Un weekend a Bacoli, bellezza inconsapevole della Campania

“C’incamminammo per la strada, fiancheggiata da tombe, che conduce dalla riva del mare al villaggio di Bacoli, l’antica Bauli. Tutto quel villaggio era in allegria: si ballava, si cantava e tutto ciò in mezzo a rovine e monumenti funebri di un popolo scomparso, su quella stessa terra, che fu calcata da Manlio, Cesare, Agrippina, Nerone, su quel suolo, dove venne a morire Tiberio.”

(Alexander Dumas, “Il corricolo”)

Terra vulcanica scoperta da grandi oratori romani, è stato luogo ristorativo per Enea, la roccaforte degli Aragonesi e poi l’approdo di gruppi di ebrei in cerca di speranza. Oggi Bacoli è, insieme a Pozzuoli, centro culturale dei Campi Flegrei, una tappa irrinunciabile per vulcanologi, geologi e archeologi, presa d’assalto dal turismo stagionale in cerca di un mare limpido a mezz’ora da Napoli. E allora salpate con me un weekend a Bacoli, bellezza inconsapevole della Campania.

Un weekend a Bacoli, bellezza inconsapevole della Campania

Al di là delle spiagge: Tre motivi per visitare Bacoli

È un incrocio di culture. Una torre sommersa a Capo Miseno, un museo in fondo al mare di Baia sommersa, l’antro della Sibilla. Una fortezza spagnola costruita su una villa romana, l’acropoli cumana e i templi greci, acque termali predilette dagli Imperatori Romani, e poi uno scorcio sul Lago Fusaro scelto dai Borbone per la realizzazione di un Casino Reale di caccia. È un luogo così poetico da generare, quasi per osmosi, poeti, attori e pittori di talento.

Bacoli è questo, e altri svariati, molteplici tasselli rivelatori di scelte e abitudini di popoli che da duemila anni la considerano un’oasi di pace.

Bacoli vista dal Monte di Procida
Bacoli vista dal Monte di Procida

Il clima. Basta volgere lo sguardo a Ischia, lo dicono i pescatori e i gestori dei lidi in estate. Se a Ischia c’è maltempo, allora a Bacoli la pioggia arriverà dopo, o non arriverà affatto. Questo paese è come sotto un incantesimo, al punto da sfuggire ai meteorologi, che non ci prendono quasi mai! Qui non grandina, i giardini si colorano a inizio marzo e a ottobre le persone vanno al mare (i più temerari finanche a novembre). Anche quando a Napoli piove, a Bacoli splende il sole. È un posto magico, non solo per le leggende che emergono dopo secoli e s’insinuano nei discorsi della gente, ma perché conserva un suo, personalissimo, microclima.

La tradizione culinaria. Il turismo bacolese è anche culinario. La coltivazione di mitili è di competenza dei bacolesi da quando i greci-cumani incidevano sulle loro monete granchi e pesci. Specialità del posto è, infatti, l’impepata di cozze. Così come il coniglio alla cacciatora, ereditato dagli ischitani, la frittura di alici, la pasta e fagioli con le cozze, la parmigiana di melanzane. Una gastronomia ricchissima ereditata da contadini improvvisatisi pescatori, una perfetta mescolanza di terra e mare inimitabile. Il vino autoctono, la Falanghina, è richiestissimo per la vulcanicità dei terreni. Potreste cenare in riva al mare a pochi passi dalla Tomba di Agrippina, o a picco sul mare, sulla Montagna di Miseno, presso l’elegante Cala Moresca in Via Faro, fiore all’occhiello della cucina mediterranea con una location da togliere il fiato. Se amate circondarvi di storia, poco distante dal Castello Aragonese c’è Borgo 50, un bistrot moderno in un vecchio rudere dagli interni esclusivi, perfetto per una cena a lume di candela. Potreste anche scegliere un pranzo sul lago Fusaro, come da Kuma 65, dove lo chef esalta, rivisitando i primi piatti e inventando pizze originali, la tradizione bacolese. Per mangiare solo il pescato del giorno ci sono decine di ristoranti.

Consigliati: Osteria da Caliendo (con vista sul golfo e terrazza romantica) e La Catagna (un incanto, un posto segreto nei pressi della Piscina Mirabilis).

