Sulle sue rive, sulle sue sponde, il lago di Como custodisce scrigni di bellezza incredibile: ville sontuose che custodiscono gelosamente le vite dei proprietari che le hanno vissute, storie, aneddoti, curiosità. E anche incredibili giardini con specie botaniche autoctone e altre rare, scorci sul lago da togliere il fiato e meraviglie, molto simili a tesori, tutte da scoprire.
Le ville più belle e i giardini maestosi del lago di Como
Villa Carlotta
Un patrimonio botanico, artistico e culturale grandissimo: Villa Carlotta è una splendida villa seicentesca che si affaccia sul lago di cui io mi sono innamorata a prima vista. Si entra da questo cancello in ferro battuto, che dista pochi passi dal lago, e in un attimo ci si ritrova immersi in un luogo senza tempo, dove la bellezza, la cultura e i fiori sono i veri protagonisti.
Al suo interno e all’esterno, infatti, Villa Carlotta nasconde dei veri e propri tesori, prendetevi almeno mezza giornata per poterla scoprire al meglio e visitarla come merita.
Varcata la porta principale, vi ritroverete in una vera galleria d’arte: un museo che si sviluppa tra il pianterreno, dove si possono ammirare sculture di Canova e alcuni quadri di Hayez, come L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta, qui esposto dal 1823 ed il secondo piano, dove si possono visitare le stanze della Principessa Carlotta. Quadri, tele, sculture, camminerete all’interno di un patrimonio inestimabile.
Se all’interno si nascondono faville artistiche, anche l’esterno non è da meno: potrete passeggiare e scoprire gli 8 ettari di parco, che si dividono tra il lussureggiante giardino botanico ottocentesco, all’interno del circuito Grandi Giardini Italiani, il classico giardino all’italiana settecentesco, che accoglie il visitatore all’ingresso della villa, il giardino romantico, che si sviluppa alle sue spalle sulla collina, ed il comparto agricolo con l’uliveto che nella sua semplicità, lontano dalla Villa e con una bellissima vista sul lago, incanta. Particolarmente famose e apprezzate, sono le fioriture di azalee e rododendri in primavera.





Villa Erba
Nel parco secolare che ospitava la Villa antica, nel 1903 Luigi Erba fa costruire una nuova villa, che ancora oggi porta il suo nome. Il progetto è degli architetti Savoldi e Borsani di Milano.
La facciata è in stile neoclassico: imponente, statuaria, religiosa. L’interno è arricchito con sfarzose decorazioni e grandi vetrate che offrono una vista inedita sul lago. La villa, che oggi è aperta principalmente in occasione di eventi aziendali e convegni, in passato ha ospitato artisti illustri come Verdi, Boito e Giacosa.
Io l’ho visitata in occasione di Orticolario, che ormai da diversi anni viene ospitato a Villa Erba e che rappresenta un evento unico tra vivaismo, arte, design, architettura e paesaggio.





Villa Melzi e i suoi giardini
Tappeti di azalee e rododendri, un laghetto giapponese incorniciato da aceri e cedri, un paesaggio romanticissimo, statue, sculture, architetture uniche e una meravigliosa vista sul lago di Como.
Dove ci troviamo? Ai Giardini di Villa Melzi, un maestoso parco con il suo elegante giardino all’inglese progettato all’inizio del Ottocento, che insieme ai terreni collinari adiacenti copre un’area di circa 20 ettari.
Lungo il percorso si trovano specie botaniche rare e provenienti da tutto il mondo, come gli aceri giapponesi, i ginkgo biloba e addirittura le sequoie, magnifiche statue, molte delle quali create da Gian Battista Comolli, apprendista del Canova e un’architettura che le ha valso parecchio celebrità, il Chiosco Moresco, nei colori del bianco e dell’azzurro, che oggi conserva all’interno diversi busti di imperatori e imperatrici. Questo luogo incantevole e sospeso sul lago era un luogo di relax dove ci si recava a prendere il tè o ad ascoltare la musica. La visita ai giardini comprende anche l’entrata alla cappella, al piccolo museo e al grande oarco.



