Natale a New York | Vivere la città in 10 giorni e 5 tappe che rubano il cuore

Quando lessi le date di andata e ritorno per New York City su un biglietto aereo inserito in uno zainetto rosso, capii che il regalo che mi era stato fatto era quanto di più sensazionale potesse ricevere una neolaureata cresciuta a pane e Serendipity. Che, per chi non lo sapesse, è il titolo di un film d’amore, con tanto di Rockefeller Center innevato, una dose abbondante di euforia/magia/trepidazione da “Vigilia di Natale a New York”,  e due persone che si incrociano e si rincorrono e si cercano nelle piccole cose, nei libri e nei segnali che questa magica città può rivelare. Cosa fare a Natale a New York? Come vivere la città in 10 giorni?

Un piccolo consiglio: perdersi a New York

New York a Natale sarebbe stato per me assaporare un po’ delle vie di Carrie Bradshaw, ma con un vantaggio: avere Macy’s e Saks addobbati per le feste, illuminati con tanto di scenografia e vetrine da migliaia di sterline. E così, già un mese prima della data fatidica, ho cominciato a tratteggiare un itinerario che mi riportasse la fiaba tra i grattacieli, che mi facesse sentire in Mamma ho perso l’aereo, che mi rievocasse la città che non dorme mai di Frank Sinatra.

Poi, una volta giunta lì, ho compreso che c’è una sola cosa che si deve fare se si vuole vivere a pieno New York: non programmare.

Al massimo concedetevi un quartiere, una zona al giorno, ma senza collegare attrazioni principali rincorrendole come foste delle trottole. Girando all’impazzata per New York, non vi resterà impresso niente di lei, e tornerete a casa con un’accozzaglia di ricordi che miliardi di persone condividono con voi, senza alcun legame personale, intimo con la città. Times Square e la Fifth Avenue sono imprescindibili, ma non sono loro i pezzi di città che vi conquisteranno. Al massimo vi stupiranno, vi lasceranno senza parole, ma aguzzate gli occhi: non sono loro la vera New York. L’anima della city più city del mondo è negli occhi di chi poggia una rosa bianca sul nome di una vittima dell’11 settembre, è nei negozi vintage di Brooklyn, nei dipinti a Chelsea, nei graffiti di Bushwick e tra le strade di Harlem. È nelle fermate di metro trovate per errore, dove, sempre per errore, rischiate di innamorarvi di una libreria o di una casa o di un ristorante con poca fila perché non va di moda ma è maledettamente romantico.

Natale a New York: possibili itinerari tra i quartieri newyorkesi

Da programmatrice seriale di viaggi, ho assegnato ogni giorno a un quartiere. Il mio consiglio è quello di acquistare un pass, a scelta tra City Pass, New York City Pass ed Explorer Pass. A seconda delle giornate che avete e delle attrazioni che desiderate visitare potete personalizzare i vostri percorsi scegliendo in base al vostro budget. Potete con circa 100 dollari avere a disposizione sei tappe, o con 242 dollari visitare in quasi una settimana anche 100 attrazioni. Ciò vi eviterà le file per i musei e per i grattacieli.

Il primo giorno è quello delle presentazioni tra voi e la New York dei film, è quello da dedicare all’aspetto turistico della città, con un giro a Midtown, a Times Square, tra Radio City Hall (imperdibile a Natale) e la visita ai teatri di Broadway. Salite in cima all’Empire State Building da raggiungere rigorosamente in serata, per una vista sulla Manhattan notturna tutta illuminata. Un pizzico ineluttabile di cultura vi resterà per sempre dopo La notte stellata di Van Gogh e tutte le altre bellezze che contiene il MoMa (Museum of Modern Art).

radiocity hall
Radio City Hall, imperdibile a Natale

Una tappa poco commerciale, in contrasto con il trash di Times Square, è Argosy, un negozio antico di libri usati, lettere, stampe e cartine geografiche nato nel 1925: un pozzo infinito di cultura newyorkese sulla 59th Street. Uno dei miei posti preferiti in questa zona è la Grand Central Station, che a dicembre, con tutte quelle ghirlande e qualche astista che si intrufola per suonare brani natalizi, sembra diventare ancora più rassicurante, carica delle emozioni di chi parte e di chi torna a casa per Natale. New York è per tutti, ed è di tutti. Il vostro Natale può arricchirsi di una scorpacciata di shopping di decorazioni natalizie (a tal proposito consiglio l’apposito reparto di Macy’s) come di una messa nella maestosa e affascinante Cattedrale di St. Patrick. Prendere carta e penna perché nei dintorni di questa chiesa bellissima c’è un albero di Natale che gode di una posizione privilegiata, romantica, per pochi. Sto parlando dell’abete illuminato del Lotte New York Palace Hotel, su Madison Avenue. Altro albero di Natale (l’ennesimo, ma davvero suggestivo per tutta la scenografia in cui si insinua) è quello che vedrete girando nei mercatini di Bryant Park, un piccolo angolo verde con la sua pista di pattinaggio. Qui, se siete fortunati come me, assisterete alle migliori performance da strada di New York.

