Itinerario di una settimana in Giordania | On the road dal nord al sud della Giordania

La Giordania da travel dream a realtà! Durante il nostro viaggio in Marocco con Elisa, parlando di destinazioni che ci sarebbe piaciuto vedere, ci siamo accorte che una meta continuava a tornare e ritornare nei sogni di entrambe… la Giordania!
Ed eccoci qui dopo soli 4 mesi all’aeroporto di Amman pronte per affittare una macchina che ci porterà in giro per la Giordania. Elisa con le chiavi alla mano e alle prese con una macchina un po’ troppo scassata ed un cambio automatico capriccioso. Io con una cartina ed un itinerario abbozzato nelle ultime settimane, Lonely Planet e GPS pronte a partire e far crollare tutti quei piccoli pregiudizi che da tempo ci accompagnano. Vi raccontiamo il nostro itinerario di una settimana in Giordania.

Itinerario di una settimana in Giordania

Giorno 1: Mar Morto

Percorriamo la strada tra l’aeroporto ed il Mar Morto e raggiungiamo in una quarantina di minuti il nostro hotel, il Ramada Resort Dead Sea. Raggiunto il resort ci accorgiamo che la gomma della nostra auto è praticamente a terra, grazie al preziosissimo aiuto di Salam, facchino dell’hotel, possiamo goderci il pomeriggio ed il tramonto in piscina, in attesa di una nuova e fiammante auto.

Il programma era un altro ma dopo una notte insonne vi assicuro che un pomeriggio a bordo piscina è stato un dono!

Mar Morto: dove dormire?

Al Ramada Resort Dead Sea, un hotel 4 stelle dove godere a pieno l’esperienza sul Mar Morto, camere ampie con vista e tutti i comfort. Prima colazione a buffet inclusa ed un ristorante aperto sia a pranzo che a cena. Due piscine, una con scivoli, ideali per le famiglie. Una spiaggia privata con asciugamani, spogliatoi, docce, lettini ed una vasca di fango dove poter vivere in tutta tranquillità ed al cento per cento l’esperienza.

Mar Morto - Ramada 2
Ramada Resort Dead Sea, un ottimo hotel per godervi il Mar Morto

Itinerario di una settimana in Giordania

Giorno 2 : Mar Morto, Castello di Shoubak e Petra by night

La notte passa veloce, è mattina! Dopo una ricchissima colazione prendiamo la navetta gratuita e veniamo accolti da Omar che ci consegna gli asciugamani e ci accompagna fino alla spiaggia privata semideserta.
Dopo qualche foto ci buttiamo in acqua ed ebbene sì… si galleggia! Si galleggia a tal punto che camminare diventa complicato. Dopo un bel bagno torniamo in spiaggia e ci facciamo i fanghi che risciacqueremo più tardi con un secondo bagno.
La sensazione è incredibile, è una di quelle esperienze che andrebbero fatte almeno una volta nella vita! E vi consiglio di farla prima che il Mar Morto si ritiri completamente a causa del surriscaldamento globale.

Mar Morto
Galleggiare sul Mar Morto è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita

Rientriamo in hotel, ci facciamo una bella doccia per lavare via tutto il sale e ripartiamo verso sud.

Percorriamo la strada panoramica che costeggia il Mar Morto verso sud e il paesaggio che si rivela ai nostri occhi è da lasciare senza fiato. Lungo la strada potrete notare delle piccole capanne che dalla strada scendono fino al mare, qui potrete affittare per un Jod all’ora la vostra “capanna” sulla spiaggia.
Continuiamo verso sud e superiamo il canyon del Wadi Mujib e lungo la strada, incontrando uno spiazzo, facciamo una sosta per ammirare il paesaggio. Scopriamo poi che proprio alle nostre spalle veglia su di noi la conformazione rocciosa chiamata “Lot’s Wife”. Nella Bibbia, nel libro della Genesi, si narra che la moglie di Lot nella fuga da Sodoma si trasformò in una statua di sale voltandosi ad ammirare la città per l’ultima volta.

Superiamo le grandi saline e continuiamo fino al villaggio di Al Maamura, stiamo guidando da circa un’ora ed abbiamo percorso un centinaio di km dal nostro hotel. Qui ci inoltriamo nell’entroterra in direzione della Riserva di Dana. La strada fino alla riserva attraversa una zona magnifica, per circa 50 km si susseguono davanti a voi uno dopo l’altro numerosi canyon che si aprono tra le montagne. La strada perfetta per gli amanti della fotografia.

