Una magnifica villa circondata da imponenti e meravigliosi giardini: Villa Lante è indubbiamente uno dei maggiori esempi di architettura del verde del Cinquecento; status che nel 2011 le è valso il titolo di Parco più Bello d’Italia.
Alcuni lavori di ristrutturazione hanno permesso nel 2022 di riaprire il parco con l’originario giardino rustico e ancora di più oggi la sua visita è imperdibile tra le cose da visitare in Tuscia.
Visita a Villa Lante
Informazioni utili per la visita a Villa Lante e i suoi giardini
Villa Lante si trova nel cuore di Bagnaia, una frazione di Viterbo. Non ha un vero e proprio parcheggio dedicato, trovandosi nei pressi del centro storico, per questo motivo conviene che cerchiate parcheggio nei suoi dintorni. Non dovreste avere difficoltà a trovarne, soprattutto se evitate le ore di punta e i momenti più trafficati della giornata.
Il biglietto intero costa 8 euro per gli adulti, per i giovani tra i 18 e i 25 anni il costo è invece di 2 euro. Con il biglietto è possibile visitare il Giardino all’Italiana, le logge delle palazzine Gambara e Montalto.
Il Parco di Villa Lante è aperto al pubblico gratuitamente, dal martedì alla domenica.
È possibile acquistare il biglietto cumulativo, Circuito Villa Lante – Museo Etrusco Viterbo, che comprende l’ingresso a Villa Lante e al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo al prezzo complessivo di 12 euro per gli adulti e le visite possono essere fatte anche a distanza di trenta giorni l’una dall’altra.
Per la visita di Villa Lante e dei suoi giardini considerate circa un paio di ore.
Villa Lante è aperta tutto l’anno, varia l’orario a seconda del mese. Vi consiglio di consultare il sito ufficiale.



Visita a Villa Lante
Visitare Villa Lante a Bagnaia e i suoi diciotto ettari di parco e giardino formale significa immergersi in un mondo fatto di simboli e messaggi metaforici.
La storia di Villa Lante comincia nel 1566, quando il cardinale Giovan Francesco De Gambara, nominato vescovo di Viterbo, scelse il borgo medievale di Bagnaia come sua residenza.
Da questo momento iniziò a trasformare la riserva di caccia degli inizi del secolo, fatta costruire dal Cardinal Riario in una vera e propria villa di delizia che rappresentava lustro e magnificenza e che non aveva niente da invidiare alle dimore dei cardinali dell’epoca;
Pare che dal principio fosse quello che conosciamo noi oggi l’aspetto della villa; come testimonia il grande affresco del 1581 visibile nella Loggia della Palazzina Gambara, che riporta la villa completa, uguale già in tutto e per tutto a quella arrivata fino a noi.
La villa è caratterizzata dal giardino formale, con quattro terrazzamenti disposti su più livelli, costruiti per permettere al visitatore la vista dell’intero giardino fin dall’ingresso in basso. Il giardino all’italiana è arricchito da fontane con sculture e giochi d’acqua e da due palazzine riccamente decorate con affreschi e stucchi: le palazzine Gambara e Montalto.


I giardini di Villa Lante e le fontane
Villa Lante è interamente circondata da un parco visitabile liberamente, ma è indubbiamente il giardino all’italiana la la parte più bella della visita.
Assieme a Bomarzo, il giardino di Villa Lante è uno dei più famosi giardini italiani a sorpresa manieristici del Cinquecento. La sua ideazione è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola.
Se dovessi dirvi qual è l’elemento paesaggistico che rende i Giardini di Villa Lante imperdibili, non avrei dubbio nel dirvi le fontane: monumentali e ricche di simbolismi, le sculture sono quasi sempre rappresentazione di qualcosa.
Una delle prime che attirerà il vostro sguardo è sicuramente la Fontana dei Mori, anche conosciuta come Fontana del Quadrato, che svetta imponente al centro del parterre ed è il fulcro simbolico del percorso di acqua che accompagnerà il visitatore sui vari livelli.
Le quattro figure dei Mori sostengono le pere e i monti sovrastati dalla stella e sono i simboli del casato dei Peretti Montalto: la fontana celebra infatti il casato dei Peretti.



Ecco che poi ci si trova di fronte alla meravigliosa Fontana dei Giganti, chiamata così proprio per i due Giganti che cingono il gioco d’acqua centrale posto su più livelli e che rappresentano i due fiumi, l’Arno e il Tevere, simboli della Tuscia.

Le ultime due fontane che ci tengo a segnalarvi sono la Fontana della Catena e la Fontana del Diluvio.
La Fontana della Catena è l’elemento di raccolta tra i due terrazzamenti e unisce la fontana dei Delfini, più in alto e quella dei Giganti, più in basso. È uno degli esempi in cui la caduta d’acqua è utilizzata come elemento architettonico decorativo.

La scenografica Fontana del Diluvio è invece quella posta al livello più alto ed è il punto di origine da cui tutti i giochi d’acqua e tutte le altre fontane nascono.


