What I do in a month, newsletter falsissima di inizio primavera (parte prima)

Mentre qui le temperature finalmente sembrano volersi alzare e i ciliegi iniziano a fiorire timidi, con la primavera ormai cominciata io mi prendo un attimo per mettermi a scrivere questo articolo che nel tempo è uno di quelli che sto amando di più: qui i pensieri fluiscono liberi e veloci, le mani ticchettano sul pc senza pensar troppo ed è un momento che amo per fermarmi un attimo, scorrere la galleria del mio telefono, e ripensare a tutte le cose bellissime fatte nell’ultimo periodo.

E allora eccola qui la newsletter falsissima con cadenza irregolare, ma con tutte le cose belle bellissime fatte in ambito mostre e musei, podcast. La seconda parte sarà dedicata ai libri, film e serie tv.

Io che sono nata due giorni dopo l’inizio della primavera, il 22 marzo, perché ormai dal 2018 l’equinozio di primavera non è più il 21 marzo come abbiamo imparato dai libri di scuola, bensì il 20 – e sarà così fino al 2102.

Insomma, essendo nata proprio una manciata di ore dopo che la primavera è iniziata, chi meglio di me custodisce nelle viscere quella voglia di rinascita, di ripartita, di ricominciare? Per me l’inverno è la stagione del riposo, dopo due stagioni solitamente ricche e concitate. Ma quando arriva la primavera, ecco che qualcosa scatta, il rallentamento dell’inverno ha dato i suoi frutti e la mia energia si centuplica, più potente che mai.

È il momento per organizzare e partire per nuovi viaggi, verso nuove mete, per visitare posticini ancora sconosciuti vicino casa, per buttarmi a capofitto nella lettura. Fare nuove scoperte, accumulare nuove conoscenze, trascorrere il tempo con le persone che amo. Preparatevi a newsletter decisamente scoppiettanti, quindi.


Tempo fa mi sono imbattuta in un articolo che parlava della difficoltà, da adulti, di impegnarsi nelle amicizie soprattutto per chi vive nelle grandi città, a causa principalmente di una vita che è spesso alienante e stressante. Ma anche di quanto sia difficile fare nuove amicizie, incontrare persone diverse e dedicare, comunque, del tempo di qualità anche alle amicizie più datate. Non a caso, anche qui sono nate app per trovare amici con cui si possano condividere interessi comuni.

Se per età adulta intendiamo i 25/30 anni sono d’accordo di quanto sia difficile farsi nuove amicizie. Magari si ha fortuna in ambito professionale, con le dovute accortezze perché a volte i colleghi non sono gli amici più fidati o per corsi che si frequentano nel tempo libero, vedi pilates, yoga, nuoto o ancora per spazi che si frequentano con e per i figli, vedi laboratori, luoghi dediti allo sport, scuole…

Dal canto mio, per quanto abbia sofferto più per amicizia che per amore (pensa!) mi sono sempre ritenuta fortunata in ambito amicale: ho una cerchia stretta di amiche con la A maiuscola che ormai fanno parte della mia vita da trent’anni o poco meno e anche in età adulta ho instaurato amicizie vere, profonde, autentiche.

Ma c’è un però. Quello che ho notato è che mentre le amicizie di una vita sono spesso esenti da sentimenti contrastanti, vedi gelosie e invidia, perché forse essendo letteralmente cresciute insieme a noi, quasi in simbiosi, hanno vissuto anche le nostre cadute rovinose come se fossero le loro, hanno asciugato lacrime e ne hanno versate altrettante, quando le cose ci sono andate male hanno assistito in prima persona ai nostri fallimenti, quelle da grandi sono sì autentiche e profonde, ma meno esenti dal rischio di incappare in confronti e invidie. Sono solitamente le persone che ci sono se c’è da dispiacersi o lamentarsi, ma che ci sono molto meno se invece c’è da complimentarsi e gioire per qualcosa che ci è capitato o ci appartiene. Sono meno amiche, allora? Non so, mi sto ancora interrogando a riguardo.

L’altra difficoltà che riscontro è il riuscire a collimare vite ormai ben definite: lavoro, famiglia, interessi con quelle di qualcun altro. Meno voglia di andarsi incontro, meno interesse a smussare gli angoli, meno curiosità autentica dell’altro.

Siamo pieni di amici e contatti sui social, ma poi nella vita vera?


Negli ultimi mesi ho ricominciato a sentire podcast, cosa che ultimamente non facevo più. I podcast che più amo sono quelli a tema libri, ecco che allora recentemente ne ho scoperti quattro davvero interessanti. Eccoli qui in ordine sparso:

