Probabilmente milioni di italiani sono a casa con l’influenza, ma quando tocca a noi, ci sentiamo i soli a gestire tutta una serie di sfighe, che quando torniamo in forma, dimentichiamo presto e subito.

E’ proprio vero che quando siamo in salute, ci ricordiamo a malapena di avere un corpo: qualsiasi cosa dobbiamo fare, qualsiasi posto in cui dobbiamo andare, ci segue senza fare particolari storie. Ma se ci prendiamo l’influenza, il nostro corpo ci ricorda che può essere lui a gestire le nostre giornate, una volta tanto. Ci ricordiamo di avere una testa che è calda e che scoppia, un collo che fa male ovunque, di avere i brividi e poi un caldo incredibile. Ci ricordiamo di avere una gola che fa male e si irrita nel fare le cose più banali, per non parlare di tutto l’apparato digerente, che sembra essere insorto per tutte le patatine fritte che gli abbiamo fatto mangiare mentre non avevamo tempo di fare un pranzo decente e di tutti i dolci che ci siamo ingurgitati, pensando orgogliosamente: “Certo che ho uno stomaco di ferro!”.

Siamo pigri, di cattivo umore e spossati. Ci alziamo dal letto più lentamente delle altre mattine e ci andiamo a mettere sul divano, che magari non toccavamo da mesi, per poi fare un giretto sulla poltrona. Tutto il mondo si ferma, non c’è riunione, esame, appuntamento, che valga di più di quello che stiamo provando noi…cavoli, abbiamo l’influenza! Accendiamo la tv e la guardiamo noiosamente. Perché se è vero che vorremmo sempre avere tempo di stare un po’ a casa a guardare i nostri programmi preferiti, quando stiamo male, ci annoiano pure quelli. Gli unici verso cui proviamo un briciolo di empatia, sono quelli che nelle pubblicità hanno l’influenza come noi, ma che con un po’ di sciroppo o una compressa effervescente poi vanno a vedere l’opera a teatro o portano a spasso il cane sotto la pioggia. Vedendoli quando stavamo bene, probabilmente avremmo cambiato canale e invece adesso ci sembrano degli eroi!

Se è vero che l’influenza è una gran bella fregatura, è anche vero che quando ce l’abbiamo veniamo serviti da tutti, c’è chi ci prepara il brodino, chi acqua e limone e salvia, chi ci copre quando ci assopiamo, tutti parlano a bassa voce per non disturbarci e se ci lamentiamo e qualcuno dei nostri familiari alza un sopracciglio, qualcun altro dice: “Dai, povero, sta male”.

Pensavo quasi di fare il vaccino il prossimo anno, ma in fondo in fondo, un po’ di influenza ogni tanto, non fa mica così male.