Giugno che ha avuto il sapore di Settembre: molto piovoso, a volte ventoso, un pochetto freddo. Ma che bello-che bello.
Gli ultimi mesi sono stati un vortice di nuove emozioni ed emozioni sensazionali. La galleria del telefono si è riempita di immagini che non pubblico ma stampo, le giornate di impegni nuovi ed esilaranti, il mio tempo di compagnia inedita.
Tutto è cambiato e tutto è rimasto immutato, ma alla vita si è aggiunto si è aggiunto e si è aggiunto. Sono stata più felice di così? Forse no, e allora mi godo ogni pagliuzza di bellezza e sole. E se capita un temporale poco mi importa, perché adesso mi piace anche quello.
Newsletter falsissima di Giugno
ANNUNCIO ANNUNCIO: ho prenotato la prima parte delle vacanze!
Sapete che sono sca-ra-mam-ti-ca all’ennesima potenza e non svelo mai prima le mie mete e quest’anno non fa certo eccezione, ma averlo fatto, per me abituata a prenotare pochi giorni prima di partire, è un po’ già come iniziare a preparare le valigie!
Neanche a dirlo, sono gasatissima delle prime due mete a cui ci dedicheremo nella prima parte del viaggio. Unico suggerimento che mi sento di darvi: sono in Italia e non sono totalmente inedite per me.
Giorni al mare e weekend in montagna
Ho trascorso ancora tanti e bellissimi giorni al mare, tra un tuffo in acqua e un acquazzone, un trancio generoso di focaccia e una mangiata di pesce.
Ho scoperto posticini in cui mangiare le cozze, posticini in cui mangiare un gelato buonissimo, posticini in cui darci dentro di forchettate di spaghetti ai frutti di mare. Ve li ho raccontati in questo post su Ig.



Anche il weekend in montagna è stato generoso, in termini di scorpacciate e bellezza visibile da conservare. Sono stata, o meglio, sono tornata in Val Varaita: per il momento non vi dico di più, ma arriveranno tantissimi articoli con il mio racconto!



Due nuovi posti a Torino ( rigorosamente di cucina piemontese )
Locanda da Betty
Una graditissima scoperta, fatta grazie alla mia amica Francesca che mi ha consigliato di raggiungere questo luogo per un pranzo in settimana.
La giornata era stupenda e calda, così abbiamo mangiato fuori nel dehor, comunque in ombra all’ora di pranzo, ed è stato ancora più bello.
Vi consiglio il tris di antipasti piemontesi per iniziare e poi di lanciarvi sul menu che non vi deluderà!



Il caffè dell’orologio
Lo dico? Lo dico. Forse il miglior vitello tonnato scovato a Torino. Sono rimasta davvero entusiasta di questo pasto a Il caffè dell’orologio, dove abbiamo pranzato in una domenica nuvolosa di Giugno e poi ci siamo ritrovati a mangiare, nel dehor, cullati da una pioggia calda davvero romantica e dalle chiacchiere con i nostri vicini di tavolo simpaticissimi con cui abbiamo attaccato bottone – qualcuno che mi conosce bene direbbe che non capita assolutamente di rado.
Tripudio di antipasti, primi rigorosamente piemontesi: in conclusione, si mangia bene, si sta bene: è da provare per forza.


Newsletter falsissima di Giugno
Tre mostre a Torino
La Grande Saggezza di Cristina Mittermeier
Una meravigliosa mostra, ancora una volta ospitata nelle Gallerie d’Italia. Su consiglio della mia amica Ezia mi sono fiondata tra gli scatti, incredibili e pazzeschi, di Cristina Mittermeier, una delle fotografe più apprezzate del National Geographic.
Ed ecco che allora capirete qual è il concetto dietro alla grande saggezza del titolo.



Sacro è
Alla Fondazione Merz una mostra di arte contemporanea che almeno per me è stata di difficile e inaccessibile comprensione, ma che probabilmente può interessare moltissimo a chi si intende del genere.
Attraverso le opere di alcuni artisti contemporanei, le opere parlano di sacro e morte.
Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960
Un’altra graditissima mostra dedicata a una delle fotografe più importanti del Novecento: Margaret Bourke-White.
La mostra è visitabile fino al 6 ottobre e ripercorre attraverso un centinaio di scatti, la vita e i momenti più salienti della vita di Margaret. Da vedere!



Newsletter falsissima di Giugno
Serie TV
La trilogia 1992, 1993, 1994
Nelle scorse settimane avevo iniziato questa trilogia ambientata in Italia agli inizi degli anni Novanta e ispirata ai fatti che hanno interessato il processo di Tangentopoli.
Da un’idea di Stefano Accorsi, anche tra gli attori protagonisti della serie, per ora abbiamo visto la prima parte, 1992, e abbiamo appena iniziato 1993. Interessante e utile per mettere in ordine alcuni fatti storici accaduti in Italia in anni in cui io ero piccolissima.
Ordinary Joe
Questa serie tv mi è piaciuta moltissimo e puntata dopo puntata ci siamo immersi nella vita, anzi, nelle vite di Joe affezionandoci a lui come se fosse un amico.
Se amate l’effetto sliding doors questa serie fa per voi: a partire dal giorno della sua laurea, la vita di Joe si divide in tre possibili itinerari di vita che lo porteranno a vivere gioie, fallimenti, successi, esiti completamente diversi.
Film
Dieci minuti
Ispirato a uno dei romanzi di maggior successo di Chiara Gamberale, Dieci minuti è il film uscito da pochissimo al cinema e presente sulla Piattaforma Netflix.
Avevo altissime aspettative sul film, perché il romanzo mi era piaciuto moltissimo e perché sono molto affezionata alla scrittrice, purtroppo però la trasposizione cinematografica non ha fatto breccia: ho trovato alcuni passaggi lentissimi e in alcuni dialoghi mi è sembrato un po’ banale. Tuttavia, per quanto non abbia soddisfatto appieno le mie aspettative, mi sento di consigliarvelo.
Jeanne du Barry – La favorita del re
Un vero capolavoro.
E non solo perché c’è il carismatico e camaleontico Johnny Depp, ma anche perchè ho adorato la protagonista, l’attrice francese Maïwenn Le Besco nel ruolo di Jeanne du Berry, che da una vita difficile e sfavorevole, grazie al suo fascino e alla sua intelligenza diventa la favorita di Re Luigi XV di Francia, che la invita a trasferirsi a Versailles.
La storia non ha assolutamente un lieto fine, come è ovvio già solo leggendo la trama, ma il film merita moltissimo!
Libri
Il mio anno di riposo e oblio
Come fare per schivare i mali del mondo e la propria inaccessibile e personalissima sofferenza? Facile: facendosi ibernare.
Orfana da anni, bellissima da rasentare la perfezione, ricca e con un facile lavoro in una galleria d’arte di New York, la protagonista di questo romanzo decide di imbottirsi di farmaci, su consiglio di una pessima psichiatra, con lo scopo di dormire il più possibile e non provare più niente.
Tremendamente attuale e forse eclatante esempio di un sintomo del nuovo millennio: la difficoltà e l’impossibilità di provare dolore.


