Saline Conti Vecchi, bene FAI a Cagliari

Immaginate una distesa di acqua a perdita d’occhio, alte montagne bianche ed un costante via vai di fenicotteri. Aggiungete la storia di un uomo, e della sua famiglia, lungimirante e dalle idee rivoluzionarie per la sua epoca, che ha portato beneficio e benessere su queste terre. E unite il tutto in una visita, praticamente a 360°, in questo luogo estremamente affascinante. 

Le Saline Conti Vecchi di Cagliari sono tra le Saline più grandi d’Italia e d’Europa, seconde solo alle Saline di Regina Margherita di Savoia in Puglia; sono l’azienda più longeva della Sardegna oltre ad essere uno splendido esempio di produzione industriale sostenibile in attività da quasi cent’anni. 

Dal 2017 le Saline Conti Vecchi di Cagliari sono uno dei due beni del FAI (Fondo Ambiente Italiano) in Sardegna, con la Batteria Militare Talmone a Palau, e sono uniche nel loro genere perché sono il solo bene FAI all’interno di un sito produttivo. 

La storia delle Saline Conti Vecchi

La storia che si cela dietro alle Saline Conti Vecchi è molto affascinante! Tutto nasce dall’idea del luminare Ingegnere Luigi Conti Vecchi, toscano di nascita ma sardo d’adozione, di bonificare tutta la Laguna di Santa Gilla, la zona paludosa ai piedi di Cagliari anche definita Macchiareddu, per creare una salina. L’ingegnere, che conosceva bene la zona perché fu a capo delle ferrovie sarde per numerosi anni, al suo ritorno in Sardegna dopo il suo servizio militare durante la prima grande Guerra, alla veneranda età di 70 anni, l’11 maggio 1919 decise di presentare la sua richiesta per la concessione dei terreni per iniziare la bonifica

Luigi Conti Vecchi all’età di 70 anni decide di presentare la richiesta per bonificare la zona padulosa Macchiareddu: è il 1919

Inizialmente incontrò non poche rimostranze, soprattutto da coloro che avevano le concessioni per la pesca in queste zone. Ma dato che la bonifica avrebbe ridotto drasticamente la proliferazione delle zanzare, che all’epoca portavano la malaria, una piaga della Sardegna dell’epoca, e grazie ad un ingente investimento privato da parte dell’Ingegnere Conti Vecchi, gli venne data la concessione nel 1921.

La costruzione della salina durò più di dieci anni, l’ingegnere ed il suo team la progettarono nel dettaglio in tutti i suoi aspetti. Dapprima modificarono gli argini e allagarono la palude, debellando le zanzare, successivamente costruirono l’industria, con le palazzine che oggi ospitano il museo. Continuarono costruendo Porto San Pietro, a 2 km dalla salina, utilizzato per trasportare il sale via mare al Porto di Cagliari.

Infine diede vita al Villaggio Macchiareddu, un villaggio dove gli operai e i dirigenti potessero vivere serenamente, costruito e gestito in modo da migliorare la vita di chi lavorava e di conseguenza abitava qui: dalle case con giardino e bagno interno, ai servizi come infermeria, mensa e spaccio fino alle attività ludiche organizzate dal dopo lavoro.  All’epoca il Conti Vecchi aveva capito che attraverso un buon welfare aziendale i dipendenti, felici e sereni, lavorano meglio e si affezionano all’azienda. Oltre agli ottimi salari, per l’epoca, alle Saline Conti Vecchi veniva fatta una costante formazione ai dipendenti, ad esempio le donne erano formate per lavorare come analiste nel laboratorio chimico, era incoraggiata la carriera meritocratica, anche i figli degli operai nati nel villaggio potevano ricoprire ruoli nella dirigenza. Inoltre, al Villaggio Macchiareddu era garantito il diritto allo studio dei bambini, che non erano impiegati per la manodopera, ma andavano a scuola all’interno del villaggio dove erano presenti l’asilo e la scuola elementare, che frequentano anche i figli dei Conti Vecchi. Inoltre, per i più meritevoli veniva fornita una corriera che li portava a scuola a Cagliari. 

Durante questi anni di lavoro l’Ing. Conti Vecchi venne a mancare e gli subentrò nella direzione dell’azienda il figlio Guido, che portò avanti l’ambizioso progetto del padre condividendone la filosofia. 