Villa Bernasconi
A Cernobbio si trova un altro posto incredibile, Villa Bernasconi, che negli anni ha cambiato tantissime volte aspetto e utilizzo e che oggi racconta, attraverso un museo interattivo bellissimo, la sua stessa storia e la storia dei proprietari che l’hanno abitata.
Villa Bernasconi è una splendida villa liberty appartenuta ai Bernasconi, una famiglia di imprenditori del settore tessile che all’inizio del Novecento contribuirono molto alla prosperità di Cernobbio e dei suoi dintorni.
La villa, ricca di tutte le fascinazioni e particolarità archittetoniche del liberty, negli anni ha subito numerose trasformazioni e oggi il suo museo interattivo è un’esperienza imperdibile per grandi e piccini, per scoprire un capitolo importante della storia del lago e di Cernobbio.




Villa del Balbianello
Uno dei luoghi più incredibilmente scenografici del lago di Como e, per questa ragione e per molte altre, assolutamente da non perdere, è Villa del Balbianello.
Villa del Balbianello è un complesso architettonico formato da varie parti differenti, costruito verso la fine del 1700 per volere del cardinale Angelo Maria Durini. Il Cardinale Durini acquisisce il terreno e fa costruire la Villa dove prima sorgeva un monastero. Di questo complesso architettonico oggi resta solo la facciata dell’antica Chiesa. La Villa viene costruita mantenendo la struttura della roccia, per questo motivo il complesso architettonico è così originale, e ve ne renderete conto soprattutto al suo interno, visitando le sue stanze.
Dopo il Cardinale Durini, la Villa viene acquisita dalla famiglia Arconati Visconti, che rimane proprietaria per circa un secolo. Successivamente la Villa passa nelle mani di un proprietario americano, che la scorge da un traghetto mentre è in viaggio sul lago di Como e se ne innamora perdutamente. Dopo la sua morte, per i futuri 20 anni non vuole che venga venduta e viene scritto anche sul suo testamento. Spera che venga acquisita da qualche erede, anche se non ha figli. È in questo momento che la Villa passa nelle mani del suo ultimo indimenticabile proprietario: alpinista, esploratore, inguaribile curioso, nel 1974 Monzino realizza il grande sogno di acquistare quella villa da cui era rimasto affascinato sin da ragazzo, ammirata durante le sue gite in barca. Monzino restaura Villa del Balbianello con cura e la fa diventare una grande valigia di ricordi e cimeli dei suoi viaggi e delle sue spedizioni. Oggi le sale della villa sono arredate con mobili inglesi e francesi, opere d’arte e cimeli delle sue spedizioni al Polo Nord e all’Everest.
L’11 ottobre 1988, a sessant’anni, Guido Monzino muore improvvisamente per una malformazione genetica cardiaca. Come disposto dalle sue volontà, Monzino viene sepolto a Villa del Balbianello e la Villa diviene patrimonio del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, che da allora se ne occupa.


Splendida la villa, i suoi interni e tutti gli elementi architettonici che la arricchiscono e valorizzano, bellissimo il parco che la circonda con i suoi esemplari dalle potature inusuali, come il ficus repens, che ricopre le pareti della biblioteca e dello studio formando dei disegni, i platani a candelabro e un enorme leccio a ombrello.



Villa Monastero
Non da scintille, almeno per me che mi aspettavo forse di più, ma se vi trovate a Varenna vi consiglio comunque una visita a Villa Monastero e al suo grande giardino botanico, completamente affacciato sul lago per oltre 2 km e nel circuito Grandi Giardini Italiani, ricco di specie botaniche rare oltre che della consueta e intramontabile macchia mediterranea.
Di proprietà della provincia di Lecco, Villa Monastero rappresenta uno degli esempi più interessanti di dimora in stile eclettico di fine Ottocento.
Villa Monastero, e da qui il nome, sorge sulla costruzione di un precedente monastero femminile di fondazione cistercense, poi acquistato dalla famiglia Mornico.
Passata di mano in mano di diversi proprietari del corso degli anni, nel 1939 venne donata al Comune dalla famiglia De Marchi, affinché fosse aperta al pubblico e da allora è possibile visitare sia la villa sia il suo giardino.




