Terra di riti un po’ magici, di acque nivee, di borghi arroccati: la Sardegna è una meta che ha saputo conquistarmi sul campo, quando a metterci i piedi per la prima volta sono stata io.
E l’ho fatto in occasione di un viaggio lunghissimo, che ci ha visto partire da Olbia e arrivare a Cagliari, costeggiando tutta la sua costa orientale. Qui trovate il nostro itinerario in Sardegna, in un arcobaleno di meraviglie difficile da dimenticare.
Itinerario di due settimane in Sardegna
Giorno 1
Quando arriviamo a Olbia, dopo un giorno intero di traghetto scandite dall’evitamento dell’aria condizionata fuori controllo, le forze sono poche e la voglia di mangiare qualcosa di buono e correre subito a dormire è tantissima.
Vi consiglio comunque con tutto il cuore il luogo in cui abbiamo dormito per una sola notte, perché ci siamo trovati molto bene. Domo Nora si trova in una zona tranquilla fuori dal centro di Olbia: tante stanze e bagni spaziosi perfetti per appoggiarsi una notte. Per un pasto veloce, un aperitivo o un caffè vi consiglio il Cutter Lounge and Restaurant, proprio fronte spiaggia.
Giorno 2
Dopo una toccata a Olbia, ce la lasciamo subito alle spalle. La nostra destinazione sarà il Parco Archeologico di Arzachena, un sito costituito da più luoghi di interesse a poca distanza uno dall’altro, che meritano senza dubbio una visita.
Dedichiamo tutta la mattinata alla visita del Nuraghe La Prisgionia, la tomba dei Giganti Coddu Ecchju e il Nuraghe Albucciu. I siti sono in tutto sette, a poca distanza l’uno dall’altro e tutti muniti di parcheggio nei pressi. È possibile fare un biglietto cumulativo se si intende visitare più siti, così da risparmiare un po’.



Dopo le visite, accaldati e stanchi, ci spostiamo sulla costa nord dell’isola, precisamente a Cannigione, dove trascorriamo il pomeriggio su una splendida spiaggia dorata circondata da acque cristalline. Da qui, inoltre, partono i traghetti delle gite giornaliere nell’arcipelago de La Maddalena. Ripresa la macchina ci spostiamo a Budoni, dove ad aspettarci c’è Gianna per fare il check in nella nostra seconda casa. La sistemazione è in una borgata di Budoni, a Taunanella, in un posto tranquillo e con tanti servizi e spiagge vicine. I prossimi giorni li trascorreremo qui, per esplorare i dintorni di questo territorio.
Giorno 3
Ci svegliamo di buon’ora con la voglia di trovare un posticino in cui fare un bagno di sole e tanto snorkeling. Troviamo tutto questo alla Baia di Budoni, in particolare a Cala Budoni, caratterizzata da un’acqua trasparente e un fondale che digrada dolcemente. Con la maschera osserviamo per bene il fondale anche al largo, ricco di pesciolini di tutti i colori.
Budoni, comune gallurese al confine con la Baronìa è una delle mete ambite di tanti, che anno dopo anno lo scelgono ancora, è sicuramente una meta perfetta per le famiglie con bambini. Tutte le sere nella via principale di Budoni, dalle 20 a mezzanotte, si trovano bancarelle, locali, negozi e musica dal vivo.


Nel pomeriggio decidiamo di spostarci e di andare alla spiaggia di Porto Ainu, che durante le giornate serene permette una splendida vista sull’isola di Tavolara. Questa spiaggia, circondata dalle dune e da un laghetto, dà sicuramente il meglio di sè al tramonto. Aspettiamo che il sole scenda e che la pelle senta il fresco prima di incamminarci verso casa.



Giorno 4
Il quarto giorno inizia dirigendoci ancora un po’ più a sud rispetto a Budoni, precisamente nella spiaggia di La Caletta, un piccolo comune con un porticciolo piuttosto attivo da cui partono diverse gite giornaliere e si trovano numerosi locali per mangiare fuori la sera.
La Caletta è una spiaggia semplice con acqua cristallina e pochissima gente. Ci sono tanti parcheggi gratuiti e bar in cui fare un pasto veloce o prendere un gelato per merenda.
Quando il sole è meno caldo ci dirigiamo a Posada, uno tra i borghi sardi più belli di Italia, e ci immergiamo nella sua atmosfera: passeggiamo tra strade strettissime e labirintiche, saliamo numerosi scalini, fino ad arrivare al Castello della Fava, che visitiamo e dal quale godiamo una vista panoramica incredibile.

Dopo la visita ci concediamo un aperitivo in uno dei localini all’ingresso del borgo, 100×100 Sardinia, in cui assaggiamo ottimi prodotti locali e veniamo accolti come clienti abituali.


