Itinerario 9 giorni a Minorca con l’auto | Spiagge, fari, cittadine, tramonti

Piccola ma non così tanto, facile da girare e sorprendente.
Ricca di spiagge, cale e calette. Minorca dona incredibili tramonti, consente di rilassarsi ma anche di fare una vacanza attiva, con un sacco di attività e luoghi da visitare.

Perfetta in coppia, in famiglia con bimbi piccoli o adolescenti, ma anche per un viaggio in solitaria, se state cercando un’isola meravigliosa in cui trascorrere almeno una settimana, Minorca può essere la meta ideale per voi.

Un itinerario a Minorca in estate, perfetto per chi ama fare tante cose, diverse. Un itinerario giorno per giorno ideale per chi adora il mare e le spiagge, ma anche visitare i luoghi più significativi di un posto: cittadine, panorami dall’alto, calette e tramonti mozzafiato.

Itinerario di 9 giorni a Minorca con l’auto

Giorno 1

Siamo all’ultimo giorno di agosto e stiamo partendo alle volta di un’isola delle Baleari che non ho mai visitato. E a dire il vero, un po’ per il mio amore per le isole, un po’ perché questo sarà il viaggio di chiusura di questa magica e bella estate, le mie aspettative sono davvero altissime.

Sveglia all’alba e direzione Torino Vittorio Emanuele, dove con un Flixbus rapido e semivuoto, raggiungiamo l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, direzione Minorca, aeroporto di Màhon.

Dopo circa un’ora e mezza di volo partito leggermente in ritardo, raggiungiamo il punto di incontro in cui, a bordo di una navetta, raggiungeremo l’ufficio del noleggio auto, dove ritireremo la nostra. La macchina che abbiamo noleggiato, della società Hiper, è una T-Cross comoda e abbastanza capiente, che ci accompagnerà in questo viaggio di una settimana abbondante. Non temete se desiderate affittare un’auto grande, le strade sono ampi e ben asfaltate, sia quelle principali sia quelle secondarie più strette che portano, ad esempio, ai fari.v

Carichiamo i nostri pochi bagagli, saliamo in auto e partiamo alla volta del nostro appartamento all’interno del Residence Apartaments Lentiscos, che dista circa una cinquantina di minuti di auto dall’aeroporto isolano, trovandosi esattamente dalla parte opposta dell’isola.

Prima di fare il check in, facciamo ancora una grande spesa per i giorni successivi e una volta preso possesso dell’appartamento, ci mettiamo il costume per goderci da subito la piscina che abbiamo a disposizione a pochi passi, all’interno della struttura. Un tuffo, una doccia e abbiamo giusto tempo di cucinare e lavarci prima di metterci sul nostro terrazzino e goderci un tramonto infuocato. Il benvenuto che ci dà l’isola vale più di mille parole!

Giorno 2

Ci svegliamo presto, facciamo colazione, prepariamo tutto e partiamo per questa giornata ricchissima. Intanto, facciamo una passeggiata a piedi per capire quale sia lo spot migliore per goderci il tramonto la sera. Alloggiamo a ovest dell’isola, all’interno di un residence che offre diversi appartamenti ed è proprio a pochi passi da noi che il sole tutte le sere, dopo uno spettacolo di colori incredibili, fa capolino al di sotto dell’orizzonte.

A piedi raggiungiamo Cala en Forcat, un canyon pazzesco da cui è possibile fare bagni, tuffi, snorkeling e godersi una vista incredibile. La scogliera è completamente avvolta dalla vegetazione ed è presente anche una piccola spiaggetta. Una delle anime di Minorca si svela a noi, quella fatta di luoghi poco affollati e molto nascosti, inaspettati e incredibili. Trascorriamo buona parte delle giornata qui, tra bagni e passeggiate per ammirare l’alternarsi di roccia, mare e vegetazione anche dall’alto.