  • Inside Books: seguo Ilenia Zodiaco alias conamoreesquallore da diversi anni e quando capto uno dei suoi contenuti a tema libri, vorrei non avere altro da fare nella giornata! Uno dei canali su cui preferisco seguirla, anche per comodità di fruizione, è il podcast omonimo gratuito Inside Books disponibile su Spotify, dove Ilenia racconta i libri che legge, autori e autrici che incontra lungo la strada e le trappole e le meraviglie della letteratura.
  • Lost & Found – Il bookclub: due amiche, Federica e Viola, che chiacchierano di libri di nicchia, saggi e libri che fanno battere il cuore. E la sensazione che avrete ascoltandole sarà proprio quella di chiacchierare davanti a un tè con l’amica di sempre, con cui si condivide la passione per la letteratura. Il punto di forza di questo podcast è che vengono raccontati soprattutto libri più di nicchia e meno spinti dal marketing, e in questo modo è altamente probabile imbattersi in qualche chicca.
  • Parlarne tra amici è disponibile gratuitamente su Spotify e in poco meno di un’ora intriga, ispira, interessa e tiene incollati alle parole, mantenendo quello che il nome del podcast fa aleggiare: l’idea che ci si ritrovi, tra amici, a parlare di libri letti, riletti, amati, non sopportati. Il nuovo podcast di Daria Bignardi condotto insieme agli amici Silvia Righini e Stefano Sgambati esce ogni mercoledì e sin da subito ha promesso grandi cose rivelandosi, secondo me, assolutamente all’altezza.
  • Il podcast di Heloola: Heloola Books, ideato da Giada e Alice Cancellario, è uno dei bookclub più grandi e più seguiti di Italia e da Marzo 2025 è diventata anche una casa editrice con l’uscita del primo romanzo. Il club ha trovato un suo spazio, comodo e unico, anche sulla piattaforma di Spotify, con Il podcast di Heloola in cui Giada e Alice aprono la porta della loro vita da editrici e raccontano i libri che hanno pubblicato, quelli che consigliano e sono acquistabili sul sito di Heloola e i loro progetti.

Ecco l’articolo completo sui podcast di libri gratuiti:


Non mi dilungherò troppissimo, perché le mostre viste nell’ultimo periodo sono state veramente tantissime! Vi parlerò qui delle 3 che mi hanno colpita di più in assoluto, invece per completezza vi rimando a questo articolo uscito da poco con le 6 mostre più belle da vedere in primavera a Torino.

Alla GAM, nel suo piano sotterraneo ho visto questa mostra fotografica incantevole di Linda Fregni Nagler.

Bellissimi i diversi cicli di fotografie, raggruppate attorno a una tematica. Uno dei più impattanti è il ciclo Pour commander à l’air, composto da quindici fotografie che rappresentano persone in volo, che saltano, che cadono, nel momento stesso in cui lo fanno o poco prima. Il tema del volo si ritrova anche nelle tre sculture presenti in mostra, create nel 2014 con acciaio e carta di riso, che restano sospese e incantano il visitatore.

Al MAO è possibile visitare la grande mostra monografica dedicata all’eclettica artista giapponese Chiharu Shiota, raggruppando le opere più impattanti dell’artista.

Famosa per le sue installazioni monumentali e immersive, realizzate con fili intrecciati, quasi sempre neri o rossi, che si attorcigliano e avvolgono oggetti quotidiani, creando nodi, reti e fili, le opere diventano veicolo e racconto di temi come la reclusione, la nascita, la perdita, la memoria, il sogno.

Grazie a Pinacoteca Agnelli, che presenta la prima retrospettiva in Italia dedicata all’artista americana Alice Neel, ho potuto immergermi nelle opere di una delle più significative pittrici del XX secolo.

Il titolo della mostra, I Am the Century dovrebbe risuonare già parecchio per inquadrare la personalità poliedrica e a più strati di Alice Neel, nata all’inizio del secolo scorso, proprio nel 1900: una pittrice che è come una cronista della vita, e ne racconta le tappe più significative, la nascita, la vita, la maternità, la sessualità, la vecchiaia, la morte.

Tra le ultime scoperte in ambito museale, invece spicca il Museo della Chimica di Settimo Torinese. Nell’edificio che ha ospitato la ex Siva, la fabbrica di vernici dove ha lavorato per più di trent’anni il chimico e scrittore Primo Levi e di cui è stato anche direttore, la chimica si può osservare, toccare, sperimentare in prima persona, scoprendo che può essere stimolante e un po’ magica.

Sala lettura, spettacoli per le famiglie, laboratori per i più piccoli e un percorso museale ben fatto e interessante, al Museo della Chimica si potranno fare tantissime scoperte!


Un giovedì all’ora di pranzo ho recuperato le mie compagne di viaggio e siamo andate verso la Valle d’Aosta, facendo tappa precisamente al Forte di Bard.

In questo momento ci sono quattro mostre che è possibile vedere:

  • 61° Wildlife Photographer of the Year, fino al 12 luglio 2026;
  • Stefano Unterthiner. Una finestra sull’Artico, fino al 3 maggio 2026.
  • Capolavori al Forte. Caravaggio, San Giovanni Battista, fino al 6 aprile 2026.
  • Fernando Botero. Tecnica monumentale, fino al 6 aprile 2026.

Tra ascensori, una vista impagabile aiutata dal vento, opere meravigliose e una merenda, è stato un pomeriggio bello e interessante.

Un sabato mattina, poche ore prima dell’apertura ufficiale, sono stata invitata sulle colline di Pino Torinese al Giardino di Rosero, dove potrete immergervi ii campi colorati da migliaia di tulipani ( e portarli a casa con voi ), narcisi, lillà, muscari.

Potrete scattare decine di fotografie, fare laboratori, stare all’aria aperta godendovi il panorama e il baccano dei bambini che giocano, fare merenda con prodotti locali: un luogo magico in cui stare.



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