De Silva ci mette di fronte a quello che siamo, spaventati a morte di amare, spaventati a morte di cambiare.

Modesto che fa Fracasso di cognome e di fatto e Viviana, sono una coppia, ma non una coppia normale. Sono amanti. E sono innamorati. I due si alternano nel raccontarci la loro storia e le loro emozioni e intorno a loro si dispiegano gli altri personaggi, i rispettivi consorti, i figli, i genitori, gli amici, che rimangono sulla cornice. Fino a quando, tra il loro alternarsi, interviene un’altra coppia, quella del loro psicoanalista e della rispettiva amante. Sì, perché, Viviana e Modesto decidono di andare in terapia per risolvere i loro problemi, non importa che non siano una coppia ufficiale, non importa che non siano sposati, non importa che se si lasciassero non si troverebbero a dividersi la casa, la macchina, il mutuo, il figlio e il cane. Si amano, e questo fa di loro una coppia.

De Silva ci fa commuovere e (sor)ridere e togliendo quel velo di ipocrisia, ci fa vedere quello che non vorremmo mai vedere, che una coppia di amanti può amarsi, anche se ha da perdere ha tutto e da dividersi proprio niente.

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