lotte hotel
L’abete illuminato del Lotte New York Palace Hotel, su Madison Avenue

Se invece siete dei tradizionalisti e volete vivere il Natale a New York nella maniera più cinematografica possibile, non vi resta che pattinare al Rockefeller Center dopo un selfie di rito con l’albero più famoso in assoluto. Di fronte al Rockefeller, dopo una sbirciatina al negozio di giocattoli Fao Schwarz (e al suo pianoforte gigante da suonare con i piedi) si trovano i grandi magazzini Saks, che alle 17 mandano in estasi i passanti con uno spettacolo fiabesco di luci e musica. Eh sì! Le vetrine a New York non sono solo vetrine, ma vere e proprie tappe imperdibili, al pari dei musei.

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Rockefeller Center

Questa volta la vista sulla città godetevela di giorno, dal Top of the Rock, per ammirare il Central Park accerchiato dai grattacieli e sovrastato dall’Empire. A proposito del parco più grande di New York, dedicate una giornata intera al polmone verde di Manhattan, perché il Bow Bridge, la Literary Walk e la Bethesda Terrace (incantevole il 23 di dicembre con matrimoni improvvisati e violinisti di talento) vi faranno macinare chilometri. Se dovesse piovere avete tutta la Fifth Avenue ad accogliervi con i suoi famosissimi negozi e la Trump Tower che ospita un albero di Natale meraviglioso. Se invece amate l’arte e siete in zona Central Park intrufolatevi nel Metropolitan Museum of Art nell’Upper East Side, o nel Museo di Storia Naturale se vi trovate nel West Side e volete sentirvi piccoli piccoli tra dinosauri e meteoriti. Perdetevi (letteralmente) a Brooklyn e, se potete, fatelo a Williamsburg dove il vintage vi terrà incollati a spille, cornici, abiti a fiori e Converse improbabili.

veduta dal top of the rock
Vista panoramica dal Top of the Rock

Il ponte di Brooklyn percorretelo a piedi, da Dumbo (dove scattare la classica foto con lo sfondo da C’era una volta in America) fino a Manhattan. Un giorno intero va dedicato alla Lower Manhattan, perché è impensabile non visitare il Museo del Memoriale, anche solo per leggere le lettere d’amore di figli, mariti e madri alle vittime dell’attentato. A Natale, ghirlande stupende adornano una delle fermate metropolitane più belle del mondo: la Oculus Station, un capolavoro dell’architettura moderna nella zona degli uffici di Manhattan.

oculus station
Oculus Station, non sembra, eppure è una fermata metropolitana, una delle più belle al mondo

Fermatevi per uno spuntino nella famosa paninoteca Shake Shack, per poi riprendere a camminare e raggiungere l’ennesimo albero di Natale, accanto al New York Exchange e alla statua della fiera bambina di Wall Street.

Una mattina intera necessita la visita alla Statua della Libertà, occorre prenotare e fare lunghissime file tra biglietti e battelli, ma è imperdibile, così come imperdibile è il museo di Ellis Island dedicato agli immigrati. Il Meatpacking District, Chelsea e il West Village meritano almeno due giorni perché la High Line, una strada sopraelevata (alberata e fiorita) che si svincola tra gallerie d’arte, hotel e musei, è un richiamo di artisti e di immobiliaristi in cerca dello scorcio perfetto per inaugurare un nuovo quartiere di tendenza.

Se il Greenwich Village è la zona residenziale con le case con le scale esterne antincendio, i mattoncini rossi e le porticine, Soho vi incanterà perché contiene tutto questo e, in più, particolari negozietti e localini in cerca di fortuna. È un quartiere poco distante da Chinatown e Little Italy, dove il folklore di diverse culture in contrasto vi farà scordare i grattacieli, immergendovi nella piena atmosfera cinese, con tanto di draghi e biscotti della fortuna, oppure nella Napoli più verace. È chiaro che qui dobbiate trascorrere almeno un pomeriggio della vostra vacanza natalizia.

Un’altra idea per ripararvi dal freddo o dalla neve è trascorrere qualche ora nel Chelsea Market, un container di idee, un agglomerato di storie e di cibi diversi, dove potrete acquistare libri, spezie di ogni tipo, assaggiare la famosa Lobster (l’aragosta più buona che trovate a Manhattan) e adocchiare capi d’abbigliamento e accessori di stilisti emergenti e super alternativi. Da queste parti, si è aggiudicato il mio posto nel cuore il Whitney Museum, dove l’arte moderna americana si concentra sorprendentemente in un luogo quasi industriale, e dove, salendo all’ultimo piano, avrete una vista sulle case di Chelsea che vi darà un assaggio di quella che, vi dicevo, considero la vera New York.