Raggiunta la Riserva di Dana, non ci fermiamo e, proseguiamo per una settantina di chilometri verso l’imponente castello Ash Shuobak  attraversando delle colline di pietra molto suggestive. Arriviamo un’oretta prima della chiusura, in inverno tutte le attrazioni in Giordania chiudono alle 17.00. Il castello, incluso nel Jordan Pass, è stato costruito per volere dei crociati nel 1115 e abbandonato dopo i numerosi assedi subiti, prima del re Saladino e successivamente dai Mamelucchi.

Castello Shoubak
L’ingresso al castello di Shoubak è incluso nel Jordan Pass

Ripartiamo verso Petra, che dista solo una ventina di chilometri, facciamo il check in nel nostro hotel, ceniamo al volo e ci andiamo a cambiare perché per la serata dobbiamo restare al caldo. Questa sera ci aspetta Petra By Night!
Calata la notte, dopo aver acquistato il biglietto d’ingresso al centro visitatori, percorriamo per una mezz’ora il siq illuminato da un’infinità di candele e dalla luce della luna che splende nel cielo. Ed ad un certo punto si apre davanti a noi il Tesoro di Petra, illuminato da luci soffuse e candele… e per un attimo il tempo ed il mondo intero si sono fermati. Ci sediamo sui tappeti davanti al Tesoro, beviamo un tè, assistiamo per un’oretta allo spettacolo e torniamo in hotel ancora incredule.

Petra by night
Petra by night, un’esperienza sicuramente turistica, ma secondo noi da provare

Itinerario di una settimana in Giordania

Giorno 3: Petra

Dopo un’abbondante colazione ci dirigiamo a Petra con la nostra auto e troviamo un posto in un parcheggio gratuito a pochi passi dal centro visitatori. Dopo aver fatto timbrare il nostro Jordan Pass che include l’ingresso a Petra ripercorriamo alla luce del sole la strada che conduce al Siq.

Magnifica: con l’oscurità la notte precedente non avevamo realizzato la bellezza di questo luogo. Continuiamo inoltrandoci nel siq dove centinaia di turisti come noi scattano fotografie e beduini scorrazzano con le loro carrozze. Arriviamo al tesoro e la sensazione è la medesima della sera precedente, tutto si ferma per un istante. Il tesoro di Petra è reale ed è magico!

Petra (2)
Il Tesoro di Petra

Continuiamo a passeggiare lungo il siq, dove i beduini cercano di convincerci a salire sulla cima delle montagne per scattare la classica fotografia instagrammabile, ma li ringraziamo e proseguiamo. Ci aggiriamo nel regno dei Nabatei, il popolo di commercianti che creò questa città scolpita nella pietra, e decidiamo giusto prima del teatro di seguire il consiglio di Ahmed,  un Italo-Giordano che abbiamo conosciuto la sera precedente in hotel. Decidiamo di salire verso l’alto e ammirare Petra dalla roccia del sacrificio. Una volta arrivati in cima alla roccia del sacrificio imboccate il sentiero di destra e proseguite fino alla fine. Qui troverete una piccola tenda dove prendere un tè o un caffè o semplicemente ammirare la città dall’alto e riposarvi sui tappeti e cuscini davanti al precipizio. In lontananza potrete notare anche la punta del Monastero.

Tornando verso il sacrificio proseguite scendendo dall’altro lato da cui siete giunti e arriverete in uno degli angoli più belli di Petra. Un giardino che sembra quasi incantato, incastonato tra le rocce.

Scendendo arriverete direttamente alla base della città dove parte la salita al Monastero. Noi abbiamo deciso di non salire fino in cima e siamo rientrate passando nel centro della città sotto alle tombe ed al teatro.

Petra: dove dormire?

Il Al Anbat Hotel é un’ottima soluzione per chi dispone di un’auto, poiché situato all’ingresso di Wadi Musa e dispone di moltissimi parcheggi, molto difficili da trovare nel centro del villaggio. L’hotel ha camere spaziose, confortevoli, con una vista magnifica sulle montagne di Petra. Ognuna ha il riscaldamento regolabile, da non sottovalutare per chi viaggia nei mesi invernali. È inclusa la prima colazione a buffet ed è disponibile la cena a buffet ad un ottimo prezzo. A disposizione degli ospiti in estate è disponibile una piscina e Spa tutto l’anno a prezzi competitivi. Unica pecca Wifi che fa i capricci e funziona solo nelle zone comuni.

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Giorno 4: Wadi Rum

Ci svegliamo con calma con gli occhi ancora colmi di bellezza e le gambe doloranti dagli scalini e dai 17 km percorsi a Petra senza nemmeno accorgercene. Facciamo un’abbondante colazione e ce la prendiamo con calma. Verso le 11.00 partiamo in direzione del deserto rosso del Wadi Rum. Percorriamo circa 170 km ascoltando il prezioso consiglio del receptionist dell’hotel e prediligendo la King Road, una strada panoramica stupenda, e poi la Desert Highway.