Una volta lasciata Cala en Forcat decidiamo di fare una passeggiata in cerca di un caffè e di un gelato e, seguendo per qualche metro la scritta Playa, ci imbattiamo in Cala Piques e nel suo delizioso minuscolo chiringuito. Qui si possono noleggiare ombrelloni e sdraio, ma lo spazio e le pochissime persone sono il connubio perfetto per buttare a terra un asciugamano e godersi il mare e la brezza.

Lasciamo Cala Piques e non stanche di bagni e sole decidiamo ancora di fare un tuffo nella piscina a disposizione della struttura nella quale alloggiamo. Il tempo di asciugarsi al sole, qualche pagina di libro e si torna in appartamento per cenare e per goderci il tramonto, facendo due passi sotto casa.

Vi consiglio due posticini per mangiare o anche solo bere qualcosa, dove ammirare i tramonti più belli di Minorca: Voramar Menorca Restaurant e Coral Menorca Restaurante. Si trovano a pochi passi l’uno dall’altro e offrono dei tramonti incantevoli, con i tavolini a picco sulla scogliera.

Giorno 3

Ci svegliamo prestissimo e Minorca, che non vede precipitazioni da mesi tanto che la siccità è un problema tangibile per l’isola, ci offre qualche gocciolina qua e là, da impedirci di fare colazione in terrazzo. Pronte e con tutto l’occorrente negli zaini, partiamo alla volta della Ciutadella, una delle cittadine più deliziose dell’isola, che da casa nostra giusto una decina di minuti di auto.

Ricca di palazzi ottocenteschi, con un centro storico vivace e signorile, Ciutadella fu l’antica capitale di Minorca fino alla conquista britannica avvenuta nel Settecento, in seguito alla quale la capitale venne trasferita a Mahón. La signorile piazza des Born è il centro nevralgico di Ciutadella, su cui affaccia anche il Municipio.

È anche il punto della città da cui parte un labirinto di viuzze, portici, stradine in cui imbattersi in caffè, pasticcerie, negozi vintage, gallerie d’arte. Tra tutte le cittadine visitate, Ciutadella è secondo me imperdibile.

Ci dirigiamo verso il mare e per non spostarci troppo decidiamo di andare a Cala Blanca, che dista qualche minuto di auto da Ciutadella. È una caletta con spiaggia e scogli che la circondano lungo i lati, dove è possibile stendersi o passeggiare per ammirare il panorama e scattare fotografie incantevoli.

Arrivato il tardo pomeriggio decidiamo di rientrare. Il programma è farci una doccia, mangiare qualcosa e uscire subito per essere in tempo per il tramonto.

Non lo sappiamo ancora, ma questo sarà il tramonto più bello di Minorca. Lo ammiriamo a pochi passi da casa, su una scogliera da cui riusciamo a vedere nettamente anche l’isola di Maiorca avvolta dai colori incandescenti del sole che scompare veloce oltre l’orizzonte. 

Giorno 4

Partiamo di buon’ora per dedicare tutto il giorno a una delle spiagge più famose dell’isola, Cala Mitjana. Nonostante il periodo di inizio settembre, essendo una delle cale più celebri di Minorca, è anche una delle più affollate. Si lascia l’auto in un grande parcheggio gratuito, ci si incammina su un sentiero immerso nella pineta molto piacevole perché completamente in ombra, e si raggiunge la spiaggia di sabbia bianca finissima in circa venti minuti di cammino.

Trascorriamo l’intera giornata qui, tra bagni, tuffi, libri e qualche pisolino (non mio!). Ormai nel tardo pomeriggio decidiamo di lasciare la cala e andare a Ferreries, che è il borgo più alto di tutta Minorca ed è particolarmente ambito per i suoi prodotti da forno, come le ensaimadas, rubiols, formatjades e pastissets. Noi per non sbagliare andiamo in due diverse panetterie a prendere dei dolcetti per la colazione e qualcosa di salato per il pranzo del giorno successivo. Il borgo di Ferreries è importante anche per la produzione artigianale delle scarpe abarcas, anche conosciute come le menorquinas.