Natale a New York: 5 luoghi magici nella New York natalizia

La New York Public Library

Pile infinite di libri, un’atmosfera harrypotteriana, luci soffuse e una Rose Main Reading Room che vi lascerà senza fiato, inermi dinanzi a tanta bellezza. Bellezza negli affreschi, nei testi antichi, fra le mappe geografiche, su vecchi spartiti. È una delle biblioteche più grandi al mondo e tra le più belle degli Stati Uniti. Appena varcherete la soglia di cotanta grandiosità, vi ritroverete davanti ad un albero verde-bianco decorato con consapevole raffinatezza, proprio al centro della Astor Hall.

new york public library
New York Public Library, pile infinite di libri, un’atmosfera harrypotteriana e luci soffuse

Dyker Heights

Un tripudio di luci, case festose e Babbi Natale giocosi, lì, in un quartiere di Brooklyn lontano dal caos cittadino. Case addobbate al limite del kitsch, ma sorprendentemente famigliari, vissute, reali. Quando ho percorso le strade dalla 83rd alla 86th Street di Dyker Heights mi sono emozionata. Ed è difficile spiegarvi perché. Era la Vigilia di Natale, e vedere i papà che tornavano a casa con in mano buste rosse e pacchi tartan infiocchettati, intere famiglie che si incamminano nel viale di casa per cenare tutti insieme, mi ha dato un assaggio della vita dei newyorkesi. Uno spazio che grida Merry Christmas con tanto di musichette e colori e addobbi allucinanti, preso d’assalto dai turisti, ma racchiuso in un quartiere che non ha nulla di costruito, che è rimasto esattamente com’era.

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Dyker Heights, in un quartiere di Brooklyn in cui le case sono addobbate al limite del kitch 

Rolf’s

Situato sulla 3rd Avenue, è quasi tutto l’anno decorato a tema Natale. Gli addobbi sono eccessivi, quasi soffocanti. Eppure, il localino riesce a conservare un’atmosfera romantica e accogliente, volutamente invernale: da camino, calice di vino e luce bassa. Consiglio di entrare solo per un drink, il cibo è caro e poco soddisfacente. Ma, anche solo per un aperitivo, vale la pena fare la fila. N.b: Non dimenticate il passaporto/documento d’identità, è vietato l’ingresso ai minori di 21 anni.

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Rolf’s, non perdetevi un drink qui!

Serendipity 3

Tra la 2nd e la 3rd Avenue, sulla 60th Street, l’ho cercato subito, sin da quando ho messo piede in terra newyorkese. Il caso ha voluto che mi ci imbattessi il giorno di Natale, a mezzogiorno, con la fortuna di trovarvi poca fila, e un tavolo per quattro al piano di sotto, accerchiato dalle tipiche lampade serendipitose, coloratissime. Un Natale indimenticabile, mi sentivo in un film, in quel film. Il posto è delizioso, caloroso, per innamorati e per famiglie, il personale è gentile e il cibo buonissimo. Consiglio la cheesecake e la frozen hot chocolate che pare sia la specialità di casa Serendipity. Nei pressi del famoso ristorantino c’è la Roosevelt Island Tramway, che merita un giro anche solo per ammirare i ponti di Manhattan dall’alto.

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Il locale Serendipity, tappa imperdibile per una serendipitosa

Una messa gospel ad Harlem

Harlem è quella parte di New York che non t’aspetti. È un quartiere a nord di Manhattan che di Manhattan non ha nulla. I murales esplodono di colori di fronte ai mattoncini bordeaux delle tipiche case newyorkesi, venditori di strada scherzano e si gridano dietro insulti simpatici, le vecchiette s’incontrano e si scambiano gli auguri. Qui, nel quartiere simbolo dell’immigrazione araba, africana e sudamericana, tra intrecci culturali e cucine che si mescolano, voci dolcissime riempiono le chiese con una potenza straordinaria. Dopo la messa gospel -rigorosamente della domenica prima di Natale- concedetevi un panino da Red Rooster, dove il brunch è servito insieme al jazz, e il sax vi accompagnerà nell’attesa.

brunch al red rooster
Un panino da Red Roster, qui brunch e jazz vanno a braccetto

 

 

Scritto da Carmela Cordovaimage1

Nata a Napoli, ha lasciato tre quarti di cuore sul sedile della carrozza che porta al castello di Neuschwanstein e un altro pezzetto è rimasto sugli scaffali dell’Atlantis Books di Santorini. Divisa tra il diventare avvocato e abbandonarsi alla lettura e scrittura, probabilmente in una vita precedente era una bibliotecaria.

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