Dimmi che città ami e ti dirò che libro leggere | New York, Parigi, Tokyo, Palermo?

Una piccola guida ai libri che scandiscono gli aspetti più belli di luoghi lontani. Per i lettori che girano il mondo anche quando stanno a casa, sul divano, con una tazza di caffè. Dimmi che città ami e ti dirò che libro leggere: un viaggio letterario tra New York, il Nord Europa, Parigi, Tokyo e Palermo.

Dimmi che città ami e ti dirò che libro leggere

Riscoprire New York con Nero a Manhattan di Jeffery Deaver

Per alcuni, è la città più bella del mondo. Di certo, è la più sfavillante, la più attiva, la più possibilistica. E lì, nel fulcro del centro del mondo, dove nascono le tendenze, dove ognuno è un’entità completamente libera dai pregiudizi e ogni personalità trova un angolo che l’accoglie, Rune, una ventenne alternativa e sveglia si ostina ad indagare sulla morte di un amico. Non è difficile trovare un giallo ambientato a New York, ma questo noir è una finestra sul quartiere più affascinante e misterioso della city, il Greenwich Village.

Avete presente le scale fuori la porta, i portoncini imbrattati e i mattoni rossi? E ancora, i murales, i pub con chef emergenti in cerca di fortuna e i negozi frequentati dai newyorkesi del posto? Ecco. Fuori dalla Manhattan turistica e affollata, nella vera città di New York, un anziano signore viene assassinato mentre guarda un film, una pellicola in bianco e nero che noleggiava ripetutamente dove lavora Rune, al punto che la ragazza decide che la sua missione è scovare gli assassini del suo amico di film. Nero a Manhattan è una parentesi astratta dalla vita di tutti i giorni, non solo perché ci si lega al personaggio della giovane e improvvisata detective, ma perché ci fa sognare o ricordare nostalgicamente le strade più  misteriose della parte originale di New York.

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Nero a Manhattan, per amare la Grande Mela

Dimmi che città ami e ti dirò che libro leggere

Per chi desidera esplorare le città che si affacciano sui fiordi, nel freddo Mare del Nord: Il domatore di leoni di Camilla Läckberg

Ancora un giallo, che per struttura, stile di scrittura e ambientazione è completamente diverso dal precedente. I gialli nordici sono meno frenetici di quelli americani, più lenti, più dettagliati, e gradualmente innestano nel lettore una escalation di ansia e apprensione, quasi come se ci si immedesimasse totalmente nel protagonista. Il tutto, perfezionato da una precisa descrizione di luoghi incantevoli, ma al tempo stesso grigi, freddi e talvolta tenebrosi. Camilla Läckberg è una maestra dei gialli svedesi/norvegesi, seconda solo a Stieg Larsson. Questo è l’ennesimo romanzo che la scrittrice nordica ambienta nella bellissima cittadina di Fjällbacka, sulla costa occidentale della Svezia, a ridosso dei fiordi e poco distante da Oslo. Tetti spioventi di colore rosso, porticine rigorosamente bianche e verdi, le alci in mezzo ai campi, i pescatori sui moli che scaricano gamberetti e le signore che raccontano leggende sui Vichinghi. Questo è Fjällbacka, lo scenario in cui la Läckberg intreccia due indagini: quella di Patrik sulla morte di una ragazza investita da un’auto e quella condotta da Erica sulla morte di un uomo tanti anni prima. C’è da investigare sulla storia di una famiglia, e laddove si ficca il naso nei meandri dei legami famigliari, c’è sempre un segreto indicibile che lascia il lettore senza parole.  

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Chi è innamorato dell’amore, chi è innamorato di Parigi, non può non amare Due di Irène Némirovski

Forse è banale l’accostamento amore-Parigi. Forse è eccessivamente stereotipato. Ma non è un caso che alcune delle più belle e travagliate storie d’amore sono ambientate nella capitale francese, tra le viuzze del quartiere latino, i viali alberati e il Trocadero. Due della Némirovski non sarà certo la più magica storia d’amore mai scritta, ma è una vera e propria dissertazione romanzata sulle relazioni amorose. È come un saggio, o una disamina scientifica sui comportamenti delle coppie vicine al matrimonio, quando l’amore e l’amicizia sono divise da un confine impercettibile. Ed è anche un’analisi di quelle coppie legate dal sesso, dalla passione, spesso scambiata per vero amore, sovente priva di quell’àncora di salvezza che è il volersi bene davvero.