Giorno 5
Trascorriamo la giornata nella Spiaggia di Su Tiriarzu, che ha tantissimi parcheggi a pagamento e una piccola striscia di parcheggi gratuiti. La spiaggia ha un bar davvero incantevole: si può mangiare e leggere all’ombra nelle ore più calde, direttamente con i piedi nella sabbia. Non aspettiamo il tramonto per andare via, perché andremo fuori a cena.
La scelta per la cena tipica sarda ricade su il Ristorante da Andrea, a Posada ma non nel centro storico e quindi comodissimo da raggiungere in auto. Ho chiamato il giorno prima per poter prenotare il maialetto, piatto tipico sardo su cui verterà la nostra esperienza culinaria. Ci troviamo benissimo, usciamo dal ristorante sazi e soddisfatti, pronti per una bella passeggiata a Budoni, tra bancarelle di artigianato sardo e gioielli fatti a mano.



Giorno 6
Di buon mattino siamo già in macchina per dirigerci in una delle spiagge più belle della zona, la spiaggia di Capo Comino, precisamente a Comino est. Il parcheggio è particolarmente caro, con possibilità di pagare 6 euro per la mezza giornata fino alle 14 e 12 euro per l’intera giornata. Noi staremo solo fino a dopo pranzo, perché poi abbiamo deciso di spostarci in un’altra caletta che siamo curiosi di vedere.
Capo comino è splendido, nonostante sia battuto dal Maestrale e sia impossibile tenere gli ombrelloni aperti. Ci concediamo lunghissimi bagni e tantissimo snorkeling e quando si avvicina l’ora di pranzo ci dirigiamo nel bar accanto alla spiaggia, protetto da una bella pineta, in cui pranziamo e ci rilassiamo prima di ripartire.



Quando arriva il pomeriggio ci spostiamo a Cala Liberotto, da segnare se volete vivere l’effetto wow: l’acqua del mare è trasparente e riparata dal vento, le persone sono poche e riusciamo anche a lasciare l’auto all’ombra della pineta alle spalle della spiaggia. Siamo ben contenti di esserci spostati qui e decidiamo di concederci un bagno di sole fino all’ultimo raggio: Cala Liberotto è senza dubbio una delle spiagge che ci è piaciuta di più. Quando ormai il sole è tramontato alle nostre spalle ci rimettiamo in macchina alla volta di Orosei, dove facciamo il check in nella nostra terza casa.

Giorno 7
Dormiamo nel centro storico di Orosei, in un appartamentino fresco e distribuito su più livelli, dalle cui finestre entra il chiacchiericcio di chi passeggia la sera nel centro storico e della musica dal vivo. Quando ci svegliamo il cielo è nuvoloso, così decidiamo di andare a fare una bella spesa per i prossimi giorni e una lavatrice dopo la prima settimana di viaggio.
Dopo pranzo, e dopo che ha smesso di piovere, prendiamo la macchina e andiamo alla Grotta di Ispinigoli, che si trova alle pendici del monte Ospile e ospita la stalagmite più alta di Europa con i suoi 38 metri, che è anche la seconda più alta del mondo.


Dopo la visita alla grotta, in cui purtroppo non è possibile fare fotografie e dove i visitatori grazie a un sistema di scale si introducono nel ventre della grotta, ci spostiamo a Dorgali, per visitare il museo archeologico a cui abbiamo libero accesso perché incluso nel ticket della grotta. Il museo archeologico, piccolino ma ricco, è diviso per periodi storici e al suo interno, tra le altre cose, custodisce numerose ossa umane e gioielli rinvenuti proprio nella grotta.


Passeggiamo per il piccolo e vivacissimo centro di Dorgali e visto che sta arrivando l’ora dell’aperitivo, decidiamo di spostarci a Cala Gonone per berci uno spritz + Ichnusa e goderci il tramonto. Da Cala Gonone, di ritorno a Orosei, ci fermiamo ancora ad ammirare le imponenti Cave di Marmo che di trovano sulla Strada Statale Orientale Sarda e poi a casa per goderci l’ultima sera a Orosei.

Giorno 8
Lasciamo la casa e ci inoltriamo nell’entroterra sardo. La prima destinazione è Nuoro dove c’è una meta che scalpito per vedere da un po’. La nostra destinazione, una volta arrivati nel centro storico cittadino e lasciata la macchina, è infatti il Museo di Grazia Deledda, con tantissimi cimeli e oggetti appartenuti al Premio Nobel per la Letteratura e tantissimi documenti, fotografie e lettere, oltre che una ricostruzione di una casa tipica nuorese di una famiglia agiata vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento. All’uscita del museo prendiamo un caffè nel bar accanto, dove si sta freschi e bene e poi ripartiamo inoltrandoci ancora di più nell’entroterra.


