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Chiara Gamberale, Adesso, Feltrinelli,

E’ che ci sono sette miliardi di persone, al mondo. Ma fondamentalmente si dividono in due categorie. Ci sono quelle che amiamo. E poi ci sono tutte le altre.

C’è un preciso momento nella vita, in cui tutto cambia e dopo nulla sarà più uguale a prima. E’ il momento in cui ci innamoriamo. Pietro e Lidia lo sanno bene. Preside serioso e padre lui, conduttrice di Tutte le famiglie felici e incontinente affettiva lei, i due si innamorano. Inevitabilmente. Profondamente. Dannatamente. Perché quando ci innamoriamo follemente, l’amore ci riempie e ci annienta, pervade tutto quello che eravamo fino a quel momento e ci toglie anche le parole per definire quello che siamo diventati. Ci sentiamo riempiti, completi, svuotati, esaltati ed esausti. Non a caso la copertina del nuovo libro di Chiara (la chiamo per nome da quando ho iniziato a leggere i suoi libri, perché la sento così vicina e così familiare che non posso fare a meno di chiamarla così) è rossa fuoco e i due innamorati sono in caduta libera. E’ un’avventura esaltante, è una fatica immane che si prende tutto: le ore in cui ero abituata a dormire, i pensieri che ero abituata a fare, le convinzioni su cui ero abituata a contare, le telefonate. E, oltre a prendersi tutto, si prende anche le parole per dirlo. Scrive così Lidia agli amici-famiglia, la sua Arca senza Noè con cui condivide tuttole gioie, le sconfitte, il suo tempo.

Ma subito dopo l’innamoramento, iniziano le domande; quelle che ci poniamo, che poniamo all’altro e quelle che invece non osiamo neppure fare a noi stessi. Soprattutto se quell’amore non è il primo e magari è quello che pensavamo non arrivasse più, che eravamo sicuri di non meritare. Più l’amore è inaspettato e più ci aspettiamo che da un momento all’altro finisca, che non riusciremo a uscire dai soliti schemi, a chiudere con i legami passati, che l’altro ci veda imperfetti e difettosi come siamo, che capisca che non siamo pronti e forse non lo saremo mai, non tanto ad amarlo quanto a lasciarci amare, consegnandoci totalmente nelle sue mani, che arriverà quel momento in cui toccherà a noi fare sesso anziché far fare al sesso tutto. 

Si presenta quella inevitabile insicurezza, quella paura e quel timore di perdere chi amiamo. E con le nostre paure, spesso non facciamo altro che allontanare proprio chi temiamo così tanto di perdere, perché presi dalla paura ci dimentichiamo di amare, presi dal timore di perderlo, ci dimentichiamo di tenerlo vicino. Non vuole farlo soffrire, pensa. Non voglio sfiancare il suo amore per me. Ma come si fa? Chi ce lo insegna? Possiamo impararlo? Ho quasi quarant’anni, ho capito che cos’è l’evoluzione, come funziona un router e come si passa dal freno alla frizione, Ma come si fa a stare insieme, no. Non l’ho ancora capito. Forse la soluzione è scambiarsi un curriculum sentimentale, per dire all’altro: questo sono io, così si sono amati i miei genitori, così ho amato io prima di te, così mi hanno persa e così ho perso, questi sono i miei traumi, queste le mie paure, queste le mie bugie. Fai tu. Vai se devi andare, rimani se ti va. Perché amarsi quando non si è più adolescenti è un’impresa: è mettere insieme le ferite di uno e lasciarle cicatrizzare con quelle dell’altro.

E’ che ci sono sette miliardi di persone, al mondo. Ma fondamentalmente si dividono in due categorie. Ci sono quelle che amiamo. E poi ci sono tutte le altre.

Tuttavia qualcosa in comune, le persone che amiamo e tutte le altre, ce l’hanno: fanno come gli pare. Possono andare via quando vogliono. In un caso ci lasciano addosso un vago rimpianto. Se le amiamo, invece, ci devastano.

Quindi al per sempre tanto vale non pensare e pensare, invece: lui è qui.

Lei è qui.

Adesso.

Intanto, è qui.

Booktrailer di Adesso, Chiara Gamberale

Erica Mou – Adesso (Official Video)