Lettera di un padre

IMG_20160319_204612Quando Lei mi ha detto: “Dobbiamo parlare”, ho capito che non si riferiva a un vestito che aveva visto in vetrina, o a un nuovo romanzo che avrebbe proprio voluto comprare, e neanche alle multe che prendevo abbastanza di frequente.

Era il momento, era quel momento.

E’ inutile dirti che ero l’uomo più felice del mondo, perché non era così. Mi sono sentito senza scampo, annientato e incredibilmente vecchio. Sarei diventato padre. Io e tua madre ti desideravamo, nei nostri sogni, nei nostri progetti, ma quando pensi che avrai giusto tempo di finire di imbiancare la cameretta e svuotarla di tutti gli scatoloni ammucchiati subito dopo il trasloco e non sarete più in due, ma in tre, ti rendi conto che il tempo non è dalla tua parte. Non ti abbiamo cercato, ma non abbiamo evitato che arrivassi, perché ti desideravamo e lasciavamo che il Tempo e il Destino facessero la loro parte (d’altronde noi facevamo la nostra). Ma quando il desiderio dalla nostra mente è passato nella pancia di tua mamma, anche nella mia pancia qualcosa si è attorcigliato. Paura. Angoscia. Incredulità. Gli unici bambini che avevo preso in braccio erano figli degli altri, che dopo qualche saltello e sorriso riconsegnavo sbrigativamente al genitore. Tua madre, invece, sapeva già tutto. Lei intorno ai bambini ci era sempre stata, le piacevano, ci sapeva fare. E più vedevo giusta e consapevole lei, più mi sentivo inadatto e un inetto io. Non ho pianto di gioia quando mi ha detto che aspettava un bambino, non le ho comprato un mazzo di fiori, non ho sentito di dover festeggiare. Sono rimasto fisso a guardarla. Immobile. Pensando a cosa dire. Cosa si dice in questi casi? Ci si congratula? Le si da’ una pacca sulle spalle e poi te la dai anche tu, visto che il merito è anche tuo? Io ho congiunto le mani e ho detto: “Bene”.

Una donna a volte diventa madre anni prima di aspettare un bambino. Il bambino nasce nella sua mente molto presto, lo vede nel suo corpo che cambia, lo percepisce in quello che non riesce più a mangiare, lo sente quando si muove, tira i calci e ha il singhiozzo. Un uomo sente il suo cuoricino battere da un apparecchio, lo vede nelle immagini in cui il più delle volte non si vede un bel niente, lo percepisce nella pancia sempre più tesa della sua compagna, ma diventa padre solo quando lo tiene tra le braccia.

Lo so che sono stato un buon padre, perché è l’unica cosa in cui io sia riuscito a impegnarmi per davvero, fino in fondo, senza abbandonare le cose a metà, senza lasciare nulla al caso. Ma quello che vorrei dirti, con questa lettera in cui ti scrivo quello che non andrebbe mai detto, in questo momento in cui so che anche tu devi avere una paura dannata, è : “Stai tranquillo”. Perché quando Lei te lo metterà tra le braccia e ti guarderà stravolta e felice, tu, in quel preciso momento, saprai tutto. Ti commuoverai a vedere quelle mani e quei piedi che hai fatto un po’ anche tu, così minuscoli, quel corpicino così indifeso. E quando tuo figlio urlerà con tutta la sua forza, diventando paonazzo e dimenandosi, proprio in quel momento, in quel preciso momento, capirai quale sarà da lì in poi il tuo posto nel mondo.

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