Il Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria | Quello che rimane quando un rapporto finisce

Quasi sempre definiamo bello un museo che ci ha stimolato o interessato, una mostra ben organizzata in grado di ispirarci, una galleria di opere all’avanguardia. Ma non è questo il caso.

Non è possibile definire bello questo museo, perché il Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria è un esperimento sociologico, un museo di oggetti aggrovigliati, segno di relazioni finite, interrotte appunto; simbolo di parole non dette, segreti taciuti per sempre, tradimenti, sofferenza, nodi che neppure il tempo sarà in grado di sciogliere. Un museo che per una volta non parla di amore, ma di quello che viene dopo e di quello che (ci) resta.

Cosa ci resta quando un amore finisce?

Quando un amore si interrompe e una storia finisce, ci rimangono i ricordi. Più il tempo passa, più quelli negativi, solitamente dell’ultimo periodo, lasciano spazio a quelli più felici, che porteremo con noi. Oltre ai ricordi, le storie ci lasciano spesso una quantità di oggetti in(de)finita: regali di compleanno e dell’anniversario, souvenir presi durante i viaggi di coppia, mobili e arredi comprati da uno o dall’altro partner nella casa in comune.

Ci sono oggetti che prendono il loro posto senza disturbare, altri che ci sono di intralcio per voltare pagina, che continuano a fissarci e ricordarci il rapporto finito. Ma gli oggetti peggiori sono forse quelli di cui vorremmo profondamente disfarci, ma non riusciamo a farlo.

Il Museo delle Relazioni Interrotte

Un museo che racchiude quello che resta dopo un rapporto finito

Tra i musei da non perdere a Zagabria c’è senza dubbio lui. Nato come una mostra temporanea e diventato museo solo dopo, il Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria ha proprio lo scopo di racchiudere tutti gli oggetti di cui vorremmo disfarci dopo una storia, ma non sappiamo da che parte iniziare, oggetti che in fondo pesano ancora come macigni sul cuore.

Tutto comincia quando la produttrice cinematografica Olinka Vištica e lo scultore Dražen Grubišić, entrambi di Zagabria, si lasciano dopo essere stati insieme quattro anni. Che fine far fare a tutti gli oggetti che erano appartenuti per tanto tempo alla coppia? Oggetti legati indissolubilmente a una storia terminata? I due ex hanno scherzato un po’ sulla necessità di costituire una grande raccolta di oggetti provenienti dalla loro relazione interrotta, e tre anni dopo essersi lasciati la creano per davvero.

La collezione si costituisce quindi con tutti gli oggetti che hanno caratterizzato il passato della coppia, e si è poi arricchita con i cimeli donati da amici e conoscenti. La collezione viene esposta al pubblico per la prima volta nel 2006 a Zagabria e poi diventa una mostra itinerante: raggiunge l’Argentina, le Filippine, la Turchia, approda in Germania, Serbia, Slovenia, Macedonia, si spinge fino agli Stati Uniti e nel sud Africa. Una cartina del mondo all’ingresso del museo evidenzia tutti i luoghi in cui è stata la mostra itinerante.

Gli stivali da moto di Ana, uno degli oggetti simbolo di una relazione interotta

Il Museo delle Relazioni Interrotte, a Zagabria dal 2010

Nel 2010 il Museo delle Relazioni Interrotte si stanzia definitivamente in un palazzo barocco nel cuore di Zagabria e via via si fa conoscere in tutto il Paese e nel resto del mondo. Oggi una filiale è anche presente a Los Angeles, ma è qui a Zagabria che la sua essenza pulsa.

Il museo è organizzato in modo molto semplice: ogni oggetto è accompagnato da una didascalia in cui viene spiegata la sua storia e quella della coppia a cui è appartenuto. Non solo coppie di innamorati, ma anche coppie di genitori e figli, legami familiari spezzati. All’ingresso del museo vi verrà data la possibilità di scegliere un opuscolo della vostra lingua, per approfondire ogni racconto, da restituire all’uscita.

Tra ironia e sentimentalismo, sono tantissime, divertenti e strazianti le storie appartenute agli oggetti: porte, abiti da sposa, sottaceti, peluche, ciocche di capelli, audiocassette, lettere. In uno spazio totalmente bianco, circondato solo da oggetti e didascalie, camminerete tra l’essenza passeggera della condizione umana.

Gli oggetti più strani e inaspettati, racconti di frammenti di vita spezzati e interrotti

Uno dei più toccanti è sicuramente l’abito da sposa di una ragazza che una settimana prima delle nozze è rimasta sola: il suo futuro marito è stato ucciso in uno degli attentati di Istanbul. Sono tanti anche gli oggetti che raccontano i rapporti devastanti tra genitori e figli, come l’ultima lettera di un figlio suicida alla madre e il braccialetto che una ragazza ha preso come souvenir a Disneyland Paris. Il padre aveva portato lei e tutta la famiglia in viaggio e dopo poco le aveva abbandonate. La figlia ha voluto liberarsi di quell’oggetto che le ricordava un momento felice in famiglia, distrutta poco dopo.

Anche una tappa nel delizioso caffè del Museo delle Relazioni Interrotte e dello shop, dove fare rifornimento di gomme per cancellare i brutti ricordi, è da fare.

Il caffè del Museo delle Relazioni Interrotte, una tappa da non perdere

A Dubrovnik un altro museo atipico

Il Museo delle storie d’amore di Dubrovnik

Se non siete colmi di romanticismo e amore, sappiate che il Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria non è l’unico museo atipico della Croazia: c’è anche il Museo delle storie d’amore di Dubrovnik, nella bella città della Croazia meridionale.

Canzoni d’amore e leggende legate a rapporti d’amore storici e leggende popolari, ma anche una sezione con oggetti donati da chi ha voluto raccontare un pezzetto della propria storia d’amore.

8 pensieri riguardo “Il Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria | Quello che rimane quando un rapporto finisce

    1. Come si dice in questi casi : sono punti di vista ☺️ come museo/mostra io l’ho trovato…geniale! Che poi abbia un odio viscerale per l’accumulo di oggetti che ritengo inutili e faccia molta poca fatica a disfarmi degli oggetti, ho empatizzato con le storie umane lette, che rimangono per me ( gli umani intendo ) una delle cose più interessanti di sempre!

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      1. Anche in questo caso , ognuno è a sé. Io provo proprio gioia nel buttare e a volte ( fai che non leggano questi commenti amici e parenti 😂 ), quando ho ricevuto regali o oggetti che ho ritenuto inutili e non di mio gusto, prima di entrare in casa, ho fatto una sosta ai bidoni condominiali. Però ho “rispetto” in chi accumula oggetti inutili o oggetti che pensa che siano utili o chissà quando possono servire. E anzi, penso che questo sia sinonimo di personalità e storie sicuramente molto lontane da me, ma comunque interessanti

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    2. Un’altra osservazione che magari non c’entra molto con il museo in questione ma con gli oggetti a cui siamo legati sì. Quando ho dovuto rottamare l’auto di famiglia dopo un incidente per causa mia ho pianto per giorni. E il solo pensiero anche ora che sono passati anni mi lacera un po’. Non era solo un’auto per me, erano 200 km di indipendenza, viaggi on the road, gite al mare organizzate all’ultimo. Quindi ecco, pensando alla mia Yaris grigio metallizzata, non mi sento di giudicare un abito da sposa o un barattolo di sottaceti 🙂

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