Sarà poi il figlio Guido, alla morte del padre, a portare avanti il suo progetto di una grande salina

Nel 1931 iniziò l’attività produttiva con la prima raccolta di sale destinata alla vendita, raccolta che all’epoca veniva fatta tutta a mano. L’azienda arrivò ad avere 350 dipendenti nelle stagioni di “coltura” del sale e più di 1000 durante la stagione del raccolto. Inoltre l’azienda era completamente autosufficiente, all’interno della salina erano presenti un’officina ed una falegnameria che sulla base dei progetti dell’ufficio tecnico produceva in autonomia tutti i pezzi di ricambio che servivano alla manutenzione della salina. L’azienda fu in poco tempo solida e grazie al suo sale dolce le esportazioni interessarono il 40% del traffico del porto di Cagliari. Inoltre, in questi anni iniziarono con la produzione e la vendita di un materiale di bio edilizia, fonoassorbente, ignifugo e termoisolante: la Gillite. 

Durante la seconda guerra mondiale, dopo i pesanti bombardamenti del ’43 su Cagliari, la salina rimase improduttiva per ben due anni, nel ’44 e ’45 non venne raccolto sale. 

Successivamente negli anni ’50 con l’introduzione dell’avanzamento tecnologico ed un cambio di proprietà, l’impiego di braccianti diminuì drasticamente e venne mano a mano abbandonato anche il villaggio. 

Negli anni ’80 in seguito a due gravi crisi industriali che interessarono la Sardegna, le saline vennero acquisite da Eni, un tempo azienda pubblica, che ha gestitito la produzione della salina fino a Giugno 2022. Oggi la salina è gestita da Italkali, leader nella produzione di sale e salgemma.

Nel 2017 Eni Rewind ha dato la concessione al FAI per la gestione e la valorizzazione del sito industriale, dell’oasi naturale e della sua storia. 

Il processo di produzione del sale alle Saline Conti Vecchi

Le saline sono un impianto per la produzione dell’oro bianco: il sale marino, ma non solo. Qui  vengono anche estratti alcuni prodotti chimici come il cloruro di magnesio. 

Sono un’industria naturale il cui processo produttivo segue il cambiamento delle stagioni. 

Tutto inizia in primavera con la coltivazione, quando viene introdotta l’acqua marina all’interno delle vasche di evaporazione, si attende poi che il sole ed il vento facciano evaporare l’acqua, non appena si raggiunge il giusto grado di densità, ovvero la concentrazione del sale, l’acqua viene spostata nelle vasche salanti. Qui, alla fine dell’estate inizia la raccolta che prosegue fino alla fine di ottobre, con l’ausilio delle ruspe viene rotta la crosta di sale cristallizzato e viene portata nella zona di stoccaggio dove il sale viene raffinato, lavandolo con una soluzione satura di cloruro di sodio, ed è pronto per essere essiccato e macinato.  

Come in agricoltura la produzione varia in base alle condizioni metereologiche, per questo motivo ogni anno si raccolgono tra le 250.000 e le 400.000 tonnellate di sale. Quello prodotto dalle Saline Conti Vecchi è un sale dolce, ottimo per la conservazione degli alimenti perché non ne altera il sapore. Di tutto il racconto almeno 140.000 tonnellate sono destinate all’uso alimentare. 

È un’industria pulita perché per la produzione del sale sono sufficienti l’acqua di mare, che viene pompata nelle vasche, il sole ed il vento, in particolare il Maestrale: fonti di energia rinnovabili.

Inoltre è un’industria non convenzionale perché nella salina l’uomo produce in simbiosi con la natura preservando l’ambiente circostante. Infatti, senza la salina non sopravvivrebbe la biodiversità dell’oasi naturale. 

La visita alle Saline Conti Vecchi

La visita alle Saline Conti Vecchi inizia nella zona museale, dove un tempo era presente vecchia palazzina dirigenziale, e continua a bordo di un trenino attraverso la zona produttiva della salina e all’interno dell’oasi naturalistica. 

Il museo

La visita museale è un vero è proprio viaggio nel tempo che avviene all’interno della palazzina fatta costruire dall’Ing Conti Vecchi e restaurata dal Fondo Ambiente Italiano, prima dell’apertura al pubblico. Il FAI è riuscito a ricostruire i vari ambienti fedelmente grazie all’ausilio di tutti i progetti conservati dalla famiglia Conti Vecchi.

La visita inizia dall’ufficio di Luigi Conti Vecchi, utilizzato anche dal figlio Guido, dal quale si può ammirare una splendida vista sulle saline e sul castello di Cagliari, dove l’ingegnere passò gran parte della vita. 