Cena romantica
Per le vostre cene romantiche avrete un’ampia scelta

Un weekend a Bacoli, bellezza inconsapevole della Campania

10 cose da fare a Bacoli tra archeologia, natura e divertimento

1) Un caffè o un aperitivo con vista sull’antico borgo di Cento Camerelle

Si chiamano monocellule, hanno il tetto a cupola, un solo vano e uno spazio esterno destinato alla raccolta dell’acqua e al lavatoio. Sono le prime case bacolesi, realizzate a partire dal 1600, ancora oggi elemento caratteristico del borgo originario di Bacoli, Cento Camerelle. Stradine labirintiche, una chiesetta dedicata a Sant’Anna realizzata nel Seicento e poi un’immensa cisterna romana. Ciò che dà continuità a queste diverse forme d’arte è la sopravvivenza delle leggende e delle storie popolari. Dietro la Chiesa di Sant’Anna, quando sta per cominciare il groviglio di viuzze, si trova Aret a’Chies – Bar & Grill, un posticino accogliente, opera del barman d’eccellenza Dario Scamardella. Con angolini ricercati dallo stile urban ma familiare, sa di storia, d’artigianato e creatività.

Un caffe Aret a Chies
Un caffè da Aret A’Chies

2) Scoprire Baia: tra un bicchiere di vino e un giro alle Terme Romane

“Nessun golfo nel mondo risplende più dell’amena Baia” (Orazio, Ep. I, 1, 83)

Quella che più di duemila anni fa era la meta termale degli Imperatori Romani, scelta da Nerone per progettare la morte di sua madre e da Claudio per trascorrervi le vacanze, oggi è una frazione di Bacoli che ospita un porticciolo, vinerie e ristorantini sul mare. Dopo la visita a quel che resta delle Terme Romane, al Tempio di Venere, edificio termale perfetto e maestoso, e al Tempio di Diana situato nei pressi della vecchia ferrovia di Baia, vi meritate una cena in uno dei ristoranti più originali della zona, La Locanda del Testardo. Qui, in un’antichissima cisterna che i Romani fecero costruire per raccogliere l’acqua, il vintage e il tufo si mescolano creando un’atmosfera chic e informale al tempo stesso. Anche qui, il mix di mare e terra è sublime.

terme romane
Le terme romane a Bacoli

3) Perdersi nel Castello Aragonese di Baia, e poi godere del mare che bagna la spiaggetta sottostante

A ridosso dei vulcanici Fondi di Baia, si impone maestoso il Castello inespugnabile fatto costruire dal re Alfonso II d’Aragona, una fortezza militare fino al 1860, divenuta orfanotrofio e carcere militare all’inizio del Novecento. Oggi è la dimora del Museo archeologico dei Campi Flegrei, famoso in tutto il mondo per i reperti d’epoca romana e greca. Dalla cima del Castello Aragonese godrete della vista più bella sul Vesuvio. Sotto la protezione di questa roccaforte si trova una spiaggetta, chiamata La Spiaggetta del Castello, intima, lontana dal traffico, un piccolo paradiso raggiungibile solo in barca. Il punto d’imbarco è in una stradina che si dirama da Via Lucullo, dopo il cantiere navale Fiart.

Castello Aragonese
Vista sul Castello Aragonese

4) La visita alla Casina Vanvitelliana

Invidiataci dal mondo intero, la Casina Vanvitelliana fu commissionata da Ferdinando IV di Borbone e realizzata da Carlo Vanvitelli. Destinata a essere casa per la caccia e la pesca o dimora degli ospiti dei reali, oggi è un gioiellino sul lago, una forma geometrica perfetta poggiata su un isolotto, un piccolo, grazioso spazio dedicato alla pittura.

casina vanvitelliana
Casina Vanvitelliana, realizzata da Carlo Vanvitelli

5) Alla ricerca dei greci-cumani e dell’Antro della Sibilla

Proseguendo verso Licola (Pozzuoli), fermatevi a Cuma, la più antica colonia greca occidentale. Affacciatevi sull’Acropoli, emozionatevi pensando che, proprio lì, i Greci d’Eubea davano inizio a una civiltà millenaria portatrice dei traguardi più grandi nella scienza e nella filosofia.

pranzo sul lago fusaro
Pranzo sul Lago Fusaro

Il mito e il mistero dominano a Cuma come in nessun altro luogo del mondo. Varcate l’ingresso trapezoidale dell’Antro della Sibilla, percorrete il corridoio per trovarvi dinanzi a tre vani, uno dei quali destinato, in origine, alle sacerdotesse veggenti di Apollo. La loro attività oracolare è chiaramente attestata nell’Eneide: Virgilio guida Enea nell’oltretomba attraverso l’oracolo della Sibilla Cumana.