Giorno 5

La giornata inizia con una vista dall’alto, precisamente dal Monte Toro, anche conosciuto come El Toro, il punto più alto di Minorca con i suoi 358 metri d’altezza. Da qui si ha una delle viste più belle dell’isola, quasi a 360 gradi. Sulla cima del monte è possibile lasciare l’auto, godersi il panorama e visitare il Santuario de la Virgen del Toro.

Dopo il panorama sul mare, andiamo a pochi passi dal mare più blu dell’isola. Ci troviamo in un luogo davvero suggestivo, che raggiungiamo su una strada che ricorda un paesaggio lunare, nel cuore della Riserva Marina Integrale del Nord di Minorca.

Arriviamo al bellissimo faro di Cavalleria, il faro più antico di Minorca.

Costruito nel 1857, a seguito di oltre 700 naufragi verificatisi dal XIV secolo a causa del mare impetuoso, è il faro più a nord dell’isola. Il faro di Cavalleria è visitabile anche all’interno, perché ospita un piccolo museo, la sede di un centro di interpretazione dedicato ai fari, El Nord del Nord. L’ingresso costa 3 euro, gratis per i bambini sotto i 12 anni. La vista offerta dalla scogliera posta a quasi 100 metri sul livello del mare lascia tutti senza parole. Da lì è anche possibile contemplare l’isola des Porros.

Lasciato il faro alle nostre spalle, raggiungiamo una delle spiagge più incredibili dell’isola, la spiaggia di Cavalleria, dalla sabbia rossa. Inspiegabilmente, è anche una delle spiagge meno affollate che incontriamo durante il nostro itinerario a Minorca ed è una delle più incredibili per fare snorkeling. Grazie alla maschera e spostandoci pochissimo dalla battigia, ammiriamo decine di specie di pesci differenti: uno spettacolo incredibile di colori!

Spiaggia di Cavalleria

Stiamo talmente bene che ci fermiamo qui a fare passeggiate e bagni in mare fino a tardi. Manca una manciata di minuti al momento del tramonto e allora decidiamo di fermarci per osservare il sole scomparire dietro al mare. Incredibilmente bello, come praticamente tutti i tramonti che questa isola ci regala!

Giorno 6

La nostra giornata inizia con una visita molto interessante. Torre d’en Galmés è il villaggio preistorico di epoca pretalaiotica più importante delle Baleari: per questo motivo e per molti altri, una visita qui è davvero d’obbligo. I villaggi preistorici talaiotici sono anche la ragione per cui Minorca è stata inserita tra i beni mondiali dall’UNESCO. Si calcola che nel suo momento di massimo splendore qui vivevano circa 900 persone e che per la sua ubicazione godesse di supremazia strategica su altre città dell’isola.

A Torre d’en Galmés è possibile trovare anche una taula, costituita da varie case, una sala ipostila che fungeva da magazzino e un sistema di raccolta dell’acqua ingegnoso.

Torre d’en Galmés si trova inoltre su una piccola collina, e dalla sua posizione privilegiata è possibile vedere gran parte della costa meridionale di Minorca.

Lasciamo Torre d’en Galmés alle nostre spalle e raggiungiamo la chiarissima e maldiviana Spiaggia Son Bou, che si trova proprio a sud dell’isola e che si estende per oltre 2,5 km. Una delle spiagge più incredibili di Minorca: se amate la sabbia finissima e bianca, le acque cristalline e tantissimo spazio, questa è la spiaggia minorchina da non perdere.

Ci spostiamo nella zona nord-est dell’isola, a pochi chilometri da Ciutadella e vicino casa.

È quasi il tramonto e decidiamo di incamminarci verso il Faro di Punta Nati. Qui il paesaggio è molto particolare: il maestrale, con la sua corsa incessante, rende il terreno più arido e il paesaggio molto più spoglio.

