Piccola guida di Palermo da una (quasi) palermitana DOC

Palermo, la città della serendipitàUn luogo che può portarti ovunque ed essere qualsiasi cosa. In qualsiasi momento. Inaspettatamente.

Di Palermo, prima del mio trasferimento al primo anno di università, ricordo tre cose: una strada piena di libri usati, l’orto botanico e i cartelloni pubblicitari della Via Regione Siciliana.

Piccola guida di Palermo: i miei ricordi

Quando mi sono trasferita, questi tre ricordi sono diventati parte integrante di quella che è diventata, negli anni, la mia città (la mia famiglia vive in un piccolo paese sul mare in provincia di Trapani).  Avevo sempre sentito dire che per conoscere un luogo lo devi attraversare a piedi, nessuno meglio di me può confermare questa teoria: negli anni ho camminato così tanto a piedi e con i mezzi pubblici (perché sì, esistono!) da conoscere qualsiasi zona della città anche più di quanto la conoscano i palermitani DOC.

Ma andiamo ai tre ricordi e alla serendipità, perché è di questo ciò di cui vi parlerò oggi, nel mio primo post, in questa bellissima casa di Elisa.

Piccola guida di Palermo: il cassaro, la strada più antica

A un certo punto, in una delle mie sfacchinate universitarie da una punta all’altra di Palermo, mi sono resa conto che quella strada polverosa e caotica piena di libri fosse Corso Vittorio Emanuele, il cassaro, la strada più antica, che collega Porta Nuova, adiacente al Palazzo dei Normanni (dove è custodita la Cappella Palatina), a Porta Felice che guarda il mare.
Corso Vittorio Emanuele è una delle mie strade preferite di Palermo, negli anni riqualificata, conserva la sua anima polverosa, ma adesso si mostra con dignità ed eleganza.

In Corso Vittorio c’è la mia finestra sul cuore, uno scorcio che non smetterei mai di fotografare (ed effettivamente ne conservo decine di foto tutte uguali, scattate a piedi di notte e di giorno, in vespa, distrattamente e in movimento). In questo angolo di Palermo, in meno di 500 m si può ammirare una concentrazione di tesori inestimabili. Non si possono nemmeno nominare tutti, ma vi dico i miei preferiti.

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Scorcio Piazza Pretoria


Piazza Pretoria, quella appena vista, è stata nascosta per anni alla città in un eterno balletto di ristrutturazioni e autorizzazioni mancate. Non per nulla i palermitani la conoscono come Piazza della Vergogna (in realtà perché le statue della Piazza sono nude)!

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Piazza Pretoria, Palermo

Non saprei come descrivervi la bellezza dei Quattro Canti: immaginate un salotto elegante da guardare a naso in su.

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Quattro Canti, Palermo

Piazza Bellini, invece, è un po’ il simbolo di Palermo nel mondo.

 

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Piazza Bellini, Palermo

Piccola guida di Palermo: l’Orto Botanico

Il mio secondo ricordo è l’Orto Botanico.

Non tutti i turisti che visitano Palermo dedicano almeno qualche ora alla scoperta di questo luogo incantato.
Perché a noi siciliani le cose piace tenerle nascoste. Mostriamo la munnizza e nascondiamo l’oro. L’Orto Botanico, di cui ricordavo solo le piante carnivore, risale al XVIII secolo e si estende su circa dieci ettari, accoglie 12.000 differenti specie di piante, collezioni storiche, un erbario, un semenzaio e una banca del germoplasma.
È la sintesi di diversi ambienti naturali del mondo. Vi assicuro che anche se non siete appassionati di botanica, lì dentro il cuore vi batterà forte.

Piccola guida di Palermo: cartelloni pubblicitari di Viale Regione Siciliana

Il mio ultimo ricordo, vi ho confessato, erano i cartelloni pubblicitari di Viale Regione Siciliana, una strada brutta che attraversa la città. Ma io l’ammiravo dall’autobus, la domenica pomeriggio, dopo aver lasciato la mia famiglia e mi accingevo a raggiungere le mie straordinarie coinquiline, una nuova famiglia un po’ stramba. Avevo appena iniziato a studiare Scienza della Comunicazione e pensavo che forse un giorno quei cartelloni avrei potuto idearli io. Non è ancora successo, ma alla fine ci sono andata vicino. Continuo a guardarli, non mi sembrano più così straordinari.

Non smetterei mai di scrivere su Palermo perché ci sono così tanti luoghi belli, bellissimi che non saprei da dove cominciare e probabilmente non riuscirei nemmeno a finirli. 

Piccola guida di Palermo in quattro istantanee

Lo spasimo

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Lo spasimo, Palermo

Dove potete ammirare il cielo dentro a una (non) chiesa.

Il Palazzo della Zisa

 

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Il Palazzo della Zisa, Palermo

Siete in un quartiere popolare e multietnico di Palermo, ma potete attraversare il giardino sognando di essere dei principi (o delle principesse).

Monte dei Pegni di Santa Rosalia

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Monte dei Pegni, Palermo

Siete dentro Palazzo Branciforte, uno dei Palazzi nobiliari più prestigiosi della città, ma vi ritrovate all’interno il dramma, la povertà e la speranza dei palermitani che fino a qualche decennio fa affidavano al banco dei pegni, la loro esistenza.

 

I dolci delle monache al Chiostro di Santa Caterina

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Chiostro Santa Caterina

Nella Piazza (Bellini) che si mostra al mondo, un luogo che si nasconde.
Lasciatevi inebriare dai profumi e dai colori e assaggiate i dolci preparati con antiche ricette.

 

 

federicaFederica Barbera

Siciliana, socievole e curiosa – e pare anche un po’ ficcanaso. Ha a cuore e nella testa il suo passato, ma guarda al futuro con fiducia e ottimismo. Per lei serendipità è ritrovare per caso il profumo o il ricordo di un viaggio.

 

 

 

4 pensieri riguardo “Piccola guida di Palermo da una (quasi) palermitana DOC

  1. Palermo l’ho conosciuta solo di notte, questo forse ha reso il ricordo che ho di questa città intriso di fascino, qualcosa di non reale che vive nella mia testa. Ma non è stato un sogno, quella notte a Palermo c’è stata davvero (ne ho parlato in un post sul blog). Questo tuo articolo mi ha fatto riaffiorare tanti ricordi e ho ancora il sorriso sulle labbra e gli occhi sognanti. Quanto è bella la Sicilia!!

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    1. Approvo ogni parola Annalisa! Palermo così come tutta la Sicilia sono delle chicche che ci invidia tutto il mondo. Amo profondamente quest’isola anche se non ho rapporti parentali e non ci ho vissuto, al contrario di Federica, che ha scritto l’articolo. Un abbraccio!

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      1. Ahahahah ❤ Se non l'ho scritto io, al fondo dell'articolo trovi la foto e la descrizione della ragazza che l'ha scritto 🙂 io sono stata tantissime volte in Sicilia, ma ne ho scritto pochissimo. Rimedierò, un abbraccio! ❤

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