L’abbiamo sognata da quando abbiamo prenotato il nostro viaggio on the road in Norvegia, l’abbiamo vista, rivista e stravista online in attesa di partire, abbiamo incrociato tutto l’incrociabile quando, la sera prima, ci siamo ritrovate nel bel mezzo di un acquazzone. E poi quel giorno è avvenuta la magia, tutto si è allineato e ci siamo gustate l’incredibile escursione al Trolltunga fino all’ultimo passo!
L’escursione al Trolltunga è un lunghissimo trekking, più di 20 chilometri, che conduce alla “lingua del troll”, una delle formazioni rocciose più spettacolari della Norvegia, situata a circa 1.100 metri sopra il livello del mare e sospesa sul vuoto a 700 metri dal lago Ringedalsvatnet. L’escursione attraversa un susseguirsi costante di paesaggi tra loro molto diversi e magnifici. Un eden per i camminatori e gli amanti della montagna!
Qui trovate tutte le informazioni utili – che avrei voluto trovare quando ho pianificato l’escursione – dai parcheggi, ai miei consigli fino al percorso per raggiungere il Trolltunga.
Escursione in Norvegia al Trolltunga
Trolltunga: informazioni pratiche per l’escursione
Per quanto l’escursione al Trolltunga sia meravigliosa, estremamente panoramica e non presenti grandi difficoltà, non me la sento di consigliarla a principianti o persone non allenate.
Come anticipavo, il trekking non presenta grandi difficoltà tecniche, sono circa 320 metri di dislivello, con un’ascesa totale di 800 metri, in un continuo e lungo saliscendi. Non ci sono tratti esposti, fatta eccezione di un paio di passaggi molto brevi. L’escursione però non è assolutamente da sottovalutare per via della sua lunghezza, sono circa 22 chilometri, tra andata e ritorno, se riuscite a prendere le navette. Il tempo stimato è tra le 8 e le 10 ore di cammino. Inoltre, bisogna considerare le possibili variazioni di meteo, che possono aumentare ulteriormente la difficoltà.
Il sentiero è molto ampio e ben tenuto, ci sono cartelli lungo tutto il percorso che indicano le distanze. A mio parere non è possibile perdersi, ma se preferite sono disponibili delle guide escursionistiche al P2 che possono accompagnarvi.
Durante l’estate, tra giugno e settembre, è possibile effettuare l’escursione in autonomia. Mentre durante il resto dell’anno è percorribile ma solo accompagnati da una guida.
Sconsiglio fortemente l’escursione se previsto maltempo, mentre se è previsto sole non dimenticate la crema solare, non c’è ombra lungo il percorso.
Per l’escursione sono fondamentali scarpe o scarponcini da trekking e abbigliamento tecnico, prevedete sempre abbigliamento anti vento e anti pioggia. Bisogna portare con sé cibo e acqua in abbondanza, sono presenti un paio di ruscelli lungo il sentiero dove è possibile ricaricare le borracce ma dopo numerosi chilometri.
Se volete trascorrere la notte qui è possibile campeggiare in libera, vi sono delle aree dedicate e segnalate, oppure potete prenotare un’escursione con la notte in tenda.
Come raggiungere la partenza per il Trolltunga
Se siete in auto, a mio parere, la soluzione migliore è quella di raggiungere il parcheggio P2 a Skjeggedal e prendere la navetta per la partenza del sentiero.
I parcheggi per il Trolltunga sono tre: il P3 a Mågelitopp, il P2 a Skjeggedal e il P1 a Tyssedal.
Il P3 a Mågelitopp è il più vicino alla partenza del sentiero, dispone di soli 30 posti auto e per raggiungerlo bisogna percorrere una stretta strada a tornanti. Il parcheggio va prenotato con anticipo ed il costo è di 600 NOK. Prima di salire al P3 è necessario pagare il pedaggio per la strada di 200 NOK alla cassa automatica del P2 vicino al negozio di souvenir.
Il P2 a Skjeggedal è un ampio parcheggio a pagamento, con circa 229 posti auto. Non è necessario prenotare il posto auto, ma consiglio di arrivare presto. Noi siamo arrivate intorno alle 7 del mattino e stavano già terminando i posti disponibili.
Prima di partire per la vostra escursione ricordatevi di pagare il parcheggio, è presente una cassa automatica vicino al negozio di souvenir. Il costo del parcheggio per un giorno è di 500 NOK, che include la strada a pedaggio, bisogna esporre il biglietto sull’auto dal lato del guidatore.
Inoltre, dal P2, sopra al negozio di souvenir, parte lo shuttle bus che conduce alla partenza del sentiero del Trolltunga, che consente di evitare una ripida salita di 3km sull’asfalto. Nei periodi di maggior affluenza, consiglio di prenotarla online in anticipo, sono sufficienti un paio di giorni prima, il costo è di 150 NOK.
Ricordate di arrivare con un po’ di anticipo per non rischiare di perderla. Nel caso in cui siate interessati a questa opzione vi consiglio di raggiungere il P2 entro le 7.30 per trovare posto. Al rientro la navetta ha un costo di 100 NOK, non si può prenotare e si paga all’arrivo, nei mesi estivi l’ultima navetta è intorno alle 19.00, ma vi consiglio di verificare gli orari sul sito ufficiale.
Se non trovate posto al P2, se disponete di un camper o un van dovrete parcheggiare al P1 Tyssedal. Anche in questo caso il parcheggio è a pagamento ed il costo è a partire dai 300 NOK. Ricordatevi di pagare alla cassa automatica prima di partire per la vostra escursione ed esporre il biglietto sull’auto dal lato del guidatore.
Anche in questo caso è disponibile un servizio di autobus che conduce al P2 di Skjeggedal. La tariffa di andata e ritorno è di 200 NOK. Su questo sito potete trovare le informazioni.
Per avere tutte le informazioni aggiornate sui parcheggi.
Se non disponete di un’auto o preferite muovervi con i mezzi, sono presenti due linee che collegano Odda al parcheggio P2 Skjeggedal.
Qui potete verificare orari, soste e tariffe.
Se volete fare l’escursione al Trolltunga, partendo da Bergen con i mezzi pubblici è possibile, non in giornata, prendendo l’autobus 930 della Skyss dalla stazione degli autobus di Bergen.
Escursione al Trolltunga: il percorso
L’escursione al Trolltunga è stata indubbiamente una delle giornate più belle del nostro viaggio, impegnativa e meravigliosa allo stesso tempo, è una delle escursioni da fare se siete in Norvegia.
La nostra giornata inizia presto nel nostro cottage affacciato sul fiordo, mentre ci alziamo e facciamo un’abbondante colazione in vista della giornata, il cielo è terso non si vede una nuvola all’orizzonte e il sole inizia ad illuminare il ghiacciaio che ricopre le vette tutt’intorno.
Impieghiamo un po’ più di una mezz’ora d’auto per raggiungere il P2 Skjeggedal. Chiudiamo gli scarponcini e ci mettiamo lo zaino bello carico sulle spalle. Siamo riuscite a prenotare in anticipo la navetta delle 7.30 che dal P2 raggiunge, inerpicandosi su per i tornanti, l’inizio del sentiero, a 800 metri sul livello del mare.
Nulla è cambiato, la giornata è splendida e non c’è una nuvola, la temperatura è piacevole a tal punto che cambio subito i miei pantaloni da trekking per un paio di pantaloncini più corti, via la felpa e rimango in maglietta e inizio subito a spalmarmi un bello strato di crema, scelta che non rimpiangerò a fine giornata.
Imbocchiamo il sentiero, che è molto ampio, che dalla fermata della navetta sale per un brevissimo tratto. Fino a raggiungere un ampio altopiano tra ruscelli e laghetti, ultimi segni di un inverno che qui finisce tardi.