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La strada verso il Wadi Rum

In circa due ore raggiungiamo il visitor center e dopo aver fatto timbrare il nostro Jordan Pass accediamo al parco del Wadi Rum. Raggiungendo dopo 5 chilometri il Wadi Rum Village, il villaggio beduino dove lasceremo la nostra auto per la notte.
Saltiamo sul cassone del pick up di Raif, un giovane beduino nato e cresciuto nel deserto, che ci accompagnerà in un tour di 4 ore tra le meraviglie del deserto del Wadi Rum.

Iniziamo scalando la Lawrence Spring una parete dalla quale si può ammirare dall’alto la vastità del Wadi Rum. Ci spostiamo fino alla grande duna di sabbia rossa proprio nel mezzo del deserto dove trascorriamo un po’ di tempo ad ammirare il paesaggio e a scattare quelle duecento fotografie. Ci spostiamo poi in un canyon dove sono visibili delle iscrizioni risalenti ad almeno 2000 anni. Rafi ci porta a vedere gli iconici archi di roccia e attraversiamo il deserto bianco tra i cammelli che pascolano tranquilli per raggiungere il nostro campo.

Arriviamo giusto in tempo per il tramonto, ci arrampichiamo su una collina rocciosa lì accanto e ci sediamo ad ammirare il sole che scende ed infuoca tutto il deserto.

Ceniamo tutti insieme con il tipico zarb, carne e verdure cotte nella sabbia dai beduini nel campo. Il cibo viene cucinato grazie al calore della sabbia e lo spettacolo e il sapore sono strepitosi.

Trascorriamo la serata in una grande tenda beduina bevendo tè e fumando lo sciscia attorno al fuoco. Rimaniamo in pochi viaggiatori nella tenda a ridere e chiacchierare con i beduini. Quando scoprono che è il compleanno di Elisa il proprietario del campo decide di farle una sorpresa così terminiamo la serata mangiando una fetta di torta! Si è fatto tardi, ci ritiriamo nella nostra tenda in compagnia di milioni di stelle.

Wadi Rum: dove dormire?

Al Wadi Rum Bedouin Tour with a Camp il campo è composto da una decina di tende in cerchio tra loro, due tende principali ed i bagni in muratura con delle docce. Le tende sono spaziose e molto pulite. La colazione e la cena molto buone e l’accoglienza è speciale!

Noi dopo aver prenotato su Booking la tenda abbiamo “contrattato” un tour in Jeep di 4 ore che consiglio vivamente.

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Giorno 4: Dal Wadi Rum a Madaba

Ci svegliamo presto, sono le sei, e ci arrampichiamo su una collina dietro al campo. Siamo in pochi svegli, in lontananza qualche cammello pascola e altre persone dei campi vicini iniziano i trekking nel deserto. Ma noi siamo lì pronte ad aspettare il sole sorgere. Colazione veloce e rientriamo in fretta al villaggio, ci aspettano tanti chilometri oggi!

Ripartiamo verso nord in direzione del Castello di Karak, che raggiungiamo dopo circa 250 chilometri. Dopo ore di guida arriviamo finalmente ad Al Karak e davanti a noi, nella città vecchia fa capolino l’imponente castello! Ci infiliamo nel caos della città antica dove troviamo un parcheggio, grazie all’audace proprietario del Kings Restaurant, poco distante all’ingresso del castello.

Il castello, incluso nel Jordan Pass, costruito per volere dei crociati fu teatro di scontro con le armate del Saladino. Con il castello di Shoubak, faceva parte di una rete di castelli creati al fine di controllare il commercio e le carovane beduine che dal Medio Oriente raggiungevano il Nord Africa e viceversa. A differenza di Shoubak questo castello è stato ristrutturato e vi sono numerosi cartelli informativi. Nelle giornate limpide dalle mura del castello si può anche ammirare il Mar Morto!

Castello di Karak
Il Castello di Karak è stato recentemente ristrutturato

Al-Karak: dove mangiare?

Al Kings Restaurant proprio a due passi dall’ingresso del castello potrete assaggiare un hummus eccezionale! Noi abbiamo preso anche un piatto di pollo e riso, tutto delizioso. Qui il rapporto qualità-quantità-prezzo è ottimo, considerando soprattutto che il proprietario vi permetterà di parcheggiare gratuitamente proprio di fronte al suo locale.

Ripartiamo nel primo pomeriggio e ci aspetta un’ora e mezza di auto e scegliamo di percorrere i 90 km dell’antica King Road che attraversa il Wadi Mujib. Strada che vale assolutamente d’essere percorsa! La vista dall’alto del Canyon è unica, maestoso ed imponente si aprirà sotto i vostri piedi la prima parte della Rift Valley.