La nostra tappa a questo punto del viaggio è la Barbagia, che si estende sui fianchi del massiccio del Gennargentu e che è forse la parte più selvaggia e meno turistica della Sardegna. Per tornanti e strada non incontriamo infatti nessuna macchina, perlopiù caprette in lontananza e mucche al ciglio della strada. Arriviamo alla nostra tappa dopo paesaggi aspri e natura impavida. Orgosolo, uno dei borghi più belli, ci accoglie con una quantità impressionante di cartelli stradali colmi di colpi di proiettili. Non è cosa rara in Sardegna a dire il vero, ma come ad Orgosolo non ne incontriamo. È qui che per buona parte del Novecento il banditismo ha avuto la meglio sulla legge ed è questo il paese natale di Graziano Mesina, il più famoso bandito sardo.
Oggi Orgosolo cerca di darsi un lustro più turistico, accogliendo i turisti con i suoi quasi 400 murales a sfondo politico, che colorano e abbelliscono il centro storico con anche tanti locali e bar in cui assaggiare prodotti tipici. Ci prendiamo il pomeriggio per osservare, fotografare e parlare dei murales prima di ripartire alla volta dell’Ogliastra. Precisamente alloggeremo per i giorni successivi a Tortolì.



Giorno 9
Dopo aver fatto un po’ di spesa e aver organizzato i giorni successivi, decidiamo per questa giornata di lasciare la macchina parcheggiata nei pressi dell’appartamento e spostarci a piedi. Siamo infatti a meno di 10 minuti dalla spiaggia di Porto Frailis, una delle tantissime con bandiera blu. Sistemiamo il nostro asciugamano e il nostro ombrellone nella parte della spiaggia libera e ci godiamo il mare, la calma e la lettura fino al tramonto.
Quando l’ombra cala, con la scusa di ancora un paio di commissioni da fare, passeggiamo fino al porto di Arbatax, una frazione di Tortolì. Siamo più o meno a metà della costa orientale che abbiamo deciso di percorrere da Olbia a Cagliari e proprio qui partono una volta alla settimana i traghetti con destinazione Civitavecchia, una bella soluzione per chi è comodo ad arrivare subito in questa parte di costa sarda. La serata scorre tra qualche Ichnusa e partite di burraco ma andiamo a letto presto perché domani ci aspetta una piccola levataccia.
Giorno 10
Alle prime luci dell’alba, con poca luce e nessun rumore ci svegliamo e ci mettiamo in macchina per raggiungere, in circa un’ora e venti, Cala Gonone. Durante la nostra sosta un paio di giorni fa, infatti, abbiamo deciso di programmare una giornata in gommone per scoprire il meraviglioso Golfo di Orosei.
La partenza è alle 9 nel porticciolo di Cala Gonone, con il Maestrale che soffia con audacia e senza la minima intenzione di voler diminuire. Caricati in gommone insieme a un’altra decina di persone partiamo verso il Golfo. Per fortuna raggiunta la costa siamo riparati dal vento e la gita inizia, portandoci a scoprire una delle parti più belle e intatte della costa orientale sarda: grotte, calette e bagni al largo fanno volare una delle giornate più belle di questo viaggio!



Sulla strada del ritorno, ormai nel tardo pomeriggio, tornante dopo tornante ci fermiamo all’inizio del trekking che porta al Canyon Gorropu, una gola profonda nella quale si organizzano trekking ed escursioni ( un po’ di informazioni qui ).
Gorropu è un profondo canyon ubicato nel Supramonte e demarca il confine tra i comuni di Orgosolo e Urzulei.


Giorno 11
È nuovamente tempo di partire e lasciare casa, ma prima vi consiglio senza dubbio il nostro appartamento a Tortolì: una struttura completamente nuova con un arredamento che ha incontrato in pieno il nostro gusto.
Prima di partire andiamo a fare una passeggiata a Tortolì, con un centro vivacissimo che avevamo intravisto già una sera e dove facciamo tappa per acquistare alcune specialità ogliastrine con cui pranzeremo. Lasciata Tortolì ci dirigiamo ad Arbatax per scoprire le meravigliose rocce rosse che spiccano dal blu del mare, dalle quali ci si può tuffare e presso le quali si possono ammirare le simpatiche Piramidi di Mirai, grandi piramidi di sassi che affacciano sul mare.


Rimessi in macchina guidiamo fino alla spiaggia di Bari Sardo, che non avrei detto e invece è davvero suggestiva; con la sua Torre che affaccia sul mare e la sua spiaggia di sabbia con un mare cristallino che, a differenza della maggior parte delle spiagge sarde, diventa subito profondo. Pranziamo davanti a questo blu e poi ci rilassiamo all’ombra sotto la pineta prima di rincamminarci nel pomeriggio verso la nostra casa a San Vito.