L’ufficio dell’Ingregnere Conti Vecchi, utilizzato successivamente anche dal figlio Guido

Si passa poi all’ufficio tecnico dove tutte le idee del Conti Vecchi presero vita. Qui vennero creati tutti i progetti dalla salina, passando dal Villaggio Macchiareddu fino alla progettazione dei calchi per i vari pezzi di ricambio per la manutenzione. All’interno di questo ambiente si può anche trovare un grande archivio storico, rinvenuto nel 2015 in un magazzino sotterraneo sotto all’ufficio del capo officina. 

Si scende poi nell’ufficio dell’amministrazione dove si possono ancora ammirare i registri degli anni ’30 con i libri paga, i registri degli infortuni e molto altro ancora. 

L’ufficio amministrazione delle Saline Conti Vecchi con registri e buste paga

Si continua entrando all’interno dell’ufficio del capo officina, completamente foderato da pannelli di Gillite, e si prosegue nell’officina dove un tempo venivano prodotti tutti i pezzi di ricambio per la manutenzione della salina e dove oggi viene mostrato un interessante documentario sulla storia della salina. 

La visita alla salina e all’oasi naturalistica

Al termine del filmato il grande portone dell’officina si apre e ad aspettarvi c’è il trenino per accompagnarvi per circa 45 minuti nel cuore pulsante della salina, dove viene prodotto e raccolto il sale.

Il viaggio nella salina inizia accanto alle caselle salanti, dove avviene il processo di cristallizzazione e si tengono le ultime fasi della produzione del sale. In base al periodo in cui si visita la salina questa zona assume un colore differente che può variare dal rosso purpureo fino al bianco. Durante il raccolto in questa zona si trovano i cumuli di sale che vengono trasportati alla zona di stoccaggio.

Successivamente potrete ammirare da vicino proprio questa zona, caratterizzata da alte montagne bianche dove il sale viene immagazzinato dopo essere stato raffinato.

Continuerete addentrandovi all’interno dell’oasi naturale, che si trova nelle vasche di evaporazione, qui tutto d’un tratto passerete da un ambiente naturalmente inospitale ad uno dove la vegetazione cresce rigogliosa e dove si possono ammirare numerose specie di volatili acquatici. All’interno dell’oasi, dove è presente un ecosistema simile a quello delle lagune, convivono stabilmente più di 50 specie di volatili, ma in alcuni momenti dell’anno si arriva ad un centinaio. Molte di queste sono protette anche grazie a numerosi accordi internazionali che salvaguardando l’oasi naturale. Oltre ai bellissimi aironi, alle spatole, i falchi di palude la salina è famosa per la presenza costante durante tutto l’anno di magnifici fenicotteri rosa che, nelle vasche di evaporazione, trovano il loro habitat perfetto. Li ammirerete intenti a rovistare con il loro becco nell’acqua alla ricerca dell’Artemia Salina un piccolo mollusco di cui si cibano e da cui prendono il loro colore rosato. 

Alle Saline Conti Vecchi convivono stabilmente più di 50 specie di volatili

Una volta rientrati al Museo potrete continuare la visita all’interno di quello che un tempo era la falegnameria. Oggi qui si può visitare l’esatta riproduzione del laboratorio chimico, che un tempo era all’interno del villaggio, dove erano impiegate le donne che, per volere dei Conti Vecchi, venivano formate per fare le analiste di laboratorio e non erano quindi costrette al duro lavoro come braccianti nelle saline.

La visita continua con un altro interessante video che approfondisce il processo di produzione del sale all’interno delle Saline Conti Vecchi e termina poi all’interno dello shop dove potrete acquistare il sale che viene prodotto nella salina. 

Alcune informazioni utili per visitare le Saline Conti Vecchi 

Lo stabilimento delle Saline Conti Vecchi è aperto alle visite da marzo a dicembre, dal martedì alla domenica. 

Siccome il museo è all’interno di uno stabilimento in attività gli orari di visita variano a seconda delle ore di luce e delle attività produttive, per questo motivo non sono presenti orari di apertura fissi. 

È possibile verificarli telefonicamente al numero 070247032 oppure sul sito.

La visita dura un paio d’ore e nei mesi estivi è consigliato acquistare il biglietto con anticipo. È possibile visitare il museo in autonomia o con una visita guidata, che personalmente consiglio

Il costo del biglietto per la visita in autonomia al museo ed il trenino è di 10 euro; è gratuito per gli iscritti al FAI e sono disponibili degli sconti famiglia. 

Lo stabilimento si trova a pochi chilometri dal centro storico di Cagliari ed è presente un comodo parcheggio gratuito all’interno del sito museale. 

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Scritto da Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

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