Una volta attraversato l’altopiano, si inizia una salita abbastanza ripida dove al sentiero si alterna una scalinata in pietra, che al termine lascia spazio ad una suggestiva parete in roccia scura, levigata dalla neve, tranquilli nulla di cui preoccuparsi. Qui si raggiunge il Trombeskar a 1160 m slm, uno splendido punto panoramico dove, alle vostre spalle, in lontananza, si può ammirare il Folgefonna, il grande ghiacciaio che sovrasta l’Hardangerfjord.
Da questo punto in poi, il sentiero alterna continui sali e scendi. Dopo il Trombeskar si incontra un primo lago circondato da morbidi pennacchi bianchi che danzano al vento. Poi si scende e si attraversa un altro altopiano completamente tempestato da laghi e dove svettano due piccole baite davvero incantevoli. Una delle quali dedicata alle emergenze sanitarie.


Si riprende poi a salire e, man mano, dal sentiero si inizia a scorgere una suggestiva vista sul lago Ringedalsvatnet. Più si avanza più la visuale sul lago si fa ampia e sempre più spettacolare. Siamo all’incirca ad un terzo del percorso, il caldo inizia a farsi sentire, quindi ci fermiamo per una pausa caffè con vista, un toccasana!

Riprendiamo poi il sentiero che, nel tratto successivo, continua a svelare delle viste sul lago davvero mozzafiato. Pian piano, lasciamo il grande lago alle nostre spalle proseguendo nella salita. L’ambiente intorno a noi è lussureggiante, verdissimo. Camminando, iniziamo ad intravedere in lontananza il campo di domesphere di Trolltunga adventure, installate lungo un crinale, che restituiscono un’atmosfera abbastanza surreale.

Continuiamo tra i saliscendi, fino ad avvicinarci sempre di più all’ultimo degli altopiani. Qui, le distese d’erba lasciano spazio alla roccia nera, intervallata da laghi dalle acque scure che riflettono come specchi i colori del cielo. Uno scenario lunare, che lascia completamente senza parole. Uno dei passaggi più emozionanti del percorso!


Percorriamo l’ultima salita, fa molto caldo, ma la vista ci ricompensa della fatica fatta. Eccola lì, la lingua di roccia più famosa della Norvegia, il Trolltunga. La lingua di troll o meglio il Trolltunga è davvero uno spettacolo della natura! Immaginatevi questa lingua di roccia, non piccola, che si estende verso il cielo e pare completamente sospesa in aria, su uno strapiombo di circa 700 metri a picco sul lago Ringedalsvatnet.


Mi rifiuto categoricamente di fare la coda per la fotografia iconica sulla lingua di roccia, se volete questo ricordo mettete in conto almeno una mezz’ora di attesa. Conquistiamo un angolino perfetto a pochi passi dallo strapiombo con una vista incredibile sul lago e sul Trolltunga, qui pranzeremo ammirando un po’ il panorama e un po’ gli shooting fotografici in atto a pochi passi da noi. Insomma, non la solita pausa pranzo!
Una volta rifocillate e riprese le forze è ora di rientrare, la strada è parecchia e all’orizzonte iniziano a vedersi alcune nuvole. Dopo parecchie ore e un bel po’ di stanchezza accumulata raggiungiamo la navetta che ci porterà all’auto. Le emozioni sono tante, le fotografie fatte sono ancora di più e i ricordi sono ben impressi nella mente, una giornata così difficilmente la scorderemo!

Scritto da Ezia Peano
Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

