Non è sempre semplice trovare compagni di viaggio adeguati a come siamo fatti o che condividano con noi la stessa idea di viaggiare. Qualche volta capita che chi aveva organizzato o progettato il viaggio con noi, all’ultimo non voglia o non possa più partire. È capitato anche a me, poco prima della partenza per Budapest. L’amica con cui avevo organizzato, per motivi personali non è più potuta partire e così mi sono ritrovata a dover decidere se annullare anche la mia partenza o se partire lo stesso, da sola. Spinta dalla voglia di intraprendere questa nuova avventura, il mio primo viaggio da sola, non ho pensato a lungo. Ho messo da parte tutto e mi sono concentrata sulle cose positive, la mia voglia di scoperta, di provare esperienze sempre nuove e diverse e la mia voglia di viaggiare, sempre e comunque. Sono partita con la leggerezza e l’inconsapevolezza che mi contraddistingue e che so, a volte può non essere un bene.
E così anche grazie a un po’ di fortuna, il mio viaggio a Budapest è stato un dono inaspettato, che mi sarei dovuta fare molto tempo fa.

Nonostante questo, credo che adottare qualche strategia quando si viaggia soli, sia fondamentale per far sì che il soggiorno sia piacevole. E le numerosi e-mail, commenti e messaggi, soprattutto di donne, ricevuti durante e dopo il mio viaggio, mi hanno spinto a riflettere su che cosa voglia dire viaggiare da soli, andare alla scoperta di un posto che ci è sconosciuto, potendo contare solo su stessi: numerosi aspetti positivi sì, ma sono necessarie un po’ di precauzioni. Ecco i miei consigli:

  1. LA POSIZIONE. Che decidiate di alloggiare in un hotel a cinque stelle o nel più semplice degli ostelli, credo che la cosa più importante sia trovare una sistemazione quanto più possibile centrale. Soprattutto nel caso in cui siate donne, è bene evitare lunghi percorsi in pullman e metro per tornare a casa, strade buie e poco frequentate. Sembra una cosa scontata ma non lo è, alloggiare in un luogo adeguato permette di sentirci libere di entrare e uscire a (quasi) tutte le ore, evitando di sentirvi recluse da una certa ora in avanti. Durante il mio viaggio a Budapest, infatti, la sistemazione centrale e in una via illuminata e frequentata anche la sera per via dei numerosi locali e ristoranti, mi ha permesso di sentirmi libera di uscire e rientrare all’ora che volevo, rendendo il mio soggiorno piacevole e divertente anche se ero sola (considerate che il sole tramontava intorno alle 16 e dalle 16.30 era buio).
  2. IL BAGAGLIO. Il mio consiglio a riguardo si può tramutare in due semplici parole: partite leggere. Il bagaglio che deciderete di portare con voi, sarà una prolungamento di voi stesse. Non ci sarà nessuno che vi darà una mano a sollevarlo, trasportarlo, spostarlo. Se vi impunterete ad aspettare l’assistente di volo per sistemarlo nelle apposite cappelliere, la fila che si sarà formata dietro di voi, si animerà e non è mai bello creare malumori prima di un volo aereo (non è che se poi il vicino vi guarda male potete andare a farvi un giro). Inoltre, considerate che anche in aeroporto il bagaglio dovrete portarlo con voi ovunque, anche in bagno, ad esempio. E se il bagaglio è troppo ingombrante vi assicuro che può essere un problema stare nello stesso bagno e non è il massimo dover decidere se lasciarlo fuori, rischiando che qualcuno ve lo prenda, o fare la pipì con la porta aperta perché non riuscite a chiuderla.
  3. ANCHE SE AVETE PAURA, PARTITE. Ho ricevuto tantissimi messaggi e sostegno da parte di chi mi diceva di ammirare la mia decisione di partire comunque. Queste persone mi raccontavano di aver sempre desiderato un viaggio in solitaria, ma di aver paura a tramutare questo desiderio in un viaggio concreto. In tanti mi hanno scritto per chiedermi se mi sentissi sola e quali fossero le difficoltà più importanti.
    Non mi sono mai sentita sola durante il mio viaggio, mi sono concentrata maggiormente sui luoghi, ho fotografato tantissimo, ho chiacchierato con le persone incontrate. Prima di andare a dormire leggevo il libro di Michele Monina Budapest senza il Danubio, che purtroppo non ero riuscita a leggere prima della partenza e che mi ha dato numerosi spunti per vivere la città. Prendevo appunti sul mio quaderno con le cose che avevo fatto, i possibili itinerari e le cose ancora da fare. Vi assicuro che i momenti vuoti sono stati veramente pochi e anche quando mi è capitato di mangiare fuori non mi sono sentita sola. Non ho avuto paura, semplicemente come non ne ho quando passeggio o vado da qualche parte da sola nella mia città.
    Il mio consiglio è, se avete paura, partite lo stesso. Anzi, partite proprio perché ne avete. Vi scoprirete molto più forti e intraprendenti di come pensavate di essere. Vi prenderete quegli spazi solo vostri che nella solita vita sono solo una chimera, imparerete a cavarvela e ad apprezzare di più la compagnia della persona con cui di sicuro avete un sacco di cose in comune, voi stessi.