Raggiungiamo Madaba e ci rifugiano nel nostro ostello. Oggi abbiamo percorso tanti chilometri e abbiamo bisogno di riposare, domattina visiteremo la città.

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Giorno 5: Madaba e Jerash

Madaba è la città che si sveglia al suono delle campane accompagnate dal canto del Muezzin, qui i campanili delle chiese e le torri delle moschee dominano la città dall’alto una accanto all’altra. Inoltre Madaba, nelle sue chiese ortodosse, conserva un vero e proprio tesoro fatto di mosaici bizantini.

Consiglio di iniziare a visitare la chiesa della decapitazione di Giovanni Battista, con un solo jod potrete ammirare la chiesa, il museo dell’acropoli nella cripta, il piccolo museo e salire sul campanile e godere dell’incredibile vista. Qui troverete pochi turisti e un museo che vale veramente la pena di visitare.

Non perdete anche la chiesa di San Giorgio dove ammirare sul pavimento della navata centrale il mosaico che rappresenta la più antica cartina della Palestina.

Madaba San giorgio
I mosaici bizantini di Madaba, con la più antica cartina della Palestina

Nel primo pomeriggio partiamo verso la Pompei dell’Asia: la città romana di Gerasa, Jarash ai giorni nostri. Per raggiungere Jerash guidiamo per un’oretta e percorriamo circa 80 km, attraversando la verdissima valle del Giordano.

Fondata più di duemila anni fa, qui il tempo sembra essersi fermato. Si può immaginare perfettamente la città in tutto il suo splendore. L’ingresso al sito archeologico è incluso nel Jordan Pass e vi consiglio di dedicare almeno un paio di ore alla visita. Passeggiare nel Foro, lungo il Cardo Massimo, la strada colonnata principale, e salire al Tempio di Artemide vi riporterà indietro nel tempo. Salite fino al tempio superiore di Zeus per godere di una vista a 180 gradi sul sito archeologico.

Jerash
Il sito di Jerash è la Pompei dell’Asia

Intorno alle 17.00 rientriamo verso la capitale Amman e la Giordania ci regala proprio sulla valle del Giordano il più bel tramonto di tutto il viaggio.

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Giorno 6: Amman

È l’ultimo giorno in Giordania e decidiamo di dedicarlo interamente alla capitale. Amman, come Roma, è stata costruita sulla cima di numerosi colli e dopo la guerra in Iraq, negli ultimi dieci anni, ha subito un’incredibile crescita. Immensa e trafficatissima, la capitale della Giordania è un luogo a sé!

Qui decidiamo di muoverci in taxi per evitare il traffico folle e si rivelerà un’ottima scelta!

La cittadella, inclusa nel Jordan Pass, è un altro sito archeologico imperdibile. Qui le celebri colonne del tempio di Ercole, costruito sotto Marco Aurelio, dominano dall’alto tutta la città moderna. Nella cittadella è possibile ammirare i resti di una mano maniacalmente scolpita nella pietra e l’edificio più spettacolare del sito archeologico è indubbiamente il Palazzo degli Omayyadi, costruito nel 770 DC, che un tempo ospitava il governatore di Amman.

Amman Cittadella 1
I resti della mano scolpita nella pietra, cittadella di Amman

Degno di nota è anche il Foro Romano, facilmente raggiungibile a piedi dalla cittadella grazie ad alcune scalinate. Nel complesso del Foro Romano, incluso nel Jordan Pass, è possibile visitare anche gli interessanti Museo del Folklore ed il Museo delle Tradizioni Popolari dove è possibile comprendere alcuni usi e costumi della tradizione giordana.

Amman - Foro
Foro romano di Amman

A questo punto decidiamo di passeggiare nelle vie del centro tra i negozi di abiti e di spezie. Se volete acquistare dei souvenir, Amman è sicuramente il luogo giusto; molto più economico rispetto ai villaggi più turistici.

Amman: dove dormire?

Sofia Suites Hotel è un hotel situato nella zona universitaria di Amman, fuori dal centro e dal caos del traffico. È perfetto per chi come noi ha l’auto, per raggiungere il centro si impiega una ventina di minuti in taxi e il costo è tra i 4 ed i 10 Jod. Le stanze sono vere e proprie suites, ristrutturate da poco, ampie e pulitissime con zona notte e zona giorno. La colazione è ottima ed in zona ci sono molti fast food e ristoranti.

 

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Scritto da Ezia Peano

Torinese, ma originaria di Cuneo. Sagittario con i piedi ben saldi a terra ma la testa fra le nuvole. Vive secondo obiettivi precisi, ma che cambiano in continuazione. Per lei la serendipità è Fuerteventura.

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