Giorno 12
Trascorriamo l’intera giornata al mare, decidiamo di andare a Villaputzu, precisamente nella Spiaggia di Porto Corallo: una spiaggia di sabbia con fondale scuro e acqua trasparente. Portate con voi le maschere per osservare sott’acqua i tantissimi pesciolini presenti.
Per pranzo non ci siamo portati nulla e allora decidiamo di andare a mangiare al vicino Bellavista Pizzeria, annesso a un campeggio: tanti tavoli con vista mare e parecchia scelta per grandi e piccoli.
Non rimaniamo fino a tardi in spiaggia, come il nostro solito, perché in serata ci sarà un evento molto sentito: Maskaras, a Muravera, un grande evento del carnevale estivo con maschere che affondano le tradizioni nella cultura sarda più arcaica. Scopriamo il giorno dopo di essere stati insieme ad altri 30.000 curiosi!

Giorno 13
Ci alziamo di buon mattino con destinazione Costa Rei, in particolare una delle spiagge che mi è rimasta più nel cuore, la Spiaggia di Piscina Rei: un sogno ad occhi aperti. Trascorriamo tra queste acque paradisiache tutta la giornata, leggendo e osservando i tanti paracadutisti atterrare alle spiagge della spiaggia, nei pressi della Salina, uno spettacolo entusiasmante. Dopo che il sole è tramontato, passeggiamo sulla spiaggia e ci godiamo il cielo rosato e il mare calmo.


Giorno 14
Il mattino successivo la nostra destinazione è l’entroterra, precisamente la Cantina Lunalughente che ci accoglie con una piccolissima e intima cantina e una meravigliosa degustazione di Cannonau.
Ci troviamo a 250 metri sul livello del mare, a solo 10 minuti da San Vito e a 15 minuti da Muravera, ma i tornanti vorticosi ci ingannano e sembra di essere molto più in alto. Il Lùndars, Coloru e Nannai ci rapiscono, così come il loro passito. Se amate il vino e i vini eroici, segnatevi questo indirizzo.


Dopo la degustazione, torniamo verso il mare e ci godiamo la spiaggia di Porto Tramatzu fino a fine giornata.
Giorno 15
La giornata comincia con un po’ di strada e con l’avvicinarci all’ultima tappa sarda prima di rimbarcarci, Cagliari.
Ma prima di arrivare abbiamo prenotato un pranzo nell’Agriturismo Baccu Cardu, per goderci dall’antipasto al dolce, un tipico pasto sardo. Che dire, abbondanza e qualità la fanno da padrone in questo luogo immerso tra ulivi e animali. Ci alziamo da tavola soddisfatti e sazi nel pomeriggio inoltrato, ben felici di esserci immersi in alcuni piatti indimenticabili: pane carasau con miele, pistoccu con pomodorini e basilico, erborinato con fichi e tarassaco, fregula con lenticchie e tantissimo altro.




A questo punto, la nostra destinazione è davvero Cagliari. Arriviamo in città e cerchiamo subito la casetta, incantevole, che ci ospiterà per questi ultimi giorni sardi e ci godiamo la giornata tra lentezza e un po’ di spesa.
Giorno 16
Il giorno dopo la prima destinazione è il celebre Caffè Pasticceria Tramer, dove viene custodita gelosamente la ricetta delle golosissime meringhe: due nuvole di meringa dorata unite da crema, noi scegliamo le due versioni di crema al caffè e panna ed entrambe sono a dir poco deliziose!
La nostra esplorazione di Cagliari prosegue tra il Bastione di Saint Remy, l’Area Archeologica di Santa Eulalia, l’Orto Botanico di Cagliari e l’Anfiteatro Romano.



Verso l’ora del tramonto, incuriositi, raggiungiamo la spiaggia del Poetto, quella dopo vanno i cagliaritani per godersi un po’ di mare se rimangono in città e facciamo l’ultimo bagno.

Giorno 17
Dopo un’ottima colazione in un posticino incontrato per caso e subito apprezzato, ci dirigiamo alla scoperta di altri luoghi imperdibili di Cagliari.

Andiamo a visitare la Cripta di Santa Eulalia (meravigliosa!) e ci godiamo uma bella passeggiata alla ricerca di qualche souvenir nelle vie del centro storico di Cagliari. Per pranzo ci godiamo ancora qualche primo della tradizione sarda in un posto delizioso, Sa Domu Sarda e poi un salto alla Necropoli di Tuvixeddu, prima di prendere i bagagli e avvicinarci al traghetto.




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