Chi più, e meglio, della città di Torino può raccontare la storia d’amore con il cioccolato?
La lunga tradizione che l’ha unita per sempre a uno dei cibi più buoni del mondo risale al sedicesimo secolo, quando Emanuele Filiberto di Savoia introdusse la cioccolata calda per celebrare il trasferimento della capitale ducale a Torino. Da lì, tra gianduiotti e bicerin e la nascita di aziende e manifestazioni in tempi più recenti che hanno fatto del cioccolato il loro cavallo di battaglia, il legame con Torino è diventato inossidabile.
Ecco perché non dovete perdervi il Museo del Cioccolato e del Gianduja di Torino e qui trovate tutte le informazioni utili per la visita.
Museo del Cioccolato e del Gianduja: informazioni per la visita
Poco distante dalla stazione di Porta Nuova e dalla fermata del tram 4, il Museo del Cioccolato e del Gianduja si trova in via Paolo Sacchi 38. È raggiungibile anche in auto, con possibilità di parcheggio a pagamento nei dintorni.
Il museo è aperto tutto l’anno tranne il 25 dicembre. Il museo è visitabile tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18 con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Per la visita considerate almeno un’ora e mezza. La visita è possibile anche con le carrozzine e con i passeggini e perfetta per le famiglie con bambini. I diversi giochi multimediali e l’audioguida mai banale, riesce a incuriosire anche i più piccoli!
Il biglietto per gli adulti ha un costo di 12 euro, ci sono possibilità di biglietti ridotti per bambini fino agli 11 anni, studenti e over 65 anni. Per i bambini sotto i 3 anni l’ingresso è gratuito.
Inclusa nel biglietto, anche per i bambini, è disponibile un’audioguida in cinque lingue, utilissima per immergersi appieno nel museo e nella storia del cioccolato. Ogni postazione è segnalata e basterà avvicinare l’audioguida per far partire la traccia e il racconto sul cioccolato. Non è obbligatorio prenotare in anticipo, ma è consigliabile nel weekend. Se riuscite, visitatelo in settimana.


Museo del Cioccolato e del Gianduja: una visita perfetta per tutta la famiglia
L’idea di Choco-Story
Il Choco-Story di Torino, il Museo del Cioccolato e del Gianduja è tra gli ultimi musei nati in città. La sua apertura infatti risale a poco tempo fa, a giugno 2024, ma poggia su un progetto internazionale, quello dei Choco-Story nel mondo, che è già avviato da diverso tempo. Il primo è infatti nato nel 2004 a Bruges, altra città iconica se si parla di cioccolato. Attualmente i Choco-Story contano diverse sedi nel mondo, per la precisione 14, e l’ultima aggiunta e per ora unica italiana è proprio quello di Torino.
Dietro all’idea e alla sua realizzazione, ci sono l’imprenditore e collezionista Eddy Van Belle e Francesco Ciocatto, proprietario della storica Pasticceria Pfatisch di Torino, ed è proprio nei sotterranei della pasticceria, dove un tempo si trovavano i laboratori, che è nata la sede museale.
Il percorso di visita
Una volta superata la biglietteria, una scala, o in alternativa l’ascensore vi porterà esattamente sotto la meravigliosa pasticceria Pfatisch, dove il museo del cioccolato è stato allestito. Preparatevi a un museo immersivo, in cui saranno coinvolti tutti i sensi. Sì, anche l’olfatto e il gusto!
Attraverso pannelli interattivi, video, teche, scenografie e ricostruzioni potrete scoprire tutti i segreti del cioccolato e della sua lavorazione e anche un sacco di curiosità e di collegamenti con il Piemonte.
Si parte dalla sua scoperta, oltre 6000 anni fa in Sud America e dalle popolazioni mesoamericane che già utilizzavano i bacelli di cacao sin dall’antichità, perlopiù per scopi medici. Le fave di cacao e le loro proprietà, così come la portata del loro valore economico, incuriosirono subito la Spagna che dopo la scoperta dell’America fece da apripista con le prime importazioni in Europa.


Scoprirete che ci sono tre varietà principali di cacao, Criollo, Forastero e Trinitario e i processi che, da semplice fava di cacao che viene raccolta, sezionata, suddivisa, lavorata passo dopo passo, si trasforma in cioccolato.
Immancabile un salto a casa Savoia, costituita da grandi amanti della bevanda del cioccolato e grandi consumatori di quest’ultima. Potrete scoprire la ricetta ufficiale della cioccolata di Casa Savoia accanto a quella di Casa De’ Medici, con cui pare debba dividersi il sapere.
In tutte le corti europee se ne consumava in gran quantità, tanto che nacquero stoviglie apposite, sia per preparare la cioccolata, sia per berla, come le tazze mancerine perfette per avere una mano libera per inzuppare i biscotti, e la tazza per chi portava i baffi, per evitare di imbrattarli di cioccolata.



Tra spiegazioni, aneddoti, curiosità la visita scorre veloce e vi porta alla dolcissima sorpresa finale, dove a essere coinvolto sarà il senso del gusto, ma non vi svelo di più.
Si esce dalla storica Pasticceria Pfatisch, dove vi consiglio di fare una sosta merenda per godervi appieno la sua atmosfera incredibile.