6) Esplorare la Piscina Mirabilis

Forse è il simbolo indiscusso di Bacoli. Dodicimilaseicento metri cubi d’acqua è quanto poteva contenere questa immensa cisterna, opera architettonica senza eguali d’epoca augustea. Mozart, Petrarca, Shelley, Goethe… ne decantarono la grandiosità. Si trova in Via Piscina Mirabile, 27, l’ingresso è gratuito, ma occorre telefonare alla custode per concordare l’orario di visita.

piscina mirabilis
La Piscina Mirabilis, un’enorme cisterna

7) Guardare il tramonto dalla sponda del Lago Mare Morto

Tappa immancabile, se si vuole guardare il centro storico e la Chiesa di Sant’Anna da una prospettiva particolare. Percorrete il lungo lago a piedi, fermatevi per un aperitivo e quando entrate nella villa comunale noleggiate una barchetta per un giro nel lago all’ora del tramonto.

8) Una serata in riva al mare nel fulcro della movida bacolese

Le notti bacolesi sono fatte di musica sulla spiaggia e lucine tenui che illuminano i lidi. Per ballare scalzi, guardando la luna che si specchia nel mare e sorseggiando una birra, avrete a disposizione tutto il lungo mare che si divide tra Miliscola e Miseno. Consigliato: il Lido Turistico per le serate con musica anni 70, 80, 90 e per la festa hawaiana di agosto.

9) La passeggiata nella villa comunale mangiando il gelato a nocciola!

Questa è una cosa da vero bacolese. Ogni persona in questo paese, almeno 1 volta nella vita, anzi, almeno 100 volte, è passata al Chioschetto, che si trova all’ingresso della villa comunale di Bacoli, per gustare, passeggiando e chiacchierando con un amico, il gelato di Michina, rigorosamente a nocciola. Un elemento iconico da generazioni.

10) Partecipare ad almeno una sagra organizzata dai commercianti del centro storico

Nella direzione opposta alla villa comunale, proseguendo verso Via Gaetano De Rosa, vi troverete nel corso che da cent’anni è il centro della vita bacolese, scelto per ospitare sagre di ogni tipo che coniugano musica, folklore e buon cibo. Tra giugno e luglio si tiene la Sagra della Cozza dove la regina è l’impepata, e in cui poter gustare la zuppa di cozze, decine di varietà di dolci, panini preparati dai migliori pub del posto e il vino locale. A fine luglio, invece, durante la Sagra della Melanzana, la falanghina accompagna le melanzane cucinate in ogni variante possibile e immaginabile. Durante il resto dell’anno tenete d’occhio il sito del Comune di Bacoli per non perdere l’appuntamento di ottobre con la Sagra della Birra. A Natale, poi, il corso fa da cornice al Villaggio di Babbo Natale: spettacoli, luminarie e (ancora una volta) tanto cibo!

 

Scritto da Carmela Cordovaimage1

Nata a Napoli, ha lasciato tre quarti di cuore sul sedile della carrozza che porta al castello di Neuschwanstein e un altro pezzetto è rimasto sugli scaffali dell’Atlantis Books di Santorini. Divisa tra il diventare avvocato e abbandonarsi alla lettura e scrittura, probabilmente in una vita precedente era una bibliotecaria.

 

 

8 pensieri riguardo “Un weekend a Bacoli, bellezza inconsapevole della Campania

    1. Grazie Alfredo! 🙏🏼 Così inconsapevole di essere bella, Bacoli è un gioiellino inesplorato che va curato e annaffiato come una pianta. Mi auguro che in futuro rivivrà come un tempo

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