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Due di Irène Némirovsky per sognare Parigi

Parigi, anni ’20. Una generazione di giovani svuotati dalla guerra, sopravvissuti e temerari, stanchi delle bruttezze dei guerrafondai, pieni più che mai di vita, ma sul baratro della dissolutezza. Non ci vuole un romanzo per scoprire le strade di Parigi, per capire che il Louvre è la più importante fonte di cultura al mondo, o che la Tour Eiffel di notte può essere la co-protagonista di svariate di proposte di matrimonio. Ma questo libro ci mostra una Parigi diversa, struggente, labile, romanticamente nostalgica rispetto alla purezza di un amore sincero. Una cruda Parigi post-guerra che si sovrappone a quella patinata che emerge dalle commedie d’amore di oggi.

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Le quattro casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino

A chi, appassionato di cultura giapponese, desidera comprendere gli spettri che abitano la mente degli abitanti della Tokyo odierna. Un noir, a tratti un thriller, in cui la vera indagine è quella sull’animo umano, soffocato dall’avidità, dalla superficialità e dalla sregolatezza della società giapponese moderna. Quattro casalinghe e un cadavere da occultare. La tragicità non sta tanto nell’evento-morte, quanto nel fatto che le protagoniste provino quasi soddisfazione nella fine sanguinosa di un uomo dedito al piacere e al gioco. La tensione impregna ogni pagina di questo libro e gli spunti di riflessione sulla Tokyo di oggi, estremamente individualista, spuntano a ogni capoverso. Una scrittura pulita, tagliente e devastante, in un libro così “giapponesemente” realistico e crudo da mettere in crisi i lettori su chi sia il cattivo della storia… forse perché sono tutti cattivi.

Dimmi che città ami e ti dirò che libro leggere

Manna e miele, ferro e fuoco di Giuseppina Torregrossa

A chi è attratto dalla mescolanza di storia antica, buon cibo e folklore consiglio un romanzo “di pancia” ambientato in provincia di Palermo: Manna e miele, ferro e fuoco di Giuseppina Torregrossa.  “Scrivere con la pancia è sempre meglio che scrivere coi piedi”, così esordiva anni fa la scrittrice siciliana in un’intervista volta a presentare il suo libro. La Torregrossa è una ginecologa, ancor prima di essere una scrittrice. E ciò emerge dai tratti psicologici delle sue protagoniste, dalla descrizione dettagliata dei corpi che cambiano nella percezione che le donne dei suoi romanzi hanno di questa evoluzione naturale. Questo è un romanzo femminile, ma non nella sua accezione più rosa del termine. È, piuttosto, un libro per le donne forti, o per quelle a cui manca quella punta di coraggio per affrontare la vita, i soprusi, l’ignoranza. Manna e miele, ferro e fuoco è ambientato a Gangi, in provincia di Palermo, eletto Borgo dei borghi nel 2014.

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Manna e miele, ferro e fuoco di Giuseppina Torregrossa per sentirsi a Palermo

Romilda, la protagonista, nasce in questo paesino arroccato sui monti dell’Appennino siculo, dove una torre tardogotica è diventata un castello e le abbazie del Trecento sono ricche di affreschi di valore. In questo borgo antico, nella metà dell’Ottocento c’era una tradizione, ancora in auge, l’estrazione dal frassino della manna, una sostanza dolce e terapeutica tipicamente siciliana. Romilda è la figlia di un mannaluoro, cresce in un ambiente povero fatto di api e miele, che profuma di arance. Diventa una sposa bambina a 13 anni, dando sfogo ai suoi desideri di donna e alla sua forte personalità durante tutta la sua vita.

 

Scritto da Carmela Cordovaimage1

Nata a Napoli, ha lasciato tre quarti di cuore sul sedile della carrozza che porta al castello di Neuschwanstein e un altro pezzetto è rimasto sugli scaffali dell’Atlantis Books di Santorini. Divisa tra il diventare avvocato e abbandonarsi alla lettura e scrittura, probabilmente in una vita precedente era una bibliotecaria.

12 pensieri riguardo “Dimmi che città ami e ti dirò che libro leggere | New York, Parigi, Tokyo, Palermo?

  1. Post molto interessante e con bellissimi suggerimenti! Sai che ho nella libreria proprio Le quattro casalinghe di Tokyo e continuo a rimandare la lettura! Credo proprio che lo comincerò presto a questo punto!

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