il Comune, Piazza Ottinetti, Piazza del Rondolino e Piazza Freguglia e per oltre due ore e mezza, per tre giornate consecutive tirano le arance, cercando di schivare quelle degli avversari.

Da una piazza all’altra, la battaglia a suon di arance e succo si fa sempre più intensa e viva. Mentre per gli aranceri a piedi la calma e il riposo sopraggiungono tra un carro e l’altro, per i carri è il momento del riposo e di togliersi gli elmetti tra una piazza e la successiva. È in questo momento che gli aranceri sui carri fanno rifornimento di cassette di arance, da lanciare appena dato il fischio, poco prima dell’ingresso nella piazza.

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La battaglia delle arance è senza dubbio una delle parti più suggestive del Carnevale

Carnevale di Ivrea: qualche consiglio pratico

Prima di essere lì, essendo i miei ricordi abbastanza annebbiati e poco chiari, avevo diversi interrogativi. Ecco un riassunto con delle dritte di cui potreste aver bisogno per godervi il Carnevale d’Ivrea nel modo giusto.

Come raggiungere Ivrea?

Ivrea è raggiungibile comodamente in auto, che poi dovrete parcheggiare prima di dirigervi per le vie del centro storico, completamente sigillato nei giorni del Carnevale. Ci sono diversi parcheggi, non lontano da uno degli ingressi ufficiali. Il mio consiglio è di arrivare al mattino, non troverete confusione e parcheggerete senza problemi.
Sul sito ufficiale del Carnevale di Ivrea troverete la cartina della città con tutti gli ingressi ufficiali segnalati e i parcheggi più grandi disponibili.

Un’altra opzione potrebbe essere arrivare con il treno. La stazione di Ivrea è infatti comodissima, trovandosi a qualche centinaio di metro dal centro storico e trovandosi proprio nei pressi di uno degli ingressi ufficiali. Se non volete prendere la macchina e vivete vicino a una stazione dei treni, è un’opzione da tenere senza dubbio in considerazione.

È pericoloso per gli spettatori?

In generale no, con un po’ di attenzione e indossando per tutta la durata della battaglia il Berretto Frigio non verrete colpiti da nessuna arancia. Almeno non in modo intenzionale. Nelle piazze e nelle vie della città tutti gli anni vengono aggiunte apposite reti per salvaguardare gli edifici e dietro le quali potersi proteggere dalle arance che inevitabilmente volano anche in direzione degli spettatori.

Quando è meglio andare?

Il Carnevale dura quattro giorni, invece la battaglia delle arance ha luogo domenica, lunedì e martedì. Uno di questi tre giorni è quindi perfetto se volete vivere l’atmosfera del Carnevale epoderiese. In linea di massima però vi consiglio di andare sin dal mattino, per vedere anche la sfilata del Corteo Storico e per assaggiare la famosa fagiolata.

Ma tutte quelle arance, non è uno spreco?

No, e ora vi spiego meglio perché. Sono circa 600 i quintali di arance usati durante lo Storico Carnevale d’Ivrea: passeggiando tra i bancali di arance agli angoli delle piazze e pronti al lancio, vi capiterà sicuramente di imbattervi in tantissime arance marce e dall’aspetto discutibile. Prodotte apposta e destinate quindi al macero, le arance usate per il Carnevale non solo non sono più commestibili, ma provengono anche da Calabria e Sicilia e la loro produzione controllata consente di togliere alle mafie il business degli agrumi. Al termine delle battaglie, le arance distrutte e ormai spappolate a terra vengono raccolte e portate al centro di compostaggio di Pinerolo. Nessuno spreco quindi, né prima né dopo.

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