In fondo a una stretta via, caratterizzata da bassi muretti in pietra che sembrano non finire mai e che si possono costeggiare solamente a piedi, ecco che appare il faro. La sua costruzione avvenne a seguito del tragico naufragio del transatlantico General Chanzy nel 1910. Il luogo è meraviglioso, il tramonto ancora di più. Il cellulare si scarica e mi abbandona spegnendosi e io riesco a godermi il sole che scompare nella calma più assoluta. È un luogo piuttosto ambito per il tramonto, arrivate con anticipo perché il parcheggio per lasciare l’auto non è grandissimo.

Giorno 7

È passata una settimana da quando siamo arrivate a Minorca e ancora ci sono luoghi dell’isola che non abbiamo neppure sfiorato. Uno di questi è il parco di Albufera, che con i suoi 70 ettari di estensione è la zona umida, e molto probabilmente anche la più grande di Minorca.

Proprio nel cuore del parco si trova Es Grau, un piccolo borgo di pescatori che per fortuna non ha grandi strutture turistiche, proprio per via delle restrizioni imposte dalla presenza del parco di Albufera. Il mare qui è splendido e anche il borghetto è meraviglioso! Vi consiglio questo luogo se amate i posti poco affollati e la semplicità…io ci ho lasciato il cuore.

Nel tardo pomeriggio ci spostiamo e andiamo verso Fornells. Questa località di mare, poco più di un delizioso paesino di pescatori di 300 residenti, è famosa soprattutto per uno dei piatti più celebri a Minorca, la caldereta de llangosta, una zuppa fatta con le aragoste che i pescatori del luogo catturano con le loro imbarcazioni tipiche, le llauts.

Se volete assaggiare questo piatto, sicuramente gustiso ma non proprio economico, l’indirizzo da salvare è il Ristorante Sa Llagosta, forse il più celebre.

Giorno 8

La tramontana ha smesso di soffiare e la giornata è particolarmente afosa. Decidiamo di spostarci poco è di dirigerci alla spiaggia di Son Xoriguer, a sud e a soli 12 km da Ciutadella. Con il vento pare essere una spiaggia piuttosto turbolenta, con onde alte. Nel giorno in cui ci troviamo lì, non soffia neppure un alito di vento e il mare è una tavola. Tra nuotate, snorkeling e un gelato di fine vacanza le ore trascorrono veloci, fino a ritrovarci al termine della giornata.

Prima di casa, facciamo un’ultima tappa al Faro di Artrutx, poco distante e raggiungibile anche a piedi dalla spiaggia. A righe bianche e nere, situato a sud-ovest dell’isola, il faro di Cap d’Artrutx è stato costruito nel 1858. Attualmente il faro è stato restaurato e le sue strutture sono state trasformate in un bar ristorante in cui poter cenare o fare un aperitivo. Il panorama da qui è una meraviglia!

Giorno 9

Lasciamo la casa a malincuore, ci siamo trovate davvero benissimo nella struttura nella quale abbiamo alloggiato.

Carichiamo la macchina e ci dirigiamo dalla parte opposta dell’isola, a Mahón, la capitale di Minorca.

Senza averlo organizzato a tavolino, ci troviamo nella capitale minorchina proprio nei giorni di celebrazione della festa patronale, la festa della Mare de Déu de Gràcia, molto sentita dagli abitanti di Minorca. C’è tantissimo caos, vaghiamo per le vie cittadine colme di abitanti che oggi non perderebbero la festa per nulla al mondo e turisti. Ammiriamo la sfilata dei meravigliosi cavalli minorchini tra le strette vie del centro storico e nel pomeriggio ci incamminiamo verso l’ufficio di noleggio dell’auto e da lì, verso l’aeroporto.

Il nostro viaggio è terminato, ma Minorca ha fatto senza dubbio breccia nei nostri cuori.

Lascia un commento